Leggetevi questo pezzo di articolo che ho trovato su Foglio.it
Descrive in maniera perfetta la reale consistenza della presunta umanità di tutte le salse dei laicisti.
Se volete leggerlo tutto, il link è
Buona riflessione
...Christopher Hitchens, autore di un testo intitolato “Dio non è grande.
Come la religione avvelena ogni cosa”. Si tratta di un libro che rimastica luoghi comuni ridicoli, cui chi abbia studiato solo un poco la storia non dovrebbe dedicare un secondo del suo tempo, prezioso o meno che sia. Dice, Battista, riprendendo Hitchens, che “nel nome di Dio è storicamente e statisticamente più frequente che ci si ammazzi e ci si stermini reciprocamente anziché aiutarsi solidalmente a vicenda”. Per lui ogni malvagità umana, in fondo, deriva non dall’uomo, dalla sua miseria, dalla sua tendenza al male, ma dalla religiosità.
E finge di non sapere che il 90 per cento della solidarietà, ad esempio nel nostro paese, nasce appunto da persone religiose, e che il 90 per cento delle cosiddette “guerre di religione”, da quelle dei principi protestanti alla strage della notte di san Bartolomeo, per usare esempi scolastici, sono conflitti nati per motivi politici, economici, umani, in cui l’elemento religioso si è solo aggiunto, a posteriori, come aggravante, su un’inimicizia preesistente.
Ma soprattutto dimentica che proprio “statisticamente” l’ateismo in un solo
secolo ha fatto più morti di tutte le religioni del mondo in duemila anni di storia: gli oltre cento milioni di vittime del comunismo ateo, gli stermini del nazismo, ateo anch’esso, le guerre mondiali dell’Europa ormai non più cristiana, almeno nei suoi governi, per finire con i milioni di vittime dell’aborto, della droga, e del nichilismo di massa. Basterebbe l’esempio della Cambogia, in cui Pol Pot aveva vietato per legge ogni religione. Lì, in quel paese governato da personaggi che avevano appreso il loro ateismo a Parigi, e avevano ammirato il deista Robespierre, dal 1975 al 1979 vi furono 2 milioni di morti su sette di abitanti!
Lì si bruciavano i libri e gli album delle fotografie, perché scomparisse il ricordo del mondo precedente. In alcune regioni fu proibito leggere, ridere o cantare; ogni spostamento era controllato, ogni proprietà, perfino delle posate personali, proibito; le case tutte uguali. Quanto alla morale sessuale ci furono: massacri eugenetici di malati, feriti e handicappati; pena di morte per i rapporti fuori dal matrimonio; divieto di ogni segno d’affetto tra coppie, in pubblico; divieto di utilizzare le parole “padre” e “madre”, anche per i bambini… Lì gli intellettuali venivano eliminati, non quando dicevano corbellerie, caro Hitchens, ma sempre, appena venivano identificati.
Descrive in maniera perfetta la reale consistenza della presunta umanità di tutte le salse dei laicisti.
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Buona riflessione
...Christopher Hitchens, autore di un testo intitolato “Dio non è grande.
Come la religione avvelena ogni cosa”. Si tratta di un libro che rimastica luoghi comuni ridicoli, cui chi abbia studiato solo un poco la storia non dovrebbe dedicare un secondo del suo tempo, prezioso o meno che sia. Dice, Battista, riprendendo Hitchens, che “nel nome di Dio è storicamente e statisticamente più frequente che ci si ammazzi e ci si stermini reciprocamente anziché aiutarsi solidalmente a vicenda”. Per lui ogni malvagità umana, in fondo, deriva non dall’uomo, dalla sua miseria, dalla sua tendenza al male, ma dalla religiosità.
E finge di non sapere che il 90 per cento della solidarietà, ad esempio nel nostro paese, nasce appunto da persone religiose, e che il 90 per cento delle cosiddette “guerre di religione”, da quelle dei principi protestanti alla strage della notte di san Bartolomeo, per usare esempi scolastici, sono conflitti nati per motivi politici, economici, umani, in cui l’elemento religioso si è solo aggiunto, a posteriori, come aggravante, su un’inimicizia preesistente.
Ma soprattutto dimentica che proprio “statisticamente” l’ateismo in un solo
secolo ha fatto più morti di tutte le religioni del mondo in duemila anni di storia: gli oltre cento milioni di vittime del comunismo ateo, gli stermini del nazismo, ateo anch’esso, le guerre mondiali dell’Europa ormai non più cristiana, almeno nei suoi governi, per finire con i milioni di vittime dell’aborto, della droga, e del nichilismo di massa. Basterebbe l’esempio della Cambogia, in cui Pol Pot aveva vietato per legge ogni religione. Lì, in quel paese governato da personaggi che avevano appreso il loro ateismo a Parigi, e avevano ammirato il deista Robespierre, dal 1975 al 1979 vi furono 2 milioni di morti su sette di abitanti!
Lì si bruciavano i libri e gli album delle fotografie, perché scomparisse il ricordo del mondo precedente. In alcune regioni fu proibito leggere, ridere o cantare; ogni spostamento era controllato, ogni proprietà, perfino delle posate personali, proibito; le case tutte uguali. Quanto alla morale sessuale ci furono: massacri eugenetici di malati, feriti e handicappati; pena di morte per i rapporti fuori dal matrimonio; divieto di ogni segno d’affetto tra coppie, in pubblico; divieto di utilizzare le parole “padre” e “madre”, anche per i bambini… Lì gli intellettuali venivano eliminati, non quando dicevano corbellerie, caro Hitchens, ma sempre, appena venivano identificati.

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