Grazie.
Ora fine OT,
scusami ma domani mi alzo all'alba per torturare mia madre con dei tizzoni di sigarette accesi sulla sua pelle escoriata per lo sfregamento di sale con le mie nude mani.
al mattino quando tuo marito è andato al lavoro
-se è freddo tira una secchiata di acqua sulle scale
-altrimenti una bella secchiata di acqua e tanto sapone liquido
e tanti auguri!
altrimenti puoi prendere tua madre in disparte e dirle che stai cercando una nuova casa
e vedere che faccia fa
lo chiedo perchè i diritti sulla proprietà dei beni immobili
(ivi compreso l'usufrutto di cui si parlava in precedenza)
si attribuiscono con forma scritta
(p.s. mi pare di ricordare che l'usucapione non si possa invocare su un bene dato in uso dal legittimo proprietario, viene a mancare il presupposto del possesso, infatti un bene concesso in custodia viene "detenuto" e non "posseduto")
non mi sembra comunque un iter facile...
Effettivamente potrei aver cannato la qualificazione del rapporto e del diritto di marzietta :goccia: Nell'eventualità me ne scuso... ma cerco di rimediare subito per precauzione
C'è da dire che alla stregua della gestione di affari altrui il comodante crea attraverso la concessione di un beneficio una giusta aspettativa... lui rende spontaneamente un beneficio, ma, una volta ricevuto, il comodatatio opera confidando nella lealtà del beneficiante. Per questo il comodante dovrà risarcire ad esempio il danno arrecato in conseguenza di una restituzione inopportuna... come quella che ha come fine l'esclusiva "ripicca" della madre, perchè si tratterebbe di un puro atto di orgoglio personale e non di necessità di disporre della cosa.
in questo caso infatti, a maggior ragione del contesto è familiare, nel rapporto di comodato sono significative nel comodante la volontà in connessione all'opzione morale che la determina: la madre di marzietta ha voluto concedere il comodato dell'appartamento a sua figlia affinchè vi abitasse con la sua famiglia. Il beneficio è concesso in piena libertà e il comodante mantiene questa libertà nella vita del rapporto se nulla lo obbliga in senso contrario... MA se prescrive intempestivamente la rstituzione della cosa concessa in comodato è fondata la sua responsabilità: non può tenere in ostaggio il comodatario concedendogli un beneficio "condizionato" alla lesione di un suo diritto costituzionale come la privacy, o di quello di crescere i figli!!!
Va bene la lettera della legge, ma ci sono categorie di giudizio mutuate dal contesto in essere...
Ad esempio porto la giurisprudenza della cassazione.
La fattispecie è la seguente: "Tizio dà in comodato un alloggio perchè Caio vi abiti: le parti non convengono alcun termine per la restituzione dell'immobile. Nel corso del rapporto Tizio chiede a Caio che gli restituisca immediatamente la casa prestatagli. Naturalmente Caio si oppone"
Tizio è mamma, Caio è marzietta.
In effetti l'art. 1810 del codice civile prevede che nell'ipotesi di comodato senza determinazione di durata "il comodatario è tenuto a restituirla non appena il comodante lo richiede".
Tuttavia nel 1988 la cassazione, esaminando un caso simile, decise che il giudice può legittimamente fissare un termine per la restituzione in quanto il comodatario necessita di una "congrua dilazione per rilasciare vuoto l'immobile e per trovare altra sistemazione abitativa". Questa sentenza è la 10 agosto 1988, n°4921
L'interpretazione che ha dato la cassazione in quell'occasione secondo me, alla luce del contesto, si sposa perfettamente alla fattispecie che ci interessa.
Morale della favola: anche se marzietta non può vantare alcun diritto sull'immobile non è totalmente priva di tutela e non può certo essere sbattuta fuori di casa al cambio della luna della madre!
Nessun giudice sano di mente le manderebbe mai un'ufficile giudiziario alla porta per sbatterla fuori così... perchè ha cambiato la serratura dell'ingresso di casa SUA (in senso ampio ok... ma è il SUO DOMICILIO) e pretende il rispetto della propria intimità. E se anche il giudice lo facesse vedrebbe la sua sentenza riformata... e i danni arrecati sarebbero accollati alla madre.
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Bhe... in ogni caso... se posso far riecheggiare il consiglio spassionato che in molti hanno dato in questa discussione: cambia casa tu, fai prima, ti eviti un sacco di stress e brutti precedenti in famiglia... non è ne bello ne rilassante avere una causa in piedi con tua madre che ha ad oggetto il tetto sotto il quale abiti, ti pare?
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