apro in questa sezione un argomento che interesserebbe più propriamente la sezione spiritualità e occulto, ma che vorrei fosse discusso anche da chi abitualmente non frequenta quella sezione. la discussione in parola interessa tutti coloro che abbiano letto almeno un'opera di un grande studioso di esoterismo del secolo scorso: julius evola. di evola ho letto soltanto "gli uomini e le rovine" e "rivolta contro il mondo moderno", ma il pensiero dell'autore mi è abbastanza chiaro. inoltre ho la fortuna di aver letto un'opera come "rivolta", che costituisce, a detta dello stesso evola, un sunto e un'anticipazione dei temi trattati nelle altre sue opere. quindi se me lo consentite esporrei il pensiero evoliano proprio partendo da questa sua opera fondamentale. dunque, l'opera è divisa in due parti distinte che trattano, la prima una serie di concetti e di idee fondamentali proprie al mondo tradizionale; la seconda un'analisi relativa al processo degenerativo che avrebbe portato l'umanità a precipitare da una mitica età dell'oro ad una oscura età del ferro, identificabile con quella in cui viviamo. il pensiero di evola risulta chiaro fin dalle prime battute. il principio di tutte le civiltà risiede nella parte settentrionale del pianeta. da lì sarebbero discesi i portatori di luce che per primi avrebbero dato vita alle civiltà tradizionali. ma che cos'è una civiltà tradizionale? la civiltà tradizionale è fondata su alcuni concetti, come quello di gerarchia, quello di spirito, quello di organismo, quello di fides, quello di casta. esaminiamoli separatamente.
gerarchia: è il fondamentale principio d'ordine che presiede allo sviluppo di una società tradizionale. la gerarchia è subordinazione, ma intesa in un senso diverso da quello che è proprio alle civiltà decadenti nelle quali vivono gli uomini del nostro tempo. il principio di gerarchia implica che tutti gli individui prendano coscienza di sé e del proprio ruolo all'interno della compagine sociale e che ciascuno di essi decida di riconoscere la propria subordinazione al superiore in funzione di un principio più alto, che è il principio spirituale. in questo modo ciascuno trae dal proprio posto all'interno della società la ragione stessa del proprio esistere, non solo nel mondo, ma anche al di là del mondo, in quanto ciò che si è nel mondo dipende da ciò che si è stati fuori dal mondo.
spirito: è il principio più alto che informi una società tradizionale. il mondo dello spirito è ciò che esite oltre la realtà immediatamente percepibile, è identificato con la luce iperborea del nord del mondo e il riferimento costante ad esso serve a conservare la purezza del popolo preservandolo dalla decadenza e dall'abiezione tutta materiale e terrena delle pulsioni istintuali.
organismo: costituisce la struttura del mondo tradizionale, in cui ogni parte trae legittimazione dall'appartenenza ad un tutto organico. l'esempio più significativo della realizzazione di tale idea si ebbe secondo evola nella società dell'india aria divisa in caste.
fides: è l'atteggiamento spirituale che induce l'uomo tradizionale ad agire nel contesto esistenziale prescindendo dal contigente, e volgendo lo sguardo in alto, verso un principio di autorità superiore che nelle società tradizionali era rappresentato dalla regalità sacerdotale e che nelle società delle epoche più vicine a noi si è perso in conseguenza di fenomeni di collettivizzazione e di omologazione delle masse.
casta: la casta è l'insieme degli individui che in una società compiutamente tradizionale svolgono analoga funzione e sono contraddistinti dallo stesso rapporto ad un principio superiore. sempre nella società dell'india aria, ma anche in quella del sacro romano impero evola scorge le relazioni esistenti tra quattro caste: quella regale, quella sacerdotale, quella dei mercanti e quella dei servi.
con ciò ho fatto una prima esposizione del pensiero evoliano espresso in "rivolta". spererei di discuterne con voi, e di fare di volta in volta dei riferimenti agli aspetti della società attuale che secondo voi costituiscono una degenerazione rispetto al passato, interpretandoli alla luce del pensiero evoliano.
gerarchia: è il fondamentale principio d'ordine che presiede allo sviluppo di una società tradizionale. la gerarchia è subordinazione, ma intesa in un senso diverso da quello che è proprio alle civiltà decadenti nelle quali vivono gli uomini del nostro tempo. il principio di gerarchia implica che tutti gli individui prendano coscienza di sé e del proprio ruolo all'interno della compagine sociale e che ciascuno di essi decida di riconoscere la propria subordinazione al superiore in funzione di un principio più alto, che è il principio spirituale. in questo modo ciascuno trae dal proprio posto all'interno della società la ragione stessa del proprio esistere, non solo nel mondo, ma anche al di là del mondo, in quanto ciò che si è nel mondo dipende da ciò che si è stati fuori dal mondo.
spirito: è il principio più alto che informi una società tradizionale. il mondo dello spirito è ciò che esite oltre la realtà immediatamente percepibile, è identificato con la luce iperborea del nord del mondo e il riferimento costante ad esso serve a conservare la purezza del popolo preservandolo dalla decadenza e dall'abiezione tutta materiale e terrena delle pulsioni istintuali.
organismo: costituisce la struttura del mondo tradizionale, in cui ogni parte trae legittimazione dall'appartenenza ad un tutto organico. l'esempio più significativo della realizzazione di tale idea si ebbe secondo evola nella società dell'india aria divisa in caste.
fides: è l'atteggiamento spirituale che induce l'uomo tradizionale ad agire nel contesto esistenziale prescindendo dal contigente, e volgendo lo sguardo in alto, verso un principio di autorità superiore che nelle società tradizionali era rappresentato dalla regalità sacerdotale e che nelle società delle epoche più vicine a noi si è perso in conseguenza di fenomeni di collettivizzazione e di omologazione delle masse.
casta: la casta è l'insieme degli individui che in una società compiutamente tradizionale svolgono analoga funzione e sono contraddistinti dallo stesso rapporto ad un principio superiore. sempre nella società dell'india aria, ma anche in quella del sacro romano impero evola scorge le relazioni esistenti tra quattro caste: quella regale, quella sacerdotale, quella dei mercanti e quella dei servi.
con ciò ho fatto una prima esposizione del pensiero evoliano espresso in "rivolta". spererei di discuterne con voi, e di fare di volta in volta dei riferimenti agli aspetti della società attuale che secondo voi costituiscono una degenerazione rispetto al passato, interpretandoli alla luce del pensiero evoliano.
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