Mi stavo preparando per uscire come tutte le mattine.
Stavo pensando alle solite cose (il lavoro che arranca, la casa, il fine settimana appena trascorso, le prossime vacanze, una telefonata da fare), cose banali di tutti i giorni, ordinarie.
Distrattamente sento dalla via che incrocia quella dove abito un sgasata di una moto, un attimo di silenzio e poi il rumore di un motore fuori giri, poi silenzio.
Dopo pochi minuti una sirena.
Scendo, la strada è già stata chiusa, i vigili stanno già facendo i rilievi.
Un motociclista su un Ducati sportivo è andato a sbattere contro un'auto parcheggiata, la moto è volata avanti un centinaio di metri.
Un lenzuolo per terra in mezzo all'incrocio, si vedono solo i piedi e un pezzo del casco che ancora indossa macchiato di sangue, lo stesso che bagna l'asfalto.
Doveva essere uno giovane per guidare una moto come quella.
Passo in bicicletta e tiro dritto.
Mentre mi avvicino al lavoro mi prende un senso di sconforto: una vita è stata troncata in una frazione di secondo.
Una sbandata, un urto violento e poi...buio?
Silenzio?
Freddo?
Mentre attraverso il parco, penso che tutto quello che io sto vedendo in questo istante lui (o lei) non lo vedrà mai più, i rumori e le voci che sento non le sentirà mai più.
Un corpo inerte coperto da un lenzuolo.
Penso che mentre lui (o lei) lasciava questo mondo io mi stavo mettendo il dopobarba e pensavo a cose tanto piccole: il mistero e l'infinito per un attimo hanno convissuto con la quotidiana esistenza così piccola e faticosa.
Ho pensato mentre la mia angoscia aumentava che un gesto insignificante come fare una strada invece che un'altra, accelerare di 40 km invece che di 30 può avere conseguenze definitive, ho pensato che c'erano persone che ancora non sapevano e che facevano le loro cose come se questa persona ci fosse ancora quando invece non c'era più.
Ho pensato che per una distrazione o un gesto insignificante ci saranno persone che proveranno prima stupore e poi un dolore straziante, spesso incurabile.
Tutto però va avanti.
Ma come fa andare avanti un mondo così assurdo?
Non trovo altra parola che assurdo.
Non c'è il minimo significato comprensibile tra come viviamo, quello che facciamo, quello che pensiamo, quello che speriamo e l'ignoto.
Stavo pensando alle solite cose (il lavoro che arranca, la casa, il fine settimana appena trascorso, le prossime vacanze, una telefonata da fare), cose banali di tutti i giorni, ordinarie.
Distrattamente sento dalla via che incrocia quella dove abito un sgasata di una moto, un attimo di silenzio e poi il rumore di un motore fuori giri, poi silenzio.
Dopo pochi minuti una sirena.
Scendo, la strada è già stata chiusa, i vigili stanno già facendo i rilievi.
Un motociclista su un Ducati sportivo è andato a sbattere contro un'auto parcheggiata, la moto è volata avanti un centinaio di metri.
Un lenzuolo per terra in mezzo all'incrocio, si vedono solo i piedi e un pezzo del casco che ancora indossa macchiato di sangue, lo stesso che bagna l'asfalto.
Doveva essere uno giovane per guidare una moto come quella.
Passo in bicicletta e tiro dritto.
Mentre mi avvicino al lavoro mi prende un senso di sconforto: una vita è stata troncata in una frazione di secondo.
Una sbandata, un urto violento e poi...buio?
Silenzio?
Freddo?
Mentre attraverso il parco, penso che tutto quello che io sto vedendo in questo istante lui (o lei) non lo vedrà mai più, i rumori e le voci che sento non le sentirà mai più.
Un corpo inerte coperto da un lenzuolo.
Penso che mentre lui (o lei) lasciava questo mondo io mi stavo mettendo il dopobarba e pensavo a cose tanto piccole: il mistero e l'infinito per un attimo hanno convissuto con la quotidiana esistenza così piccola e faticosa.
Ho pensato mentre la mia angoscia aumentava che un gesto insignificante come fare una strada invece che un'altra, accelerare di 40 km invece che di 30 può avere conseguenze definitive, ho pensato che c'erano persone che ancora non sapevano e che facevano le loro cose come se questa persona ci fosse ancora quando invece non c'era più.
Ho pensato che per una distrazione o un gesto insignificante ci saranno persone che proveranno prima stupore e poi un dolore straziante, spesso incurabile.
Tutto però va avanti.
Ma come fa andare avanti un mondo così assurdo?
Non trovo altra parola che assurdo.
Non c'è il minimo significato comprensibile tra come viviamo, quello che facciamo, quello che pensiamo, quello che speriamo e l'ignoto.


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