Nella casa circondariale di Rebibbia Nuovo Complesso, un confronto fra attori professionisti e attori detenuti.
Giovanna Marini e Umberto Orsini nella ballata del carcere di Reading di O. Wilde e i detenuti-attori della Compagnia dei Liberi Artisti Associati che mettono in scena La Tempesta di William Shakespeare, nella versione in napoletano antico di Eduardo De Filippo.
Il mondo del teatro entra in carcere per confrontarsi con i detenuti che sul palcoscenico hanno trovato un contatto con il mondo.
Attori-professionisti e detenuti attori si incontrano per scoprire che sul palcoscenico si e' tutti uomini liberi. Cosi' oltre le mura e le inferriate della Casa circondariale di Rebibbia un piccolo palco e' diventato uno spazio di liberta'.
Il teatro diventa anche un' opportunita' per evadere per qualche ora dalla severita' del reparto di alta sicurezza dove e' rinchiuso chi sconta lunghe pene detentive.
Ci sono gia' state molte repliche de La Tempesta, oltre 3500 persone, nel piccolo teatro di Rebibbia, hanno visto lo spettacolo sempre accolto da tantissimi applausi. Ma ora la sfida e' quella di riuscire a portare lo spettacolo fuori dalle mura del carcere.
Nel 1895 Oscar Wilde fu condannato a due anni di carcere per comportamento contrario alla morale pubblica, pena che sconto' nel carcere di reading. Questa terribile esperienza, dalla quale non si risollevo' piu', tanto che ne mori' pochi anni dopo, fu all' origine della ballata una delle sue opere piu' autentiche e sincere, che Wilde firmo' con lo pseudonimo C.3.3. la sua matricola da carcerato. il teatro puo' essere un valido strumento di recupero sociale e magari un mezzo per favorire il reinserimento nel mondo del lavoro una volta lasciato il carcere? Ne sono convinti il ministero della Giustizia e quello per i Beni culturali che hanno firmato un accordo per sostenere e valorizzare le esperienze fatte in questi anni.
Natale in Casa Cupiello", "Napoli Milionaria", e ora "La Tempesta" di Shakespeare, nella versione di Eduardo in napoletano antico. Sono queste le tappe di un impegno crescente che ha visto protagonista La Compagnia dei Liberi Artisti Associati, la compagia formata da detenuti della sezione Alta Sicurezza di Rebibbia Nuovo Complesso, che da quattro anni, in maniera del tutto autonoma e volontaria si misero insieme per condividere la passione per il teatro.
Giovanna Marini e Umberto Orsini nella ballata del carcere di Reading di O. Wilde e i detenuti-attori della Compagnia dei Liberi Artisti Associati che mettono in scena La Tempesta di William Shakespeare, nella versione in napoletano antico di Eduardo De Filippo.
Il mondo del teatro entra in carcere per confrontarsi con i detenuti che sul palcoscenico hanno trovato un contatto con il mondo.
Attori-professionisti e detenuti attori si incontrano per scoprire che sul palcoscenico si e' tutti uomini liberi. Cosi' oltre le mura e le inferriate della Casa circondariale di Rebibbia un piccolo palco e' diventato uno spazio di liberta'.
Il teatro diventa anche un' opportunita' per evadere per qualche ora dalla severita' del reparto di alta sicurezza dove e' rinchiuso chi sconta lunghe pene detentive.
Ci sono gia' state molte repliche de La Tempesta, oltre 3500 persone, nel piccolo teatro di Rebibbia, hanno visto lo spettacolo sempre accolto da tantissimi applausi. Ma ora la sfida e' quella di riuscire a portare lo spettacolo fuori dalle mura del carcere.
Nel 1895 Oscar Wilde fu condannato a due anni di carcere per comportamento contrario alla morale pubblica, pena che sconto' nel carcere di reading. Questa terribile esperienza, dalla quale non si risollevo' piu', tanto che ne mori' pochi anni dopo, fu all' origine della ballata una delle sue opere piu' autentiche e sincere, che Wilde firmo' con lo pseudonimo C.3.3. la sua matricola da carcerato. il teatro puo' essere un valido strumento di recupero sociale e magari un mezzo per favorire il reinserimento nel mondo del lavoro una volta lasciato il carcere? Ne sono convinti il ministero della Giustizia e quello per i Beni culturali che hanno firmato un accordo per sostenere e valorizzare le esperienze fatte in questi anni.
Natale in Casa Cupiello", "Napoli Milionaria", e ora "La Tempesta" di Shakespeare, nella versione di Eduardo in napoletano antico. Sono queste le tappe di un impegno crescente che ha visto protagonista La Compagnia dei Liberi Artisti Associati, la compagia formata da detenuti della sezione Alta Sicurezza di Rebibbia Nuovo Complesso, che da quattro anni, in maniera del tutto autonoma e volontaria si misero insieme per condividere la passione per il teatro.

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