Vivere, sopravvivere e un po'...morire...

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  • mat
    Il Magnifico
    • 20/05/05
    • 17786

    #1

    Vivere, sopravvivere e un po'...morire...

    La vita che facciamo ci priva, secondo me, spesso del tempo e delle occasioni per riflettere sulle nostre azioni, sui nostri pensieri, sui nostri desideri e su tanti altri aspetti della vita.
    Siamo impegnati in tante cose che facciamo per necessità senza una vera partecipazione, io spesso mi sento che sopravvivo, tiro avanti...
    Ma qual'è la vera differenza tra la vita e la sopravvivenza?
    Quali sono le situazioni per sentirsi vivi?
    Avete mai la dolorosa sensazione che dentro di voi "...qualcosa muore..." come cantava Battisti?
    Last edited by mat; 19-04-2007, 14:02.
    Moderatore Debate Square

    "Era un mondo adulto, si sbagliava da professionisti"
    - P. Conte -


    Angst essen Seele auf
  • maira*
    Opinionista
    • 11/04/07
    • 2111

    #2
    eheheh.....e ki lo sa.....magari la sopravvivenza è vita!!!
    cmq è un disagio ke credo provino un pò tutti, in determinati momenti.
    io personalmente sento di essere viva quando sto con le persone a cui voglio bene, in giro con la mia famiglia, con il ragazzo ke mi piace, quando gioco con i miei nipotini ke mi fanno morire dalle risate, ma nn mancano i momenti bui...
    cmq secondo me, l'uomo è un essere fondamentalmente solo; a volte mi capita di sentirmi sola anche in mezzo a un casino di persone!!!
    e poi nn scordiamoci del "disagio esistenziale", cioè quella sensazione di malessere ke avvertiamo, senza sapere il perchè, è una cosa ke fa parte di noi, anche se a volte l'avvertiamo di + e a volte di meno.
    dobbiamo farci forza, pensare ke ci sono tante persone ke vorrebbero stare nelle nostre condizioni, e cercare di vivere + intensamente...
    carpe diem...ciao
    Nessuno puo' tornare indietro e avere un nuovo inizio, ma chiunque puo' cominciare da oggi e scrivere un nuovo finale

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    • Nutella
      mammaluc(c)a
      • 27/03/06
      • 3127

      #3
      Nella versione più pessimistica direi che ormai siamo più portati a sopravvivere. Come dici tu, gli impegni, il lavoro, le responsabilità ci fanno andare avanti come macchinette, e spesso non abbiamo il tempo per goderci le cose che più ci piacciono. Ma se fosse veramente sempre così non credo che andremmo avanti a lungo, per cui vita dev'essere per forza di tutto un pò, e probabilmente anche solo i piccoli piaceri che ci concediamo ci aiutano ad apprezzare e ad affrontare meglio la giornata. Se davvero avessimo tutto il tempo che ci pare per fare quello che ci pare non daremmo il giusto valore alle cose e quindi che senso avrebbe? Ci vuole una giusta via di mezzo. Per cui la conclusione è che per vivere bisogna riuscire a trovare il giusto equilibrio tra piacere e dovere.
      utente
      opinionara
      responsabile del mio pc


      Che mondo sarebbe senza di me

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      • conogelato
        Candle in the wind

        • 17/07/06
        • 66028

        #4
        Se si ama si vive. Quando smettiamo di amare si sopravvive.
        amate i vostri nemici

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        • Acquerapide

          #5
          Io credo che morire dentro sia qualcosa che un po' tutti tendiamo a fare col tempo. Forse inconsciamente neghiamo la nostra stessa sensibilit

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          • Littleangel
            Opinionista
            • 07/04/07
            • 33

            #6
            Secondo me si sopravvive soltanto quando non si ha la coscienza di ci

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            • mat
              Il Magnifico
              • 20/05/05
              • 17786

              #7
              Originariamente Scritto da conogelato Visualizza Messaggio
              Se si ama si vive. Quando smettiamo di amare si sopravvive.
              Mi aspettavo questa risposta.
              Credo di sapere anche a quale tipo d'amore ti riferisci.
              A volte anch'io ho pensato che la differenza tra una giornata di vita e una giornata di sopravvivenza fosse proprio la risposta a questa domanda: "in tutte le cose che ho fatto oggi in quali ho messo un po' d'amore"?
              Intendendo, ad esempio, un particolare impegno nel lavoro, una particolare attenzione per le persone che ho incontrato, per i loro sentimenti.
              Ho pensato che essere concentrati su questo mi permettesse di dare un senso più pieno all'esistenza, ma tutto dipende troppo e fluttua troppo in base all'umore del momento, agli impegni, ai contrattempi, agl'imprevisti.
              Ma poi penso, quante persone con problemi ben maggiori e più gravi dei miei, riesce ad essere nonostante tutto più serena di me?
              Magari a vivere meglio e in modo più pieno di me pur avendo molto meno?
              Qualcosa dentro muore quando sentiamo che una parte di noi che riteniamo la migliore non risponde più ai nostri richiami o alle sollecitazioni esterne di chi ci sta intorno.
              Moderatore Debate Square

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              Angst essen Seele auf

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              • conogelato
                Candle in the wind

                • 17/07/06
                • 66028

                #8
                Si, tutto e' un magico alternarsi di vita e morte, nel tempo che ci e' dato di vivere quaggiu'....credo sia importante saper accettare i momenti piu' difficili e che si stà male quando vogliamo invece scontrarci con essi, reprimerli, cancellarli....
                amate i vostri nemici

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                • Nuvolosa

                  #9
                  Secondo me vivere significa godere di quello che si ha. Vedere il bicchiere mezzo pieno e vivere appieno il quotidiano con tutti i suoi alti e i suoi bassi,anche i momenti bui fanno parte del vivere,anche il pessimismo e la voglia di mollare tutto. Quando capitano questi momenti di sconforto ci si rialza e si va avanti,credendo in qualcosa e in qualcuno. Credo che chi si limiti a sopravvivere abbia perso la voglia di credere e di cambiare la propria condizione.

                  Comment

                  • Piotr Aleksejevic
                    Zar autocrate di tutte le Russie
                    • 24/11/05
                    • 7926

                    #10
                    Credo che vivere sia lottare, in tutti i sensi ...

                    sopravvivere
                    CONIGLIO MANNARO

                    "Ci sono amori che durano il tempo di uno sguardo e rivoluzioni che vivono lo spazio di un mattino, sono forse per questo meno importanti di certi compromessi scellerati che incatenano tutta una vita?"
                    Gianni-Emilio Simonetti

                    La calma

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                    • dark lady
                      la viaggiatrice
                      • 09/03/05
                      • 70461

                      #11
                      Sono d'accordo con Nuvolosa, sostanzialmente. Vedo tantissima gente che la mattina si alza di cattivo umore al pensiero della giornata che dovrà affrontare, si lamenta per ogni cosa, fa tutto solo perché "lo deve fare", arriva a sela e si spalma davanti alla tv a rincoglionirsi per non pensare ai propri problemi. Questa non la considero vita, ma sopravvivenza.
                      Vivere è alzarsi la mattina con un sorriso, e con la curiosità di sapere cosa ti riserverà la giornata. E' fare colazione assaporando quello che si mangia, anche se si è di fretta. E' andare al lavoro e osservare la gente, la natura che risorge sotto il sole primaverile, respirare il profumo dei fiori e l'aria tiepida.
                      E' arrivare al lavoro, essere investito da mille problemi, ma viverli come una sfida, buttarsi anima e corpo nel risolverli. E' arrivare a casa la sera stanchi morti ma avere ancora la voglia di uscire a prendere un aperitico con un amico, o passare un po' di tempo con le persone che si amano, godendo appieno della loro compagnia. Vivere è coltivare i propri interessi e le proprie passioni, sportivi, artistici, culturali o di qualunque altro tipo. Se si assapora ogni minuto della giornata, ogni avvenimento bello o brutto che ci assale, quella è vita. Se ci si trascina... beh, allora sì che un p' si è morti dentro.
                      “Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]

                      Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .

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                      • _Lamia_
                        Opinionista
                        • 06/04/07
                        • 4629

                        #12

                        Credo, almeno per come la vivo io, che la differenza tra vivere e sopravvivere stia fondamentalmente nei sentimenti e nella voglia di fare le cose che qualcuno ha.
                        Vivi quando qualsiasi cosa fai, la fai con voglia, con un sorriso; quando anche se sei stanco non ti pesa.
                        Quando il dolore lo affronti, ripeto il termine vivi, lo senti e non quando ti ci abbandoni.

                        Au contraire, sopravvivi quando tutto ciò che fai lo fai perchè c' è qualche scadenza ad importelo; perchè ormai l' abitudine ti porta a fare le cose quasi meccanicamente; quando senti un pezzo ma non lo ascolti.
                        Sopravvivi quando non c' è emozione in quello che fai.
                        Quando il cuore batte solamente per far circolare il sangue.
                        ... E muori dentro.

                        La routine, gli orari, le scadenze, i problemi di tutti i giorni e lo stress; la fretta e l' orologio che dice sempre "è tardi, è tradi, è tardi", la stanchezza.
                        E non c' è tempo di rilassarsi, di ascoltarsi e pensare. Di godersi tranquillamente una cena, senza dover pensare che ci si alzerà presto la mattina dopo

                        Per come la vivo io, la mia sopravvivenza è vivere senza rendermene conto.
                        Last edited by _Lamia_; 19-04-2007, 14:02.

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                        • Paolom82
                          Opinionista
                          • 25/08/06
                          • 680

                          #13
                          Io sono convinto che dipenda sempre da noi stessi.. Sono anche convinto che già il porsi questa domanda ti renda "vivo", e non alla mercè della fantomatica "sopravvivenza". Come dice conogelato, amare significa vivere.. Cosa significa però la parola amore? Anche questo può essere molto soggettivo: si dà amore anche quando facciamo qualcosa che va contro il nostro carattere per stare in sintonia con gli altri, quando lasciamo correre un torto che ci è stato fatto. Vivere significa avere la consapevolezza che nulla è scontato e che tutto può finire in un attimo: Quando tu lavori per esempio, dopo un pò può sembrarti che il lavoro che stai svolgendo sia diventata una routine senza ne testa ne anima, tutto uguale, tutto invariato. Se invece noi provassimo a pensare che, per esempio, il nostro contributo è prezioso per tutta la società che ci circonda, perchè nel nostro piccolo noi stiamo facendo un qualcosa che inevitabilmente avrà ripercussioni su qualcun'altro, anche questo è vivere: rendersi conto che ogni più piccolo gesto del quotidiano ha ripercussioni su tutto il mondo. Per esempio, un netturbino, o "operatore ecologico", con tutto il fatto che può essere un lavoro per molti visto come un qualcosa di "inadeguato" oppure come sinonimo di "povertà", ma il netturbino è colui che tiene pulita la nostra città, e come lo fa? Bene o male di nascosto, la mattina presto, senza che nessuno lo veda. Noi ci svegliamo ogni giorno e la nostra città è pulita; certo, molti potrebbero dire che "non è affatto pulita" ecco questo significa sopravvivere, ovvero l'inconsapevolezza di quanto ognuno di noi faccia un qualcosa, anche inconsciamente, per far stare meglio il prossimo. Se non ci fossero i netturbini come sarebbe la nostra città? Se i muratori non esistessero e non patissero fatica ogni giorno, lavorando anche di Domenica, chi costruirebbe le case dove noi andremmo ad abitare? Capire questa differenza significa vivere. Vivere vuol dire capire che ogni essere su questo pianeta è degno della nostra attenzione e che nessuno è inutile.
                          [FONT="Comic Sans MS"]Il livello di civilt

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                          • conogelato
                            Candle in the wind

                            • 17/07/06
                            • 66028

                            #14
                            Bellissima riflessione Paolom!
                            amate i vostri nemici

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                            • Kyra
                              Disappointed Idealist
                              • 24/10/05
                              • 22455

                              #15
                              Vivere pienamente non e' tanto vedere il bicchiere mezzo pieno piuttosto che mezzo vuoto... quanto il concentrarsi sulla sete, e su quanto ci piacerebbe bere quell'acqua.

                              E' vero che tutto fluttua con l'umore, i contrattempi, con le condizioni meteo... ma... mi sento di dire che si possono vivere lunghissimi periodi di serenita', periodi nei quali si avverte quell'ansia, molto forte nelle folle numerose, di persone che vogliono essere trovate e travolte.


                              I'm laying down, eating snow
                              My fur is hot, my tongue is cold
                              On a bed of spider web
                              I think of how to change myself

                              A lot of hope in a one man tent
                              There's no room for innocence
                              So take me home before the storm
                              Velvet mites will keep us warm.

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