"Ti lascio": e il marito la uccide

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  • moana
    Opinionista
    • 15/11/06
    • 2962

    #1

    "Ti lascio": e il marito la uccide

    Garbagnate Milanese - Tragedia in famiglia dopo una violenta lite. La coltellata mortale mentre i carabinieri, avvisati da lei, stavano per entrare nell'abitazione della coppia.

    Non so se qst
    [FONT="Comic Sans MS"]nulla
  • Cornolio
    hep
    • 28/09/04
    • 20779

    #2
    moana, bisogna fare una fatica enorme a risponderti dopo che, tra le altre cose, spari puttanate colossali (indulto ai pedofili, stupratori)

    Comment

    • moana
      Opinionista
      • 15/11/06
      • 2962

      #3
      Peccato Che Debba Leggere Sempre Le Tue!

      INDULTO E NOMI ECCELLENTI
      Ricostruendo vari articoli comparsi sulla stampa, ecco i nomi dei personaggi eccellenti o famosi che beneficieranno sicuramente dell'indulto o che ne beneficerebbero in caso di condanna:
      • Cesare Previti (condannato)
      • Silvio Berlusconi (indagato)
      • Fedele Confalonieri (indagato)
      • Piersilvio Berlusconi (indagato)
      • Marina Berlusconi (indagata)
      • Wanna Marchi e Stefania Nobile: condannate in primo grado a 10 anni, se patteggiano in appello la pena scende a 6; con l'indulto cala a 3 e, di conseguenza, non andranno mai in carcere
      • Luciano Moggi (indagato)
      • Antonio Giraudo (indagato)
      • Gli altri indagati dalla procura di Napoli per Calciopoli
      • Antonio Fazio (indagato)
      • Gianpiero Fiorani (indagato)
      • Emilio Gnutti (indagato)
      • Stefano Ricucci (indagato)
      • Giovanni Consorte (indagato)
      • Ivano Sacchetti (indagato)
      • Sergio Billè (indagato)
      • Callisto Tanzi (sotto processo)
      • Cesare Geronzi (sotto processo)
      • Sergio Cragnotti (sotto processo)
      • Raffaele Fitto (indagato)
      • Vittorio Emanuele di Savoia (indagato)
      • Salvo Sottile (indagato)
      • Marcello Dell'Utri (imputato)
      • Francesco Storace (indagato)
      • De Luca (sindaco di Salerno, DS, indagato)
      • Altero Matteoli (rinviato a giudizio)
      • Vi è poi una nutrita serie di politici locali di vari partiti
      • i 29 poliziotti dei pestaggi alla scuola Diaz durante il G8
      • 25 No Global accusati di devastazione e saccheggio durante il G8
      • Caruso e Casarini
      • I responsabili del disastro aereo di Linate (Repubblica)
      • Erika
      • 12000 detenuti che usciranno dal carcere subito
      • 6000 detenuti che usciranno entro l'anno
      • 100.000 agli arresti domiciliari o affidati ai servizi sociali che tornano liberi

      INDULTATO UN KILLER MAFIOSO!
      La gattina frettolosa fa i gattini ciechi. Lo stesso si può dire per gli indulti promulgati senza riflettere. Sebbene, infatti, dal provvedimento di clemenza sia stato escluso il reato di associazione mafiosa, il nostro premuroso legislatore si è dimenticato di considerare che l'aggravante per i fatti di mafia è stata inserita nel codice soltanto nell'anno 1991; per cui, essa non può essere applicata ai reati commessi anteriormente a quella data.
      Per questo motivo, dato che i delitti erano stati commessi in precedenza, dell'indulto ha beneficiato anche il killer mafioso Francesco Luppino, appartenente alle cosche trapanesi, che si è ritrovato insperatamente libero dal giorno 7 agosto.
      Va bene che Mastella è laureato in Lettere e Filosofia, però ci si attenderebbe, come minimo, che il testo venga stilato da giuristi esperti. Fatto sta che così non è avvenuto, ragion per cui un boss mafioso ha potuto trascorrere un Ferragosto da comune vacanziere.
      Un'altra vicenda da aggiungere alle offese, di cui parlavamo ieri, perpetrate alla memoria di Libero Grassi.

      Stefano Giani
      da Milano


      «Il Parlamento fa le leggi e i giudici le applicano. L’indulto è una legge dello Stato e va applicata». Pensieri e parole di Salvatore Emanuele Medoro, presidente della Corte d’Assise d’appello di Perugia che ha concesso i benefici del provvedimento del perdono a Luigi Chiatti, definito il «mostro di Foligno», per aver confessato i delitti di Simone Allegretti avvenuto nell’ottobre 1992 e quello di Lorenzo Paolucci, poco meno di un anno dopo, nell’agosto ’93.

      Medoro chiede di «non coinvolgere i giudici nelle polemiche» proprio in considerazione del loro precipuo ruolo esecutivo del corpus legislativo e ha aggiunto: «La stessa Costituzione italiana prevede una finalità anche rieducativa per le pene» lasciando così aperta una finestra alla speranza della «redenzione» di Chiatti.

      Il geometra che uccise i due bambini in Umbria, è stato infatti condannato a trent’anni di reclusione, dopo che gli è stata riconosciuta la seminfermità mentale e dovrebbe abbandonare la cella nel 2023. Ora questo sconto di pena gli consentirà di anticipare l’uscita al 2020, ma già nel 2014 potrebbe tornare in libertà, usufruendo dei benefici della legge Gozzini, che introduce i permessi premio e la forma di detenzione domiciliare. Ma, spiega il magistrato, «Chiatti resta affidato a un giudice di sorveglianza al quale spetterà ogni decisione».

      Tuttavia Medoro, in magistratura dal 1965 e presidente della corte nel processo di secondo grado a Chiatti, ha anche ammesso che sotto la toga batte un cuore: «Mi si è riaperta una ferita perché il giudice è anche un uomo. Mi commossi quando vidi le carte del processo d’appello». E ha ammesso che «non ci sono reati ostativi» alla concessione dello sconto di pena. Nel caso del «mostro di Foligno» infatti l’indulto è stato riconosciuto in relazione alle condanne legate ai reati cosiddetti «minori»: occultamento di cadavere e sequestro di persona. Motivazione ora al vaglio della Procura generale che deciderà a breve se impugnare in Cassazione.

      Dal canto loro, gli avvocati difensori del geometra folignate, gli avvocati Guido Bacino e Claudio Franceschini, si sono affrettati a dichiarare che l’applicazione dell’indulto «non fa uscire Luigi Chiatti dal carcere» e, riferendosi a un «provvedimento dovuto», hanno aggiunto: «Se il legislatore avesse voluto escludere certi reati avrebbe dovuto pensarci prima». Quanto all’uscita di prigione hanno precisato che «prima di ogni altra cosa dovrà essere valutata la pericolosità sociale» di Chiatti. Tratto su cui c’è più di un dubbio.
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      • Cornolio
        hep
        • 28/09/04
        • 20779

        #4
        Certo, perchè Previti e Berlusconi sono accusati di pedofilia o di stupro.

        Vedi che non sai neanche di cosa parli? Lascia perdere

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        • moana
          Opinionista
          • 15/11/06
          • 2962

          #5
          Peccato Che Debba Leggere Sempre Le Tue!

          e il mostro di foligno sai chi è??
          Ho forse detto che BErlusconi e Previti sono pedofili?? ho forse fatto nomi???... leggimi bene...e solo DOPO rispondimi!


          .................................................. ........................................
          E' domenica pomeriggio. Domenica 4 ottobre 1992. Il piccolo Simone Allegretti, quattro anni, figlio del gestore di un distributore di benzina, scompare a Maceratola, nella campagna tra Foligno e Bevagna, in Umbria. Comincia una disperata ricerca ed un dramma, quello che vedrà come protagonista il cosidetto mostro di Foligno, destinato a concludersi soltanto nove mesi dpo con un bilancio atroce: due bambini assassinati.

          Il cadavere di Simone, nudo, coperto di sangue, soffocato e poi accoltellato alla gola, viene trovato due giorni dopo in una scarpata nei boschi del folignate. Poco prima, in una cabina telefonica di Foligno, era stato trovato un biglietto: lo firma “Il mostro”, è scritto con il normografo su di un foglio bianco. Dice: “Aiuto! Aiutatemi per favore. Il 4 ottobre ho commesso un omicidio. Sono pentíto ora anche se non mi fermerò qui. Il corpo di Simone si trova vicino alla strada che collega Casale (fraz. di Foligno) e Scopoli. E’ nudo e non ha l'orologio con cinturino nero e quadrante bianco”.

          Segue un post scriptum: “PS.: non cercate le impronte sul foglio, non sono stupido fino a questo punto. Ho usato dei guanti. Saluti, al prossimo omicidio”.

          Il 7 ottobre i primi risultati dell’autopsia rilevano che Simone è morto per “asfissia da soffocamento”, non ha subito atti di violenza carnale, ma atti di libidine. Sul collo ci sono sei ferite provocate con un oggetto da punta e taglio. Il 10 ottobre arriva a Foligno il superpoliziotto Achille Serra. Sull’assassino viene messa una taglia ed è ativato un numero telefonico. Il 13 ottobre a quel numero il mostro si fa vivo. Di telefonate ne farà 12 prima di essere catturato quattro giorni dopo: è Stefano Spilotros, 22 anni, agente immobiliare di Rodano, in provincia di Milano. Il 18 ottobre, nel corso di una trionfalistica conferenza stampa a Milano, il questore Serra e i magistrati perugini annunciano che il caso è chiuso. L’assassino di Simone ha un volto ed un nome. Trascorrono appena ventiquattrore e cominciano i primi dubbi sulle accuse che si è rivolto Spilotros. Troppi i particolari inesatti e le contraddizioni. Oltretutto diverse persone, parenti ed amici del giovane, giurano che Stefano era con loro quella domenica. Ad una polizia non troppo esperta nella gestione dell’omicidio - o forse solo troppo “innamorata” di un colpevole autoconfezionato - si aggiungono due magistrati di Perugia, che nell’immediatezza dell’arresto si lasciano ad andare ad una dichiarazione perlomeno incauta: “Abbiamo raccolto indizi numerosi, pesanti e gravi a carico del fermato che è accusato di omicidio volontario, atti di libidine e sequestro di persona”. Uno dei due magistrati è il sostituto procuratore Fausto Cardella che anni dopo manderà a processo Giulio Andreotti per l’omicidio Pecorelli (assoluzione definitiva). Saranno necessari altri 12 giorni e l’esumazione del cadavere del piccolo Simone per accorgersi che Stefano Spilotros è solo un mitomane. E che gli indizi “numerosi, pesanti e gravi” in realtà non esistono. Ma occorrerà soprattutto un nuovo, beffardo, messaggio del mostro che scagiona l’arrestato e chiede nuovamente “aiuto”. Una figura investigativa davvero barbina per inquirenti e magistrati. Il 2 novembre, Cardella è costretto a chiedere al Gip del tribunale di Perugia la scarcerazione di Spilotros. Come lo stesso rivelerà, si era accusato dell’omicidio perché abbandonato dalla sua fidanzata.
          Il clima di isteria creatosi attorno al delitto di Foligno spinge l’operaio Giampaolo Marsili, 31 anni, di Cingoli (Macerata), afflitto da un forte esaurimento nervoso, ad impiccarsi. Prima di farlo lascia un biglietto con scritto: “Sono io il mostro, perdonatemi”.

          L’omicidio di Simone Allegretti richia di finire nell’immenso archivio italiano dei delitti insoluti, se il vero mostro di Foligno non decidesse di farsi catturare: il 7 agosto 1993, dieci mesi dopo il primo omicidio, ne commette un altro. E’ un delitto frettoloso, quello di un altro bambino, ma più grande di Simone. Lorenzo Paolucci ha infatti 13 anni. Il suo cadavere, pugnalato al collo, viene trovato in una boscaglia vicina alla villetta dove abita Luigi Chiatti, un geometra di 24 anni, figlio adottivo di un medico molto noto a Foligno.

          Chiatti non vede l’ora di confessare i suoi due delitti. E un giovane solitario, schivo, con un passato di sofferenze. Ai magistrati racconterà di provare una forte attrazione per i bambini e anche un’invidia nei loro confronti.

          Il 1 dicembre 1994 comincia il processo a suo carico. Chiatti deve rispondere di diversi capi di imputazione: l'omicidio di Simone Allegretti, aggravato dall'averlo sottoposto a sevizie e dall'aver agito per motivi abietti; l’omicidio, questa volta premeditato, di Lorenzo Paolucci, con l' ulteriore aggravante di aver agito “con crudeltà e per motivi abietti”. L'imputato è inoltre accusato di aver sequestrato il piccolo Simone e di aver compiuto su di lui atti di libidine violenti; deve infine rispondere di aver occultato i due cadaveri.
          Il 28 dicembre Luigi Chiatti viene condannato a due ergastoli.

          Ma la vicenda non è conclusa: l’11 aprile 1996 la corte d’Assise d'’Appello di Perugia riforma la sentenza di primo grado, lo ritiene seminfermo di mente e lo condanna a 30 anni di reclusione. Determinante si rivelerà la testimonianza di un giovane che aveva trascorso diversi anni in befotrofio con Chiatti il quale racconterà di violenze sessuali subite da entrambi da parte di un prete. A pena espiata Chiatti dovrà essere ricoverato in una casa di cura in custodia per almeno 3 anni. Il 4 marzo 1997 la Cassazione confermerà la sentenza.
          Last edited by moana; 11-01-2008, 20:32.
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          • moana
            Opinionista
            • 15/11/06
            • 2962

            #6
            ho aperto un 3d per parlae PUTROPPO della legge apllicata (??) alle violenze sulle donne... ma se vuoi parle di indulto e di pedofilia...
            [FONT="Comic Sans MS"]nulla

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            • Cornolio
              hep
              • 28/09/04
              • 20779

              #7
              Dovrebbero pagarmi per stare dietro a certa gente.

              Il mostro di foligno non ha stuprato le sue vittime. Ha commesso atti di libidine, il che può farci ragionevolmente supporre che fosse un pedofilo, ma non ho letto affermazioni che gli attribuissero tale problema mentale.

              Perchè, qual'è il punto? Gli è stata data la semi-infermità mentale.

              Ora, potremmo anche stare a discernere del "come e perchè si dà la semi-infermità mentale" (ragionereste comunque per luoghi comuni), ma il punto è che se anche non gli avessero dato la semi-infermità mentale, sarebbe UN caso di presunto pedofilo.

              UN caso che tu usi in modo DISTORTO per dire che l'indulto ha mandato fuori dal carcere "stupratori spacciatori pedofili e la peggio feccia". Affermazioni FALSE e TENDENZIOSE che, come ho detto all'inizio, rendono FATICOSO provare a rispondere.

              Cosa c'entrano poi Previti e compagni. O un mafioso. Stavo parlando o no di stupratori e pedofili? Tiri fuori cose inutili (la lista dei probabili indultati del futuro ), a caso, per cercare di dimostrare l'indimostrabile.

              Magari la prossima volta penserai due volte prima di costringere la tua tastiera a ricevere combinazioni di tasti così qualununquiste.
              Così, forse, si potrà avere un discorso tra persone adulte su un argomento serio.

              Originariamente Scritto da moana Visualizza Messaggio
              ho aperto un 3d per parlae PUTROPPO della legge apllicata (??) alle violenze sulle donne... ma se vuoi parle di indulto e di pedofilia...
              Chi l'ha messa la lista dei possibili indultati?

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              • moana
                Opinionista
                • 15/11/06
                • 2962

                #8
                e per te un atto di libide su un bambino che è??? da parte di un uomo adulto!!?

                ho paralto di indulto.. e ho indicato a quanti è stato applicato (con merito?)... ora se vuoi fare tut il tempo una disquisizione sul perchè e per come ho usato una certa terminologia piuttosto che un'altra a te più consona.. facciamola pure... ma io e te in mp... nn credo frequi a tanti il nostro "battibecco"...

                io quì chiedevo a chi SA.. perchè la legge non viene applicata per tutelare e proteggere le donne!!!
                Last edited by moana; 11-01-2008, 20:48.
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                • Malo Perverso

                  #9
                  Leggi che tutelano quella feccia.... tra cui hai annoverato gli spacciatori ?
                  Cazzo Moana, tu si che di luoighi comuni te ne intendi
                  Io a 20 anni ero FECCIA e per una miseria mi hanno bastonato in questura.

                  Ragazza cara levati le bende dagli occhi

                  Comment

                  • mat
                    Il Magnifico
                    • 20/05/05
                    • 17786

                    #10
                    Questa discussione è totalmente priva di senso.
                    La chiudo.
                    Moderatore Debate Square

                    "Era un mondo adulto, si sbagliava da professionisti"
                    - P. Conte -


                    Angst essen Seele auf

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