Le funzioni denotative ed estensive non sono propriamente elimininabili, poiché presto o tardi si ripresenterebbero. Al massimo, si può cominciare a pensare quali esse siano nel caso contingente.
Comunque.
Normalità vs. Alterità.
Mah!
Credo che ogni società presenti una certa quantità di "devianza" accettata, a fronte di una concezione della normalità rispondente ad un obiettivo di omologazione...
Mi spiego:
un gruppo, più o meno grande, necessita di fattori che permettano ai suoi membri di condividere una sensazione di appartenenza, siano essi l'abbigliamento o il modo di parlare o le comuni vedute o quant'altro.
Normalità, potrebbe essere considerato il grado di aderenza individuale a tali schemi-valori.
Tuttavia, ogni persona tende a sviluppare propri modi di relazionarsi con la realtà, e quindi si crea un fenomeno di, per l'appunto, devianza da tali valori. Ne consegue che un individuo tenderà a non condividere l'impostazione etica del gruppo, venendone rigettato.
Si cerca perciò di raggiungere un equilibrio tra le due tendenze, ma: la nostra attuale società non è un gruppo, unico ed isolato, bensì una serie di realtà comunicanti.
Onde ottenere che più guppi convivano, bisogna che la società accolga un certo livello di devianza, ufficiosamente codificato, per cui certi atteggiamenti siano innocui e basilarmente accettati e allo stesso tempo considerati come diversi a livello di facciata.
Temo non si capirà un cazzo...
بناهاى آباد گردد خراب
ز باران و از تابش آفتاب
پى افكندم از نظم كاخي بلند
كه از باد و باران نيابد گزند
از آن پس نميرم كه من زنده*ام
كه تخم سخن را پراكنده*ام
هر آنكس كه دارد هش و راى و دين
پس از مرگ بر من كند آفرين
Quoto. Anche perché, ripeto, nessuno ancora è riuscito a darmi una definizione di "normalità". Tu dici: "Essere nella norma". Ok, quale norma?
Bè.. in un gruppo di alcolisti anonimi è nella norma che i componenti abbiano avuto problemi con l'alcol, tra gli iscritti al circolo arci è nella norma che i componenti siano di sinistra.. etc.
Esiste davvero una "norma" che vale per tutti, rispetto al modo di essere?
Assolutamente no, in quanto individui siamo tutti devianti.. quindi in certo senso tutti normali o tutti anormali.. decidete voi, è identico.
quindi in certo senso tutti normali o tutti anormali.. decidete voi, è identico.
Ma appunto, è uno dei tanti concetti intuitivi di cui facciamo uso... Il cui scopo è mantenere la coesione del gruppo. Poi, quella che studia queste cose sei tu, perciò...
بناهاى آباد گردد خراب
ز باران و از تابش آفتاب
پى افكندم از نظم كاخي بلند
كه از باد و باران نيابد گزند
از آن پس نميرم كه من زنده*ام
كه تخم سخن را پراكنده*ام
هر آنكس كه دارد هش و راى و دين
پس از مرگ بر من كند آفرين
Io non volevo usare toni aggressivi ma mi riferivo al topic iniziale in cui si faceva riferimento principalmente a certe dichiarazioni di personaggi dello spettacolo ed ho ben presente il vuoto di certe interviste e dichiarazioni rilasciate da questi pseudopersonaggi tanto superficiali quanto ignoranti.
Quando dicevo di persone mediocri ossessionate dalla normalità a loro mi riferivo, non all'umanità in generale.
E' vero quello che dice Erin: certi contesti e ambienti sono particolarmente ossessionati dal concetto tranquillizzante di normalità, il mondo della televisione e dello spettacolo lo sembra particolarmente.
Si cerca di rassicurare per avere più seguito, più audience, si preferisce essere banali che sinceri, spesso si deve tenere banco senza aver nulla da dire, si deve far carriera senza avere alcun talento e capacità.
E' difficilissimo se ci pensate un po' sopra.
E' evidente che non si può rischiare di esporsi più d'un tanto, lo stesso fenomeno è evidente anche nella politica che è sempre più contigua allo spettacolo.
A Beat vorrei dire che i concetti vaghi che si usano per comunicare spesso sono privi di contenuto e quindi comunicano solo in apparenza.
Linguaggi e pseudolinguaggi.
A Beat vorrei dire che i concetti vaghi che si usano per comunicare spesso sono privi di contenuto e quindi comunicano solo in apparenza.
Linguaggi e pseudolinguaggi.
Sono assolutamente d'accordo.. comunque la meccanica attraverso la quale concetti privi di contenuto come questi, in cui il solo significato è quello che vi proiettiamo noi, diventano concetti cardine, è interessantissima.. e fa riflettere (secondo me) su quanto in realtà siano gli individui stessi ad appiopparsi certe definizioni.. per poi cercare di liberarsene. Un pò come le macchie di Rorschach, per capirci.
ma mi riferivo al topic iniziale in cui si faceva riferimento principalmente a certe dichiarazioni di personaggi dello spettacolo ed ho ben presente il vuoto di certe interviste e dichiarazioni rilasciate da questi pseudopersonaggi tanto superficiali quanto ignoranti.are spesso sono privi di contenuto e quindi comunicano solo in apparenza.
Ahaaa...non avevo capito il rimando, scusa...:Flower:
Un personaggio dello spettacolo che parla di normalità secondo me prende semplicemente per il culo la gente che è costretta, obbligata a vivere nella normalità. Se vogliono tanto fare la persona normale possono svegliarsi alle 5 di mattina e andare in cantiere, invece di andare a letto.
Non sanno più come apparire mostrarsi invadere sbraitare si svestono quando gli altri si coprono e si coprono quando gli altri si svestono, mi è capitato di vedere in spiaggia con quarantagradi all'ombra una divina con gli stivali di pelle sino al ginocchio proprio per rimanere nella normalità. Ma ci vuole un bel coraggio !!! Ma siamo diventati proprio carne da macello noi "poveri comuni mortali".
La cosa che più fà tristezza che siamo noi con la nostra normalità a mantene la loro diversità. Emulandoli idolatrandoli.
Comunque non mi sembra che ci sia poi così tanta ossessione per la normalità, anche le persone più comuni fanno del tutto per non apparire normali, se possono fanno l'albero di natale appeso all'incontrario pur di distinguersi dalla massa figuriamoci i personaggi dello spettacolo....proprio loro.
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