io il militare, o meglio, la naja l'ho fatta. l'unica cosa bella (che mi ha fatto piangere come un bambino l'ultima sera... il famoso "silenzio fuori ordinanza") che porterò sempre con me, è il legame che si era creato con i miei fratellini.
Conformisti?
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Ragazzi, non fatemi arrabbiare su: si trattava di un caso eclatante della pessima abitudine all'obbedienza assoluta che viene stigmatizzata nell'articolo.Originariamente Scritto da errezerotre Visualizza Messaggioma un soldato deve solo obbedire
Se non l'avete letto, non rispondete; non mi pare che c'entri molto con l'argomento del topic il fatto che "ultimamente abbiamo solo vinto i mondiali".
Stiamo parlando di guerra o di qualit
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Se lo dici in accademia come minimo son 3 giorni di rigorepessima abitudine all'obbedienza assoluta
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A me sembra che il sig. Blondet abbia fatto un discreto minestrone di concetti, valori, tradizioni, critiche all'esistente e ricordi del passato senza preoccuparsi più d'un tanto di dare un filo logico al suo ragionamento.
Intanto non si capisce se questa ipotetica ragazza che dovrebbe preferire un qualsiasi debosciato con le braghe col cavallo basso ad un "giovane militare" esista o se sia una sua invenzione per poter partire col suo ragionamento.
In tal caso si rasenta la farneticazione.
Francamente contrapporre un'accademia militare "sana" ad una società civile "malsana" mi sembra un discorso alquanto anacronistico e reazionario, cosìè tutta questa retorica sulla tosatura dei cadetti come rito d'iniziazione che viene paragonato a quello di un ordine monastico?
A me risulta che sotto le armi i riti d'iniziazione cui sono sottoposti i novizi e le reclute non abbiano questi significati così mistici e che, comunque, il taglio dei capelli abbia scopi prettamente igienici.
L'addestramento forgia i caratteri?
Può darsi, ma non è detto, l'addestramento serve ad imparare l'uso delle armi ed sapersi muovere in situazioni pericolose, certo c'è anche una parte "morale" o di "lavaggio del cervello" ma serve ad ottenere dalle reclute obbedienza e disciplina, non ad instillare loro dei valori.
In guerra ci saranno poi quelli più coraggiosi, quelli un po' meno, quelli più furbi e quelli più tonti: qualcuno morirà e qualcuno porterà a casa la pelle.
Assurdo ho trovato l'accostamento della vita militare con la vita in barca a vela.
Come si fa a paragonare un'attività sportiva, fatta per piacere (anche se faticosa) con qualcosa (la vita sotto le armi) che le persone normalmente sono costrette a fare oppure fanno per mestiere, raramente credo per vocazione.
Certo, se ci mettiamo a cercare le similitudini a tutti i costi le possiamo trovare anche nelle situazioni più disparate ed eterogenee, non è detto però che da questi paragoni escano dei discorsi sensati.
Secondo me la domanda del cadetto era molto più semplice e, a modo suo, un po' banale.
Secondo me voleva semplicemente sapere se i militari in quanto istituzionalmente destinati alla difesa dello stato e quindi (a parte i militari golpisti) delle istituzioni esistenti alle quali giurano fedeltà, possano essere considerati dai borghesi persone tendenzialmente conformiste.
Tutto qui.
Il giornalista ha voluto a tutti i costi trovare in questa domanda significati ultronei per dare fiato a proprie idee sulla società, sugli esteri con qualche spruzzata di critica sociale, finedo per partorire una bella sbrodolata di concetti poco attinenti l'uno con l'altro.Moderatore Debate Square
"Era un mondo adulto, si sbagliava da professionisti"
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E tu mi pare abbia voluto a tutti i costi trovarci qualcosa di sbagliato, perché dal mio punto di vista, da persona che di soldati ne ha conosciuto tanti, per sua fortuna o sfortuna, il discorso fila perfettamente invece.
Soprattutto quello dell'addestramento come forgia del carattere, che ho provato sulla mia pelle, non nel contesto militare ma in un altro.
Dimentichi tra l'altro che la vita in barca a vela fino a poco tempo fa non era un piacere per pochi fortunati ma una necessità per una miriade di uomini che dovevano campare col commercio e la pesca, volenti o nolenti.
Insomma mat, scusami ma mi sembra il commento di un civile che ignora di cosa si stia parlando esattamente e lo confonde con la storia degli anni di piombo (militari golpisti ecc), a caldo. Non è un manifesto di arruolamento e un elogio della guerra.
ps: la ragazza è ipotetica, Blondet lo specifica.
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Esatto,Secondo me la domanda del cadetto era molto più semplice e, a modo suo, un po' banale.
Secondo me voleva semplicemente sapere se i militari in quanto istituzionalmente destinati alla difesa dello stato e quindi (a parte i militari golpisti) delle istituzioni esistenti alle quali giurano fedeltà, possano essere considerati dai borghesi persone tendenzialmente conformiste.
Tutto qui.
Anche se penso il soldato fosse più interessato alle FIGLIE dei civili (non solo i borghesi).
E comunque la risposta non può essere che sì.
L'addestramento non forgia, plasma
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Risposta scema: figa, tonnellate di figa.Domanda scema: cosa pensa la società un giovane debba avere per essere considerato di successo?
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Non voglio andare sul personale ma non capisco questo passaggio.Originariamente Scritto da Matthias Visualizza MessaggioSoprattutto quello dell'addestramento come forgia del carattere, che ho provato sulla mia pelle, non nel contesto militare ma in un altro.
L'addestramento militare al di fuori di un contesto "militare"?
.Dimentichi tra l'altro che la vita in barca a vela fino a poco tempo fa non era un piacere per pochi fortunati ma una necessità per una miriade di uomini che dovevano campare col commercio e la pesca, volenti o nolenti
Non credo però che Blondet avesse in mente i pescatori dei Malavoglia.
L'inciso sui militari golpisti era poco più che una battuta.Insomma mat, scusami ma mi sembra il commento di un civile che ignora di cosa si stia parlando esattamente e lo confonde con la storia degli anni di piombo (militari golpisti ecc), a caldo. Non è un manifesto di arruolamento e un elogio della guerra.
Però permettimi di dire che la tua non è una critica.
Sono un civile, è vero, però se permetti qualche parente che è stato in guerra l'ho avuto anch'io (un paio ci hanno anche lasciato la pelle) per cui non credo che si possa esprimere un parere in questa discussione solo da parte degli addetti ai lavori.
Sono stato a suo tempo obiettore di coscienza però ho avuto tanti amici che hanno fatto la leva, li ho frequentati e in qualche modo sostenuti in quel periodo ed ho dei racconti al 90% allucinanti dell'ambiente e delle attività svolte.
Non ho motivo di pensare che mi abbiano raccontato delle balle, per cui non ho esperienza diretta al 100% ma mi ritengo informato: ho gli argomenti per ritenere nel suo complesso la vita militare poco "formativa" nel senso che intende l'autore dell'articolo.
Ho quanto meno gli stessi argomenti e la stessa credibilità tua quando sostieni il contrario.
Non hai, infatti, nemmeno tu fatto il servizio militare, frequentato caserme e altro, quindi i tuoi argomenti valgono quanto i miei.
Questo, secondo me, sminuisce ulteriormente il valore deglia rgomenti del sig. Blondet.ps: la ragazza è ipotetica, Blondet lo specifica.Last edited by mat; 14-03-2007, 18:59.Moderatore Debate Square
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La dignità è di per sé un valore relativo. Gli altri due a mio parere non sono valori, ma necessità di cui si fa virtù. Al limite, l'espletarli dimostra (a seconda del motivo per cui sono compiuti) che si hanno dei valori.Originariamente Scritto da Matthias Visualizza MessaggioNon mi pare che la disciplina e la disponibilità al sacrificio e la dignità, cosa di cui larga parte della nostra società è del tutto priva, siano "valori militari"...anzi...tantevvero che per renderli facilmente condivisibili, tanto sono ricercati e difficili da ottenere, si è dovuto relativizzarli dandone ognuno una interpretazione personale che spesso esula addirittura dal significato implicito della parola.
Tralatro vorrei mettere in risalto, per chi ha parlato di cieca obbedienza, che nell'articolo si mette chiaramente in contrasto la stessa con l'obbedienza consapevole dei perché e l'iniziativa personale che viene coltivata in tutti gli eserciti davvero vincenti. Con l'avere assorbito una cultura concreta. Forse non avete colto, fermandovi al tono entusiasta che sollecita facilmente le narici di qualsiasi pacifista...comunque, basti pensare allo stile di vita di Gandhi per capire che si riferiva proprio a questo tipo di concetti, escludendone però l'uso della violenza che purtroppo fa parte integrante della vita del soldato.
Tra parentesi, i codardi muiono comunque, è solo questione di tempo.
Per il resto quoto mat.
Ah: non sono "pacifista". Tu sei fascista?
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Infatti: imposta situazioni ipotetiche per dimostrare idee che dovrebbero basarsi sulla realtà.Originariamente Scritto da mat612000 Visualizza MessaggioQuesto, secondo me, sminuisce ulteriormente il valore deglia rgomenti del sig. Blondet.
Se la fa e se la cantaLast edited by Ospite; 14-03-2007, 19:05.
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Domanda scema: cosa pensa la società un giovane debba avere per essere considerato di successo?Risposta scema: figa, tonnellate di figa.L'uomo considerato dalla società di successo... e qui il serpente si morde la codaAltra domanda scema: la figa da che parte va? Insomma, le ragazze comuni che tipo di uomo cercano?
Andiamo proprio per luoghi comuni, ecco...
Last edited by errezerotre; 14-03-2007, 19:14.
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