chi ha ucciso per ragioni politiche ha probabilmente la stessa probabilità di uccidere un bambino di un altro cittadino "medio".
Piccolo excursus: non vedo la necessità di insegnare la pedagogia ai maestri elementari allora se permettiamo poi che i bambini stessi entrino in contatto con soggetti che, a prescindere dai motivi, hanno praticato (e continuano a praticare, come nel caso in discussione) atteggiamenti violenti. Ovvero, non è certo un buon esempio per i fanciulli un bidello che va a rapinare banche e spara ai poliziotti. Come non lo sono una marea di cose promosse dalla nostra società, ma qui si tratta addirittura di contatto reale, fisico, nemmeno mediato dai media (perdonate l'alliterazione).
Capisco il tuo discorso ma a una certa età queste sottigliezze non si capiscono, si prende per buono qualunque esempio...
Comunque no, non mi sento del tutto al sicuro. Direi che la prudenza mi rende tranquillo, ma sicuro no.
Il problema sicurezza esiste, soprattutto nelle grandi città, e purtroppo è aumentato con l'arrivo degli stranieri, ma penso che sia dovuto anche a una politica di integrazione sbagliata...
a mio avviso il problema in Italia era è e resta L INCERTAZZA DELLA PENA.
mentre ci sono crimini minori che andrebbero affrontati piu sul lato del reinserimento : furto scippo truffa bancarotta fraudolenta ecc
i rei di atti contro la persona:
omicidio stupro rapimento abuso su minore ecc
andrebbero puniti oltre che recuperati e sottoposti ad una detenzione determinata in sede di giudizio IRREVOCABILE .
Ogni condannato dovrebbe fare 8 ore di lavoro al giorno e riposare in celle singole senza tv ed altri benefici .
inoltre credo che ci sia da rivedere la bossi fini iandeguata sul piano dell'espulsione , con i fogli di via gli espulsi ci fanno la collezione.
io giro in lungo ed in largo l'italia e nn mi sono mai sentito in pericolo, a parte in autostrada attorniato da tir, sarà perchè non guardo la TV?
In merito al brigatista quel che non ha funzionato non è stata la scarcerazione, ma il reinserimento. Mi vien da pensare che le risorse dedicate siano pochine e se si rinuncia al progetto hai voglia costruire carceri e fare indulti.
Guarda che io nei miei interventi non ho mai criticato l'operato delle forze di polizia in quanto tali, l'ho fatto nei casi in cui ho ritenuto che avessero travalicato o non avessero fatto il loro dovere.
Questo l'ho capito benissimo, infatti non ti accuso di questo.
Ci
Serra è stato questore a Milano negli anni 70 (scusa se è poco) e prima faceva i poliziotto.
Ha fatto carriera ma non è per niente un teorico.
Moderatore Debate Square
"Era un mondo adulto, si sbagliava da professionisti"
- P. Conte -
Volendo far leva sul pathos, spesso capita anche l'opposto: si deve andare dalla madre a dire che il poliziotto le ha ucciso il figlio. Ma a parte questo se non si fanno seri progetti di reinserimento tocca chiudere le scuole per aprire nuove carceri o fare indulti generalizzati ogni tanto.
vivo in una grande città, milano, e non mi sento insicura o minacciata.
Sono abbastanza fiduciosa, a volte anche imprudente, ma non accetto di vivere blindata o con la paura costante.
Prendo abitualmente la metro di notte, a volte dimentico di chiudere la porta, non ho serrature blindate o allarmi vari, apro agli sconosciuti.
Forse perchè vivo in un quartiere che è un po' un paese... Forse perchè vivo in un monolocale in un quartiere proletario e non in una mega-villa in campagna.
In fondo una grande città non è nè piu' nè meno pericolosa di piccole città, basta leggere la cronaca per rendersene conto.
E' solo la legge dei grandi numeri.
[SIZE="1"]Ci stavo bene nel bar di Hassan.
Tra i frequentatori abituali non esistevano barriere d
Comment