" Non siamo in un salotto borbonico col mignolo sollevato e l'inchino obbligatorio. Qui siamo tutti uguali. Non ti aspettare in un forum cose difficili da trovare pure tra amici e parenti."Nahui
Premesso che io sono convinto che del proprio corpo e della sua rappresentazione ciascun individuo ha il diritto di disporre come meglio crede purchè ne sia consapevole e sia libero nella sua scelta.
A me dell'intervista alla ragazza in questione ha colpito questa frase:
Elenoire non la vede proprio così.
Per lei il sesso (solo virtuale, naturalmente) è un lavoretto come un altro, come fare «la hostess congressuale, o la commessa». «Non mi sono mai posta questi problemi morali» spiega
Mostrarsi nuda davanti ad una web cam non è un lavoro come un altro, secondo me, è un lavoro in senso puramente materiale nel senso che svolgo un'attività e per questa attività ricevo un compenso.
Non è vero che è come fare la commessa, se non altro per il semplice ed intuitivo motivo che una commessa o una hostess non si deve spogliare per soddisfare la libidine altrui; questa visione del lavoro che svolge come un lavoro qualunque è sospetta, puzza di giustificazione non richiesta, di senso di colpa che si cerca di razionalizzare con ragionamenti uniformanti e insensati.
Uno potrebbe dire che fare lo spacciatore o l'usuraio in fondo è un lavoro, un lavoro illecito ma pur sempre un lavoro.
Se partiamo dal presupposto della ragazza che qualsiasi attività retribuita allo scopo di soddisfare i propri bisogni e capricci possa avere il rango di lavoro (casomai qualcuno se lo fosse scordato per la Costituzione il lavoro è un valore, non una mera attività fisica o intellettuale) e su tale valore è fondata la Repubblica, secondo me compiamo un'operazione profondamente scorretta e immorale.
Immorale non perchè la ragazza mostra le tette in web cam ma perchè significa che per lei se è lecito definire lavoro qualunque attività retribuita, lei stessa domani si riterrà autorizzata a chiedere ad altri qualunque cosa in cambio di denaro.
Tipo fare lavori che l'altro ritiene poco dignitosi, lavori pericolosi, lavori malsani, tanto un lavoro vale l'altro, se Elenoire ha applicato questa regola a sè stessa significa che è disposta ad applicarla anche agli altri, forse anche con maggior coerenza e brutalità.
Come la prostituta che diventa maitresse, tanto per capirci.
E' questa concezione del lavoro che io trovo profondamente immorale, non il fatto che lei si spogli davanti ad una web cam.
Premesso che io sono convinto che del proprio corpo e della sua rappresentazione ciascun individuo ha il diritto di disporre come meglio crede purchè ne sia consapevole e sia libero nella sua scelta.
A me dell'intervista alla ragazza in questione ha colpito questa frase:
Mostrarsi nuda davanti ad una web cam non è un lavoro come un altro, secondo me, è un lavoro in senso puramente materiale nel senso che svolgo un'attività e per questa attività ricevo un compenso.
Non è vero che è come fare la commessa, se non altro per il semplice ed intuitivo motivo che una commessa o una hostess non si deve spogliare per soddisfare la libidine altrui; questa visione del lavoro che svolge come un lavoro qualunque è sospetta, puzza di giustificazione non richiesta, di senso di colpa che si cerca di razionalizzare con ragionamenti uniformanti e insensati.
Uno potrebbe dire che fare lo spacciatore o l'usuraio in fondo è un lavoro, un lavoro illecito ma pur sempre un lavoro.
Se partiamo dal presupposto della ragazza che qualsiasi attività retribuita allo scopo di soddisfare i propri bisogni e capricci possa avere il rango di lavoro (casomai qualcuno se lo fosse scordato per la Costituzione il lavoro è un valore, non una mera attività fisica o intellettuale) e su tale valore è fondata la Repubblica, secondo me compiamo un'operazione profondamente scorretta e immorale.
Immorale non perchè la ragazza mostra le tette in web cam ma perchè significa che per lei se è lecito definire lavoro qualunque attività retribuita, lei stessa domani si riterrà autorizzata a chiedere ad altri qualunque cosa in cambio di denaro.
Tipo fare lavori che l'altro ritiene poco dignitosi, lavori pericolosi, lavori malsani, tanto un lavoro vale l'altro, se Elenoire ha applicato questa regola a sè stessa significa che è disposta ad applicarla anche agli altri, forse anche con maggior coerenza e brutalità.
Come la prostituta che diventa maitresse, tanto per capirci.
E' questa concezione del lavoro che io trovo profondamente immorale, non il fatto che lei si spogli davanti ad una web cam.
Mi sono impegnato a seguire il tuo ragionamento..e anche se fossimo all´anno zero,non so a dove porti.
Una prostituta offre una prestazione un servizio,se" vendesse il corpo"
vedremmo tanti scheletri circolare per la citta´...
Come "lavoro poco dignitoso e malsano" potrebbe essere definito il pulire i cessi delle stazioni e metro´.. non mi dire ke se tu dovessi(per forza di cose) scegliere preferisci quest´ultimo ke il mostrare il tuo corpo su una web.
Infine non dimentichiamoci dei "datori di lavoro",cioe´i guardoni- web
(in questo caso), la fortissima richiesta di prestazioni a
pagamento;richiesta=servizio=rincompensa...insomma se non si sfocia
nell´illegalita´(delle leggi vigenti del paese) dov´e´il problema?
" Non siamo in un salotto borbonico col mignolo sollevato e l'inchino obbligatorio. Qui siamo tutti uguali. Non ti aspettare in un forum cose difficili da trovare pure tra amici e parenti."Nahui
[QUOTE=carondimonio;796332]Une femme libre est exactement le contraire d'une femme l
" Non siamo in un salotto borbonico col mignolo sollevato e l'inchino obbligatorio. Qui siamo tutti uguali. Non ti aspettare in un forum cose difficili da trovare pure tra amici e parenti."Nahui
Il problema (per me) è che tu la pensi esattamente come la ragazza della web cam.
Pulire i cessi non è più malsano di tanti altri lavori eppure c'è gente che piuttosto che mostrare il proprio corpo in web cam preferisce fare quello o la commessa che, contrariamente a quello che molti credono, è un lavoro tutt'altro che comodo (si lavora il sabato e nei periodi critici anche la domenica).
Il problema quindi non è il lavoro in sè ma il modo in cui lo svolgi e le condizioni a cui sei sottoposto, è la qualità del lavoro che svolgi e la professionalità che impieghi e, perchè no, l'utilità della tua attività.
Tu, come la ragazza in questione, pensi che tutti i lavori si equivalgano purchè siano leciti.
Per me non è così.
Tu vedi solo il lavoro, ma chi è che presta il lavoro?
Persone non macchine, quindi il tipo di attività che svolgi coinvolge la tua persona, può provocare conflitti con la tua coscienza e tensioni con i colleghi e i superiori, non puoi cavartela affermando che essendoci richiesta c'è un servizio, quindi "che problema c'è?".
Se incominci a vedere il lavoro come valore e non come mero strumento di sopravvivenza, come un'attività che contribuisce anche al tuo progresso umano al fatto che tu oggi sei lavoratore ma domani potresti essere datore di lavoro, secondo me, puoi capire anche dove porti il mio ragionamento.
In altre parole, secondo me, la fai un po' troppo facile.
Moderatore Debate Square
"Era un mondo adulto, si sbagliava da professionisti"
- P. Conte -
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