Non saprei, io sono una persona molto indipendente quindi il fatto di stare accanto ad un fidanzato ipergeloso mi fa venire i brividi... però suppongo che a molte la gelosia faccia piacere, in quanto segnale di amore e interesse costante del proprio compagno. Solo che molte donne, probabilmente, faticano a capire quando la gelosia del loro partner diventa insana. Forse se ne accorgono solo quando è troppo tardi... Altre donne forse sono consapevoli che nell'atteggiamento geloso del compagno ci sia qualcosa di "sbagliato", ma non lo lasciano per paura che si vendichi fino a far diventare la loro vita un incubo ancora peggiore.
Perchè lasciarsi viene ancora largamente considerato un fallimento.
E così si sta insieme a tutti i costi, si cerca di "venirsi incontro", di fare "sacrifici" e autolimitarsi per non creare screzi, di sorvolare tutte le avvisaglie che il rapporto non può andare avanti. Per molti questo far finta di nulla è un merito. Che brava donna, suo marito ne combina di tutti i colori e lei sempre lì, al suo fianco.. Come se lasciarsi sia la cosa peggiore che può capitare, peggio delle violenze in famiglia, peggio di stare per anni con un uomo che non ami.. Un matrimonio che finisce è l'onta di fallimento personale, non il normale decorso di un amore.. In quest'ottica, sti cazzi, una persona pur di tenere in piedi un matrimonio, può sopportare di tutto.
Sono d'accordo con Beat e credo che si tratti anche di debolezza caratteriale di molte donne che pensano di non farcela senza un uomo al loro fianco,sentono di avere una marcia in meno,non riescono a vivere la loro vita senza l'appoggio di un compagno e così pur di avere un punto di riferimento"fermo"sopportano per anni violenze psicologiche e fisiche. Riguardo al caso citato da Mat ho sentito al telegiornale che lei aveva confidato alla madre di volersi separare;probabilmente per il tunisino è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso.
Trovata morta donna scomparsa Si segue la pista della gelosia - cronaca - Repubblica.it
Sembrano esserci ormai pochi dubbi sulla responsabilità del marito nell'omicidio di Jessica Poli.
Ziadi Moncef, 38 anni, operaio tunisino pare con precedenti per spaccio di droga, lei una bella donna, a detta dei conoscenti e dei famigliari allegra, espansiva, socievole.
Lui geloso a livelli patologici e per questo in procinto di essere lasciato dalla moglie.
Se, come probabile, fosse lui il responsabile dell'omicidio per me rimane un mistero il perchè di certe unioni e di certi matrimoni.
Ieri sera ho visto un programma sulla vicenda di O.J. Simpson e del delitto della moglie, tralasciando il caso di Canneto sull'Oglio e concedendo all'accusato il beneficio della presunzione d'innocenza, cosa spinge tante donne a rimanere accanto al loro uomo sino a ricevere da lui anche la morte?
Anch'io ieri ho visto un pezzo di quel programma, alla fine. E mi ha colpita una frase della signora Simpson:
<Se fossi stata una donna più forte probabilmente non sarei stata con te>
Io credo che in realtà non esistano persone forti e persone deboli, esistono persone forti che decidono di usare la propria forza in diversi modi. Per esempio, la forza di queste donne è una forza di "sopportazione". Preferiscono sopportare piuttosto che reagire. E' un male? In questi casi sì, perchè a sopportare ci si consuma dentro, e prima o poi il limite si raggiunge, ed è allora che si cambia e si decide di reagire, spesso troppo tardi.
Quindi, molte donne restano accanto a uomini violenti fino alla fine perchè la loro capacità di sopportare è maggiore di quella di reagire e mandare a quel paese qualcuno che non ci merita. E poi, bisogna anche tenere conto di altre cose, per esempio l'umiliazione costituita dal chiudere il rapporto (si pensa che se la storia finisce è anche per colpa nostra che non siamo stati all'altezza di portarlo avanti), e della paura. Molte donne sanno che se mollano il marito/fidanzato poi fanno una brutta fine, e cercano di resistere il più a lungo possibile nella speranza che lui, prima o poi, cambi. Peccato che questo non accada quasi mai. E allora si va avanti, finchè non si supera il proprio limite e la morte che ci si porta dentro non sia tale da annullare nella persona la paura. Insomma, io credo che molte delle donne che si ribellano dopo tanto tempo a un marito violento siano, in parte, rassegnate all'idea che probabilmente il loro uomo le ucciderà.
Quello che mi fa arrabbiare è che spesso si impara in fretta che il proprio uomo è un tipo violento, e quando una se ne accorge dovrebbe allontanarlo subito, ma quando ci si innamora spesso si fanno cose stupide.
Ziadi Moncef, 38 anni, operaio tunisino pare con precedenti per spaccio di droga, lei una bella donna, a detta dei conoscenti e dei famigliari allegra, espansiva, socievole.
A me questa sembra tanto una cosa echitettata dai Media....
Volevo semplicemente correggere il mio post iniziale che mi è sembrato un po' troppo "colpevolista".
Le indagini sono, per fortuna, condotte con il massimo riserbo e lungi da me fare un processo al marito sul nostro forum.
Moderatore Debate Square
"Era un mondo adulto, si sbagliava da professionisti"
- P. Conte -
Mi sembra di capire allora che il problema più che individuale è sociale.
Tante donne sopportano anche compagni violenti perchè temono una riprovazione sociale per il fallimento della propria relazione?
Perchè sentono a livello sociale che tale fallimento sarebbe quasi sicuramente attribuito a loro e non al maschio?
Moderatore Debate Square
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- P. Conte -
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