Interessante questo thread, può essere fonte di molte discussioni che possono andare a parare in molte direzioni.
Il concetto di Eurabia e il fatto che esista un piano più o meno coerente di espansione verso l'Europa ideato da varie organizzazioni arabe/mussulmane, sono reali, non sono certo paranoie di maniaci del complottismo.
Molte correnti islamiche hanno colto già trent'anni fa lo stato di intrinseca debolezza della società europea dovuta a:
- deficit demografico
- ipergarantismo dei diritti altrui
- scarsa o nulla combattività per affermare i propri valori
- mania del politically correct secondo cui il nostro retaggio religioso/culturale fa schifo e quello altrui invece è bello.
Dal momento che invece, in questo momento storico, le società islamiche sono ruggenti nell'affermazione di se e vitali demograficamente, ecco che molti di questi movimenti islamici hanno colto l'occasione per riprendere una politica d'espansione dell'islam (ai danni dell'Europa) che si era arrestato completamente nel XVII secolo.
In un certo senso questi gruppi fanno il "loro lavoro" cioè perseguono una politica d'espansione suffragata soprattutto (ma non solo) da motivi religiosi.
Invece sono strane le reazioni dei ceti dirigenti europei, ceti dirigenti che da mezzo secolo ma soprattutto da circa trent'anni sono di ispirazione filosofica laicista/radicale.
Dal momento che questi ceti non sono composti da stupidi (stolti, si; cioè privi di saggezza, ma non stupidi) devono sicuramente essersi accorti di questo pericolo e a questo punto è incredibile la loro ignavia nell'affrontarlo.
Secondo me i motivi per cui il nostro ceto dirigente (europeo) ficca la testa sotto la sabbia, sono quelli che ho elencato all'inizio e che rendono le società europee deboli.
Concludendo la loro politica è, come ha detto qualche commentatore, quella di dare da mangiare al coccodrillo sperando che il coccodrillo li mangi per ultimi.
Tutto questo fa molto pensare...
Il concetto di Eurabia e il fatto che esista un piano più o meno coerente di espansione verso l'Europa ideato da varie organizzazioni arabe/mussulmane, sono reali, non sono certo paranoie di maniaci del complottismo.
Molte correnti islamiche hanno colto già trent'anni fa lo stato di intrinseca debolezza della società europea dovuta a:
- deficit demografico
- ipergarantismo dei diritti altrui
- scarsa o nulla combattività per affermare i propri valori
- mania del politically correct secondo cui il nostro retaggio religioso/culturale fa schifo e quello altrui invece è bello.
Dal momento che invece, in questo momento storico, le società islamiche sono ruggenti nell'affermazione di se e vitali demograficamente, ecco che molti di questi movimenti islamici hanno colto l'occasione per riprendere una politica d'espansione dell'islam (ai danni dell'Europa) che si era arrestato completamente nel XVII secolo.
In un certo senso questi gruppi fanno il "loro lavoro" cioè perseguono una politica d'espansione suffragata soprattutto (ma non solo) da motivi religiosi.
Invece sono strane le reazioni dei ceti dirigenti europei, ceti dirigenti che da mezzo secolo ma soprattutto da circa trent'anni sono di ispirazione filosofica laicista/radicale.
Dal momento che questi ceti non sono composti da stupidi (stolti, si; cioè privi di saggezza, ma non stupidi) devono sicuramente essersi accorti di questo pericolo e a questo punto è incredibile la loro ignavia nell'affrontarlo.
Secondo me i motivi per cui il nostro ceto dirigente (europeo) ficca la testa sotto la sabbia, sono quelli che ho elencato all'inizio e che rendono le società europee deboli.
Concludendo la loro politica è, come ha detto qualche commentatore, quella di dare da mangiare al coccodrillo sperando che il coccodrillo li mangi per ultimi.
Tutto questo fa molto pensare...

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