posso anche capire il fatto che non potevano sopportare liti ,pianti ecc.Ma appunto premeditare un'azione del genere non hai scusanti di nessun genere!
Penso che chi ammazza qualcuno ma soprattutto le piccole creature innocenti meritano non solo l'ergastolo ma la pena di morte ,in Italia purtroppo la giustizia vale ben poco,infatti ora li assolvono...CHE SCHIFO!!!Mi fanno solo tanta rabbia
Qui devo intervenire perchè usciamo dal seminato.
Allora:
1) il vizio totale di mente (incapacità d'intedere e volere al momento del fatto) esclude l'imputabilità, quindi il problema della premeditazione non si pone nemmeno in quanto l'imputato è prosciolto (non assolto) e non soggetto a pena ma a misura di sicurezza (internamento in OPG) se ritenuto socialmente pericoloso;
2) il vizio parziale di mente (c.d. seminfermità mentale) non esclude l'imputabilità ma riduce la pena che una volta scontata dovrebbe essere seguita da una misura di sicurezza, la seminfermità è ritenuta compatibile con la premeditazione;
3) la premeditazione è una semplice circostanza (aggravante) del reato e come tale può essere prevalente, equivalente alle circostanze attenuanti le quali a loro volta possono essere prevalenti o equivalenti rispetto all'aggravante.
Detto questo, per evitare ulteriori facili conclusioni faccio presente che i concetti ora espressi sono puramente legali e normativi, nel senso che derivano in parte ma non totalmente da definizoni scientifiche.
Secondo molti psichiatri sono concetti che dal punto di vista scientifico sono approssimativi e confusi, in particolare la "seminfermità mentale" sarebbe una vera e propria invenzione del legislatore.
Il concetto di premeditazione è anch'esso molto discutibile ed è di natura strettamente legale e non scientifica: il decorso di un lasso di tempo rilevante tra la decisone di commettere un reato e la sua consumazione può essere, infatti, tanto sintomo della persistenza di un proposito criminoso quanto del suo contrario: di una volontà tutt'altro che univoca e soggetta a continui ripensamenti.
Idem l'aver predisposto i mezzi materiali necessari per commettere il reato.
Del resto la premeditazione è assolutamente ritenuta sussistente anche nei casi in cui tra l'ideazione e la consumazione del reato intercorra un lasso di tempo limitato (alcune ore o meno).
Meglio, secondo me, anzichè perdersi in astruse indagini sulla volontà del colpevole sarebbe distinguere in due categorie:
il delitto voluto e il delitto non voluto.
All'interno di queste due ampie categorie valutare l'entità della pena in base alla gravità del danno provocato, alle modalità di condotta con cui è stato commesso (la brutalità, i motivi particolarmente futili o riprovevoli, l'aver usato particolari sevizie evitabili ecc. ecc.) e diciamo in ogni caso a fatti oggettivamente accertabili.
Ovviamente, l'accertata presenza di una grave patologia psichiatrica dovrebbe a priori escludere escludere la punibilità del colpevole.
"Ci sono amori che durano il tempo di uno sguardo e rivoluzioni che vivono lo spazio di un mattino, sono forse per questo meno importanti di certi compromessi scellerati che incatenano tutta una vita?"
Gianni-Emilio Simonetti
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