non infierire. ho sbagliato di nuovo.
aspettando godot
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Originariamente Scritto da sofienon infierire. ho sbagliato di nuovo.
oddio... Sofie... sei proprio incorreggibile... 
dai fai la brava e torna...
nessuno ti castigherModeratrice Teatro
[COLOR=Blue][SIZE="1"]quando arrivi a capire di una persona il motore che spinge ogni sua azione, quella parte interiore che nessuno vede, quella sua unicit
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Peccato che, come tutte le cose, quando te lo fanno studiare a scuola riescono a fartelo odiare.
E' difficile appassionarsi di letteratura sui banchi di scuola, soprattutto di teatro, meno male che alcuni hanno la fortuna di riscoprire certe opere, come questa, dopo e per scelta propria.
Ma per tanti Beckett rester"Vulgare amici nomen, sed rara est fides" (Fedro)
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Ciao a tutti. Parliamo ancora di godot . Secondo me la piece parla della condizione umana in generale, del continuo appigliarsi ad illusioni che facciamo di tutto ,sebbene a volte si affacci il dubbio, per non riconoscere come tali. Tra queste illusioni c'
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nessuna scena ambientata in un treno... la storia praticamente non esiste, ci sono vladimiro ed estragone, i due protagonisti, che fra loro si chiamano gogo e didi, che attendono in un luogo-non luogo l'arrivo di tale godot... che non arriva mai...
sono due vagabondi, dormono per strada, non hanno mai nulla da mangiare e sono alle prese con dei particolari dolori fisici, ai piedi e alla vescicca... parlano di suicidio, vorrebbero andarsene ma non se ne vanno.... se leggi il pezzo che ho postato all'inizio della discussione cmq trovi tutto ciModeratrice Teatro
[COLOR=Blue][SIZE="1"]quando arrivi a capire di una persona il motore che spinge ogni sua azione, quella parte interiore che nessuno vede, quella sua unicit
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