Libert

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  • ralf081
    Opinionista
    • 05/08/06
    • 515

    #1

    Libert

    Alcune intercettazioni pubblicate da Repubblica hanno reso noto che quando Berlusconi era premier le due aziende invece di farsi concorrenza collaboravano tra di loro e tutelavano l'immagine del Cavaliere

    Una serie di intercettazioni telefoniche che risalgono al 2004 e al 2005 pubblicate da Repubblica hanno messo in evidenza una rete di contatti tra la Rai e Mediaset grazie a Silvio Berlusconi, al tempo stesso proprietario di Mediaset, e Primo Ministro che impose ai vertici della Tv di Stato uomini di propria fiducia.

    Le intercettazioni venute alla luce sono tra di due ex assistenti di Berlusconi che il Cavaliere aveva messo in posizioni strategiche delle due aziende: Debora Bergamini dirigente Rai e Niccol
    L'uomo non giudica la vita degna di essere vissuta se non c'
  • thorpe
    I run these tracks
    • 13/01/05
    • 3473

    #2
    oh, per una volta la cacca ha un nome.
    "Well, it's a dog eat dog. Eat cat too. The French eat frog and I eat you"



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    • NOOR
      Opinionista
      • 21/11/07
      • 11

      #3
      Di tutta questa storia mi fà sorridere, anzi sganasciare, che c'è chi fa finta di svegliarsi da un lungo sonno...
      [B][I]A proposito di politica, ci sarebbe qualche cosarellina da mangiare?[/I][/B]

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      • cinziatitti
        Gallina vecchia
        • 16/11/07
        • 1974

        #4
        Meraviglioso.....ce n'eravamo accorti tutti, mancavano solo loro!

        tweet
        [COLOR=#800080][FONT=lucida console][SIZE=2][I]Se

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        • carondimonio
          fotto vespe
          • 16/10/07
          • 825

          #5
          Finalmente Veltroni ha detto qualcosa di sinistra. Ah.
          [SIZE=1][COLOR=Navy]"La libert

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          • acid75
            Opinionista
            • 16/01/07
            • 1603

            #6
            Sempre la solita storia...non appena si teme che Berlusconi possa ritornare al governo, escono fuori le solite storie...

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            • Xilinx23
              The Count
              • 01/06/05
              • 41139

              #7
              Sempre la solita storia... Non appena si teme che un minimo di giustizia venga fatta, escono fuori le solite teorie complottiste...
              Membro del Consiglio degli Admin


              [RIGHT][I]L'ironia

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              • carondimonio
                fotto vespe
                • 16/10/07
                • 825

                #8
                Bene. Anche Acid ha detto qualcosa di sinistra. E non
                [SIZE=1][COLOR=Navy]"La libert

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                • conogelato
                  Candle in the wind

                  • 17/07/06
                  • 66028

                  #9
                  Il fondo di Ezio Mauro di oggi:

                  La struttura Delta
                  di EZIO MAURO


                  UNA versione italiana e vergognosa del "Grande Fratello" è dunque calata in questi anni sul sistema televisivo, trascinando Rai e Mediaset fuori da ogni logica di concorrenza, per farne la centrale unificata di un'informazione omologata e addomesticata, al servizio cieco e totale del berlusconismo al potere. L'inchiesta di "Repubblica" ha svelato fin dove può arrivare il conflitto d'interessi, che questo giornale denuncia da anni come anomalia italiana, capace di corrompere la qualità della nostra democrazia.

                  Nel pozzo senza fondo di quel conflitto, tutto viene travolto, non soltanto codici aziendali e doveri professionali, ma lo stesso mercato, insieme con l'indipendenza e l'autonomia del giornalismo. Con il risultato di una servitù imposta alla Rai come un guinzaglio per un unico padrone, ben al di là dell'umiliante lottizzazione tra i partiti, e i cittadini-spettatori truffati e manipolati proprio in quella moderna agorà televisiva in cui si forma il delicatissimo mercato del consenso.

                  Ci sono le prove documentali di questa operazione sotterranea, che ha agito per anni alle spalle dei Consigli di amministrazione, della Commissione di vigilanza, dei moniti del Quirinale sul pluralismo dell'informazione. Si tratta - come ha documentato "Repubblica" - di un'indagine della magistratura milanese sul fallimento dell'Hdc, la holding dell'ex sondaggista di Berlusconi (e della Rai) Luigi Crespi, che è stato per un lungo periodo anche il vero spin doctor del Cavaliere.

                  Dopo il fallimento del gruppo, nel marzo 2004, sono scattate perquisizioni e intercettazioni della Guardia di Finanza. E gli appunti dei finanzieri sulle conversazioni telefoniche rivelano un intreccio pilotato tra Mediaset e Rai che coinvolge manager di derivazione berlusconiana e uomini che guidano strutture informative, con scambi di informazioni tattiche e strategiche, mosse concordate sui palinsesti per "coprire" notizie politicamente sfavorevoli al Cavaliere, ritardi truffaldini nella comunicazione al pubblico di risultati elettorali negativi per la destra: con l'aggiunta colorita e impudente di notisti politici Rai che si raccomandano a Berlusconi, dirigenti Mediaset che danno consigli alla Rai sulla preparazione del festival di Sanremo. E un lamento, perché durante le riprese televisive dei funerali del Papa, "Berlusconi è stato inquadrato pochissimo dalle telecamere".

                  Non si tratta, com'è evidente, soltanto di un caso di malcostume politico, di umiliazione professionale, di vergogna aziendale. E' la rivelazione di un metodo che mina alle fondamenta il mito imprenditoriale berlusconiano, perché sostituisce la complicità alla concorrenza, la sudditanza all'autonomia, la dipendenza al mercato. Il tutto in forma occulta, con la creazione di una vera e propria rete segreta che crea un "gioco di squadra" - come lo chiamano le telefonate intercettate - che ha un unico capitano, un unico referente e un unico beneficiario: Silvio Berlusconi.

                  Trasmissioni d'informazione, come quella di Vespa, per la quale il direttore generale Rai garantisce che il conduttore "accennerà al Dottore ad ogni occasione opportuna", dirigenti della televisione pubblica che quando vengono a conoscenza di un discorso di Ciampi a reti unificate per la morte del Papa hanno come unica preoccupazione quella di organizzare un contraltare di Berlusconi al capo dello Stato, che potrebbe essere messo troppo "in buona luce", serate elettorali in cui si decide di "fare più confusione possibile" nel comunicare i risultati "per camuffare la loro portata".

                  In che Paese abbiamo vissuto? La politica - avversari e alleati di Berlusconi, tutti quanti defraudati da questa rete sotterranea costruita per portare acqua ad un mulino solo - è consapevole della gravità di queste rivelazioni, che dovrebbero spingerla ad approvare una seria legge sul conflitto d'interessi nel giro di tre giorni? E il Cavaliere, quando sarà sceso dal predellino di San Babila dove le sue televisioni lo hanno inquadrato in abbondanza, vorrà spiegare che mandato avevano i suoi uomini (spesso suoi assistenti personali) mandati ad occupare posizioni-chiave in Rai e Mediaset, se i risultati documentali sono questi?

                  La realtà è che in questo Paese ha operato e probabilmente sta operando da anni una vera e propria intelligence privata dell'informazione che non ha uguali in Occidente, un misto di titanismo primitivo e modernità, come spesso accade nelle tentazioni berlusconiane. Potremmo chiamarla, da Conrad, "struttura delta". Un'interposizione arbitraria e sofisticatissima, onnipotente perché occulta come la P2, capace di realizzare un'azione di "spin" su scala spettacolare, offuscando le notizie sgradite, enfatizzando quelle favorevoli, ruotando la giornata nel senso positivo per il Cavaliere.

                  Naturalmente con le telecamere Rai e Mediaset che ruotano a comando intorno a questa giornata artificiale, a questo mondo camuffato, a questa cronaca addomesticata. In una finzione umiliante e politicamente drammatica della concorrenza, del pluralismo, dei diritti del cittadino-spettatore, alterando alla radice il mercato più rilevante di una democrazia, quello in cui si forma la pubblica opinione.

                  Lo abbiamo già scritto e lo abbiamo denunciato più volte, ma oggi forse anche la politica più sorda e cieca riuscirà a capire. In nessun altro luogo si è formato un meccanismo "totale", così perverso e perfetto da permettere ad un leader politico di guidare legittimamente la più grande agenzia newsmaker del Paese (il governo) e di controllare insieme impropriamente l'universo televisivo, con la proprietà privata di tre canali e la sovranità pubblica degli altri tre.

                  A mettere in connessione le notizie trattate secondo convenienza politica e i canali informativi, serviva appunto la "struttura delta", ricca del know-how specifico del mondo berlusconiano, specializzato proprio in questo. Da qui alla tentazione di costruire il palinsesto supremo degli italiani, manipolando paesaggio e personaggi della loro vita, il passo è breve. E se la mentalità è quella che punta ad asservire l'informazione alla politica, la politica al comando, il comando al dominio, quel passo è probabilmente quasi obbligato.

                  E' ora possibile fare un passo per uscire da questo paesaggio truccato, da questa manipolazione della nostra vita. Purché le istituzioni, la libera informazione, il mercato e la politica lo sappiano. Sappiano che un Paese moderno, o anche solo normale, non può sopportare queste deformazioni delle regole e della stessa realtà: e dunque reagiscano, se ne sono capaci. La stessa mano che domani proporrà le larghe intese, è quella che ha predisposto il telecomando con un tasto unico. E truccato.


                  (22 novembre 2007)
                  amate i vostri nemici

                  Comment

                  • thorpe
                    I run these tracks
                    • 13/01/05
                    • 3473

                    #10
                    se organizzano qualcosa stile "torce e forconi" io ci vado
                    "Well, it's a dog eat dog. Eat cat too. The French eat frog and I eat you"



                    Comment

                    • conogelato
                      Candle in the wind

                      • 17/07/06
                      • 66028

                      #11
                      Calma amico, rilassati. E' una battaglia di civiltà, questa, da combattere con le idee e la cultura...quelle che molta gente ha atrofizzate.
                      amate i vostri nemici

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                      • thorpe
                        I run these tracks
                        • 13/01/05
                        • 3473

                        #12
                        [quote=conogelato;778761]Calma amico, rilassati. E' una battaglia di civilt
                        "Well, it's a dog eat dog. Eat cat too. The French eat frog and I eat you"



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                        • Cornolio
                          hep
                          • 28/09/04
                          • 20779

                          #13
                          Spallucce

                          Ovvietà note e risapute sopratutto agli addetti ai lavori

                          Ma in quest'Italia ormai se non esce lo scandalo il popolino non riesce a vedere oltre il suo naso.

                          Comment

                          • mat
                            Il Magnifico
                            • 20/05/05
                            • 17786

                            #14
                            E bravo Mauro.
                            Mi sarei aspettato anche però qualche critica alla categoria professionale cui appartiene.
                            Forse però è meglio scagliarsi contro il Grande Fratello, meno identificabile e quasi immateriale.
                            Mi sarei aspettato dal giornalista Mauro anche qualche frecciata rivolta a quella categoria di servi che nella quasi stragrande maggioranza sono diventati i suoi colleghi.
                            Sembra quasi che il vassallaggio dell'informazione al potere politico derivi quasi esclusivamente dalla potenza di quest'ultimo e non dallo schifoso conformormismo della classe giornalistica e della loro ormai quasi inconscia attitudine a piegare il collo al giogo di turno.
                            Certo, nella televisione è più facile vedere aspetti quasi grotteschi di servilismo, ma sui quotidiani e periodici no?
                            Su internet no?
                            E' davvero il potere occulto a costringerli ad asservirsi o sono loro che nona spettano altro che un padrone (possibilmente generoso)?
                            Moderatore Debate Square

                            "Era un mondo adulto, si sbagliava da professionisti"
                            - P. Conte -


                            Angst essen Seele auf

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                            • Matthias

                              #15
                              Mi spiace che non sia disponibile ai non abbonati l'archivio online de "L'Unit

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