Riporto uno stralcio di un articolo de "Il Messaggero" di oggi 14/06/07
GENOVA (13 giugno) - «Durante le indagini non ebbi il coraggio di rivelare un comportamento così grave da parte dei poliziotti per spirito di appartenenza». È la testimonianza resa stamani da Michelangelo Fournier, all'epoca del G8 di Genova, nel 2001, vicequestore aggiunto del primo reparto mobile di Roma comandato da Vincenzo Canterini, e oggi uno dei 28 poliziotti imputati per la sanguinosa irruzione nella scuola Diaz.
In aula Fournier ha fornito una nuova versione su quello che aveva visto nella scuola al momento della sua irruzione: non manifestanti già feriti a terra, come aveva dichiarato ai magistrati, ma veri e propri pestaggi ancora in atto. «Arrivato al primo piano dell'istituto - ha detto - ho trovato in atto delle colluttazioni. Quattro poliziotti, due con cintura bianca e gli altri in borghese stavano infierendo su manifestanti inermi a terra. Sembrava una macelleria messicana». Nelle dichiarazioni rese precedentemente ai pubblici ministeri Enrico Zucca e Francesco Cardona Albini, aveva invece raccontato di aver trovato a terra persone già ferite e non pestaggi ancora in atto.
«Sono rimasto terrorizzato e basito - ha spiegato oggi - quando ho visto a terra una ragazza con la testa rotta in una pozza di sangue. Pensavo addirittura che stesse morendo. Fu a quel punto che gridai: "basta basta" e cacciai via i poliziotti che picchiavano». Fournier, sollecitato dal pm Francesco Cardona Albini ha aggiunto: «Intorno alla ragazza per terra c'erano dei grumi che sul momento mi sembrarono materia cerebrale. Ho ordinato per radio ai miei uomini di uscire subito dalla scuola e di chiamare le ambulanze».
Fournier ha poi raccontato di aver assistito la ragazza ferita fino all'arrivo dei soccorsi, con l'aiuto di un'altra manifestante che aveva con sè una cassetta di pronto soccorso. «Ho invitato però la giovane - ha raccontato - a non muovere la ragazza ferita, perché per me stava morendo».
Fournier ha anche spiegato la sua decisione di dire finalmente cosa aveva visto nella scuola: «Faccio parte di una famiglia di poliziotti e in un primo tempo non ho avuto il coraggio di rivelare un comportamento così grave da parte di colleghi».
Il raccondo di Fournier ha riacceso improvvisamente la luce su una pagina bruttissima. E parecchie voci del centrosinistra, hanno ripreso a chiedere una nuova commissione d'inchiesta sul G8
"Mi viene quasi da piangere perchè forse per la prima volta si fa un passo importante verso la verità. Ma perchè se l'è tenuta dentro sei anni, perchè soltanto ora ha usato il termine appropriato, macelleria, per parlare di quell'orrore? E poi: chi ci ripagherà, chi cancellerà l'incubo vissuto da decine di ragazzi?". Arnaldo Cestaro da Vicenza ha 67 anni, ed era il più anziano tra i feriti della Diaz: nel 2001 ha fatto sei mesi su una sedia a rotelle per la frattura scomposta di una gamba, di dieci costole, e di lui ieri mattina il vicecomandante del Reparto mobile di Roma Michelangelo Fournier ha parlato, dicendo che "nemmeno i peggiori nazisti potevano accanirsi su un vecchio e ridurlo in condizioni simili"
......la morte di Carlo Giuliani, i pestaggi nella scuola Diaz, il falso accoltellamento dell'agente scelto Massimo Nucera confermato dal suo diretto superiore Maurizio Panzieri, le due bottiglie molotov esibite come prove rivelatesi poi false etc.etc....chi sono allora i cosiddetti delinquenti???
GENOVA (13 giugno) - «Durante le indagini non ebbi il coraggio di rivelare un comportamento così grave da parte dei poliziotti per spirito di appartenenza». È la testimonianza resa stamani da Michelangelo Fournier, all'epoca del G8 di Genova, nel 2001, vicequestore aggiunto del primo reparto mobile di Roma comandato da Vincenzo Canterini, e oggi uno dei 28 poliziotti imputati per la sanguinosa irruzione nella scuola Diaz.
In aula Fournier ha fornito una nuova versione su quello che aveva visto nella scuola al momento della sua irruzione: non manifestanti già feriti a terra, come aveva dichiarato ai magistrati, ma veri e propri pestaggi ancora in atto. «Arrivato al primo piano dell'istituto - ha detto - ho trovato in atto delle colluttazioni. Quattro poliziotti, due con cintura bianca e gli altri in borghese stavano infierendo su manifestanti inermi a terra. Sembrava una macelleria messicana». Nelle dichiarazioni rese precedentemente ai pubblici ministeri Enrico Zucca e Francesco Cardona Albini, aveva invece raccontato di aver trovato a terra persone già ferite e non pestaggi ancora in atto.
«Sono rimasto terrorizzato e basito - ha spiegato oggi - quando ho visto a terra una ragazza con la testa rotta in una pozza di sangue. Pensavo addirittura che stesse morendo. Fu a quel punto che gridai: "basta basta" e cacciai via i poliziotti che picchiavano». Fournier, sollecitato dal pm Francesco Cardona Albini ha aggiunto: «Intorno alla ragazza per terra c'erano dei grumi che sul momento mi sembrarono materia cerebrale. Ho ordinato per radio ai miei uomini di uscire subito dalla scuola e di chiamare le ambulanze».
Fournier ha poi raccontato di aver assistito la ragazza ferita fino all'arrivo dei soccorsi, con l'aiuto di un'altra manifestante che aveva con sè una cassetta di pronto soccorso. «Ho invitato però la giovane - ha raccontato - a non muovere la ragazza ferita, perché per me stava morendo».
Fournier ha anche spiegato la sua decisione di dire finalmente cosa aveva visto nella scuola: «Faccio parte di una famiglia di poliziotti e in un primo tempo non ho avuto il coraggio di rivelare un comportamento così grave da parte di colleghi».
Il raccondo di Fournier ha riacceso improvvisamente la luce su una pagina bruttissima. E parecchie voci del centrosinistra, hanno ripreso a chiedere una nuova commissione d'inchiesta sul G8
"Mi viene quasi da piangere perchè forse per la prima volta si fa un passo importante verso la verità. Ma perchè se l'è tenuta dentro sei anni, perchè soltanto ora ha usato il termine appropriato, macelleria, per parlare di quell'orrore? E poi: chi ci ripagherà, chi cancellerà l'incubo vissuto da decine di ragazzi?". Arnaldo Cestaro da Vicenza ha 67 anni, ed era il più anziano tra i feriti della Diaz: nel 2001 ha fatto sei mesi su una sedia a rotelle per la frattura scomposta di una gamba, di dieci costole, e di lui ieri mattina il vicecomandante del Reparto mobile di Roma Michelangelo Fournier ha parlato, dicendo che "nemmeno i peggiori nazisti potevano accanirsi su un vecchio e ridurlo in condizioni simili"
......la morte di Carlo Giuliani, i pestaggi nella scuola Diaz, il falso accoltellamento dell'agente scelto Massimo Nucera confermato dal suo diretto superiore Maurizio Panzieri, le due bottiglie molotov esibite come prove rivelatesi poi false etc.etc....chi sono allora i cosiddetti delinquenti???


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