Sentimenti veri..sentimenti finti..sentimenti a tutti i costi?

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  • mat
    Il Magnifico
    • 20/05/05
    • 17786

    #1

    Sentimenti veri..sentimenti finti..sentimenti a tutti i costi?

    Prendo spunto da un film (Il Sesto Senso) passato ieri sera in TV e recensito dall'ottimo Zazza per buttare li qualche considerazione sulle emozioni che sono capaci di scatenare in noi i film.
    Allora, io ho trovato quest'opera in certi suoi passaggi commovente e un po' mi sono anche commosso (i dialoghi del bimbo con la mamma, la figura del padre scomparso e altro), per
    Moderatore Debate Square

    "Era un mondo adulto, si sbagliava da professionisti"
    - P. Conte -


    Angst essen Seele auf
  • Nutella
    mammaluc(c)a
    • 27/03/06
    • 3127

    #2
    Nel momento in cui ti rendi conto che è una storia finta, che non potrà mai essere paragonata alla vita reale, ma che ti fa comunque commuovere, arrabbiare, piangere come puoi considerarlo disonesto? Ne sei conscio ma comunque ti suscita un'emozione, e questo basta.
    utente
    opinionara
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    Che mondo sarebbe senza di me

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    • CignoNero
      Banned
      • 26/10/05
      • 5131

      #3
      [QUOTE=mat612000]Prendo spunto da un film (Il Sesto Senso) passato ieri sera in TV e recensito dall'ottimo Zazza per buttare li qualche considerazione sulle emozioni che sono capaci di scatenare in noi i film.
      Allora, io ho trovato quest'opera in certi suoi passaggi commovente e un po' mi sono anche commosso (i dialoghi del bimbo con la mamma, la figura del padre scomparso e altro), per

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      • mat
        Il Magnifico
        • 20/05/05
        • 17786

        #4
        E' possibile, allora, che le emozioni che proviamo trovino nella storia che stiamo seguendo solamente un pretesto per rivelarsi...questo a prescindere dalla credibiltà o realtà della stessa?
        In questo caso questi sentimenti sarebbero già latenti in noi e attenderebbero solo uno stimolo capace di farli affiorare alla nostra coscienza?
        Moderatore Debate Square

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        • Nutella
          mammaluc(c)a
          • 27/03/06
          • 3127

          #5
          Penso proprio di sì. Non tutti si commuovono per le stesse cose, perciò deve dipendere dal modo che abbiamo noi di intendere la vita.
          utente
          opinionara
          responsabile del mio pc


          Che mondo sarebbe senza di me

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          • CignoNero
            Banned
            • 26/10/05
            • 5131

            #6
            [QUOTE=mat612000]E' possibile, allora, che le emozioni che proviamo trovino nella storia che stiamo seguendo solamente un pretesto per rivelarsi...questo a prescindere dalla credibilt

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            • Mototopo
              ma anche no!
              • 13/07/05
              • 12241

              #7
              Originariamente Scritto da mat612000
              Pensate sia onesto?
              la gente paga per ricevere emozioni, possono essere sentimentali, adrenaliniche ecc...

              quindi s
              Mototopo

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              • Bia
                Pollastrella da una botte di rovere
                • 07/06/05
                • 13567

                #8
                [QUOTE=mat612000]E' possibile, allora, che le emozioni che proviamo trovino nella storia che stiamo seguendo solamente un pretesto per rivelarsi...questo a prescindere dalla credibilt
                Bia

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                • mat
                  Il Magnifico
                  • 20/05/05
                  • 17786

                  #9
                  Il discorso si fa interessante.....
                  E' però vero che, secondo me, ci sono almeno due modi di risvegliare emozioni nel pubblico.
                  Uno, che definirei genuino, che consiste in un dialogo tra l'autore e il pubblico e attraverso il quale l'autore condivide proprie emozioni suscitandone altrettante nel suo pubblico.
                  Un'altro, invece, che definirei "di mestiere" e consiste nella consapevolezza dell'autore del fatto che assemblando certe storie o rappresentando certe situazioni si stimolano forti emozioni nel pubblico, come dire, le emozioni suscitate sono reali...l'intento dell'autore non è però quello di condividere qualcosa col suo pubblico ma solo per "mestiere", appunto, coinvolgere il pubblico nella propria opera e fargliela apprezzare.
                  Tornando all'esempio del "Sesto Senso" io ho trovato una grande professionalità e una grande capacità dell'autore a mettere in scena una vicenda emozionante, ma mi è sembrato tutto molto studiato "a tavolino", per cui il risultato finale mi è sembrato ineccepibile ma un po' freddo, poco comunicativo..
                  Moderatore Debate Square

                  "Era un mondo adulto, si sbagliava da professionisti"
                  - P. Conte -


                  Angst essen Seele auf

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                  • DonaFlor
                    Contessa de noantri...
                    • 15/01/06
                    • 1262

                    #10
                    Questo per
                    Grande chef di Risotti in busta

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                    • CignoNero
                      Banned
                      • 26/10/05
                      • 5131

                      #11
                      Originariamente Scritto da mat612000
                      Il discorso si fa interessante.....
                      E' però vero che, secondo me, ci sono almeno due modi di risvegliare emozioni nel pubblico.
                      Uno, che definirei genuino, che consiste in un dialogo tra l'autore e il pubblico e attraverso il quale l'autore condivide proprie emozioni suscitandone altrettante nel suo pubblico.
                      Un'altro, invece, che definirei "di mestiere" e consiste nella consapevolezza dell'autore del fatto che assemblando certe storie o rappresentando certe situazioni si stimolano forti emozioni nel pubblico, come dire, le emozioni suscitate sono reali...l'intento dell'autore non è però quello di condividere qualcosa col suo pubblico ma solo per "mestiere", appunto, coinvolgere il pubblico nella propria opera e fargliela apprezzare.
                      Tornando all'esempio del "Sesto Senso" io ho trovato una grande professionalità e una grande capacità dell'autore a mettere in scena una vicenda emozionante, ma mi è sembrato tutto molto studiato "a tavolino", per cui il risultato finale mi è sembrato ineccepibile ma un po' freddo, poco comunicativo..
                      Sai dove ho trovato un risultato freddo, poco comunicativo, e dove ho riscontrato una serie di situazioni buttate lì solo ed esclusivamente per tentare di sconvolgere lo spettatore? Nel tanto acclamato "la bestia del cuore".
                      Ancora non riesco a capirne tutto il successo.
                      Personalmente l'ho trovato poco curato, soprattutto nel tema principale che doveva essere l'abuso sui minori.
                      Sono stati piazzati lì la separazione, il tradimento, l'omosessualità, i rapporti con la famiglia e gli abusi sui minori, giusto perchè, fondamentalmente, sono tematiche che, senza tanti ghirigori, di loro già attirano e, teoricamente, suscitano emozioni. Eppure, a me, quel film, non ha lasciato assolutamente niente.

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                      • Nutella
                        mammaluc(c)a
                        • 27/03/06
                        • 3127

                        #12
                        Non so se ho capito bene ma ciò che tu definisci "di mestiere" io di solito li chiamo esercizi di stile. Film fini a sè stessi, che ti lasciano ben poco, se non l'evidente narcisismo del regista... e di solito quelli non mi emozionano mai.
                        utente
                        opinionara
                        responsabile del mio pc


                        Che mondo sarebbe senza di me

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                        • Wolfe81
                          Lo Scemo del Villaggio
                          • 21/06/06
                          • 1130

                          #13
                          a me il sesto senso non ha toccato particolarmente, una cosa di cui sono rimasto MOLTO colpito e che mi ha fatto VERAMENTE TANTO pensare

                          Sometimes it feels it would be better for you all
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                          Il Mio Blog!

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                          • Neve_che_vola

                            #14
                            Originariamente Scritto da mat612000
                            Prendo spunto da un film (Il Sesto Senso) passato ieri sera in TV e recensito dall'ottimo Zazza per buttare li qualche considerazione sulle emozioni che sono capaci di scatenare in noi i film.
                            Allora, io ho trovato quest'opera in certi suoi passaggi commovente e un po' mi sono anche commosso (i dialoghi del bimbo con la mamma, la figura del padre scomparso e altro), però, pensavo anche tra me e me a che senso possa avere provare delle emozioni in modo così "artificiale".
                            Dico "artificiali" perchè la storia che ci viene proposta e che ci emoziona è assolutamente di pura fantasia, la vicenda narrata non ha e mai avrà alcun riscontro nella nostra esperienza reale...ha senso parlare in questo caso di emozioni?
                            In tutte le opere cinematografiche è presente una parte di fiction, ma quando questa si spinge nell'ambito dell'assolutamente inverosimile e incredibile pensate sia onesto "illudere" a tal punto lo spettatore coinvolgendolo emotivamente in situazioni assolutamente incredibili?
                            Pensate sia onesto?
                            Pensate sia arte?
                            Il problema è parti dal presupposto che certe cose non esistano....ma esistono che tu ci creda o no...e attraverso questo film, come pure in altri suoi, Shayamalhan ha voluto dare il suo punto di vista sulle cose in cui crede, un mondo parallelo che coesiste con il nostro e che in certi casi può venire in contatto con persone "sensibili" e io mi ci sono identificata di striscio diciamo, dato che una delle mie sorelle possiede certe facoltà cosiddette paranormali.
                            Per cui il regista non ha costruito a tavolino tutta la storia solo e soltanto per suscitare emozioni artificiali nella gente, ma proprio per dare la sua visione su questo argomento.
                            Credo inoltre che il suo messaggio fosse che non bisogna temere ciò che non comprendiamo all'inizio, ciò che ci spaventa a morte perchè temiamo possa farci del male, anzi bisogna decidere di non aver paura e affrontare se non addirittura abbracciare l'ignoto e comprenderlo e permettergli di parlarci, tanto che il bambino acquista anche maggiore sicurezza in se stesso -tema questo tra l'altro affrontato dallo stesso regista in The Unbreakable, quando Joshua, "l'uomo di vetro", spinto dalla madre, decide di uscire e affrontare il mondo nonostante la malattia e sceglie di non aver più paura-
                            E quello che di questo film specifico mi ha toccata personalmente è il senso di abbandono e di solitudine in cui può ritrovarsi un bimbo senza padre.
                            Inoltre non credo proprio che esistano, nel cinema, tranne rarissimi casi, emozioni artificiali. Certo è che certi film possono toccare corde in noi che neanche credevamo di avere e farle "suonare" suscitando emozioni di rabbia, sconforto, amore, gioia e allegria.
                            Ricordo ad esempio la prima volta che vidi Schindler's List e ne rimasi sconvolta e quando tornai a casa piansi a dirotto, tanto che mia madre si preoccupò pensando mi fosse successo qualcosa, e io tra le lacrime e i singhiozzi ripetevo solo "non credevo fosse stato così (l'olocausto)...non credevo..."
                            Last edited by Ospite; 21-06-2006, 09:48.

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                            • Neve_che_vola

                              #15
                              [QUOTE=Wolfe81]a me il sesto senso non ha toccato particolarmente, una cosa di cui sono rimasto MOLTO colpito e che mi ha fatto VERAMENTE TANTO pensare

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