La contrarietà a questa norma non è tanto perchè impedisce di dire "frocio di merda"
ma perchè qualsiasi forma di critica e condanna all'omosessualità in quanto tale, potenzialmente potrebbe essere perseguita.
Che non si possa criticare l'omosessualità non esiste, visto che in Italia, per fortuna, ancora oggi si può criticare tutto, dalle istituzioni al valore delle opere del Caravaggio, figurati l'omosessualità.
Condannare, beh, quello lo fai a casa tua se permetti.
Onestamente, comincio ad essere stufo di questa maggioranza (che ormai non è più tale) e dei suoi continui tentativi di introdurre schifezze con colpi di mano dell'ultimo minuto.
Ormai comincio a pensare anch'io che questa legislatura deve finire, che è meglio ritornare al voto (con nuova legge elettorale o meno) e, possibilmente, liberarci dei continui ricatti dell'accozzaglia laicista.
Non ne fare una questione politica.
Fortunatamente, la maggior parte degli elettori di destra è ancora oggi ben lontana dalle tue posizioni totalitarie.
Ragazzi, siamo solo a 2 pagine ma se continuiamo cosi' arriveremo come sempre a 48 ripetendo sempre i nostri punti di vista. Perche' non mettiamo come punto fermo l'unica cosa veramente certa? TUTTI gli uomini sono figli amati da Dio: Ognuno viva UMILMENTE la sua condizione, rispettando l'altro per quello che e'.
Ragazzi, siamo solo a 2 pagine ma se continuiamo cosi' arriveremo come sempre a 48 ripetendo sempre i nostri punti di vista. Perche' non mettiamo come punto fermo l'unica cosa veramente certa? TUTTI gli uomini sono figli amati da Dio: Ognuno viva UMILMENTE la sua condizione, rispettando l'altro per quello che e'.
Visto che prendo questo tuo post come una "dichiarazione ufficiale d'indifendibilità", allora vorrei ricordarti chi si deve perdonare
"Io il mio discorso l'ho fatto. Ora voi preparate il discorso funebre per me". Giacomo Matteotti al termine del suo discorso alla Camera il 30 maggio 1924
Ah quanto bisogno ci sarebbe, Massimo, di persone che chiedono perdono, invece di puntare l'indice!
Si, tutti devono chiedere scusa tranne coloro che hai eletto come guide per la società. La conseguenza è che io devo chiedere perdono, loro no.
In compenso, loro vivono nell'oro e danno direttive alla società tramite un debole sistema di falsa rappresentanza della volontà popolare, io non comando nulla.
Mi chiedo perché non elevi mai me al ruolo di tua guida. Che ho in meno del papa? Sono peccatore e non mi pento.
Seguimi, e ti mostrerò la luce...
Vabbè dai, non esasperiamo il confronto, non c'è punto di contatto purtroppo
Si tratta di accogliersi e accettarsi per quello che siamo, Massimo. Se stai nell'umiltà, sai che Dio dispone tutto per il bene. Al contrario, se ti lasci guidare dalla superbia non finisci piu' di sindacare ogni Sua scelta....
Tutti dovremmo chiederci, reciprocamente, perdono.
Io parlo a titolo di persona che deve soggiacere sotto le loro prepotenze ogni giorno, sarei troppo individualista per fare crociate sociali contro la Chiesa in nome di una categoria di persone, che siano gli operai o i poveracci o chissà chi.
Io sarò costretto un giorno a patire le pene dell'inferno per mesi se non anni per via di un sistema di cose che mi obbligherà a non poter dcidere quando morire e questo mi rende la vita di un 50% meno bella, io pago tasse su tasse e lavoro in parte per pagare le "esigenze di culto" cazzo!!
L'atto di ritrarsi al proprio AGUZZINO e di accusarlo mentre tiene il suo piede sopra la tua testa è una mancanza di umiltà? Un superbo indice puntato contro gli altri senza vedere i propri difetti, di me che potere non ne ho mai avuto?
MA VERAMENTE TU, RANKO E FALCO PENSATE CHE CHI SI INCAZZA CONTRO LA CHIESA LO FA PER UN PARTITO PRESO?
Ti accorgerai di essere tremendamente libero di fare cio'che vuoi. Anche di rifiutare, come stai facendo, chi ti porge una mano. Forse preferivi che ti dicessi che la colpa di questo mondo che và a rotoli e' della chiesa cattolica. Ma non e' cosi'. E anche tu lo sai.
[QUOTE=conogelato;789321]Ti accorgerai di essere tremendamente libero di fare cio'che vuoi. Anche di rifiutare, come stai facendo, chi ti porge una mano. Forse preferivi che ti dicessi che la colpa di questo mondo che v
tutta aria fritta, il topic in questione è iniziato con una serie di accuse infondate e non documentate.
Nessun riferimento , nessuno documento della santa sede o della cei che provi questa interferenza clericale nell'azione del parlamento.
Di fatto ha votato contro il decreto solo l 0n Binetti. Giustamente Chiti ha fatto chiarezza sull passaggio anti omofobo dicendo che il testo verrà aggiustato per la votazione a montecitorio , i fatti si sono svolti così:
L'Unione si salva al Senato. Con 160 voti favorevoli e 158 contrari passa la fiducia posta dal governo sul maxiemendemto al decreto sulla sicurezza. Poi, in seguito con 160 voti favorevoli (gli stessi della fiducia), 156 contrari e 1 astenuto (che al Senato vale come voto contrario), l'aula di palazzo Madama ha approvato il decreto sulla sicurezza.
SI' DI COSSIGA, NO DI ANDREOTTI - Sul voto di fiducia determinanti i senatori a vita. I cinque voti a favore di Francesco Cossiga, Carlo Azeglio Ciampi, Oscar Luigi Scalfaro, Emilio Colombo e Rita Levi Montalcini hanno infatti concesso all’esecutivo di incassare la fiducia in Senato sul decreto espulsioni. Sì determinanti soprattutto se si pensa all’assenza di Luigi Pallaro e ai due voti contrari di due esponenti del governo, la senatrice teodem Paola Binetti e l’ex Prc Franco Turigliatto. Contro ha votato anche il senatore a vita Giulio Andreotti.
Questo vuol dire che l’Unione ha potuto contare sul sostegno di 155 senatori eletti. Il sì un po’ a sorpresa del picconatore ha alimentato le proteste dell’opposizione: Calderoli ha infatti preso la parola in Aula per contestare la validità del voto giacché l’ex capo dello Stato non è passato, come regolamento prevede, davanti al banco della presidenza. Il presidente del Senato Franco Marini ha però posto un freno alle proteste perché, ha detto, il senatore a vita aveva «evidenti difficoltà a camminare» e ha «pronunciato il suo voto forte e chiaro».
NORMA ANTI-OMOFOBIA - Ad alimentare vivaci polemiche fino al voto contrario alla fiducia della senatrice Binetti è stata la cosiddetta norma anti-omofobia. In merito alla quale, a votazioni ormai ultimate il ministro per i rapporti con il Parlamento Vannino Chiti ha assicurato che «non essendo stato possibile, per ragioni procedurali, sopprimere l'articolo 1/bis, il governo si impegna a cancellarlo con un prossimo provvedimento da adottarsi improrogabilmente entro fine anno».
Chiti ha così assicurato che verrà eliminata la contestata norma sulla omofobia contenuta del Dl sicurezza approvato dal Senato. «Oggi la fiducia è passata solo perchè la norma sulla parità di genere verrà modificata attraverso modalità parlamentari. Su questi temi è chiaro che non c'è una maggioranza. Se la sinistra imporrà questa norma alla Camera, ci sarà crisi di Governo» ha detto il leader dell'Udeur, Clemente Mastella, al termine del voto del Senato che ha approvato in prima lettura il dl sicurezza.
IL NODO DEL CONTENDERE - Nodo del contendere è una norma contenuta nel maxi emendamento del governo e che prevede un giro di vite nei confronti di chi compie atti di discriminazione anche in relazione all’identità di genere. Il testo, presentato dalle sinistre, è stato rimodulato nelle ultime ore prima del voto di fiducia dopo varie mediazioni.
Una prima versione, con un profilo molto netto sul piano sanzionatorio contro ogni reato di omofobia, è stata rivista e smussata con un richiamo al Trattato di Amsterdam. Un richiamo di principio molto gradito al Prc - partito che in qualche misura andava risarcito dopo la vicenda del protocollo sul welfare - e digeribile per quelle componenti (i diniani) appagate per il successo ottenuto su quella stessa riforma.
Ma il richiamo al Trattato di Amsterdam non è piaciuto a Rocco Buttiglione. «Si vuole mettere fuori legge la morale cattolica» ha detto il senatore dell'Udc. «Il governo - ha spiegato il centrista - tenta di coprire l'introduzione nel nostro ordinamento di un principio di polizia delle idee che mette fuori legge la morale cattolica con il riferimento al Trattato di Amsterdam, articolo 13, comma 1. Cerca cioè di dare l'impressione che qui si tratti di adempiere ad un obbligo europeo. Nulla di più falso».
«MI HANNO MESSO LE MANI ADDOSSO» - Il voto a Palazzo Madama sembra non placare gli animi dei senatori. Il sottosegretario all'Interno, Marcella Lucidi, al termine del voto sul decreto sicurezza al Senato, ha denunciato: «Alcuni senatori della Lega mi hanno messo le mani addosso, sono gesti che parlano da soli. Penso - ha aggiunto Lucidi - che ci sia ancora molto da imparare per poter insegnare ai cittadini la democrazia. Non sono stata rispettata e non me lo merito».
Secondo quanto appreso, l'aggressione nei confronti della Lucidi sarebbe avvenuta perchè quest'ultima avrebbe convinto Lamberto Dini a votare a favore del provvedimento.
FINI CHIEDE LE DIMISSIONI DI DIVELLA -
Intanto il presidente di Alleanza Nazionale, Gianfranco Fini, ha censurato il comportamento del senatore Francesco Divella unico assente nel centrodestra, e lo ha invitato a dimettersi dal Senato, in quanto è inammissibile che non venga rispettato il mandato ricevuto dagli elettori. È quanto si legge in una nota di Alleanza Nazionale, in merito all'assenza dall'aula del senatore Francesco Divella.
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