Ciao a tutti.
Proprio ieri notte (all'1.30 [visto che di teatro solo a quell'ora si parla!!!]) mi è venuto per l'ennesima volta lo stesso pensiero sul mondo dello spettacolo: "Perché la gloria spesso va a chi fa di meno e non a chi la merita veramente?".
Riassumao la scenetta
: in una trasmissione di parlavo di uno spettacolo teatrale che stanno facendo al teatro Manzoni di Roma e come ospiti c'erano la Caldonazzo, Longhi e un'altra di cui - sorry - non ricordo il nome. E via coi soliti complimenti e via dicendo.
Direte voi: "E quindi? Che c'è di strano?" Forse niente se non fosse per il fatto che allo spettacolo partecipano altre 2 persone di cui una di queste si chiama (e lo voglio nominare) Roberto D'Alessandro, che è stato citato da quella terza attrice ma ovviamente hanno detto il nome velocemente.
Direte ancora: "E vabbè e mo, dov'è la tua perplessità?"
Roberto D'Alessandro è (anche se forse meno famoso) il vero PROTAGONISTA: la critica sui giornali parla per lo più di lui (e vi garantisco con assoluta certezza che non è il classico giochetto del "ti pago e mi fai un articolo") dicento che da veramente brio a questa commedia. Gli applausi partono a teatro per lui la maggior parte delle volte.
Insomma per stringere: perché non dire con un po' di umilta da parte degli altri attori: "Vorrei ringraziare Roberto che ha dato sicuramente unamarcia in più all'opera" invece di stare a prendersi meriti che non si hanno minimamente? (e tra l'altro anche il protagonista dello spettacolo nonostante la sua esperienza non è che sia sto fenomeno)
Condiviso questo pensiero spero che se un giorno sarete (e parlo per gli attori) "famosi" sappiate comunque ammettere con un po' di umiltà quello che è vostro e quello che è di altri. Mi piacerebbe se queste cose di facciata potessero cambiare veramente nel mondo dello spettacolo. Improbabile ma la speranza... vabbè ci siamo capiti
Proprio ieri notte (all'1.30 [visto che di teatro solo a quell'ora si parla!!!]) mi è venuto per l'ennesima volta lo stesso pensiero sul mondo dello spettacolo: "Perché la gloria spesso va a chi fa di meno e non a chi la merita veramente?".
Riassumao la scenetta
: in una trasmissione di parlavo di uno spettacolo teatrale che stanno facendo al teatro Manzoni di Roma e come ospiti c'erano la Caldonazzo, Longhi e un'altra di cui - sorry - non ricordo il nome. E via coi soliti complimenti e via dicendo.Direte voi: "E quindi? Che c'è di strano?" Forse niente se non fosse per il fatto che allo spettacolo partecipano altre 2 persone di cui una di queste si chiama (e lo voglio nominare) Roberto D'Alessandro, che è stato citato da quella terza attrice ma ovviamente hanno detto il nome velocemente.
Direte ancora: "E vabbè e mo, dov'è la tua perplessità?"

Roberto D'Alessandro è (anche se forse meno famoso) il vero PROTAGONISTA: la critica sui giornali parla per lo più di lui (e vi garantisco con assoluta certezza che non è il classico giochetto del "ti pago e mi fai un articolo") dicento che da veramente brio a questa commedia. Gli applausi partono a teatro per lui la maggior parte delle volte.
Insomma per stringere: perché non dire con un po' di umilta da parte degli altri attori: "Vorrei ringraziare Roberto che ha dato sicuramente unamarcia in più all'opera" invece di stare a prendersi meriti che non si hanno minimamente? (e tra l'altro anche il protagonista dello spettacolo nonostante la sua esperienza non è che sia sto fenomeno)
Condiviso questo pensiero spero che se un giorno sarete (e parlo per gli attori) "famosi" sappiate comunque ammettere con un po' di umiltà quello che è vostro e quello che è di altri. Mi piacerebbe se queste cose di facciata potessero cambiare veramente nel mondo dello spettacolo. Improbabile ma la speranza... vabbè ci siamo capiti
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