L'attesa, il desiderio, la conquista, la faticosa e dolce compagnia di un bene irrinunciabile.
Passione, speranza, esaltazione, sconforto, perfino timore, per alcuni lotta (e quant'altro ancora?) la parola LIBERTA' può evocare, proprio perchè è aspettativa primaria di ogni essere umano.
Se si domanda ad uno qualunque dei ragazzi di oggi "Cos'è la libertà?", egli cercherà la risposta in termini astratti, a volte non ben definiti, oppure risponderà molto più semplicemente con concetti quali "fare quello che si vuole", "andare dove si vuole", "stare con chi si vuole".
Hanno ragione, perchè vivono in una parte del mondo dove questo è spesso possibile.
Se questa domanda la si pone ad un fanciullo del Burundi o dell'Uganda probabilmente risponderà:"Vivere senza dover usare il fucile", o anche: "Mangiare tutti i giorni".
C'è una libertà assoluta nella vita materiale? Io credo di no. Il suo concetto muta a seconda dello status in cui l'individuo si trova a vivere. E comunque sentirsi liberi è nella sostanza essere liberi ? Date la vostra opinione.
Io provo a spiegarlo con una poesia...
Sfuma e consuma l'inverno,
i contorni dei giorni,
gli stessi,
i ricordi come l'acquerello del tempo,
dentro macchie sbiadite
di ore, di istanti, di mani, di sguardi
in un intermittente vagare,
tra i brandelli di quello che avevo ieri,
nel vento di quello che sarà
di queste mie parole
domani.
La vita sembra tutta uguale,
ma non è che una sensazione,
vivere non è simile a restare immobili
in mezzo al mare.
Io ferma sul crepuscolo del molo,
le onde di sotto,
libere a disegnare profili incostanti
di schiuma bianca.
Libertà è dimenticare la costa,
diventare onde, tra il sale e la nebbia,
mutare la forma della nostra essenza
di trame di ghiaccio,
dimenticare gli orizzonti.
Libertà, abbandonata nel sangue
dell'indifferenza
tradita dalla vecchiaia senza sogni,
agonizzante in un vuoto di speranza.
Senza una fissa dimora il mio cuore
ricerca i luoghi dove l'ombra di me stessa
non ricalca il mio profilo, ma esaspera la sua linea finita,
e la congiunge all'infinito.
Libertà è viaggiare dal limite di me stessa,
estendere i miei sogni
andare dove il confine della mia illusione
è disarmato.
Libertà non è fuggire,
nè volare senza rotta sconvolti dalla noia,
libertà è abbandonarsi,
non temere il cambiamento,
fare del dubbio il crogiolo delle proprie fatiche,
riconoscere negli ostacoli
i segni del maturare la propria saggezza.
Libertà è sapere che intorno alla mia pelle
si estende l'emozione,
rendersi conto che libertà è offuscare la sicurezza.
Camminare a volto basso,
lungo il sentiero che disegna
l'impercettibile differenza
tra sognare e scappare
e fare della fuga una schiava
e del sogno un compagno,
e del sogno essere schiavo e padrone.
Sembra quasi un paradosso,
questa schiuma inconsistente, questo mare senza costa,
LIBERTA'.
Passione, speranza, esaltazione, sconforto, perfino timore, per alcuni lotta (e quant'altro ancora?) la parola LIBERTA' può evocare, proprio perchè è aspettativa primaria di ogni essere umano.
Se si domanda ad uno qualunque dei ragazzi di oggi "Cos'è la libertà?", egli cercherà la risposta in termini astratti, a volte non ben definiti, oppure risponderà molto più semplicemente con concetti quali "fare quello che si vuole", "andare dove si vuole", "stare con chi si vuole".
Hanno ragione, perchè vivono in una parte del mondo dove questo è spesso possibile.
Se questa domanda la si pone ad un fanciullo del Burundi o dell'Uganda probabilmente risponderà:"Vivere senza dover usare il fucile", o anche: "Mangiare tutti i giorni".
C'è una libertà assoluta nella vita materiale? Io credo di no. Il suo concetto muta a seconda dello status in cui l'individuo si trova a vivere. E comunque sentirsi liberi è nella sostanza essere liberi ? Date la vostra opinione.
Io provo a spiegarlo con una poesia...
Sfuma e consuma l'inverno,
i contorni dei giorni,
gli stessi,
i ricordi come l'acquerello del tempo,
dentro macchie sbiadite
di ore, di istanti, di mani, di sguardi
in un intermittente vagare,
tra i brandelli di quello che avevo ieri,
nel vento di quello che sarà
di queste mie parole
domani.
La vita sembra tutta uguale,
ma non è che una sensazione,
vivere non è simile a restare immobili
in mezzo al mare.
Io ferma sul crepuscolo del molo,
le onde di sotto,
libere a disegnare profili incostanti
di schiuma bianca.
Libertà è dimenticare la costa,
diventare onde, tra il sale e la nebbia,
mutare la forma della nostra essenza
di trame di ghiaccio,
dimenticare gli orizzonti.
Libertà, abbandonata nel sangue
dell'indifferenza
tradita dalla vecchiaia senza sogni,
agonizzante in un vuoto di speranza.
Senza una fissa dimora il mio cuore
ricerca i luoghi dove l'ombra di me stessa
non ricalca il mio profilo, ma esaspera la sua linea finita,
e la congiunge all'infinito.
Libertà è viaggiare dal limite di me stessa,
estendere i miei sogni
andare dove il confine della mia illusione
è disarmato.
Libertà non è fuggire,
nè volare senza rotta sconvolti dalla noia,
libertà è abbandonarsi,
non temere il cambiamento,
fare del dubbio il crogiolo delle proprie fatiche,
riconoscere negli ostacoli
i segni del maturare la propria saggezza.
Libertà è sapere che intorno alla mia pelle
si estende l'emozione,
rendersi conto che libertà è offuscare la sicurezza.
Camminare a volto basso,
lungo il sentiero che disegna
l'impercettibile differenza
tra sognare e scappare
e fare della fuga una schiava
e del sogno un compagno,
e del sogno essere schiavo e padrone.
Sembra quasi un paradosso,
questa schiuma inconsistente, questo mare senza costa,
LIBERTA'.

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