[I] La Mattel, il colosso americano dei giocattoli, il numero uno nelle vendite nel mondo, considerata una delle aziende pi
Mattel ritira 18 milioni di giocattoli
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A parte le azioni Mattel scese severamente in borsa, penso che la multinazionale abbia perso ben poco. Le coperture assicurative la risarciranno profumatamente, senza parlare del ritorno pubblicitario che avrà a seguito di questo gesto responsabile, umanitario, onesto tra i più onesti.
L'altra faccia della medaglia getterà in strada centinaia di lavoratori cinesi (a parte il responsabile che si è già suicidato), riverserà sulle piazze e nei canali sottobanco i milioni di giocattoli ritirati, a meno che la Mattel non ne faccia un rogo pubblico, che fine faranno altrimenti quelle tonnellate di giochi?
Non so voi, ma a me il primo pensiero è andato ad altri bambini oltre ai nostri...quelli che resi schiavi e sfruttati negli scantinati delle nostre case (ove sporadicamente fanno retate) coltivano la loro vita a fabbricare beni di consumo. Dal che mi chiedo "ma se già ce ne sono così tanti in Italia, quanti mai saranno in Cina(?!
) a essere costretti ad inalare il piombo dei coloranti, a dormire 5 ore per notte, a correre quotidianamente pericoli di morte e infortuni sul lavoro?" Si dice che la vita è un gioco, ma per molti (troppi) piccini quel gioco è solo morte.
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[QUOTE=redna;713924]A parte le azioni Mattel scese severamente in borsa, penso che la multinazionale abbia perso ben poco. Le coperture assicurative la risarciranno profumatamente, senza parlare del ritorno pubblicitario che avr"Contro la stupidit
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Originariamente Scritto da Xilinx23 Visualizza MessaggioMi pare un po' improbabile.
Che questo gesto sia responsabile, umanitario, onesto tra i pi
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Sul ritorno pubblicitario.
Far sapere a tutti che i propri figli piccoli possono aver avuto in bocca pezzetti di bambole dipinte con colori contenenti piombo, o con parti che rischi di ingerire, nonMembro del Consiglio degli Admin
[RIGHT][I]L'ironia
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In realtà redna ha ragione, è già successo, in particolare a case automobilistiche (GM e VW abbastanza recentemente mi pare): hanno messo in commercio auto con dischi frenanti e varie difettosi, affrettandosi poi per il ritiro. La fiducia dei consumatori è aumentata in seguito al gesto sommamente responsabile (dato che poi la campagna giornalistica di indignamento è stata adeguatamente ribaltata) e le multinazionali hanno recuperato a velocità record le perdite dovute al ritiro.Originariamente Scritto da Xilinx23 Visualizza MessaggioSul ritorno pubblicitario.
Far sapere a tutti che i propri figli piccoli possono aver avuto in bocca pezzetti di bambole dipinte con colori contenenti piombo, o con parti che rischi di ingerire, non è il massimo.
Il mercato ha la memoria corta, certamente non lo ricorderà per sempre, ma non penso ne trarranno vantaggio.
Proprio l'anno scorso LEGO ha ritirato una partita di giocattoli (nonostante la crisi) che avevano "parti troppo appuntite per essere maneggiate in sicurezza dai bambini"; il feedback da parte dei genitori è stato notevole e LEGO ha ulteriormente consolidato la sua base di consumatori (e recentemente ha deciso la quasi totale delocalizzazione tra Asia e Sud America...).
La vicenda dovrebbe piuttosto alimentare (diciamo almeno avviare..) qualche iniziativa volta al controllo della conformità dei materiali e delle condizioni di lavoro nei paesi in cui le multinazionali aprono stabilimenti "convenienti", come si diceva nel 3d sul neoliberismo.Last edited by Boyakki; 15-08-2007, 21:56.[I]Sono tanto semplici gli uomini, e tanto ubbidiscono alle necessit
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Dovrei pensare di smettere di comprargli giochi, vestiti, attrezzature varie. Poichè quasi tutte le multinazionali producno in paesi come Cina, Messico, ecc. dove il vuoto legislativo in materia di controllo ambientale/lavorativo è consistente, tali incidenti possono avvenire sempre e per qualsiasi cosa. Un direttore di stabilimento Nike potrebe decidere di usare colori o tessuti tossici per consegnare una partita in tempo o in budget, e in mancanza di controllo sul posto la roba arriva qua indistinguibile da quella buona. E' il metodo di produzione generale più che l'azienda in particolare, soprattutto se pensi che il Brand (Mattel, Nike, P&G, ecc) può scaricare la responsabilità sull'ultima ruota del carro (direttore, capireparto, manager sul posto e soci indigeni) con una certa agilità (senza rimetterci troppo cioèOriginariamente Scritto da Xilinx23 Visualizza MessaggioMa si parla di utenti maturi e consapevoli, il fattore bambino non fa ragionare con razionalità.
Se tu sapessi che un'azienda, anche se per sbaglio, ha prodotto giochi tossici, a tuo figlio compreresti ancora i giochi della suddetta azienda?
Non pensi che potrebbe accadere di nuovo?
Last edited by Boyakki; 15-08-2007, 22:04.[I]Sono tanto semplici gli uomini, e tanto ubbidiscono alle necessit
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Può succedere che per qualche giorno/settimana qualche (pochi) genitore ci faccia più caso, ma quanti "clienti medi" riusciranno a selezionare davvero un'altra casa produttrice? Mattel ha diverse partecipate, consociate, acquisite e compartecipate, è virtualmente impossibile non comprare più un gioco Mattel; inoltre credo che l'azienda avvierà alla svelta una campagna di sensibilizzazione/rassicurazione che le consenta di riacquistare la quota di mercato (se mai perderà qualcosa).Originariamente Scritto da Xilinx23 Visualizza MessaggioPotrebbe pensarlo, ma dato che ancora non c'è stato nessuno scandalo, o se c'è stato ormai si è dimenticato, parte dei clienti medi preferirà chi, al momento, non ha subito un problema simile.
La flessione delle azioni dovuta all'annuncio dei ritiri (ma non ancora ad una effettiva perdita di mercato) probabilmente sarà solo una cosa momentanea.[I]Sono tanto semplici gli uomini, e tanto ubbidiscono alle necessit
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