Dura lex

Collapse
X
 
  • Ora
  • Show
Clear All
new posts
  • mat
    Il Magnifico
    • 20/05/05
    • 17786

    #1

    Dura lex

    Su la7 un paio di sere fa è andato in onda un documentario sulla repressione penale dell'omosessualità.
    Si è parlato anche del "caso Braibanti", un famoso processo e caso giudiziario del quale mi ero dimenticato e che mi ha stimolato una serie di considerazioni.
    Prima però i fatti.
    Il 12 ottobre 1964 Ippolito Sanfratello presentò alla Procura della Repubblica di Roma una denuncia contro Aldo Braibanti, accusandolo di plagio nei confronti del figlio, Giovanni Sanfratello.
    Nell'esposto egli sosteneva che Braibanti, grazie al potere che esercitava sul figlio, aveva assoggettato quest'ultimo a sé sia sotto l'aspetto psichico sia dal punto di vista fisico, in quanto omosessuale.
    Il procuratore della Repubblica aprì immediatamente l'istruttoria, che sarebbe durata per ben quattro anni, nonostante la legge del tempo imponesse, trascorsi quaranta giorni dall'apertura del fascicolo, il passaggio del procedimento al giudice istruttore.
    Ben presto fu chiamato agli interrogatori, tra gli altri, pure Piercarlo Toscani, il quale affermò di essere anch'egli vittima di Braibanti, non lesinando al procuratore i particolari più intimi della sua passata relazione con quest'ultimo.
    Il 5 dicembre 1967 Aldo Braibanti fu arrestato e rinchiuso a Regina Cœli per aver sottoposto "Toscani Piercarlo e Sanfratello Giovanni al proprio potere in modo da ridurli in totale stato di soggezione", secondo l'articolo 603 del Codice penale (reato di plagio).
    Qualche mese dopo, dal 12 giugno al 13 luglio 1968 si svolse, alla Corte d'Assise di Roma, il processo, che vide Ippolito Sanfratello e Piercarlo Toscani costituirsi parti civili.
    A difesa di Braibanti testimoniarono, tra gli altri, Sylvano Bussotti, Marco e Piergiorgio Bellocchio.
    Nel processo Braibanti fu indicato di volta in volta come un fallito, un frustrato, un buono a nulla, un essere diabolico, un corruttore di giovani anime innocenti; non solo si utilizzò la sua produzione artistica, filosofica o poetica (e financo i suoi interessi scientifici) per farne oggetto di disprezzo o per trovarvi i segni della volontà di plagiare; non solo si reinterpretarono banali fatti della vita quotidiana e di relazione fra le persone in chiave ossessiva; ma si utilizzò tutto il campionario di stereotipi e di pregiudizi antiomosessuali disponibili, per portare sul banco degli imputati, oltre al "cattivo maestro", anche l'omosessuale Braibanti.
    Nonostante la difesa che Giovanni Sanfratello fece dell'imputato (indicata anzi dall'accusa come una delle prove dell'avvenuto plagio), la Corte condannò Braibanti a nove anni di prigione meno due per meriti resistenziali.
    Il successivo appello, più di un anno dopo, confermò l'impianto della sentenza, riducendo però la pena a quattro anni meno due.
    Nel 1971 una sentenza della Corte di Cassazione confermò il giudizio d’appello.
    L'articolo 603 del Codice Penale fu eliminato definitivamente dal nostro ordinamento con una sentenza della Corte Costituzionale nel 1981.
    Scusate la prolissità ma circa 40 anni fa (non 400) la nostra Repubblica condannava un uomo al carcere per le sue abitudini sessuali, senza che legalmente l'omosessualità fosse ufficialmente considerata un reato.
    Sono passati quasi 40 anni da un simile obbrobrio ma adesso a che punto siamo?
    Davvero le abitudini sessuali delle persone non influiscono sulla valutazione dei loro comportamenti che possono avere una rilevanza legale?
    Se noi italiani fino a pochi decenni orsono mandavamo in galera gli omosessuali, come facciamo ora a farci paladini delle iniziative contro la persecuzione giudiziaria dell'omosessualità da parte dei regimi integralisti islamici?
    Bastano 40 anni per cambiare davvero la cultura d'un popolo e delle sue istituzioni?
    Vi ringrazio già ora della pazienza che avrete leggendo questa lunga introduzione.
    Last edited by mat; 12-09-2007, 12:48.
    Moderatore Debate Square

    "Era un mondo adulto, si sbagliava da professionisti"
    - P. Conte -


    Angst essen Seele auf
  • bellarossa
    randagia
    • 08/08/07
    • 722

    #2
    [QUOTE=mat612000;731133]
    Sono passati quasi 40 anni da un simile obbrobrio ma adesso a che punto siamo?
    Davvero le abitudini sessuali delle persone non influiscono sulla valutazione dei loro comportamenti che possono avere una rilevanza legale?
    Se noi italiani fino a pochi decenni orsono mandavamo in galera gli omosessuali, come facciamo ora a farci paladini delle iniziative contro la persecuzione giudiziaria dell'omosessualit
    [SIZE="1"]Ci stavo bene nel bar di Hassan.
    Tra i frequentatori abituali non esistevano barriere d

    Comment

    • Cornolio
      hep
      • 28/09/04
      • 20779

      #3
      Fini anche dopo la svolta di Fiuggi sosteneva che gli omosessuali non avrebbero dovuto insegnare, con un imbarazzante richiamo alle leggi razziste del tempo che fu.
      Partiti di estrema destra equiparano tuttora l'omosessualità alla pedofilia. Gente che prende quasi un punto alle elezioni.
      Gentilini invocava alla pulizia etnica contro i gay. Cazziato dalla lega, ma sappiamo tutti che a Treviso molti sono stati d'accordo con il sindaco.

      Insomma, la realtà delle posizioni più o meno demagogiche dei partiti rispecchia una realtà sociale deprimente.

      Solo 10 anni fa un servizio delle Iene mostrava come un'enciclopedia parlasse dell'omosessualità come di una malattia.

      Comment

      • mat
        Il Magnifico
        • 20/05/05
        • 17786

        #4
        Si, tutto vero.
        Io però vorrei allargare il discorso nel senso che vorrei capire il motivo per cui le legislazioni di così tanti stati ora come allora si spingono al punto di sanzionare anche con una pena i comportamenti sessuali.
        L'omosessualità non è l'unico comportamento sessuale che è stato punito nella storia.
        Lo sono state anche le relazioni extramatrimoniali e l'adulterio, comportamenti tipicamente eterosessuali dal momento che per definizione l'istituzione matrimoniale è etero (salvo qualche recentissima deroga).
        Cosa c'è nel sesso che spaventa così tanto il potere costituito?
        Moderatore Debate Square

        "Era un mondo adulto, si sbagliava da professionisti"
        - P. Conte -


        Angst essen Seele auf

        Comment

        • Cornolio
          hep
          • 28/09/04
          • 20779

          #5
          In due parole la perdita di controllo

          http://www.discutere.it/sesso-sentim...lle-masse.html

          Comment

          • mat
            Il Magnifico
            • 20/05/05
            • 17786

            #6
            Uhm...
            Io però penso che se nella repressione di certi comportamenti interviene lo stato inteso come autorità costituita e legittima alla quale spetta il potere di reprimere ci possa essere qualcosa di più di un vago intento di "controllo delle coscienze" o "paura della libertà".
            Un'autorità morale come la chiesa o un partito politico deve convincermi del fatto che certi comportamenti sono sbagliati e non li devo tenere.
            Lo stato no.
            Può imporre le sue leggi e le sue decisioni senza alcun consenso da parte dei cittadini per mezzo, se necessario, del mero uso della forza.
            Pur con tutti i dubbi e i distinguo del caso, l'adesione ad un'autorità morale come quella religiosa è un fatto volontario, essere cittadino e suddito di uno stato no.
            Lo stato quando decide di entrare nella sfera sessuale del singolo compie un'intrusione molto più arbitraria di quella che può compiere un religioso o un politico...
            Moderatore Debate Square

            "Era un mondo adulto, si sbagliava da professionisti"
            - P. Conte -


            Angst essen Seele auf

            Comment

            • Cornolio
              hep
              • 28/09/04
              • 20779

              #7
              Certo, è il problema delle "leggi morali", no?

              In queste c'è anche una parte di demagogia e convenienza politica, ovviamente.

              Comment

              • Vega
                Opinionista

                • 04/05/05
                • 17952

                #8
                Credo che quello che fa lo stato sia legato al concetto di ordine (il che implica per forza anche scomodare l'etica e la morale) e dovendo gestire centinaia di persone, guidarle in un certo senso verso dei valori, va da sè che sono esistite leggi riguardanti anche la sfera sessuale.
                Probabilmente sarà un discorso banale il mio.

                All'apice di tutto mi verrebbe da dire che potermmo scomodare la biologia, nello specifico l'etologia a cui si è sovrapposta o forse affiancata la cultura.
                In fondo il controllo sessuale e riproduttivo c'è anche negli animali e noi non facciamo certo razza a parte.
                Molte concezioni sul sesso l'uomo e la donna secondo me partono proprio da un fattore istintivo e comportamentale.
                La poligamia è la soddisfazione del maschio che desidera il suo harem di femmine da fecondare e per soddisfare la sua libido.

                In altri contesti, come il nostro, si è arrivati al compromesso di una compagna per uomo (vuoi anche per il fattore innamoramento) così da avere comunque garantita la sicurezza di una femmina da non dividere con altri, prole e quindi successione con paternità certa, ed evitare contrasti con le altre femmine e gelosie da parte della donna, con norme culturali.
                Pienamente funzionante e programmata in tecniche multiple

                Comment

                • mat
                  Il Magnifico
                  • 20/05/05
                  • 17786

                  #9
                  Originariamente Scritto da Vega Visualizza Messaggio
                  In altri contesti, come il nostro, si è arrivati al compromesso di una compagna per uomo (vuoi anche per il fattore innamoramento) così da avere comunque garantita la sicurezza di una femmina da non dividere con altri, prole e quindi successione con paternità certa, ed evitare contrasti con le altre femmine e gelosie da parte della donna, con norme culturali.
                  Lasciando stare l'innamoramento (concetto quanto mai poco scientifico), la repressione dell'adulterio garantirebbe quindi interessi economici in quanto la certezza della paternità (concetto anche questo discutibile infatti solo mater semper certa est) garantirebbe la trasmissione agli eredi del patrimonio.
                  Faccio un po' più fatica ad afferrare il concetto di "femmina garantita" da non dividere con altri.
                  E' da considerare anch'essa un bene patrimoniale concessa in uso esclusivo al marito?
                  Last edited by mat; 12-09-2007, 14:50.
                  Moderatore Debate Square

                  "Era un mondo adulto, si sbagliava da professionisti"
                  - P. Conte -


                  Angst essen Seele auf

                  Comment

                  • bellarossa
                    randagia
                    • 08/08/07
                    • 722

                    #10
                    [QUOTE=Vega;731321]

                    In altri contesti, come il nostro, si
                    [SIZE="1"]Ci stavo bene nel bar di Hassan.
                    Tra i frequentatori abituali non esistevano barriere d

                    Comment

                    • Vega
                      Opinionista

                      • 04/05/05
                      • 17952

                      #11
                      [QUOTE=mat612000;731353]Lasciando stare l'innamoramento (concetto quanto mai poco scientifico), la repressione dell'adulterio garantirebbe quindi interessi economici in quanto la certezza della paternit
                      Pienamente funzionante e programmata in tecniche multiple

                      Comment

                      • mat
                        Il Magnifico
                        • 20/05/05
                        • 17786

                        #12
                        Da sempre sono molto dubbioso e critico nei confronti delle teorie che ipotizzano un substrato etico o antropologico quale presupposto delle leggi e degli atti normativi in generale, quasi come se il legislatore o i giudici chiamati ad applicare le leggi emanate dal primo fossero dei semplici interpreti di leggi etiche e scientifiche a loro preesistenti e quindi traessero la legittimità del loro operare da un qualcosa di esterno al sistema legale.
                        Io credo piuttosto che i legislatori e i magistrati possano, al massimo, cercare un conforto scientifico alle proprie decisoni che sono e restano atti d'imperio, espressione di una posizione di potere che si cerca di mantenere e difendere a mezzo dell'autorità.
                        Per entrare nello specifico dei comportamenti sessuali umani che possono avere una rilevanza legale, la storia ci indica infiniti esempi di come gli stessi comportamenti in epoche diverse siano puniti con la massima severità, siano puniti blandamente, siano tollerati, addirittura dichiarati espressamente leciti.
                        Questo per me sta a dimostrare che alla base di tali evoluzioni non ci sono principi scientifici (antropologici) o etologici ma solo ed esclusivamente scelte politiche del legislatore, così come può essere una scelta politica della magistratura perseguire con zelo o meno certi comportamenti.
                        Sicuramente l'essere umano ha comportamenti istintivi atavici insiti nel patrimonio genetico e risalenti ad epoche remote, ma credo che da un certo punto in poi l'aspetto culturale e sociale abbia avuto il totale sopravvento.
                        Moderatore Debate Square

                        "Era un mondo adulto, si sbagliava da professionisti"
                        - P. Conte -


                        Angst essen Seele auf

                        Comment

                        • Vega
                          Opinionista

                          • 04/05/05
                          • 17952

                          #13
                          Forse più che cercare conforto razionale, in certi casi, morale e leggi sembrano derivare spontaneamente da principi etologici. Insomma è come se venissero fuori da sè in un certo senso.

                          Volendo fare un paragone con gli animali, ad esempio gli scimpanzè o i lupi abbiamo organizzazioni sociali in cui c'è forte gerarchia nel clan o nel branco con dirette conseguenze nella gestione degli individui e nelle azioni che ne derivano.
                          Se un gorilla di rango inferiore tenta di prevaricare il maschio alfa ecco che scatta la lotta e gestualità tipica. A volte mi pare che quello che appare da certe leggi e concezioni sia il riportare a livello culturale quello che di istintivo ci portiamo dentro. E' come se il Gorilla, se ne fosse capace, mettesse per iscritto come regola che chiunque tenta di usurpare il potere al maschio dominante debba battersi per provare il suo valore.

                          Il sesso, considerando che si tratta di un aspetto basilare e fondamentale, nonchè pulsione fortissima nell'uomo e con detrminate implicazioni, una buona base biologica direi che ce l'ha nella cultura.
                          L'elemento controllo è bene o male però sempre presente in ogni cultura (ispezione della verginità delle giovani di una certa tribù, rito con cui si sceglie il compagno\a, permesso di avere relazioni sessuali con le vedove del villaggio finchè non si sceglie la compagna ecc...).
                          Con questo non voglio certo esaurire il discorso leggi o concezioni morali con la biologia, ci mancherebbe. Era solo uno spunto per poter forse capire da un'altra angolazione, l'origine di certe leggi.
                          Pienamente funzionante e programmata in tecniche multiple

                          Comment

                          • mat
                            Il Magnifico
                            • 20/05/05
                            • 17786

                            #14
                            Nel caso specifico (Braibanti) cosa ci vedi di legato alla biologia o etologia?
                            E poi, dato e non concesso che certi comportmenti repressi derivino da basi bilogiche, perchè scegliere la strada della repressione legale e non altre vie?
                            Last edited by mat; 14-09-2007, 12:46.
                            Moderatore Debate Square

                            "Era un mondo adulto, si sbagliava da professionisti"
                            - P. Conte -


                            Angst essen Seele auf

                            Comment

                            • Vega
                              Opinionista

                              • 04/05/05
                              • 17952

                              #15
                              Infatti volevo poi arrivare al discorso omosessuale che
                              Pienamente funzionante e programmata in tecniche multiple

                              Comment

                              Working...