(scusate l'abbondanza di thread di morti.. è periodo)

ANSA.it - UN ANNO FA VENIVA UCCISA POLITKOVSKAIA
Esattamente un anno fa, il giorno del compleanno del Presidente Vladimir Putin, veniva uccisa Anna Politkovskaja, la giornalista avversa al potere in Russia.
Uccisa presumibilmente da quella che viene definita una "seconda o terza fila" dei combattenti ceceni filorussi, si ipotizza il grottesco: che sia stata uccisa per fare un regalo al presidente.
Per fortuna, almeno, la sua uccisione ha sensibilizzato l'opinione pubblica occidentale sul problema, ha fatto sapere chi era la Politkovskaja.
Ieri (mattina, argh) al circolo della stampa c'è stata una conferenza in ricordo della giornalista. Mi ha fatto pensare: lei sapeva che sarebbe stata uccisa, prima o poi. Lo confidava alle colleghe (presenti in sala) russe e italiane che condividevano il suo interesse per le questioni cecene. E' stata uccisa venti minuti dopo l'ultima intervista, nella quale ha detto "non so perchè sono ancora viva". Del resto era dal 2000 che riceveva quotidianamente minacce di morte da ogni parte.
Mi ha fatto pensare perchè, come diceva la Sforza ieri, probabilmente sarebbe contenta delle conseguenze della sua morte, ovvero appunto la sensibilizzazione del problema. Mi chiedo quindi quanto fosse consapevole di questo e quanto volesse la sua morte per cambiare ciò che lei, in vita, non era riuscita da sola a cambiare.
Inutile, anzi negativo, sprecarsi in commenti eroici. La Politkovskaja era fuori di dubbio una donna votata alla sua "missione". Scovare la verità ad ogni costo, anche se era costreta a vivere come una spia doppiogiochista, guardarsi le spalle ogni secondo.
Le fa onore quello che ha fatto, ed è vero che di persone come lei dovrebbero essercene di più.
E' certamente un modello, almeno per me.

ANSA.it - UN ANNO FA VENIVA UCCISA POLITKOVSKAIA
Esattamente un anno fa, il giorno del compleanno del Presidente Vladimir Putin, veniva uccisa Anna Politkovskaja, la giornalista avversa al potere in Russia.
Uccisa presumibilmente da quella che viene definita una "seconda o terza fila" dei combattenti ceceni filorussi, si ipotizza il grottesco: che sia stata uccisa per fare un regalo al presidente.
Per fortuna, almeno, la sua uccisione ha sensibilizzato l'opinione pubblica occidentale sul problema, ha fatto sapere chi era la Politkovskaja.
Ieri (mattina, argh) al circolo della stampa c'è stata una conferenza in ricordo della giornalista. Mi ha fatto pensare: lei sapeva che sarebbe stata uccisa, prima o poi. Lo confidava alle colleghe (presenti in sala) russe e italiane che condividevano il suo interesse per le questioni cecene. E' stata uccisa venti minuti dopo l'ultima intervista, nella quale ha detto "non so perchè sono ancora viva". Del resto era dal 2000 che riceveva quotidianamente minacce di morte da ogni parte.
Mi ha fatto pensare perchè, come diceva la Sforza ieri, probabilmente sarebbe contenta delle conseguenze della sua morte, ovvero appunto la sensibilizzazione del problema. Mi chiedo quindi quanto fosse consapevole di questo e quanto volesse la sua morte per cambiare ciò che lei, in vita, non era riuscita da sola a cambiare.
Inutile, anzi negativo, sprecarsi in commenti eroici. La Politkovskaja era fuori di dubbio una donna votata alla sua "missione". Scovare la verità ad ogni costo, anche se era costreta a vivere come una spia doppiogiochista, guardarsi le spalle ogni secondo.
Le fa onore quello che ha fatto, ed è vero che di persone come lei dovrebbero essercene di più.
E' certamente un modello, almeno per me.

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