E' ufficiale: Israele rimane l’ospite d’onore della XXI edizione della Fiera del Libro di Torino.
La sua partecipazione, rilanciano le agenzie, è stata confermata nel corso dell’incontro di oggi fra il presidente e il direttore del salone, Rolando Picchioni e Ernesto Ferrero, ed il ministro plenipotenziario presso l’Ambasciata d’Israele in Italia, Elazar Cohen, che hanno ribadito «il carattere rigorosamente culturale della manifestazione».
A favore di questa decisione in queste ore e dopo le furibonde polemiche dei giorni scorsi, si stanno via via allineando in molti.
Ma la domanda, da rivolgere a chi propone il boicottaggio, potrebbe essere la seguente: ammettiamo, per amore di ipotesi, che abbia senso, in nome della critica alla politica israeliana, negare il diritto del confronto agli scrittori israeliani, che a volte verso questa politica sono peraltro assai critici, fino a che punto estendere l''equazione?
In altre parole, è corretto pensare, qualcuno l'ha proposto, di boicottare le Olimpiadi perché la Cina fa strage dei diritti umani?
O boicottare i film statunitensi, tutti in blocco, in nome dell'opposizione alle politiche di Bush? O anche, perché no, boicottare il turismo in svariate parti del globo verso Paesi non proprio specchiati in tema di democrazia?
E perché non gli scrittori iraniani, per dispetto al regime iraniano e alla sua voglia di forca?
O la Turchia, in blocco, perché nega il genocidio armeno e tratta male i curdi?
Boicottare Israele alla Fiera del Libro. E perché non le Olimpiadi? - LASTAMPA.it
In effetti il boicottaggio, strumento secondo me molto civile di protesta, ha senso in una manifestazione culturale o sportiva?
La sua partecipazione, rilanciano le agenzie, è stata confermata nel corso dell’incontro di oggi fra il presidente e il direttore del salone, Rolando Picchioni e Ernesto Ferrero, ed il ministro plenipotenziario presso l’Ambasciata d’Israele in Italia, Elazar Cohen, che hanno ribadito «il carattere rigorosamente culturale della manifestazione».
A favore di questa decisione in queste ore e dopo le furibonde polemiche dei giorni scorsi, si stanno via via allineando in molti.
Ma la domanda, da rivolgere a chi propone il boicottaggio, potrebbe essere la seguente: ammettiamo, per amore di ipotesi, che abbia senso, in nome della critica alla politica israeliana, negare il diritto del confronto agli scrittori israeliani, che a volte verso questa politica sono peraltro assai critici, fino a che punto estendere l''equazione?
In altre parole, è corretto pensare, qualcuno l'ha proposto, di boicottare le Olimpiadi perché la Cina fa strage dei diritti umani?
O boicottare i film statunitensi, tutti in blocco, in nome dell'opposizione alle politiche di Bush? O anche, perché no, boicottare il turismo in svariate parti del globo verso Paesi non proprio specchiati in tema di democrazia?
E perché non gli scrittori iraniani, per dispetto al regime iraniano e alla sua voglia di forca?
O la Turchia, in blocco, perché nega il genocidio armeno e tratta male i curdi?
Boicottare Israele alla Fiera del Libro. E perché non le Olimpiadi? - LASTAMPA.it
In effetti il boicottaggio, strumento secondo me molto civile di protesta, ha senso in una manifestazione culturale o sportiva?


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