ragazzi...che bello...sono finite le feste pasquali...
non potete capire che sollievo...
non avrei mai immaginato quando ero una bambina...che un periodo di festa potesse portarmi tanta ansia...tanta inquietudine.
lo pensavo oggi mentre ero in autostrada per tornare qui a roma...e sì...pensavo che ero proprio sollevata...perchè potevo tornare alla mia routine quotidiana...nella mia bella casetta che amo tanto...
nella mia solitudine...che però è una solitudine "cercata"...perchè poi mi sento molto più sola quando sono giù con la mia famiglia...
e mi sono chiesta se magari questa "inquietudine" attanagli anche altri...se magari le cosiddette feste acuiscano quell'insicurezza che è propria di molti di noi.
e credo proprio di sì...perchè quella consutudine di dover "essere sereni e benevoli"...di "doverci scambiare auguri sentiti"...non credo rispecchi sempre la nostra anima, il nostro sentire...o almeno la mia anima, il mio sentire.
eh sì son contenta di tornare al mio lavoro, a quelle ricerche di diritto che a volte mi sembrano così noiose...alle mie passeggiate solitarie nelle vie di roma...ai miei aperitivi...insomma a quello che sono io adesso, in questo frangente della mia vita.
sento certe mie amiche (o forse farei bene a dire conoscenti) esaltarsi dello "sballo" dei giorni di festa...quando possono fare le 5 tutte le sere tra alcool e magari sesso...dismettendo i severi taileur che il lavoro quotidiano impone...
e provo un pò di invidia...ma al contempo anche di pena....nel riscontrare la loro
becera superficialità...
il che poi detto da una come me, che della superficialità ha fatto una ragione d'essere, appare oltremodo strano.
forse...anzi no...certamente...sanno cogliere l'aspetto migliore di questi giorni soltanto coloro che focalizzano la loro attenzione sulla sacralità...
e che sono in grado di emanciparsi da quegli orpelli di ipocrisia che connotano certe vite...o almeno la mia vita.
questi pensieri oscuri hanno iniziato ad angosciarmi proprio ieri...durante il pranzo pasquale...mentre giocavo con quello che avevo nel piatto...(perchè a mangiare non ci pensavo proprio)...mentre sentivo i discorsi astrusi e patetici di mia madre...le banalità di mia sorella...i silenzi fin troppi eloquenti di mio cognato.
gli stessi pensieri hanno poi raggiunto il culmine quando mia madre ha evidenziato marcatamente come mio padre non avesse pensato a fare gli auguri "di una santa pasqua" a me e a mia sorella...preferendo stare con il suo figlio (bastardo)..che poi dovrebbe essere anche mio fratello.
e ho pensato che non ci fosse proprio motivo alcuno per festeggiare e che avevo una voglia matta di tornare a qui roma...nella mia casa....dove non ci sono "alberi di pasqua"...uova di ogni fattura...sorrisi di plastica, preghiere ipocrite...e banchetti tristemente luculliani.
non potete capire che sollievo...
non avrei mai immaginato quando ero una bambina...che un periodo di festa potesse portarmi tanta ansia...tanta inquietudine.
lo pensavo oggi mentre ero in autostrada per tornare qui a roma...e sì...pensavo che ero proprio sollevata...perchè potevo tornare alla mia routine quotidiana...nella mia bella casetta che amo tanto...
nella mia solitudine...che però è una solitudine "cercata"...perchè poi mi sento molto più sola quando sono giù con la mia famiglia...
e mi sono chiesta se magari questa "inquietudine" attanagli anche altri...se magari le cosiddette feste acuiscano quell'insicurezza che è propria di molti di noi.
e credo proprio di sì...perchè quella consutudine di dover "essere sereni e benevoli"...di "doverci scambiare auguri sentiti"...non credo rispecchi sempre la nostra anima, il nostro sentire...o almeno la mia anima, il mio sentire.
eh sì son contenta di tornare al mio lavoro, a quelle ricerche di diritto che a volte mi sembrano così noiose...alle mie passeggiate solitarie nelle vie di roma...ai miei aperitivi...insomma a quello che sono io adesso, in questo frangente della mia vita.
sento certe mie amiche (o forse farei bene a dire conoscenti) esaltarsi dello "sballo" dei giorni di festa...quando possono fare le 5 tutte le sere tra alcool e magari sesso...dismettendo i severi taileur che il lavoro quotidiano impone...
e provo un pò di invidia...ma al contempo anche di pena....nel riscontrare la loro
becera superficialità...
il che poi detto da una come me, che della superficialità ha fatto una ragione d'essere, appare oltremodo strano.
forse...anzi no...certamente...sanno cogliere l'aspetto migliore di questi giorni soltanto coloro che focalizzano la loro attenzione sulla sacralità...
e che sono in grado di emanciparsi da quegli orpelli di ipocrisia che connotano certe vite...o almeno la mia vita.
questi pensieri oscuri hanno iniziato ad angosciarmi proprio ieri...durante il pranzo pasquale...mentre giocavo con quello che avevo nel piatto...(perchè a mangiare non ci pensavo proprio)...mentre sentivo i discorsi astrusi e patetici di mia madre...le banalità di mia sorella...i silenzi fin troppi eloquenti di mio cognato.
gli stessi pensieri hanno poi raggiunto il culmine quando mia madre ha evidenziato marcatamente come mio padre non avesse pensato a fare gli auguri "di una santa pasqua" a me e a mia sorella...preferendo stare con il suo figlio (bastardo)..che poi dovrebbe essere anche mio fratello.
e ho pensato che non ci fosse proprio motivo alcuno per festeggiare e che avevo una voglia matta di tornare a qui roma...nella mia casa....dove non ci sono "alberi di pasqua"...uova di ogni fattura...sorrisi di plastica, preghiere ipocrite...e banchetti tristemente luculliani.



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