[QUOTE=NewblAckclowN;745874]Per me una donna che si lecca le labbra, un uomo che ti indica il pacco, non
Donne e sguardi
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Si e magari uno indicandomi un caffé mi ricorda una caffettiera che è caduta in testa a mio figlio che é morto.Originariamente Scritto da erin Visualizza MessaggioLo Stato deve tutelare, a mio modo idealistico di vederlo, i più deboli.
Forse non ti sembra grave una molestia sessuale perchè non l'hai mai vissuta veramente. E forse non l'hai mai vissuta veramente perchè c'è un'abissale differenza sociale tra uomo e donna.
Se ci occupiamo solo di ciò che è oggettivo, di cosa ci occupiamo esattamente?
Ti rendi conto, immagino, che parlando di persone nulla è oggettivo.
Ma se c'è anche una sola donna che vedendo un uomo che si indica il pacco guardandola ricorderà magari una vecchia violenza, o si sentirà sporca, o avrà paura a tornare a casa appena fa buio, bè... quell'unica persona merita di essere tutelata forse più di chiunque altro.
Affermare inoltre che chi molesta lo fa per totale ignoranza dei comuni schemi di convivenza civile mi sembra un'assurdità da bastian contrario.
Il giorno che mi dimostrerai l'assoluta buona fede dei suddetti soggetti, ne riparleremo.
Anche un video erotico può ricordare una vecchia violenza.
Il tuo discorso è stato usato sempre per affermare quello che dico io che è una conseguenza fattuale abbastanza ovvia, quello che é soggettivo, non si disciplina.
L'unico insegnamento corretto che ho assorbito in un anno di legge, di un filone di pensiero avanguardista perso e ucciso dopo i mitici anni trenta (si quando i beatles suonavano nelle caverne
).
Inoltre tu non sai nulla di me e di quello che sono, non sarò lo stereotipo del violentato a cui inconsciamente fai riferimento, quindi babim, rimani nelle tue allodole.Last edited by nAn; 06-10-2007, 03:51.AHAHAHAHA
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Francesco io non sto parlando di casi simbolo da esempi giudiziari, che non corrispondono mai alla realtà e hanno realtà simbolo per dare una mano alle speranze degli accademici.
Ho studiato legge.
Ci sono dei principi che fondano un diritto, dei postulati che formano il livello decisionale e non sono esempi materiali perfetti, ma norme idealistiche a cui poi si fa assomigliare la realtà attraverso processi di paragone.
Io credo che esistano due rami grossi come alberi in questo campo:
1. Il considerare la legge come applicazione di regole morali non oggettive (quindi non danni fisici e fenomenicamente visibili, Ok, vale per erin).
2. Il considerare la legge come applicazione di strutture amministrative comprensive di disciplinamento comportamentale per danni fisici.
Ora, io non credo che la prima abbia intervento perfetto, ci sono milioni di variabili concatenate impossibili da sciogliere, l'isteria sessuale data e provocante in questa società ha creato un grand guignol enorme di popolazione che considera i crimini sessuali peggiori dell'omicidio, ovviamente non esiste una cosa peggio o meglio, ma la società ha deciso, per norme di consumo (vale il mio topic su sesso e sentimenti) di mettere questo perno.
Ora, io credo che chiamare un bambino Gelsomino sia un disastro per la sua psiche per l'intorno che lo schernisce, non per il fatto che si chiami Gelsomino, stessa cosa vale per uno che si indica il pacco, rendere illegale chiamare un bambino Gelsomino è il funerale del senso del diritto, perché si considera un costume vigente e soggettivo (il ridicolo del nome Gelsomino oggi) come assoluto, ovvero il nome Gelsomino=Male.
Lo stesso vale per gesti che se estrapolati dal contesto perdono di senso.
Proprio qui è il nocciolo del discorso, posso fare esempi di tizi incarcerati e uccisi nel carcere per una donna stronza che li voleva fottere, valgono quanto il tuo, quando si parla di diritto non si plasma la materia, ma si deve parlare per modelli non particolari che hanno incidenza nel particolare.
Se vuoi un mondo dove vengono puniti i tizi che indicano il proprio pacco o devi avere la presunzione di credere che la legge sappia giudicare perfettamente OGNI CAZZO DI CONTESTO SENZA CREARE INGIUSTIZIE e, sinceramente, spero che tu non ce l'abbia, oppure devi coraggiosamente scegliere un mondo dove si discplinano monodirezionalmente atti soggettivamente violenti.
Il bottone è sulla tastiera.
P.S. Il diritto Italiano contemporaneo mi fa schifo.Last edited by nAn; 06-10-2007, 04:00.AHAHAHAHA
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Ah per concludere, per i lupetti che mi diranno "vedi che sei anarchico" no, col cavolo.
Io credo in un'amministrazione gestionale e amorale che non é anarchia, é la base del futurismo e delle avanguardie rivoluzionarie di sinistra e non solo di sinistra, per chi ha voglia di approfondire su questo tema, prego leggere "controdolore" di Palazzeschi.Last edited by nAn; 06-10-2007, 04:28.AHAHAHAHA
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Si ma qui Nan non si sta parlando di processi o di diritto, ma semplicemente di molestie.
Il discorso è che la molestia, che sia anche solo basata su gesti a distanza, è fastidiosa e provoca disagio. Qui non si discute di quanti mesi di carcere debba prendersi un molestatore, ma di cosa prova una donna nel momento in cui riceve una molestia. Io provo fastidio se uno si tocca mentre mi guarda. Provo ribrezzo. La cosa mi traumatizza psicologicamente, in un certo senso. Ma certe cose, come ha scritto Bellarossa, solo una donna le può capire. Proprio perché psicologicamente siamo differenti.“Io e il mio gatto... siamo due randagi senza nome che non appartengono a nessuno e a cui nessuno appartiene” [cit. Colazione da Tiffany]
Noi vogliamo cantare l'amor del pericolo, l'abitudine all'energia e alla temerità [cit: Manifesto futurista] .
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E' questo il punto. Non si sta legiferando sulla punibilità del gestoOriginariamente Scritto da NewblAckclowN Visualizza MessaggioSe vuoi un mondo dove vengono puniti i tizi che indicano il proprio pacco o devi avere la presunzione di credere che la legge sappia giudicare perfettamente OGNI CAZZO DI CONTESTO SENZA CREARE INGIUSTIZIE e, sinceramente, spero che tu non ce l'abbia, oppure devi coraggiosamente scegliere un mondo dove si discplinano monodirezionalmente atti soggettivamente violenti.
Il bottone è sulla tastiera.
P.S. Il diritto Italiano contemporaneo mi fa schifo.
Sì sta dibattendo sul fatto che gesti e comportamenti da parte di taluni siano de facto atti di violenza psicologica.
Ho studiato comunicazione.
L'espressione corporea che rientra nel sovragruppo della comunicazione non verbale è equivocabile al pari di quella verbale.
Ovverosia.
Dire "ehi tipa guardami il pacco, me lo sto menando, mi ti vorrei fare. eh? eh? che ne dici, mh?" è molestia. E su questo credo sia d'accordo anche tu.
E' equivoca? Forse nella misura in cui il mittente non sia nel pieno possesso delle proprie facoltà. Cioè casi limite.
Compiere degli atti quali menarsi il pisello con la mano nella tasca o fuori da essa, rivolgendosi con sguardo e corpo nei confronti di una persona è lo stesso atto comunicativo. Canale diverso, appunto, ma è peggiore nella misura in cui è subdolo, indiretto se vogliamo. E inibisce le altre persone dall'intervenire. E' molestia.
E' equivoca? Forse nella misura in cui il mittente non sia nel pieno possesso delle proprie facoltà. Cioè casi limite.
Seguendo la tua logica, se io faccio il gesto di tagliare il collo alla mafiosa ad un estraneo, quello non potrà asserire che io lo sto minacciando fisicamente.
A livello giuridico, quindi, il tuo discorso non sta in piedi. Altrimenti dovremmo rimettere in discussione la colpa, il giudizio, in qualunque caso di atti verbali.
Perchè, come dici tu, dipendenti da millemila variabili.
In questo senso, dice giustamente Nemo che non ci si può nascondere dietro al relativismo culturale
La legge è fatta da uomini, e in quanto tale è imperfetta e genera ingiustizie.devi avere la presunzione di credere che la legge sappia giudicare perfettamente OGNI CAZZO DI CONTESTO SENZA CREARE INGIUSTIZIE e, sinceramente, spero che tu non ce l'abbia, oppure devi coraggiosamente scegliere un mondo dove si discplinano monodirezionalmente atti soggettivamente violenti.
Il suo scopo è quello di ridurne il più possibile. E' chiaro che non sia in grado di giudicare perfettamente in ogni caso, ma l'alternativa che indirettamente proponi è "non giudicare nessuno" in questi casi.
Inoltre, per quanto riguarda la "soggettività", rileggiti l'esempio della strizzata di tetta: è soggettiva anche la violenza fisica, perchè dipende dalla cultura.
E allora non possiamo giudicare neanche quella? Non regge.
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[QUOTE=dark lady;745967]Si ma qui Nan non si sta parlando di processi o di diritto, ma semplicemente di molestie.
Il discorsoAHAHAHAHA
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Mi sorprende il fatto che tu non riesca a capire la situazioneOriginariamente Scritto da NewblAckclowN Visualizza MessaggioUn uomo che si indica il pacco, una donna sorride in autobus e dice, "che schifo" e si sposta. Cosi impossibile?
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Io siE' questo il punto. Non si sta legiferando sulla punibilità del gesto
Perché dire é MALE è MALE non mi interessa.
Topic con donne che dico, "omiodiochesituazioneorribile" e gli uomini chiosano, "ci dispiace bambine, ma vi difendiamo noi" mi sembrano ridicoli e maschilisti.
Qui c'è un argomento da affrontare e non é di linguaggio non è di comunicazione, è fare entrare nella testa che tutte e due le azioni, uomo che indica il pacco, donna che si offende, sono partorite da costumi e non sono innate nelle due persone.
Arrivati a questa deduzione riusciamo un po' tutti a sentirci colpevoli, come nel teatro nel passato si estremizzavano concetti societari comuni a tutti per farne capire l'idiozia, qui sto cercando di far vedere che per tutti e due non c'é l'obbligo della scelta stereotipata, è la base del cambiamento civile.
Ah beh anche guardare il culo con insistenza è "ehi tipa guardami il pacco, me lo sto menando, mi ti vorrei fare. eh?".L'espressione corporea che rientra nel sovragruppo della comunicazione non verbale è equivocabile al pari di quella verbale.
Ovverosia.
Dire "ehi tipa guardami il pacco, me lo sto menando, mi ti vorrei fare. eh? eh? che ne dici, mh?" è molestia. E su questo credo sia d'accordo anche tu.
E' equivoca? Forse nella misura in cui il mittente non sia nel pieno possesso delle proprie facoltà. Cioè casi limite.
Spesso anche regalare dei fiori. E ti assicuro che se regali una collana di diamanti ad una donna lei non crede che tu stia cercando di portarla all'accademia della crusca.
Cavolo France il punto, per quello che mi riguarda, non è il messaggio, ma i filtri.
Se una donna soffre per quella affermazione mi dispiace, se un uomo soffre per tantissime cose mi dispiace, l'unica discussione possibile in questo topic è sulla formazione dei simboli della violenza. Le altre sono tautologie.
Si. Me l'hanno fatto tipo 392001 persone quel gesto e non mi hanno mai toccato.Seguendo la tua logica, se io faccio il gesto di tagliare il collo alla mafiosa ad un estraneo, quello non potrà asserire che io lo sto minacciando fisicamente.
Guarda che il relativismo culturare è l'unico che esiste.In questo senso, dice giustamente Nemo che non ci si può nascondere dietro al relativismo culturale
L'assolutismo l'abbiamo cassato dopo il nazismo (non che sia sbagliato, ma ha delle conseguenze, non soft come le vostre e vanno vissute le conseguenze logiche al proprio pensiero, con tutte le sofferenze).
Dov'è l'esempio della strizzata di tetta?Inoltre, per quanto riguarda la "soggettività", rileggiti l'esempio della strizzata di tetta: è soggettiva anche la violenza fisica, perchè dipende dalla cultura.
E allora non possiamo giudicare neanche quella? Non regge.
Esatto.La legge è fatta da uomini, e in quanto tale è imperfetta e genera ingiustizie.
Il suo scopo è quello di ridurne il più possibile. E' chiaro che non sia in grado di giudicare perfettamente in ogni caso, ma l'alternativa che indirettamente proponi è "non giudicare nessuno" in questi casi.AHAHAHAHA
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