E' morto il comandante Visone

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  • mat
    Il Magnifico
    • 20/05/05
    • 17786

    #1

    E' morto il comandante Visone

    È morto Pesce, «compagno e combattente» Aveva 89 anni, medaglia d'oro al valor militare della Resistenza.
    Giovanni Pesce è morto venerdì al Policlinico di Milano dove era stato ricoverato giorni fa dopo a una caduta in casa.
    La camera ardente sarà allestita nella sala Alessi di Palazzo Marino lunedì dalle 8 alle 15.
    Alle 15 si terrà la commemorazione ufficiale, presente il sindaco Letizia Moratti.
    Pesce, che aveva 89 anni, si era iscritto giovanissimo al Pcf francese essendo immigrato in Francia, dove lavorava come minatore.
    Combattè in Spagna nelle Brigate Internazionali durante la guerra civile e rimase ferito.
    Quindi, durante la Resistenza, rientrò in Italia e fu comandante dei Gap a Torino e a Milano.
    Iscritto da sempre al Pci, dopo la svolta della Bolognina aveva aderito a Rifondazione Comunista.
    Nel 1936 fu uni dei primi combattenti italiani inquadrati nelle Brigate Garibaldi. In Spagna venne ferito tre volte: sul fronte di Saragozza, nella battaglia del Brunete e al passaggio dell'Ebro. Pesce aveva ancora nella schiena alcune schegge.
    Rientrato in Italia nel 1940, venne arrestato e inviato al confino a Ventotene. Liberato nell'agosto del 1943, fu uno degli organizzatori del Gap di Torino e nel maggio del 1944 assunse il comando a Milano, fino al giorno della liberazione, del terzo Gap «Rubini». Dal 1951 al 1964 è stato consigliere comunale a Milano per il Pci e fin dalla sua costituzione membro del Consiglio nazionale dell'Anpi. Molti i libri pubblicati sulla figura del comandante «Visone»; tra questi «Un garibaldino in Spagna» e «Senza tregua. La guerra dei Gap».
    Un'altra testimonianza della nostra storia e della memoria se ne va.
    Last edited by mat; 29-07-2007, 19:22.
    Moderatore Debate Square

    "Era un mondo adulto, si sbagliava da professionisti"
    - P. Conte -


    Angst essen Seele auf
  • mat
    Il Magnifico
    • 20/05/05
    • 17786

    #2
    [url=http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=67790]l'Unit
    Moderatore Debate Square

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    • Fabionoir
      Fabione l'africano
      • 30/12/06
      • 1181

      #3
      Originariamente Scritto da mat612000 Visualizza Messaggio
      Un altra testimonianza della nostra storia e della memoria se ne va.
      *
      "Contro la stupidit

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      • yuri gagarin
        Dall'altra parte del muro
        • 19/06/05
        • 1336

        #4
        Compagno cittadino, fratello partigiano teniamoci la mano in questi giorni tristi... in un mondo dove anche le emozioni sono beni di consumo mi è difficile spiegare quello che ho provato alla notizia della tua morte, quello che posso dirti molto banalmente è che ho pianto come un bambino. Io che sono poco incline alle lacrime, io che sono duro come l'acciaio mi sono sciolto come neve al sole....solamente chi ha avuto la fortuna di conoscerti(seppur in maniera fugace), di stringerti la mano, di incrociare quegli occhi che sono gli stessi che aveva mio nonno partigiano, di ascoltare i tuoi insegnamenti, di portare avanti con orgoglio l'ideale comunista, può capire cosa sto provando....la nostra lotta non avrà mai fine e proseguirà sulla strada tracciata dal vostro sacrificio....ADDIO COMPAGNO, ADDIO COMANDANTE.....A PUGNO CHIUSO, yuri
        GUAI AI NEMICI DEL POPOLO

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        • mat
          Il Magnifico
          • 20/05/05
          • 17786

          #5
          Stamattina prima di andare al lavoro sono passato da palazzo Marino a salutare il comandante.
          Nonostante l'orario e il gran caldo c'era già un po' di gente, si vedeva anche qualche vecchietto col fazzoletto rosso al collo, vecchi compagni che sicuramente l'hanno conosciuto meglio di me sia come uomo che come combattente.
          Anche qualche ragazzo e ragazza giovane, persone un po' di tutte le età che hanno voluto ricordare e regalare qualche minuto di raccoglimento a una persona che per la libertà di tutti ha messo in gioco centinaia di volte la propria vita.
          Oggi alle 15 ci sarà la commemorazione ufficiale ma non andrò, non mi riconosco nella persona (il sindaco Moratti) che lo ricorderà.
          Non posso accettare che un ex GAP sia ricordato da chi rappresenta a livello locale le forze più retrograde e reazionarie dell'Italia, da chi pur di rimanere in sella era disposta a scendere a patti con gli eredi politici di quelli che Pesce combattè, armi in pugno, in Spagna e in Italia.
          Tutto questo sa troppo di beffa.
          Mi sento sempre più a disagio in questa Italia che non sa più distinguere e che non vuole ricordare, rinunciando anche al proprio futuro.
          Io sarò anche un po' fazioso e mi sono formato culturalmente in un periodo in cui "Senza tregua" di Pesce e "Diario del Che in Bolivia" erano quasi più importanti dei libri di testo scolastici, però sono tutt'ora fermamente convinto e lo sarò per sempre che qualche pezzo di libertà che ho dentro di me lo devo anche a persone come Pesce.
          Sono molto amareggiato del fatto che su questo forum sia stato ricordato da me, Fabio e Yuri e nessun altro.
          Evidentemente è più importante sapere se Medeaborghese quest'estate andrà a Porto Cervo o Panarea.
          Ma tant'è, nessuno è obbligato a commemorare figure che non conosce o che per lui non rappresentano niente, constatarlo è però triste.
          Spero che Milano oggi sia più generosa e ricordi Visone degnamente.
          Ciao e buone vacanze a tutti.
          Moderatore Debate Square

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          - P. Conte -


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          • Matthias

            #6
            Cos

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            • sagittario78
              *
              • 12/05/06
              • 10995

              #7
              ricevuto via mail:

              Giovanni Pesce...
              Nato a Visone d'Acqui (Alessandria) nel 1918.
              Era ancora un bambino quando la sua famiglia dovette emigrare in Francia.
              A 13 anni era già al lavoro in una miniera della Grand'Combe, la zona mineraria delle Cevennes in cui vivevano i suoi.
              Aderì nel '35 al Partito comunista e divenne anche segretario della Sezione giovanile.
              Fu uno dei discorsi a Parigi di Dolores Ibarruri, la "Pasionaria", a convincerlo della necessità di arruolarsi nelle Brigate Internazionali, che nella Guerra civile spagnola sostenevano il regime democratico contro i fascisti di Franco.
              Nel '36 fu tra i più giovani combattenti italiani inquadrati nella Brigata Garibaldi.
              Ferito tre volte, sul fronte di Saragozza, nella battaglia di Brunete e al passaggio dell'Ebro, porta ancora nel corpo le schegge della ferita più grave.
              Rientrato in Italia nel 1940, Pesce viene arrestato ed inviato al confino a Ventotene.
              Liberato nell'agosto del '43, nel settembre del 1943 è tra gli organizzatori dei GAP a Torino; dal maggio del 1944 assume a Milano, sino alla Liberazione il comando del 3° GAP "Rubini".
              Proclamato "eroe nazionale" dal comando delle brigate "Garibaldi", nel dopoguerra venne decorato di medaglia d'oro al valor partigiano.
              Nella motivazione della Medaglia d'oro al valor militare concessa a "Visone" (questo il nome di battaglia di Giovanni Pesce), si legge tra l'altro "Ferito ad una gamba in un'audace e rischiosa impresa contro la radio trasmittente di Torino fortemente guardata da reparti tedeschi e fascisti, riusciva miracolosamente a sfuggire alla cattura portando in salvo un compagno gravemente ferito... In pieno giorno nel cuore della città di Torino affrontava da solo due ufficiali tedeschi e dopo averli abbattuti a colpi di pistola, ne uccideva altri due accorsi in aiuto dei primi e sopraffatto e caduto a terra fronteggiava coraggiosamente un gruppo di nazifascisti che apriva intenso fuoco contro di lui, riuscendo a porsi in salvo incolume".
              Dal 1951 al 1964 ha rappresentato il PCI nel Consiglio comunale di Milano.
              Giovanni Pesce è, dalla costituzione dell'ANPI, membro del suo Consiglio nazionale.
              Tra la numerosa memorialistica sulla Resistenza, basti ricordare i suoi "Un garibaldino in Spagna" del 1955 e "Senza tregua - La guerra dei GAP" del 1967.

              Originariamente Scritto da mat612000 Visualizza Messaggio
              nessuno è obbligato a commemorare figure che non conosce o che per lui non rappresentano niente, constatarlo è però triste.
              *

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