Direi che questa sentenza della Cassazione
Staccare la spina solo se coma irreversibile.
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"Io il mio discorso l'ho fatto. Ora voi preparate il discorso funebre per me". Giacomo Matteotti al termine del suo discorso alla Camera il 30 maggio 1924
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Piano con l'entusiasmo.
Senza un protocollo medico che definisca i parametri per definire lo "stato vegetativo permanente" ed una legge che contempli questo protocollo, le sentenza della Cassazione serve poco più che a niente.Moderatore Debate Square
"Era un mondo adulto, si sbagliava da professionisti"
- P. Conte -
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Non serve nessuna legge nazionale,non a caso la Corte fa riferimento a parametri internazionali già diffusi nel contesto medico internazionale.Last edited by Microemozioni; 19-10-2007, 16:37."Io il mio discorso l'ho fatto. Ora voi preparate il discorso funebre per me". Giacomo Matteotti al termine del suo discorso alla Camera il 30 maggio 1924
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Ma guarda che le sentenze non hanno valore assoluto.
Fanno stato solo tra le parti del processo, non nei confronti di chiunque si trovi in casi identici o simili.
Costituiscono un semplice precedente che non vincola nessuno.
Nell'articolo citato da Bellarossa, infatti, gli anestesisti segnalano il rischio che in mancanza di una normativa certa e sicura, sempre meno medici si prenderanno il rischio di intervenire in situazioni disperate e irreversibili.Moderatore Debate Square
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Non hanno valore assoluto perchè non siamo in un sistema di Common Law e non c'è quindi formalmente un principio di stare decisis ma le sentenze della Corte di Cassazione hanno un valore estremamente importante e contribuiscono a portare alla formazione di una giusrisprudenza che poi di fatto potrà diventare vincolante.Originariamente Scritto da mat612000 Visualizza MessaggioMa guarda che le sentenze non hanno valore assoluto.
Fanno stato solo tra le parti del processo, non nei confronti di chiunque si trovi in casi identici o simili.
Costituiscono un semplice precedente che non vincola nessuno.
Nell'articolo citato da Bellarossa, infatti, gli anestesisti segnalano il rischio che in mancanza di una normativa certa e sicura, sempre meno medici si prenderanno il rischio di intervenire in situazioni disperate e irreversibili.
La Cassazione è l'organo giuridico più importante del nostro ordinamento e ha il compito di dare la corretta interpretazione delle norme.
Per cui nel momento in cui si forma una giusriprudenza che poi va a consoluidarsi nessun giudice si discosta da tale interpretazione.
Per cui questa sentenza ha un'importanza enorme in un ordinamento legislativo come il nostro dove c'è un vuoto legislativo sul tema.
Che poi ci voglia una legge da parte del Parlamento che trasformi in diritto legislativo quel diritto giurisprudenziale non c'è dubbio.
Ma questa sentenza rimane cmq un passo importnate nella giusta direzione."Io il mio discorso l'ho fatto. Ora voi preparate il discorso funebre per me". Giacomo Matteotti al termine del suo discorso alla Camera il 30 maggio 1924
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No veramente ho detto:
Quello che ho detto che non serve è una contempli une protocollo sullo stato vegetativo per rendere effettiva quella sentenza.Originariamente Scritto da Microemozioni Visualizza MessaggioOra sarebbe buona cosa se il Parlamento facesse la sua parte approvando il disegno di legge sul testamento biologico che è attualmente all’esame della Commissione Sanità del Senato.
Ma non che non serva una legge generale sul testamento biologico che riconosca un diritto di tipo legislatuivo trasformando il legge quello che ora è un diritto di tipo giurisprudenziale ravvisato dalla Corte.Last edited by Microemozioni; 19-10-2007, 23:16."Io il mio discorso l'ho fatto. Ora voi preparate il discorso funebre per me". Giacomo Matteotti al termine del suo discorso alla Camera il 30 maggio 1924
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Beh prima cosa dovrebbe essere nell'interesse di ogni soggetto lasciare le proprie disposizioni su testamento senn"Io il mio discorso l'ho fatto. Ora voi preparate il discorso funebre per me". Giacomo Matteotti al termine del suo discorso alla Camera il 30 maggio 1924
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Questo è comunque il principio di diritto affermato dalla Cassazione a cui dovrà attenersi la Corte d'Appello di Milano a cui è stata rimessa la decisione:
«Ove il malato giaccia da moltissimi anni (nella specie, oltre quindici) in stato vegetativo permanente, con conseguente radicale incapacità di rapportarsi al mondo esterno, e sia tenuto artificialmente in vita mediante un sondino nasogastrico che provvede alla sua nutrizione ed idratazione, su richiesta del tutore che lo rappresenta, e nel contraddittorio con il curatore speciale, il giudice può autorizzare la disattivazione di tale presidio sanitario (fatta salva l’applicazione delle misure suggerite dalla scienza e dalla pratica medica nell’interesse del paziente), unicamente in presenza dei seguenti presupposti: (a) quando la condizione di stato vegetativo sia, in base ad un rigoroso apprezzamento clinico, irreversibile e non vi sia alcun fondamento medico, secondo gli standard scientifici riconosciuti a livello internazionale, che lasci supporre la benché minima possibilità di un qualche, sia pure flebile, recupero della coscienza e di ritorno ad una percezione del mondo esterno; e (b) sempre che tale istanza sia realmente espressiva, in base ad elementi di prova chiari, univoci e convincenti, della voce del paziente medesimo, tratta dalle sue precedenti dichiarazioni ovvero dalla sua personalità, dal suo stile di vita e dai suoi convincimenti, corrispondendo al suo modo di concepire, prima di cadere in stato di incoscienza, l’idea stessa di dignità della persona. Ove l’uno o l’altro presuppoto non sussista, il giudice deve negare l’autorizzazione, dovendo allora essere data incondizionata prevalenza al diritto alla vita, indipendentemente dal grado di salute, di autonomia e di capacità di intendere e di volere del soggetto interessato e dalla percezione, che altri possano avere, della qualità della vita stessa».
Corte Suprema di CassazioneModeratore Debate Square
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