Siamo tutti critici cinematografici

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  • Zazzauser
    Orribile grassone
    • 05/06/05
    • 5297

    #91
    Arlington Road (1999) di Mark Pellington con Jeff Bridges, Tim Robbins e Joan Cusack. Come thriller drammatico mi è piaciuto molto: la storia si snoda in modo originale e lineare e la tensione non manca, specie verso la fine. Dato che parla di terrorismo è molto attuale... la cura dei personaggi è buona e finalmente trovo un film il cui finale è proprio interessante. Pellington riesce anche a creare a tratti disagio ed angoscia al punto giusto che il tutto risulta molto coinvolgente. Gli attori mi sono piaciuti, il migliore Tim Robbins, sì forse Bridges ha un ruolo meno interessante e vario di quello di Robbins (ma interpreta comunque molto bene). Dialoghi... buoni, normali in alcuni punti, azzeccati in altri, se ne possono trarre belle citazioni.
    Vi consiglio di guardarlo perchè scorre piacevolmente.
    [I][B][FONT="Century Gothic"][COLOR="Navy"]"...Cose errate che paiono giuste dapprima, ma per quanto ci

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    • marsellus wallace
      Opinionista
      • 26/07/06
      • 819

      #92
      Domino

      Titolo originale:
      Nazione e Anno: Usa, 2006
      Genere: Azione
      Durata: 125 minuti
      Regia: Tony Scott


      Cast: Keira Knightley, Mickey Rourke, Edgar Ramirez
      Distribuzione: Eagle Pictures
      Produzione:



      Trama :Una poliziotta ( Lucy Liu )ascolta la storia di una ragazza ferita e dall'aspetto provocatorio caraterizzato da un tatuaggio a forma di pesce rosso sul collo.Il suo nome e' Domino , ed e' una ragazza irrequieta che proviene da una ricca famiglia benestante ma non si e' mai inserita nel tipico mondo della high class perche' sempre alla ricerca di forti emozioni e grandi spunti.Quasi per caso si trova a conoscere due personaggi stravaganti che formano una sorta di cacciatori di taglie che lavorano su commissione.Attratta dal loro strano mondo fa di tutto per aggregrasi con loro e arriva a eseguire una sensuale lap dance con una pistola puntata. Da quel momento entra nel gruppo a tutti gli effetti e la loro notorieta' e i bassi ascolti di un programma televisivo inducono il direttore di un reality ( christoper walken ) e la sua segretaria ( Mena Suvari )a fare una sorta di reality della caccia all'uomo...da li' cominciano i veri guai ...

      Osservazioni : Questo film diretto dal fratello meno talentuoso di Ridley e' il timbro e la dimostrazione di come una trama dall'apparenza tutt'altro che a lungo respiro possa venir dilatata oltre i confini del possibile dalla velocizzazione delle immagini , dallo stordimento delle musiche sparate in momenti tutt'altro che idonei, solo per stralunare e imprimere al film un ritmo che la ripresa a velocita' normale non possa dare senza cadere nel qualunque e nello scontato.Scott Tony sceglie la strada del racconto con flash back per rendere piu' confortevole allo spettatore il gioco delle vie possibili , percorrendo e ripercorrendo strade prima dette e poi rinnegate.Non c'e' nulla di piu' antifilmico di questo se il sistema viene spalmato per gran parte della durata del film , viene usata una fotografia virata al giallo per rendere piu' sporca e cattiva l'ambientazione ( connubio-cattiveria dei protagonisti per corticuircuitare una storia strabusata nei temi e nei toni ).Fino a diventare una cosa quasi fastidiosa nella meccanica , e oltretutto alla fine l'ultima mezz'ora e' un delirio visivo con introduzione di temi che il film non si puo' permettere , come la liberazione dell'Afghanistan e la divinazione del destino per cercare di ingrandirne il concetto( quanto mai inutile e fastidiosa quella immagine sacra con la moneta testa croce che gira).
      Questi limiti del film ( regia furba e ingannevole, sceneggiatura senza voli di fantasia e introduzione di personaggi stereotipati e gia' visti mille volte ) purtroppo annacqua anche la prestazione della vera star del film , Keira , che si propone come ragazza maledetta e schizzata , languida, sensuale, e senza paura di spogliarsi nonostante le sue connotazioni di attrice di film piu' per famiglie che di nicchia ( sta per arrivare " i pirati dei caraibi 2 ") , che esegue una dance in lingerie nera da urlo e propone un topless - amplesso nella sabbia . Anche Mickey e' assolutamente in parte , sfregiato e cattivo , e dopo sin city conferma il suo tentativo di tornare a buoni livelli dopo lustri di anonimato...da notare la presenza di contorno dei due protagonisti di Beverly hills ( simbolo della tipologia di vita alla quale domino deve scappare e che invece la insegue ) in parti himself e la presenza di Christoper e Mena ( tutt'altro che sensuale la nostra American Beauty)come produttore e segretaria del relaity show e Lucy nella parte dell'ispettrice.In definitiva un film a tutta grancassa da vedere come fine a se stesso ,violento e sincopato, che una buona prova d'attori ha salvato da un naufragio totale con una regia videoclippara e frenetica da bocciare.
      ps : ho messo solo i nomi degli attori in omaggio alla bella idea finale dei titoli di coda.
      non solo quentin ma nel nome di quentin...
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      • marsellus wallace
        Opinionista
        • 26/07/06
        • 819

        #93
        Slevin - Patto criminale

        Titolo originale: Lucky Number Slevin
        Nazione e Anno: Usa, 2006
        Genere: Thriller
        Durata: 110 minuti
        Regia: Pauil McGuigan


        Cast: Josh Hartnett, Ben Kingsley, Morgan Freeman, Lucy Liu, Bruce Willis
        Distribuzione: Moviemax
        Produzione:



        Trama : Slevin ( Josh Hartnett ) sembra vivere una serie di equivoci senza sosta e lo scambio di persona con un suo amico che non si trova piu' e l'impossibilita' di dimostrare la propria vera identita' sembra portarlo verso un tunnel senza uscita e la morte certa per dei debiti non suoi...tra l'altro i suoi nemici , il BOSS , (Morgan Freeman ) e il Rabbino ( Ben Kingsley) sembrano potenti e incontrastabili nella loro granitica sicurezza.L'aiuto di una vicina e la misteriosa presenza di un killer senza scrupoli contribuiscono a dare speranza la prima e inquietitudine il secondo ...come uscira' il giovane Slevin da questo labirinto ?

        Osservazioni : questo film diretto dal regista di " Acid House " e " Appuntamento a wicker park " con lo stesso Hartnett , decisamente vive la sua parte migliore nella prima mezz'ora dove siamo un po' stralunati davanti alla paradossalita' di alcune situazioni ( la mancanza di terrore del protagonista , la incapacita' di uscirne e la strana Lucy Liu e le sue deduzioni geniali sherloticke ) e al racconto di Bruce Willis che da' veramente tono e fornisce un buon motore iniziale per una vicenda
        che dovrebbe fornire una buona variazione-continuazione del genere noir. Visti poi gli attori coinvolti ci si aspettava delle grandi prove a sostegno di una trama robusta, le grandi prove non ci sono state nel senso che Freeman e Kingsley sono stati sottoutilizzati e hanno fatto solo quel poco che gli e' stato chiesto in maniera egregia ( riempiendo lo schermo al momento di andare in scena ) mentre man mano che le spiegazioni proseguivano la vicenda si sgonfiava di interesse e incartandosi su certi meccanismi che lasciavano l'amaro in bocca per non riuscire a supportare con l'avanzamento della storia il ritmo degli avvenimenti.Un finale liberatorio con spiegazioni piu' o meno credibili che vorrebbe essere geniale e imprevedibile ( ma non lo e' ) poi contribuisce ad abbassare ancora piu' di livello un film di valore registico praticamente nullo ( piatto ed accademico ) lasciandoci l'amaro in bocca.Nel reparto attori, riprendendo il discorso di prima, nullo Willis granitico e monofacciale ( eh si, un super killer e' cosi'...incredibile nel 2006 il concetto) e assolutamente odiosa la Liu , quasi maestrina negli atteggiamenti e molto delicata ma che lavora all'obitorio ,mai veramente in parte e mai veramente credibile recitando senza nessun sforzo e incassando il conquibus.
        In conclusione un film con un ottimo cast e due mostri sacri di attori rovinato dalla piattezza registica e da una sceneggiatura apatica, impegnato piu' ad arrivare al finale per spiegare il tutto che a dare corposita' al resto per darci un film valido.Infatti Slevin e' un prodotto con capo e coda, e' il centro che e' indigesto...
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        • marsellus wallace
          Opinionista
          • 26/07/06
          • 819

          #94
          La notte del mio primo amore

          Titolo originale:
          Nazione e Anno: Italia, 2006
          Genere: Thriller
          Durata: 82 minuti
          Regia: Alessandro Pambianco


          Cast: Claudia Venturini, Damiano Verrocchi, Alice Visconti
          Distribuzione: Mediafilm
          Produzione:


          Trama:un serial killer terrorizza una zona della provincia italiana ( ndr , mi e' sfuggito quale...) rapendo e uccidendo diciassettenni piu' o meno carine .Tutto sembra ricollegato alle attivita' di una palestra dove Matteo rubacuori senza sosta.
          Cedendo al suo fascino Chiara va con lui in una villa isolata dove tutto sembra prendere una brutta piega...

          Osservazioni : questo film e' di una bruttezza infinita, non perche' e' grezzo a livello registico ( e questo e' capibile visto i mezzi e le prime esperienze ) , non perche' e' privo di qualunque spessore recitativo ( non pretendiamo l'impossibile da dei giovani figuranti e non tagliamogli le gambe senza dargli la possibilita' di apparire ) , ma perche' e' privo della benche' minima invenzione narrativa , e deve la motivazione del suo esistere solo alla voglia imperante di cavalcare la moda dei film horror facendo un prodottino italiano ( fantasia a mille ...)facendo un puzzle di cose gia' viste e straviste , e oltretutto facendolo male.Di solito i prodottini iniziali servono a far mettere sotto i riflettori le capacita' di registi che senza mezzi ma con del talento riescono cosi' a farsi notare e proseguire poi la carriera ( mi viene in mente el mariachi di rodriguez ) , qui pero' siamo di fronte al nulla assoluto per 82 minuti , con delle scene scure che non fanno minimamente vedere cio' che succede ( furbizia del girato per nascondere le pecche di produzione ? forse , piu' facile che sia per incapacita' nel focalizzare luci e ambienti ) , un serial killer che e' un misto di leather face e jason , con l'uso delle armi tipiche ( roncola, sparachiodi ) che non parla . Senza contare che i quattro protagonisti sono anonimi e antipatici come pochi.Ai titoli di coda alzatevi subito e risparmiatevi il finalino inutile...anzi, non entrate e fate prima e vi risparmiate la fregatura come il sottoscritto.Questo film scatafascio e' una bufala piena . Citazione : la villa dove si svolge l'azione ( ahahah) si chiama villa argento...non so quanto dario ne sara' felice.
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          • marsellus wallace
            Opinionista
            • 26/07/06
            • 819

            #95
            Garfield 2

            Titolo originale:
            Nazione e Anno: Usa, 2006
            Genere: Animazione
            Durata: 78 minuti
            Regia: Tim Hill

            Cast: Bill Murray (voce originale), Breckin Meyer, Jennifer Love Hewitt Breckin Meyer - Jennifer
            Distribuzione: 20th Century Fox
            Produzione:



            Trama : Il gatto Principe vive di ozi e lusso felino nel castello nei dintorni di Londra di proprieta' della sua padrona che lo adora.Ma la ricca signora muore e lascia tutto a lui , castello e fortune, facendolo diventare mira e bersaglio di un lord di pochi scrupoli che vorrebbe cambiare completamente l'assetto della tenuta a sfavore degli animali. Infatti se il pasciuto e ricco felino morisse andrebbe tutto a lui.Nel frattempo il nulalfacente Garfield , identico in tutto e per tutto nella fisionomia a Principe,si trastulla tra lasagne e musica ma deve recarsi a Londra per impedire che il suo padrone sposi una bella veterinaria.In compagnia del simpatico cagnetto Odie si trovera' invece coinvolto nei guai di Principe ....

            Osservazioni : due di numero e di fatto ,sono i Garfield di questo film che ripercorrono la storia del principe e il povero con l'inevitabile scambio di persona , ops, di felino , schiacciando occhio e zampe agli aristogatti di Dysneiana memoria e inevitabilmente ricordando Babe.
            Un percorso spassoso e divertente , con delle animazioni in cg che si integrano benissimo con il filmato e le azioni degli umani,leggero e perfettamente integrato in un compitino di un film dedicato alle famiglie tutte.
            Pero' rispetto ad altri film che pur hanno lo stesso obbiettivo di solo intrattenimento, questo Garfield 2 , di valore piu' basso comunque del primo che si dotava di una trama piu' corposa e originale, e' quanto mai scontato in ogni avvenimento, e si regge solo sulla inevitabile simpatia che gli animali di per se stessi donano.Oltre alle magnifiche locations del castello, abbiamo anche meravigliose inquadrature dei giardini che lo attorniano. In definitiva era un film a cui non si poteva chiedere poi molto di piu', ma che veramente poteva evitare di pagare un soggettista e uno sceneggiatore ( lo avranno fatto ?) visto l'ampio saccheggio praticamente pedissequo fatto sui grandi classici.Da notare l'uso della canzone " misirlou" di tarantiniana memoria , eseguita pero' nella versione black eyes piece per una scena culinario animalesca e la voce di fiorello per ambedue i gatti.Solo una comparsata per la bella Jennifer Love .
            forse ho scritto piu' io in questa recensione che chi ha scritto la storia...
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            • marsellus wallace
              Opinionista
              • 26/07/06
              • 819

              #96
              adesso che me lo avete ricordato riposto la recensione del tempo, un film eccezionale...
              United 93

              Titolo originale:
              Nazione e Anno: GB, Usa, 2006
              Genere: Drammatico
              Durata: 90 minuti
              Regia: Paul Greengrass


              Cast: Lewis Alsamari, Cheyenne Jackson, Trish Gates, Khalid Abdalla
              Distribuzione: United International Pictures
              Produzione:



              Trama : la storia dell'unico aereo dirottato dei quattro che l'11 settembre non raggiunse l'obbiettivo grazie al coraggio e al sacrificio dei suoi passeggeri ...
              Ossrvazioni : era veramente difficile fare un film senza retorica sull'11 settembre , senza eroismi o trionfalismi.Paul Grengrass ( autore dell'ottimo bloody sunday) aggira il rischio in maniera molto semplice e al tempo stesso onesta, arruola un cast di nessun richiamo, con attori praticamente sconosciuti e alcuni provinati all'ultimo , fa un uso della camera e del montaggio frenetico e utilizza una fotografia dai colori slavati .Questa scelta assolutamente contraria ai canoni di hollywood rende il film reale , e la ricostruzione anche se e' romanzata di quanto accaduto sullo united 93, ma aderente a una possibile sequenza dell'accaduto,non ci fa appassionare o simpatizzare per nessuno dei personaggi in particolare ,ma ci regala una storia di coraggio e di disperazione con cronachistica dote.
              Non ci sono musiche ridondanti ( la parte musicale e' praticamente inesistente ) , non ci sono momenti artefatti di gioia e dolore, ma gran parte del film e' dedicata a quanto succedeva nelle centrali di controllo e allo smarrimento a terra in quanto non si riusciva a capire che stesse succedendo , con militari divisi tra l'agire e il sapere cosa fare esattamente demandando ai superiori una patata troppo bollente.E non ci sono militari o controllori di volo ottusi da odiare, solo uomini con un lavoro e un accadimento troppo grande per loro...
              Un bel film con un plauso ai produttori per aver accettato di girare in questa maniera una storia su un tema tanto scottante,regalandoci una cronaca asciutta dell'accaduto( anche se ovviamente quanto avvenuto realmente sullo united nessuno puo' saperlo con esattezza) .
              Attendiamo adesso quello con Nicolas Cage sul coraggio dei pompieri delle twin towers , sperando che non sia troppo enfatizzato o ridondante.
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              • marsellus wallace
                Opinionista
                • 26/07/06
                • 819

                #97


                The Man - La talpa

                Titolo originale: The Man
                Nazione e Anno: Usa, 2006
                Genere: Commedia
                Durata: 83 minuti
                Regia: Les Mayflield


                Cast: Samuel L. Jackson, Eugene Levy, Luke Goss
                Distribuzione: Eagle Pictures
                Produzione:

                trama : un agente federale viene trovato morto in una strada di Detroit.Il suo socio Derrick Vann cerca di scoprire chi lo ha ucciso , e per mezzo di sistemi tutt'altro che leciti si fa prestare 20000 dollari dalle casse della polizia agendo sui soldi sequestrati che sono in fase di destinazione , ma purtroppo nei suoi accordi con la banda dei criminali interviene inconsapevolmente il mite e dolce Andy , un venditore di prodotti dentali che nel piu' classico dei modi e' nel posto sbagliato al momento sbagliato.Non potendo piu' fare a meno di lui per completare la trattativa - trappola , Vann decide di usarlo per i propri scopi.Ma i sistemi violenti con cui viene a contatto portano andy a cercare di non collaborare.Ovviamente la situazione di stallo deve sbloccarsi mentre i deliquenti si stanno spazientendo ...

                Osservazioni :il film e' l'ennesimo simil variazione buddy-buddy insolito che il cinema ci propone , con il duro e il simpatico che devono fare coppia giocoforza e che fanno fatica a sopportarsi ( poi scontatamente succede quello che tutti immaginano).The man- la talpa , diretto da Les Myfield che era inattivo dal 2001 e qualcuno ricordera' per " Gli ultimi fuorilegge " e "Flubber ", non sfugge alla legge dello scontato e dopo aver delineato il duro e il tenero , fa accadere l'equivoco che caratterizza il film e poi dopo binaria tutta l'azione verso la riparazione dei danni , con in mezzo e durante equivoci piu' o meno divertenti. Fa veramente tristezza vedere comunque un attore come Samuel L.jackson che dopo l'incolore prova nell'orrendo " il colore del crimine " ripetersi al ribasso con un filmino decisamente scontato , sembra un attore ormai perso.Qualcuno potrebbe obbiettare che dopo Pulp fiction non ha saputo piu' ripetersi a grandi livelli se non con Tarantino ( Jackie Brown ) , ma dati questi spunti si sperava sempre che finalmente faccia una scelta autoriale e non solo di budget.Eugene Levy abbandonati gli American pie fa il solito personaggio macchietta dando una recitazione monocorde che pero' in fondo e' definibile onesta in quanto e' quello che gli e' richiesto e quello sa fare.
                Tornando al film in se stesso la storia mantiene in fondo quello che promette con una lineare contrapposizione tra i due personaggi , ma non c'e' nessuno spunto di fantasia che poi tolga dal torpore del gia' visto, gia' sentito e gia' dimenticato.
                Il sinonimo di queste pecche e limiti e' dato dalla durata ristretta al limite del sindacale, dall'uso delle scoregge ( arma letale e finale dei registi in crisi di idee ) che a un certo punto si introduce , e abbiamo addirittura nel corso dell'indagine un exscursus familiare alla rappresentazione della scuola elementare della figlia di Jackson per insistenze del suo strano compagnio che vuole ridargli il senso della famiglia ( divorziato jackson contro il felice matrimonio di Levy )assolutamente patetico e completamente fuori luogo, ma serviva per dare un tono per famiglie in piu'.Si salva un breve intermezzo con un inseguimento in macchina, ma e' molto poco veramente.
                Insomma, per una serata scacciapensieri accontentandosi alla grande puo' andar bene , ma se avete altre scelte non abbiate esitazioni e cambiate direzioni .
                non solo quentin ma nel nome di quentin...
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                • Zazzauser
                  Orribile grassone
                  • 05/06/05
                  • 5297

                  #98
                  Il vento del perdono



                  Regia: Lasse Hallström, 2005
                  Cast: Morgan Freeman, Robert Redford, Jennifer Lopez, Josh Lucas.

                  "Einar Gilkyson é un vecchio allevatore che ha voltato le spalle al resto del mondo, dopo la morte del suo unico figlio. L'unica persona con la quale Einar tiene dei rapporti, é il suo grande amico e braccio destro Mitch Bradley. Ma un giorno la nuora Jean, insieme alla figlia undicenne, bussa alla sua porta in cerca di un luogo sicuro. Per il vecchio allevatore non sarà facile accoglierla a casa sua, anche perchè lui la ritiene la vera responsabile delle sue sofferenze..."

                  Commento
                  Nella media... interessante in alcuni punti, scontato in altri. Solita storia incentrata sui buoni sentimenti con i soliti stereotipi (il figlio morto, la ragazzina orfana, il vecchio e saggio Freeman che sta prendendo troppo la mano con questo ruolo, il fidanzato che picchia la compagna...). Sicuramente su un tema così era facile scendere nella retorica, e forse Hallstrom lo ha fatto volutamente... però si poteva sviluppare qualcosa in più, una cura migliore dei dialoghi che alla fine sono un pochino scontati ed un evolversi della storia più interessante (il finale non m'è piaciuto). Gli attori sono buoni, sminuito Freeman nel suo ruolo tuttavia marginale, bravo come al solito Redford, JLo mi è piaciuta abbastanza (di solito non è cos&#236.
                  Piuttosto romanzato... ci voleva anche una cura migliore dei personaggi.
                  Carino, ma veramente niente di che.







                  P.S. Volevo sperimentare il metodo di Marsellus per il commento dei film
                  Last edited by Zazzauser; 18-08-2006, 14:59.
                  [I][B][FONT="Century Gothic"][COLOR="Navy"]"...Cose errate che paiono giuste dapprima, ma per quanto ci

                  Comment

                  • marsellus wallace
                    Opinionista
                    • 26/07/06
                    • 819

                    #99
                    @zazza : niente male zazza niente male! complimenti !solo che nella descrizione della trama non dovresti fare copia e incolla fa fare direttamente il riassunto.Ti abitui a selezionare cosi' meglio le opinioni che poi metti nel commento.

                    ... ecco il lungo papiro su superman..scusate la lunghezza...

                    Superman Returns

                    Titolo originale:
                    Nazione e Anno: Utalia, 2006
                    Genere: Fantastico
                    Durata: 154 minuti
                    Regia: Bryan Singer


                    Cast: Kevin Spacey, Brandon Routh, Kate Bosworth, James Marsden
                    Distribuzione: Warner Bros. Italia SpA
                    Produzione:



                    TRAMA : dove e' finito Superman ? Scomparso misteriosamente per cinque anni il nostro uomo d'acciaio ritorna sulla terra.
                    tra la gioia frammista a stupore generale viene a sapere che la sua amata Lois lane ha un compagno e ha avuto un figlio.Mentre Clark Kent cerca di abituarsi e a riambientarsi al Daily Planet Lex Luthor trama come suo solito per il dominio del mondo...la scoperta della fortezza della solitudine con i ricordi e i cristalli di kripton e una fortuna avuta in eredita' con l'inganno saranno la base per il suo folle piano di conquista ...

                    Osservazioni : quando ho visto partire il film ho fatto un grande applauso a Bryan Singer e ho subito pensato alla sua filologia e onesta' di cineasta attento e capace che , anche se ha fatto ( come ovvio e giusto ) tabula rasa dei primi 4 Superman con lo sfortunato Reeve per fare l'operazione Return-Reborn che tanti buoni risultati ha dato con Batman, ha comunque iniziato il film con il tema classico di John Williams e ha usato uno stile dei credits uguale a quello del primo e seguenti capitoli .
                    Pensavo che questo omaggio fosse solo dedicato al corpus iniziale del film , doveroso a simboleggiare il nuovo con uno sguardo al vecchio.Poi invece la trama del film , invece di subire una riscrittura totale rispetto agli illustri progenitori ( sopratutto il primo ) , quasi ricalca in maniera anche troppo evidente l'impronta generale di quei lontano primi/secondi capitoli , con il volo serale tra Superman e Lois , e una generale difficolta' a mascherare il fatto che Clark e Superman differiscano solo per gli occhiali.Luthor vuole conquistare il mondo , questo si sa , ( chi ricorda la strepitosa battuta " otisville ?" ) e si dota di precise cartine come Gene Hackman si doto' al tempo per mostrare i suoi nuovi domini...la faccia di jor -el che appare brevemente e' identica a Marlon Brando.
                    Lasciando perdere queste assonanze che puo'essere pedante sottolineare e riguardano solo il pubblico di eta' non piu' verde che ha seguito e adorato quei vecchi film, la trama purtroppo scricchiola in molti punti e accade una cosa veramente sconvolgente e difficile da concepire , mentre certe situazioni sono patetiche, buoniste e rasentano l'ilarita' quando supes si rende conto della notizia .Singer poi colloca la scomparsa di Superman 5 anni prima , sembra un caso ma non lo e' : facendo i conti ci troviamo un Supes che sparisce prima dell'11 settembre , lois fa un articolo dal titolo piu' che eloquente " Ecco perche' non abbiamo bisogno di superman " per poi cambiarlo in " Ecco perche' abbiamo bisogno di superman" .All'inizio l'analogia poi risulta ancora piu' chiara con la frase
                    Spoiler: (Evidenzia questo box per leggere il testo nascosto.)
                    volate sicuri, tornate a volare che stasticamente e' il mezzo piu' sicuro
                    ...l'uomo d'acciao non c'era e non poteva fermare gli aerei , quello che succede dopo dimostra che se ci fosse stato...
                    Il film dura parecchio poi per quello che deve dire , e molto e' stato dedicato agli effetti speciali .Stupendi , grandi , colossali.
                    sono di una perfezione infinita e lasciano di stucco , un lavoro magistrale.
                    Il reparto attori si dota di un grandissimo Kevin Spacey che imparata la parte magistralmente omaggia Gene Hackman con una recitazione molto valida, tutta mossette e movimenti di mani .Il nuovo Superman e' piu' che credibile nella sua fisionomia e non deve recitare granche' in quanto sono gli effetti speciali che ne supportano i movimenti e le fasi del recitato , la Boswort e' una Lois lane molto inferiore a Margot Kidder ,comparsata per Eva Marie Saint che fa Martha Kent( intrigo internazionale di mr Alfred Hitchcock ) e James Marsden fa il figlio del gran capo del Daily Planet Perry White buono di cuore nonostante la sua gelosia per Superman.
                    La scena in cui alza la macchina e' un omaggio alla copertina di Action Comics , rivista dove Supes apparve per la prima volta.
                    In definitiva un film con una regia attenta e competente che emoziona per tutte le sue componenti visive , un po' meno per quelle dedicate alla storia anche perche' molti avvenimenti sono ultrascontati e sanno di dejavu.liberandosi da ogni pastoia mnemonica Sreturn e' un gran carrozzone rutilante di effetti , un buon divertimento ma e' un po' come l'acqua che appare nella pellicola a fiumi , passa e va e quando rallenta stanca .
                    guardate la locandina del film originale , anche quella e' stata omaggiata...
                    non solo quentin ma nel nome di quentin...
                    quentin tarantino project

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                    • Misterikx
                      whatever..
                      • 24/03/05
                      • 15327

                      #100
                      Scartavetramento Di @oglioni

                      Mi piace lavorare .
                      con la Braschi (moglie di Benigni)
                      Parte perfetta della Braschi da pesce lesso servito su un piatto disorno..se non ci fosse il marito ke gli fa fare tutte le
                      parti IN OGNI FILM mi domando chi se la fila...alla
                      faccia dell
                      " Non siamo in un salotto borbonico col mignolo sollevato e l'inchino obbligatorio. Qui siamo tutti uguali. Non ti aspettare in un forum cose difficili da trovare pure tra amici e parenti." Nahui

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                      • Zazzauser
                        Orribile grassone
                        • 05/06/05
                        • 5297

                        #101


                        The New World
                        Regia: Terrence Malick, 2005
                        Durata: 135 minuti
                        Cast: Cristopher Plummer, Colin Farrell, Christian Bale, Q'orianka Kilcher, Wes Studi, August Schellenberg, Yorick van Wageningen, David Thewlis

                        1607, America. I coloni si apprestano ad iniziare una "nuova" vita nel "nuovo" continente. Ambientata nella città di Jamestown, sull sfondo del difficile primo contatto fra occidentali ed indigeni la trama prende spunto dalla tormentata storia d'amore tra Pocahontas, una nativa-americana, e John Smith, soldato inglese.

                        Commento
                        Malick non si smentisce, non questa volta. Questo film si presenta in molti casi simile alla sottile linea rossa, per l'ambientazione, per le enigmatiche voci fuori campo, per l'assenza di un dialogo continuo, volto a sottolineare prima di tutto i rumori della natura incontaminata, in certi casi è visionario, con quelle riprese di uccelli che volano, degli alberi da sotto che lasciano penetrare la luce del sole, dell'indigena che corre felice. Il tutto viene visto sempre attraverso un'ottica poetica, con ritmi lenti e molto riflessivi, senza la benchè minima traccia d'azione. Le inquadratura esprimono ciò che non viene detto coi dialoghi, che comunque si presentano a volte abbastanza interessanti (mi è piaciuto il discorso di Plummer al suo rientro dall'Inghilterra). Quindi direi che sul piano della regia è tutto ottimo, scenografia eccellente, altrettanto la fotografia, gli attori entrano molto nell'ottica di Malick: Plummer esce di scena per troppo tempo, la sceneggiatura avrebbe dovuto privilegiarlo di più. Ma il film non mi ha entusiasmato tantissimo proprio per quanto riguarda i ritmi lenti. Sottinteso che questo modo di fare cinema di Malick mi soddisfa e mi piace, ma qua si è lasciato troppo andare; raggiunta l'ora di film il ritmo cade inesorabilmente, i fatti si susseguono con intervalli troppo grandi che tolgono l'attenzione dello spettatore. Il regista avrebbe dovuto tagliare alcuni pezzi, invece sembra quasi che si sforzi, diluendo lo snodarsi della trama con intervalli di riflessione e pura ripresa senza commento, di raggiungere le famigerate 2 orette per sentirsi soddisfatto, sortendo agli spettatori meno accaniti un effetto soporifero. La sceneggiatura tutto sommato mi è piaciuta, non si scende sui sentimentalismi e su epiloghi facilmente prevedibili.
                        Un buon film in tutto e per tutto, tranne nel fatto che il ritmo cala troppo ed il coinvolgimento scende a picco, e ciò poteva essere evitato.
                        Last edited by Zazzauser; 19-08-2006, 14:59.
                        [I][B][FONT="Century Gothic"][COLOR="Navy"]"...Cose errate che paiono giuste dapprima, ma per quanto ci

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                        • marsellus wallace
                          Opinionista
                          • 26/07/06
                          • 819

                          #102
                          Cars - Motori ruggenti

                          Titolo originale: Cars
                          Nazione e Anno: Usa, 2006
                          Genere: Animazione
                          Durata: 114 minuti
                          Regia: J.Lasseter, J.Ranft


                          Cast: Voci della versione italiana: Massimiliano Manfredi (Saetta Mcqueen), Sabrina Ferilli (Sally)
                          Distribuzione: Buena Vista International Italia



                          Trama : Saetta Mc Queen e' un novella macchina da corsa prodigio , luccicante e velocissima che pero' ha un grave difetto , la spocchiosita'. Piena di se'e convinta di poter vincere tutto da sola , anziche' cercare collaborazione per le successive imprese viene lasciata dai suoi meccanici del Pit stop.Sara' un viaggio attraverso l'autostrada imboccando uno svincolo sbagliato arrivando a un paese dimenticato abitato solo da nostalgiche vetture e una bella Porsche di nome Sally a fargli capire le cose vere della vita e del pericolo della solitudine...

                          Special . estensioni voci coprotagonisti :

                          Carl Attrezzi - Marco Messeri
                          Chick Hicks - Pino Insegno
                          Luigi - Marco Della Noce
                          Guido - Alex Zanardi
                          Michael Schumacher - Michael Schumacher Ferrari
                          Giancarlo Fisichella -Boost
                          Jarno Trulli -DJ
                          Emanuele Pirro -Wingo-
                          Gianfranco Mazzoni -Bob Cutlass
                          Ivan Capelli - Darrell Cartrip
                          Giovanni Di Pillo - Speaker TV4

                          Voci Originali: Paul Newman, Owen Wilson, Bonnie Hunt, Richard Petty, “Larry the Cable Guy”



                          Cartone animato incluso nel film :
                          "One man band " - come di consuetudine allegato al film c'e' un corto di pochi minuti .Qua il divertimento e le situazioni paradossali sono date dalla conquista di una monetina da parte di due musicanti che agiscono come una banda di un sol uomo...

                          Osservazioni :la Pixar festeggia venti gloriosi anni e lo fa nel modo migliore , anzi potremmo dire ormai nel solito modo, con un film terribilmente bello che coniuga l'originalita' della storia con delle animazioni stratosferiche in cg.La casa di Lasseter ormai ci ha abituati a delle prove di assoluto valore e anche stavolta non manca l'obbiettivo.
                          Nel reparto tecnico inutile ripetersi , le animazioni sono esageratamente dettagliate e sono diventate , se possibile , ancora piu' perfette ( ci sono dei paesaggi di una bellezza infinita , vasti e suggestivi ) , e l'umanizzazione movimento delle macchine dandogli occhi e labbra fa sembrare che questo film sia recitato da vere auto parlanti e senzienti.
                          Le auto arrugginite e vecchie hanno un design da spasso , con denti caduti sotto il paraurti e un senso di vecchiaia e tempo passato assoluto , e la caratterizzazione di cricchetto ( autentica star nel film) multiforme e densa di particolari.
                          Gli appassionati di corse e di auto in genere impazziranno di gioia a trovare riferimenti competenti , mai pedanti e assolutamente inseriti nella storia ( quello piu' evidente e' l'omaggio al primo "Fast and Furios " con 900 cavalli inclusa ) , dimostrazione che la pixar ha ben studiato come sempre l'argomento prima di calare la storia di un esuberante vettura rampante prima in questo nuovo lavoro.
                          Tutte le vetture hanno una loro storia , comportamenti densamente caratterizzati ( i trattori mucche poi sono uno spasso)
                          e la prova corale di questi attori fittizi e' orchestrata benissimo.Nulla di nuovissimo il plot ( un giovane rampante che esegue un percorso di rinascita attraverso la conoscenza di nuovi ambienti e persone che prima non dico disprezzava ma sicuramente ignorava )ma e' nel suo procedere tanto interessante e pieno di particolari che non sfocia mai nello scontato e nel deludente.
                          Le voci dei doppiatori sono ottime , e anche chi dubitava della Ferilli dovra' ricredersi , mentre un grande e' Marco della Noce che doppia la 500 Luigi ( " Una vera Feeerrrari!" ) e Pino Insegno ( qua poco impegnato comunque ) da' la voce al cattivo del film.Deludenti le voci dei due speaker che sembrano i commentatori di un qualunque iss pro x playstation con un doppiaggio quasi teleguidato.In definitiva un grande film di animazione che sfocia ben oltre al suo mezzo espressivo, completo , affascinante e denso di particolari.Due ore di grande divertimento senza scadere mai .
                          Alla fine del film come d'uso da parte della Pixar non alzatevi e assistete ai titoli di coda , la casa di produzione si automaggia con divertenti gag.
                          Pit stop !
                          non solo quentin ma nel nome di quentin...
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                          • Zazzauser
                            Orribile grassone
                            • 05/06/05
                            • 5297

                            #103


                            The Insider
                            Regia: Micheal Mann, 1999
                            Durata: 157 minuti
                            Cast: Al Pacino, Russel Crowe, Cristopher Plummer

                            "Jeffrey Wigand (Crowe), scienziato e vice-direttore di una multinazionale di tabacco viene licenziato e minacciato in seguito ad una sua scoperta sulle sostanze nocive nelle sigarette che ne aumentano l'assuefazione e la dipendenza nei consumatori, e rivela tutto a un giornalista (Pacino) che attraverso la messa in onda di un intervista in cui lo stesso Wigand denunciava ciò che aveva scoperto cerca di rivelare tutta la verità per incastrare la multinazionale."

                            Commento
                            Bellissimo ed attualissimo... mi sono piaciuti immensamente la regia, i dialoghi, i personaggi, gli attori (soprattutto Russell Crowe che rende benissimo la sua discesa verso la disperazione) anche se Al Pacino non era al massimo. Lungo film di denuncia sull'ennesimo caso che fece scandalo e di cui adesso ci siamo tutti dimenticati: Mann snoda una pellicola di due ore e venticinque, che gli è valsa 7 nomination all'Oscar, carica di suspence e colpi di scena analizzando molto bene la situazione, di uno spessore rilevante: l'industria del tabacco secondo me è inserita in un ambiente contraddittorio, una venditrice di morte che non si può biasimare fino in fondo perchè è come se i clienti comprassero di buon grado la morte che vende, e nel film tutto questo viene analizzato, così come altre tematiche di attualità: lo strapotere delle Multinazionali, la libertà di stampa (Bellissima la frase di Pacino "La stampa è libera soltanto per chi la possiede"), l'opinione pubblica, i mezzi di informazione di massa, valori come giustizia ed informazione che vanno ad essere in contrasto con gli interessi personali. Molto belli i dialoghi, molto ben curati i personaggi (tutti) non scende mai sulla retorica nè il tono cala durante la visione. Consigliato.
                            Last edited by Zazzauser; 02-09-2006, 15:09.
                            [I][B][FONT="Century Gothic"][COLOR="Navy"]"...Cose errate che paiono giuste dapprima, ma per quanto ci

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                            • marsellus wallace
                              Opinionista
                              • 26/07/06
                              • 819

                              #104
                              che film ogni cosa e' illuminata, con un grande wood ( elijah )
                              che mi ha veramente stupito . un film che ripercorre le origini di un ragazzo ebreo conservatore e collezionista che attravrso un viaggio di conoscenza con uan strampalata compagnia riscopre veramente cio' che e' stato che va oltre gli oggetti che immagazzina dandogli un valore personale e intrinseco a livello affettivo e ricordo. Un film totalmente ignorato che adesso che e' arrivato in dvd merita una visione o rivisione per rendere giustizia.Tra l'altro ha una locandina sensazionale misto di pop e warhol
                              non solo quentin ma nel nome di quentin...
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                              • marsellus wallace
                                Opinionista
                                • 26/07/06
                                • 819

                                #105
                                rivisto anche io ...rimetto la recensione di jarhead del tempo...

                                TRAMA : jarhead e' la testa di barattolo , cioe' la testa vuota dei marines che si autocriticano.....questa e' la storia di uno di essi che si prepara per la prima guerra in irak prima nelle severe caserme americane e poi nella logorante attesa nel deserto del 15.01.1991 ......il percorso vitale sara' veramente pregno di insegnamenti.....
                                OSSERVAZIONI: un film sulla guerra in irak ( la prima ) e' un frullato cinematografico di tanti altri film ( mitici) come full metal jacket,apocalypse now,il cacciatore.l'inizio riprende la caserma dove zio stanley ha girato fmj , e il film e' incentrato sulla gloria del colpo solo, singolo e preciso ( filosofia del cacciatore).bisogna dire che nel film i capolavori sopracitati sono ampiamente mostrati da mendes,senza voler attingere al loro immaginario collettivo ingannando lo spettatore non preparato che pensa a chissa' che genio del regista che li usa ( la cosa e' molto piu' frequente di quanto si pensi...) : fatte queste premesse bisogna dire che il film non e' malaccio, macho al punto giusto e senza troppa morale, i marines vengono indottrinati ma la loro indole verso l'uccisione e' sincera e voluta, come e' in fondo nella realta',consapevoli di essere macchine di morte e la cosa peggiore che gli puo' capitare e' che qualcuno gli impedisca di uccidere il nemico.Tutti i protagonisti sono sincopati,violenti e folli ( x natura o per situazione ).iL film e' ideologicamente diviso in 2 parti , come in fmj una nella caserma e una nel campo da ( non ) combattimento,e la migliore e ' sicuramente quella nel deserto perche' piu' diversificata nelle situazioni, con un lavoro sulla psiche dei personaggi piu' stratificato.Belle le situazioni notturne, dove in fondo il lavoro di distruzione degli aerei non gli permette il combattimento tanto agognato ma crea delle situazioni oniriche ,con paesaggi desertici illuminati e uomini infangati e coperti di nero del petrolio che brucia ( la terra sanguina....) .Un film che non denuncia e non critica nulla in fondo,rimane un po' a se' perche' il pensiero dei protagonisti e' solo di rassegnazione e consapevolezza di essere marines,giusto o sbagliato che sia.
                                Il suo grosso difetto e' non la mancata o presente denuncia di fatti o misfatti,ma quanto piu' la stiratezza delle situazioni che molte volte si ripetono ( la tiritera che essere marines e' essere nella merda a vita e' presentissima, con gabinetti sempre presenti e latrine dovunque ) , la troppa citazione che alla fine puo' infastidire ( l'inizio e' identico a fmj ) e la paradossalita' di alcune situazioni.( che senso ha scavare buche nel petrolio? possibile che la compagnia prosegua l'occupazione del deserto solo in otto ?si puo' cucinare dei wurstel sulle casse di ........ ?) .La regia e' comunque ottima e il regista di american beauty si conferma talentuoso.un bloopers e una curiosita': sono inquadrati dei pc con schermi ultrapiatti flat ( nel 90 non c'erano) e viene utilizzato per una parte cameo lo strepitoso padre marine foille di american beauty.Per una serata di dismpegno va bene, oltre per me non arriva a pungere la coscienza......
                                non solo quentin ma nel nome di quentin...
                                quentin tarantino project

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