Buono quello! Come se il diavolo pubblicizzasse l'utilità di fare le pentole senza i coperchi!
"My one desire, all I aspire / Is in your eyes forever to live / Traveled all over the seven oceans / There is nothing that I wouldn't give / Came from Bahrein, got to Beirut / Looking for someone comparing to you / Tearing down windows and doors / And I could not find eyes like yours"
Premetto che sono assolutamente contrario all'indulto( almeno per come è stato strutturato) ma le parole di Solomon Cane mi fanno sorridere. Mettere nello stesso calderone i reati politici e tutti gli altri tipi di reati è davvero ridicolo.
i costi di un rinnovamento totale del sistema penitenziario, che nessuna attuale forza politica riuscirebbe a giustificare di fronte alla maggioranza dei cittadini (chi voterebbe per una forza politica che aumenta le tasse per migliorare le condizioni della "feccia della società"?);
Ma infatti il problema non è quello di migliorare le condizioni dei detenuti ma di limitare il carcere ai casi estremi e non concepirlo più come l'unica risposta al crimine e al reato.
Limitare il sovraffollamento non punendo con la pena detentiva i reati meno gravi.
Eliminando il sovraffollamento delle carceri, il miglioramento delle condizoni di vita viene da sè e può diventare ipotizzabile anche un trattamento rieducativo in carcere.
Moderatore Debate Square
"Era un mondo adulto, si sbagliava da professionisti"
- P. Conte -
Perchè abolire il rito abbreviato?
La citazione del Lombroso è un po' anacronistica in quanto le teorie sull'origine bilogica o genetica del fenomeno criminale sono da tempo superate.
Lo stesso Lombroso alla fine approdò ad una teoria "multifattoriale" della criminalità.
Sebbene le sue opere siano un'importante testimonianza del fenomeno criminale dell'epoca, c'è nella sua ricerca un gravissimo errore di metodo che deriva dal fatto che lui osservava e catalogava i criminali già giudicati ed internati in carcere o in manicomio.
Lui osservava quindi il risultato di una selezione repressiva non già "il delinquente" in quanto tale che se non era oggetto di condanna sfuggiva alla sua ricerca.
Lui cercava e trovava "i segni" della propensione a delinquere nei carcerati, non nei delinquenti.
Come la storia c'insegna, normalmente, le due categorie coincidono solo in parte.
Moderatore Debate Square
"Era un mondo adulto, si sbagliava da professionisti"
- P. Conte -
Conclusioni. E’ più facile, dunque, andare in carcere per reati di bassa manovalanza
criminale, commessi magari da stranieri, come lo spaccio di sostanze stupefacenti,
rispetto a reati più “raffinati” come il peculato o la bancarotta. Per i reati più gravi
(omicidio e sequestro di persona) la giustizia appare comunque intransigente.
L’indagine non consente valutazioni sulla qualità della difesa dei criminali di basso
profilo o sul condizionamento esercitato dalla estrazione sociale che, evidentemente,
hanno un peso sull’iter processuale e detentivo del condannato. Preoccupa l’aumento
dei giovani e delle donne tra i condannati. Ma ancor più preoccupante è la
constatazione che chi ha sbagliato una volta (il pregiudicato) torni a delinquere
mentre dovrebbe essere in teoria recuperato. Un atto di clemenza, dunque, senza
potenziare l’aspetto rieducativo della pena, rischia di essere un passaggio
parlamentare, pur utile, ma di scarsa prospettiva.
Soprattutto per i reati più gravi è necessaria la rieducazione, senza anche 100 anni di galera possono fare ben poco di buono per la società, al limite creare un altro "parassita" (sul far lavorare i carcerati sarei d'accordissimo).
La rieducazione ha come scopo la riammissione dell'individuo nella società, e lo
scopo dovrebbe essere quello di durare il MENO possibile con il massimo risultato.
Non è una pena "alternativa" al carcere, ma quel che dovrebbe essere il carcere. Ed, in quanto ai costi, secondo me si bilancerebbero in breve tempo.
Il vero problema dell'indulto, è che non è stato accompagnato da una vera misura di reinserimento sociale dei detenuti. E' ovvio che il povero disgraziato che ha rubato per fame, e che si ritrova fuori dal carcere, ancora senza nulla come prima, molto probabilmente si rimetterà a rubare. O cadrà nelle maglie della delinquenza organizzata. Senza una riabilitazione l'indulto non serve assolutamente a nulla. Così come non serve il carcere fine a se stesso, se non viene affiancato da misure rieducative.
“Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]
Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .
Ma quelli che rubano per fame quanti saranno sul totale dei rei? E chi entra nel mondo del crimine lo fa perchè disperato oppure perchè sa che è una strada facile da intraprendere e sicura, visto lo sfascio della magistratura e l'incertezza della pena?
Per quanto riguarda l'alto numero di extracomunitari nelle nostre carceri...insomma, se non si è in grado di offrirgli un lavoro tanto varrebbe non farli neppure entrare in Italia.
Sconvolgenti verità.
[B][FONT="Book Antiqua"]Prima legge del dibattito:
Ma poi chi se ne frega dei furti, per fame o no. Si sta parlando di stupri e omicidi. Omicidi di persone che sarebbero ancora vive se l'indulto non ci fosse stato.
Per il sovra affollamento basta costruire altre carceri. Il costo è palesemente meno oneroso rispetto a quello di ospedali e stazioni; ospedali e stazioni spesso mai entrati in funzione ed abbandonati alla fine dei lavori. Poi nel frattempo potremmo anche rimpatriare i delinquenti stranieri (tranne assassini e stupratori, che devono essere mazzolati per bene)...
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