Eugenetica

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  • Hristo
    Opinionista
    • 08/10/04
    • 6953

    #46
    Rileggendo questo 3d ho pensato:

    ma come, è finito da così poco il XX Secolo, l'età in cui abbiamo imparato a conoscere la mente dell'uomo, e siamo già tornati indietro?

    La qualità della vita di un uomo, e in generale di tutta quanta una società, si misura attraverso l'altezza media e i decimi di vista o attraverso altre peculiarità?

    Preferirei vivere in una società con dieci anni in meno di aspettativa di vita, e vedere meno anziani soli, abbandonati a sè stessi. Nel mondo ideale plasmato dall'eugenetica che posto avrebbero loro? Eutanasia programmata per tutti al momento della pensione?

    E una società tale, programmata per essere composta soltanto da esseri perfetti (come se la società attuale non stesse vivendo la stessa situazione...), che posto avrebbero le persone rese invalide dagli incidenti automobolistici, lavorativi, o gli invalidi di guerra? Idem, eutanasia per tutti e via?
    [B][FONT="Book Antiqua"]Prima legge del dibattito:

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    • Xilinx23
      The Count
      • 01/06/05
      • 41139

      #47
      [QUOTE=Hristo;626954]Rileggendo questo 3d ho pensato:

      ma come,
      Membro del Consiglio degli Admin


      [RIGHT][I]L'ironia

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      • Novembre
        Cynical person
        • 12/04/06
        • 7928

        #48
        A prescindere da tutte le cose sensate che sono state scritte, di cui molto condivido, la prima considerazione (balorda) che mi sovviene (e che mi fa sorridere) è quanto l'uomo non riesca a rassegnarsi alla sua mortalità, ma tenda sempre ed inesorabilmente la mano verso quell'agognata immortalità che gli dei gli hanno negato.

        Tuttavia è facile parlare con naturalezza della morte e della selezione naturale, ma scendendo nello specifico, non credo proprio che le preferirei alla presenza di una persona cara. Assolutamente.
        "Nulla si conosce interamente finché non vi si è girato tutt'attorno per arrivare al medesimo punto provenendo dalla parte opposta."
        Arthur Schopenhauer

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        • EVOKar
          Stronzo chi legge!!
          • 08/12/06
          • 5337

          #49
          Una selezione naturale che da secoli ci guida e ci permette di affrontare le sfide esterne attraverso un percorso evoluzionistico bene definito.....
          Il mito dell'immortalit
          [COLOR="Black"][SIZE="4"][FONT="Century Gothic"]La foto col sigaro

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          • Acquerapide

            #50
            Originariamente Scritto da Hristo Visualizza Messaggio
            Rileggendo questo 3d ho pensato:

            ma come, è finito da così poco il XX Secolo, l'età in cui abbiamo imparato a conoscere la mente dell'uomo, e siamo già tornati indietro?

            La qualità della vita di un uomo, e in generale di tutta quanta una società, si misura attraverso l'altezza media e i decimi di vista o attraverso altre peculiarità?

            Preferirei vivere in una società con dieci anni in meno di aspettativa di vita, e vedere meno anziani soli, abbandonati a sè stessi. Nel mondo ideale plasmato dall'eugenetica che posto avrebbero loro? Eutanasia programmata per tutti al momento della pensione?

            E una società tale, programmata per essere composta soltanto da esseri perfetti (come se la società attuale non stesse vivendo la stessa situazione...), che posto avrebbero le persone rese invalide dagli incidenti automobolistici, lavorativi, o gli invalidi di guerra? Idem, eutanasia per tutti e via?
            Il tuo approccio al problema mi sembra limitato: non si tratta né di altezza media, decimi o dieci anni di vita in più.

            Entro poche generazioni nasceranno sempre più figli con problemi congeniti gravi che impediranno alle generazioni di domani di svolgere i compiti più normali, come lavorare o avere una vita affettiva normale.
            Aumenterà il numero di persone sterili, aumenterà il numero di
            persone con malattie neurodegenerative, così come sta aumentando vertiginosamente, ad esempio, il numero di persone che soffrono e soffriranno di alzheimer. La fragilità genetica potrebbe nel giro di un centinaio di anni portare a generazioni immunodepresse "chiuse in campane di vetro".

            Prima di ogni considerazione spirituale o di valore bisogna considerare che la mente dipende dal corpo, ogni considerazione che ponga diverse priorità o false contrapposizioni dualistiche è pericolosa, secondo me.
            Last edited by Ospite; 09-05-2007, 10:28.

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            • Acquerapide

              #51
              Originariamente Scritto da EVOKar Visualizza Messaggio
              Una selezione naturale che da secoli ci guida e ci permette di affrontare le sfide esterne attraverso un percorso evoluzionistico bene definito.....
              Il mito dell'immortalità o del benessere a tutti i costi frutto del perfezionismo, credo esasperato, dell'uomo.....
              Ma che stai a dire? L'evoluzione ci ha portati dove siamo, d'accordo, ma noi adesso curiamo gli ammalati e permettiamo loro di figliare, quindi non esiste più selezione.
              Siamo già in uno stato di emergenza per questa situazione viziata, che diverrà particolarmente evidente nel giro di poche generazioni.

              La capisci la differenza tra cercare di evitare malattie gravi e cercare l'immortalità?

              E comunque, anche se non c'entra niente col mio ragionamento di cui sopra, non condivido neanche questo fatalismo di stampo neache tanto vagamente religioso: sempre considerando i pro ed i contro di ogni azione umana, cercare sempre il meglio e di esplorare le proprie potenzialità nascoste dovrebbe essere lo scopo di ogni persona e di ogni civiltà secondo me. La mentalità fatalista del "ma cosa vuoi fare, tu uomo ti credi dio... ecc." è quella che ha ispirato il medioevo.

              Cosa ci sarebbe di sbagliato a priori, eliminati tutti i problemi pratici che ci sarebbero, nel cercare l'immortalità?
              Last edited by Ospite; 09-05-2007, 10:40.

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              • EVOKar
                Stronzo chi legge!!
                • 08/12/06
                • 5337

                #52
                [QUOTE=Acquerapide;627802]Ma che stai a dire? L'evoluzione ci ha portati dove siamo, d'accordo, ma noi adesso curiamo gli ammalati e permettiamo loro di figliare, [I]quindi non esiste pi
                [COLOR="Black"][SIZE="4"][FONT="Century Gothic"]La foto col sigaro

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                • Boyakki
                  *
                  • 01/05/06
                  • 1740

                  #53
                  Originariamente Scritto da Hristo Visualizza Messaggio
                  Rileggendo questo 3d ho pensato:

                  ma come, è finito da così poco il XX Secolo, l'età in cui abbiamo imparato a conoscere la mente dell'uomo, e siamo già tornati indietro?

                  La qualità della vita di un uomo, e in generale di tutta quanta una società, si misura attraverso l'altezza media e i decimi di vista o attraverso altre peculiarità?

                  Preferirei vivere in una società con dieci anni in meno di aspettativa di vita, e vedere meno anziani soli, abbandonati a sè stessi. Nel mondo ideale plasmato dall'eugenetica che posto avrebbero loro? Eutanasia programmata per tutti al momento della pensione?

                  E in una società tale, programmata per essere composta soltanto da esseri perfetti (come se la società attuale non stesse vivendo la stessa situazione...), che posto avrebbero le persone rese invalide dagli incidenti automobolistici, lavorativi, o gli invalidi di guerra? Idem, eutanasia per tutti e via?
                  Non sono daccordo nel collegare consequenzialmente la riduzione dei nostri limiti fisici con il disprezzo della vita altrui. Gli invalidi (come tu stesso hai sottolineato alla fine) spesso non vengono supportati dalla nostra società, a prescindere dai caratteri fisici medi. Perchè dare per scontato che la soluzione a priori di alcuni problemi porti all'abbandono delle altre branche della medicina? non capisco davvero.
                  [I]Sono tanto semplici gli uomini, e tanto ubbidiscono alle necessit

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                  • Boyakki
                    *
                    • 01/05/06
                    • 1740

                    #54
                    Originariamente Scritto da Acquerapide Visualizza Messaggio
                    Ma che stai a dire? L'evoluzione ci ha portati dove siamo, d'accordo, ma noi adesso curiamo gli ammalati e permettiamo loro di figliare, quindi non esiste più selezione.
                    Siamo già in uno stato di emergenza per questa situazione viziata, che diverrà particolarmente evidente nel giro di poche generazioni.

                    La capisci la differenza tra cercare di evitare malattie gravi e cercare l'immortalità?

                    E comunque, anche se non c'entra niente col mio ragionamento di cui sopra, non condivido neanche questo fatalismo di stampo neache tanto vagamente religioso: sempre considerando i pro ed i contro di ogni azione umana, cercare sempre il meglio e di esplorare le proprie potenzialità nascoste dovrebbe essere lo scopo di ogni persona e di ogni civiltà secondo me. La mentalità fatalista del "ma cosa vuoi fare, tu uomo ti credi dio... ecc." è quella che ha ispirato il medioevo.

                    Cosa ci sarebbe di sbagliato a priori, eliminati tutti i problemi pratici che ci sarebbero, nel cercare l'immortalità?
                    Non credo nemmeno che non esista più la selezione. diciamo che potrebbe essere "meno capillare". Gli esseri umani attuali sono adatti alla vita dell'ambiente attuale, perchè molte condizioni si sono uniformate, molte variabili sono mutate, ecc.
                    Un mutamento climatico improvviso, devastante e diffuso probabilmente ci selezionerebbe un bel po', ma lascerebbe in vita altre specie più evolute.

                    Per il resto sono molto favorevole, soprattutto riguardo all'esplorare le proprie potenzialità.

                    Originariamente Scritto da EVOKar Visualizza Messaggio
                    Immortalità come una dimensione mistica, un fine diciamo, un qualcosa che l'uomo segue consapevolmente e incosapevolmente....in quanto per sua natura portato ad emergere, a sopraffare, a gestire tutto nei minimi particolari, come se la vita sia un qualcosa di bene definito, un oggetto bel calibrato da poter modellare a proprio piacimento.

                    Curiamo già da anni gli ammalati gravi, senza per questo ricorrere alla manipolazione genetica. Non credo che ci sia bisogno di affermare la cattolicità di determinate affermazioni, quando in ballo c'è la salute dell'uomo, quindi, un codice etico che dovrebbe guidarci e porre un limite tra ciò che è fattibile e ciò che non lo è. Limite facilmente oltrepassabile, dai confini non ben definiti, il punto è cercare di stabilire questo spazio oltre cui non è umanamente e coscienziosamente possibile, o meglio auspicabile, oltrepassare.
                    Per me questo limite tende verso il basso, cioè ad uno stato delle cose come quello attuale, dove l'innovazione in campo medico (medicine, terapie, macchinari, laser, ecc) è da decenni in continuo progresso, ma sempre in un ambito che non va ad intaccare la crescita e lo sviluppo naturale dell'uomo.

                    A parte il fatto che il benessere dell'umanità non è solo una questione di carattere fisico, ma anche sociale.
                    La sperimentazione di nuove tecnologie porterebbe sicuramente ad alcune aberrazioni, è inevitabile considerando la storia umana, da qui la necessità effettiva di un codice etico che regoli il processo, daccordo, ma non lo proibisca in ogni suo aspetto.
                    Sarebbe vano, e sciocco, sperare che regole morali di alcuni possano arrestare un processo del genere, tra l'altro già avviato.

                    In realtà noi non possiamo curare gli ammalati gravi, in parte per motivi anche economici (nel senso che non è redditizio curarli). a me questo sembra un orrendo limite "coscienziosamente" non oltrepassabile, come diresti tu, ma di fatto ampiamente superato. E tanti saluti all'etica ufficiale, cristiana o no.
                    Ci sono malattie che non possono essere curate, e forse potrebbero esserlo solo ricorrendo alla "manipolazione" genetica. Come fai, operi un ragazzo affetto da distrofia muscolare?

                    Il benessere dell'umanità, giustamente, non dipende dal benessere fisico. Il progredire dell'umanità dovrebbe essere legato alla configurazione sociale, da cui deriva anche il benessere fisico. La configurazione mondiale non permette un benessere sociale generalizzato, e uno dei motivi è l'applicazione miope di alcune "regole morali", guardacaso.
                    Last edited by Boyakki; 09-05-2007, 12:08.
                    [I]Sono tanto semplici gli uomini, e tanto ubbidiscono alle necessit

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