Ahi...Ahi...signora Gabanelli...

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  • mat
    Il Magnifico
    • 20/05/05
    • 17786

    #1

    Ahi...Ahi...signora Gabanelli...

    Ho sempre ammirato Milena Gabanelli come giornalista e ho sempre seguito la sua trasmissione su RAI 3 giudicandola un'ottima trasmissione, di quelle "che ce ne vorrebbero"...ma non è oro tutto quello che luccica...
    Mi sono imbattuto in una denuncia di un suo fedele collaboratore, ve la riporto per sapere cosa ne pensate.

    Per la trasmissione Report di Milena Gabanelli, cui ho lavorato dando tutto me stesso fin dal primo minuto della sua messa in onda nel 1994, feci fra le altre un’inchiesta contro la criminosa pratica del comparaggio farmaceutico, trasmessa l’11/10/2001 (”Little Pharma & Big Pharma”).
    Col comparaggio (reato da art.170 leggi pubblica sicurezza) alcune case farmaceutiche tentano di corrompere i medici con regali e congressi di lusso in posti esotici per ottenere maggiori prescrizioni dei loro farmaci, e questo avviene ovviamente con gravissime ripercussioni sulla comunità (il prof. Silvio Garattini ha dichiarato: “Dal 30 al 50% di medicine prescritte non necessarie”) e spesso anche sulla nostra salute (uno dei tanti esempi è il farmaco Vioxx, prescritto a man bassa e a cui sono stati attribuiti da 35 a 55.000 morti nei soli USA)..
    L’inchiesta fu giudicata talmente essenziale per il pubblico interesse che la RAI la replicò il 15/2/2003..
    Per quella inchiesta io, la RAI e Milena Gabanelli fummo citati in giudizio il 16/11/2004(1) da un informatore farmaceutico che si ritenne danneggiato dalle rivelazioni da noi fatte..
    Il lavoro era stato accuratamente visionato da uno dei più alti avvocati della RAI prima della messa in onda, il quale aveva dato il suo pieno benestare..
    Ok, siamo nei guai e trascinati in tribunale. Per 10 anni Milena Gabanelli mi aveva assicurato che in questi casi io (come gli altri redattori) sarei stato difeso dalla RAI, e dunque di non preoccuparmi(2). La natura dirompente delle nostre inchieste giustificava la mia preoccupazione. Mi fidai, e per anni non mi risparmiai nei rischi..
    All’atto di citazione in giudizio, la RAI e Milena Gabanelli mi abbandonano al mio destino. Non sarò affatto difeso, mi dovrò arrangiare. La Gabanelli sarà invece ampiamente difesa da uno degli studi legali più prestigiosi di Roma, lo stesso che difende la RAI in questa controversia legale.(3) Ma non solo..
    La linea difensiva dell’azienda di viale Mazzini e di Milena Gabanelli sarà di chiedere ai giudici di imputare a me, e solo a me (sic), ogni eventuale misfatto, e perciò ogni eventuale risarcimento in caso di sentenza avversa.(4).
    E questo per un’inchiesta di pubblico interesse da loro (RAI-Gabanelli) voluta, approvata, trasmessa e replicata.* *(la RAI può tecnicamente fare questo in virtù di una clausola contenuta nei contratti che noi collaboratori siamo costretti a firmare per poter lavorare, la clausola cosiddetta di manleva(5), dove è sancita la sollevazione dell’editore da qualsiasi responsabilità legale che gli possa venir contestata a causa di un nostro lavoro. Noi giornalisti non abbiamo scelta, dobbiamo firmarla pena la perdita del lavoro commissionatoci, ma come ho già detto l’accordo con Milena Gabanelli era moralmente ben altro, né è moralmente giusificabile l’operato della RAI in questi casi)..
    Sono sconcertato. Ma come? Lavoro per RAI e Report per 10 anni, sono anima e corpo con l’impresa della Gabanelli, faccio in questo caso un’inchiesta che la RAI stessa esibisce come esemplare, e ora nel momento del bisogno mi voltano le spalle con assoluta indifferenza. E non solo: lavorano compatti contro di me..
    La prospettiva di dover sostenere spese legali per anni, e se condannato di dover pagare cifre a quattro o cinque zeri in risarcimenti, mi è angosciante, poiché non sono facoltoso e rischio perdite che non mi posso permettere..
    Ma al peggio non c’è limite. Il 18 ottobre 2005 ricevo una raccomandata. La apro. E’ un atto di costituzione in mora della RAI contro di me. Significa che la RAI si rifarà su di me nel caso perdessimo la causa. Recita il testo: “La presente pertanto vale come formale costituzione in mora del dott. Paolo Barnard per tutto quanto la RAI s.p.a. dovesse pagare in conseguenza dell’eventuale accoglimento della domada posta dal dott. Xxxx (colui che ci citò in giudizio, nda) nei confronti della RAI medesima”.(6).
    Nel leggere quella raccomandata provai un dolore denso, nell’incredulità..
    Interpello Milena Gabanelli, che si dichiara estranea alla cosa. La sollecito a intervenire presso la RAI, e magari anche pubblicamente, contro questa vicenda. Dopo poche settimane e messa di fronte all’evidenza, la Gabanelli tenta di rassicurarmi dicendo che “la rivalsa che ti era stata fatta (dalla RAI contro di me, nda) è stata lasciata morire in giudizio… è una lettera extragiudiziale dovuta, ma che sarà lasciata morire nel giudizio in corso… Finirà tutto in nulla.”(7).
    Non sarà così, e non è così oggi: giuridicamente parlando, quell’atto di costituzione in mora è ancora valido, eccome..
    Non solo, Milena Gabanelli non ha mai preso posizione pubblicamente contro quell’atto, né si è mai dissociata dalla linea di difesa della RAI che è interamente contro di me, come sopra descritto, e come dimostrano gli ultimi atti del processo in corso.(8).

    Note:
    1) Tribunale civile di Roma, Atto di citazione, 31095, Roma 10/11/2004..
    2) Fatto su cui ho più di un testimone pronto a confermarlo..
    3) Nel volume “Le inchieste di Report” (Rizzoli BUR, 2006) Milena Gabanelli eroicamente afferma: “…alle nostre spalle non c’è un’azienda che ci tuteli dalle cause civili”. Prendo atto che il prestigioso studio legale del Prof. Avv. Andrea Di Porto, Ordinario nell’Università di Roma La Sapienza, difende in questo dibattimento sia la RAI che Milena Gabanelli. Ma non me..
    4) Tribunale Ordinario di Roma, Sezione I Civile-G.U. dott. Rizzo- R.G.N. 83757/2004, Roma 30/6/2005: “Per tutto quanto argomentato la RAi-Radiotelevisione Italiana S.p.a. e la dott.ssa Milena Gabanelli chiedono che l’Illustrissimo Tribunale adìto voglia:…porre a carico del dott. Paolo Barnard ogni conseguenza risarcitoria…”..
    5) Un esempio di questa clausola tratto da un mio contratto con la RAI: “Lei in qualità di avente diritto… esonera la RAI da ogni responsabilità al riguardo obbligandosi altresì a tenerci indenni da tutti gli oneri di qualsivoglia natura a noi eventualmente derivanti in ragione del presente accordo, con particolare riferimento a quelli di natura legale o giudiziaria”..
    6) Raccomandata AR n. 12737143222-9, atto di costituzione in mora dallo Studio Legale Di Porto per conto della RAI contro Paolo Barnard, Roma, 3/10/2005..
    7) Email da Milena Gabanelli a Paolo Barnard, 15/11/2005, 09:39:18 .
    8- Tribunale Civile di Roma, Sezione Prima, Sentenza 10784 n. 5876 Cronologico, 18/5/2007: “la parte convenuta RAI-Gabanelli insisteva anche nelle richieste di cui alle note del 30/6/2005…”. (si veda nota 4)

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    Moderatore Debate Square

    "Era un mondo adulto, si sbagliava da professionisti"
    - P. Conte -


    Angst essen Seele auf
  • okno
    Party Crasher
    • 30/03/06
    • 15292

    #2
    Non ha ancora ucciso nessuno 'sto tipo?

    Strano. Io l'avrei fatto.
    "Tipo piacevole. Mai scontato. Non banale." - Utente da Empoli


    -=1313=-

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    • cinziatitti
      Gallina vecchia
      • 16/11/07
      • 1974

      #3
      Dalla Gabanelli non me lo aspettavo...anche a me crolla un mito...

      (sad, sad) tweet
      [COLOR=#800080][FONT=lucida console][SIZE=2][I]Se

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      • cinziatitti
        Gallina vecchia
        • 16/11/07
        • 1974

        #4
        Originariamente Scritto da okno Visualizza Messaggio
        Non ha ancora ucciso nessuno 'sto tipo?

        Strano. Io l'avrei fatto.
        Chi? il tipo mollato in mezzo ai guai dalla RAI??

        tweet
        [COLOR=#800080][FONT=lucida console][SIZE=2][I]Se

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        • okno
          Party Crasher
          • 30/03/06
          • 15292

          #5
          Si, il tipo lasciato nella merda dal branco di vigliacchi.
          "Tipo piacevole. Mai scontato. Non banale." - Utente da Empoli


          -=1313=-

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          • mat
            Il Magnifico
            • 20/05/05
            • 17786

            #6
            Ci sono paesi in cui la libertà d'informazione e la libertà d'opinione sono minacciati con metodi illegali (vedi Russia, Afghanistan ad esempio), l'assurdo dell'Italia è che, stando alla vicenda che ho segnalato, la libertà d'informazione è minacciata utilizzando strumenti perfettamente legali come la querela per diffamazione e richieste di risarcimento stratosferiche.
            Oltre alla profonda ingiustizia che un'azienda come la RAI abbandoni al suo destino un giornalista reo di aver fatto pura e semplice informazione, cioè il suo mestiere.
            Moderatore Debate Square

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            • Ettorre
              Opinionista
              • 04/04/07
              • 634

              #7
              E' naturale, prevedibile ed ovvio che difronte ad un minimo rischio la RAI abbandoni il suo dipendente. Succede così in tutti gli ambiti.

              La cosa scandalosa è che il nostro costoso ordine dei giornalisti non abbia fatto quadrato intorno al protagonista di questa triste vicenda.

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              • mat
                Il Magnifico
                • 20/05/05
                • 17786

                #8
                Originariamente Scritto da Ettorre Visualizza Messaggio
                E' naturale, prevedibile ed ovvio che difronte ad un minimo rischio la RAI abbandoni il suo dipendente. Succede così in tutti gli ambiti.
                Non è detto, le aziende lo fanno quando il dipendente in qualche modo travalichi i propri compiti e mansioni, idem la Pubblica Amministrazione, diversamente può essere un trucco di bassa lega per scaricare la responsabilità (civile e patrimoniale) su un soggetto con limitate disponibilità patrimoniale che in caso di condanna ad un grosso risarcimento non potrebbe farvi fronte mentre invece l'azienda avendo ben maggiori disponibilità economica sarebbe obbligata.
                Paradossalmente questo "giochetto" alla fine danneggerebbe ulteriormente la persona diffamata la quale otterrebbe una sentenza di condanna nei fatti ineseguibile.
                Alla fine ci guadagnerebbe solo la RAI.
                Risultato molto sospetto trattandosi di TV di stato...
                Last edited by mat; 10-02-2008, 22:06.
                Moderatore Debate Square

                "Era un mondo adulto, si sbagliava da professionisti"
                - P. Conte -


                Angst essen Seele auf

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                • Xilinx23
                  The Count
                  • 01/06/05
                  • 41139

                  #9
                  Conoscendo gli ambienti della Rai non mi stupisce affatto una cosa simile.
                  Non me l'aspettavo dalla Gabanelli, questo si, ma il comportamento della Rai come azienda si.
                  Membro del Consiglio degli Admin


                  [RIGHT][I]L'ironia

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                  • libero
                    pensavo di esserlo...
                    • 16/07/05
                    • 5242

                    #10
                    Io ho deciso di non pagare più il canone.
                    cuorebianconero
                    progetto giovani
                    associazione ragazze madri



                    JUVENTUS
                    CLUB DISCUTERE

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                    • cerealkiller
                      curioso
                      • 08/03/05
                      • 1214

                      #11
                      sinceramente tutta questa responsabilità della Gabanelli non la vedo.
                      alla fine è una dipendente della RAI anche lei ed è la RAI che ha lasciato solo (o peggio) il giornalista.

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                      • cerealkiller
                        curioso
                        • 08/03/05
                        • 1214

                        #12
                        prosegue


                        [QUOTE]DI MILENA GABANELLI

                        Ogni azienda, giornale o tv fornisce l'assistenza legale (ovvero paga l'avvocato) ai propri dipendenti, non ai collaboratori. Quando abbiamo iniziato (1997)nessuno di noi si era posto il problema, che invece abbiamo affrontato quando sono arrivate le prime cause (2000). Si trattava di querele per diffamazione. La sottoscritta e il direttore di allora chiedemmo assistenza legale e ci fu concessa. Fatto che si verific

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                        • fatamorgana
                          Opinionista
                          • 06/02/08
                          • 181

                          #13
                          Originariamente Scritto da cinziatitti Visualizza Messaggio
                          Dalla Gabanelli non me lo aspettavo...anche a me crolla un mito...

                          (sad, sad) tweet
                          Non esistono miti.
                          La natura umana
                          Che razza di moneta inutile! Un euvo, un euvo, una misevabile moneta che neanche si pu

                          Comment

                          • cerealkiller
                            curioso
                            • 08/03/05
                            • 1214

                            #14
                            ma se ha persino preso impegno scritto a risarcirlo in caso perda lol.

                            sentite a me sembra che Barnard abbia un po' sclerato e invece di prendersela con chi lo intimidisce perchè non può grazie al nostro sistema giudiziario se la prende con qualcuno che secondo lui non lo ha aiutato abbastanza commettendo l'errore madornale di cadere nel tranello del dividi ed impera.

                            Comment

                            • mat
                              Il Magnifico
                              • 20/05/05
                              • 17786

                              #15
                              Titolo a parte e cavilli giuridici e giudiziari a parte.
                              Casi personali e persone coinvolte a parte.
                              A me sembra evidente che il problema sia più ampio e riguarda la libertà d'inchiesta e d'informazione che è di fatto ricattata da continue richieste risarcitorie pesantissime da parte dei soggetti a carico dei quali è svolta l'inchiesta.
                              L'uso della querela per diffamazione e conseguente risarcimento danni è usato in modo evidentemente anomalo e sproporzionato da parte di tutta una massa di soggetti che a torto o a ragione si ritiene danneggiata o diffamata.
                              Ci sono studi legali che si occupano praticamente solo di cause di quel tipo, sezioni di Tribunale che trattano praticamente solo questo tipo di cause...si è creato un vero e proprio indotto del settore.
                              So per certo che ci sono personaggi pubblici o pseudo tali per i quali il risarcimento danni per la diffusione di notizie o immagini non autorizzate, è diventata una vera attività parallela che rende a volte di più dei guadagni ufficiali.
                              Moderatore Debate Square

                              "Era un mondo adulto, si sbagliava da professionisti"
                              - P. Conte -


                              Angst essen Seele auf

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