Mesi fa sentii Lerner parlare del problema del legame media-potere, e del desiderabile ritorno all
Work in progress @ Conferenza: Quotidiani alla pari
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mamma che bordello, ovvio che messa così la cosa è un po' astratta, ma l'idea che l'informazione non debba passare da privati mi trova completamente d'accordo (ovviamente).
il problema dell'assegnazione dei canali televisivi è un po' complessa, anche perchè i format dei programmi sono dei prodotti che vengono venduti a più nazioni...non saprei, dovrei pensarci su con calma a questa tua pensata,...anche se di base editoria e televisione sono comunque due mondi a parte e diversi l'uno dall'altra, forse se parli di informazione televisiva da regolare già il campo è più ristretto...Moderatrice Teatro
[COLOR=Blue][SIZE="1"]quando arrivi a capire di una persona il motore che spinge ogni sua azione, quella parte interiore che nessuno vede, quella sua unicit
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Già, infatti è probabilmente l'aspetto più problematico. Come finanziare statalmente senza coinvolgere i politici.
Non dovrebbe essere una commissione nominata da partiti o governi, innanzitutto.
Da chi allora? Mi viene da chiedermi come funziona nel resto dell'Europa.
Ragioniamo. Come funziona la magistratura? C'è un consiglio superiore pure lì, e non è legato ai partiti politici, però lì c'è un ordine organizzato e separato, e non possiamo prendere i direttori dei giornali odierni per pizzarli in testa a una commissione, si ricadrebbe nello stesso giro di interessi.

Si potrebbero fissare dei pre-requisiti tecnici oggettivi (numero di persone nel progetto, un tot di titoli di studio, etc) senza cadere su questioni di "rappresentanza politica", che sarebbero passibili di scelte arbitrarie da parte di una commissione, appunto, politica.
A questo punto l'unico problema sarebbe l'eventuale spreco nello "start-up" qualora si presentassero persone che portano un progetto che però poi non realizzano. Ma forse per arginare questa cosa si potrebbero stabilire delle sanzioni "ad-hoc" per controllare l'effettiva realizzazione del progetto, o almeno il tentativo.
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Se me lo stampo e leggo con comodo a casa, ti offendi?
Anche perché, così a prima vista, mi sa che non sarò d'accordo...بناهاى آباد گردد خراب
ز باران و از تابش آفتاب
پى افكندم از نظم كاخي بلند
كه از باد و باران نيابد گزند
از آن پس نميرم كه من زنده*ام
كه تخم سخن را پراكنده*ام
هر آنكس كه دارد هش و راى و دين
پس از مرگ بر من كند آفرين
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La commissione sarebbe sì "tecnica", quasi burocratica, ma che giornalisti coinvolgi? Sono, come dirò il 9, tutti "prestampati" con una certa dose di conformismo.
Giornalisti di indipendenza e stima bipartisan? Severgnini, Travaglio (che ha disistima bipartisan) e..? I fantasmi di Montanelli e Biagi?
Mah.
Quindi da un lato non ha importanza chi ne fa parte perchè deve essere una commissione "tecnica", dall'altro se si vuole mettere qualcuno di superpartes... dove lo trovi?
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Su gente, dite la vostra senza timore di ritorsioni
Sul serio, qualsiasi cosa, anche poche parole, possono essermi di aiuto.
E poi mi sto ciucciando l'intera relazione finale di maggioranza della commissione parlamentare sulla p2, se non mi svago un po'...
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La "butterò lì" come esempio di proposta per uscire dall'impasse della situazione mediatica italiana, a cui tutti sono rassegnati.
Voglio tastare il polso di questi giovani politicanti, capire quante palle hanno, quanto sono indottrinati, quanto si sono conformati al partito, quanto c'è di lassismo e quanto di convinzione nei confronti del leader.
Insomma, se qualcuno non fa saltare il parlamento, questi tra X anni siederanno alla camera, e con ogni probabilità qualcuno di loro prima o poi avrà incarichi ministeriali. L'impressione, vagamente ovvia, è che vogliano tenere il solco dei "senior" e "barcamenarsi" tra la dottrina di partito (se di dottrina si può ancora parlare) e il cambiamento della società, con il triste polveroso destino dei politicanti senior appunto.
Non parliamo di fattibilità. Non in Italia. E non è una battuta. Lo stato del nostro sistema editoriale e radiotelevisivo è allo sbando dalla fu ("fu" neanche tanto) p2, come concentrazioni di potere mediatico siamo a livelli di terzo mondo.
Poi chissà, tra qualche anno da qualche altra parte potrebbe anche succedere.. ma più probabilmente arriveranno prima le nuove tecnologie che spazzeranno il dominio degli editori e delle concentrazioni e democraticizzeranno il tutto dal basso con il web. E tanti saluti.
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il problema di una commissione tecnica è che non dovrebbe avere al proprio interno persone legate alla vita politica.
dovrebbe ssere una base per tutto: quando uno si occupa di politica si occupa solo di politica e non di editoria, televisione etc.
ovvio che altrimenti non si combatteranno mai i conflitti di interesse.
sulla base della democrazia abbiamo permesso agli industriali "et similia" di comperarsi il posto politico che più desideravano grazie al potere del denaro, col quale hanno imbonito le grandi platee ebeti, e l'hanno fatto appunto tramite i canali di informazione....
certo è che non si può vietare l'iniziativa privata: anche nel campo dell'editoria sarebbe impossibile debellare la stampa privata, certo è che se le maggiori testate dovessero fare riferimento a dei precisi canoni di attendibilità dell'informazione (se l'informazione cioè, dovesse venir filtrata) si avrebbe una minor influenza di quello che è "l'opinionismo celato" di oggi.
nell'ipotesi si potrebbe creare una sorta di organismo esterno, apolitico, un cervellone che dovrebbe occuparsi di valutare il contenuto dei giornali attribuendo un voto all'attendibilità delle fonti, all'adesione al reale, alla coerenza con le notizie importanti...
ipotesi: un quotidiano può essere valutato quotidianamente da una giuria di esperti e prendersi un voto da 1 a 10 dove tutti partono da dieci
"il corriere della sera" ha messo alla pagina 17 una notizia che dovrebbe venir messa in primo piano perchè importante ai fini di comprendere un determinato accadimento politico e sociale -2
e scende ad 8
"il giornale" esce con un titolo fazioso? -1
e scende a 9
in aggiunta ha anche omesso di pubblicare in risalto la stessa notizia nascosta dal corriere? -2
e arriva a 7
e via dicendo, quotidiano per quitidiano
magari non necessariamente di giorno in giorno, ma di settimana in settimana. Ogni settimana verrebbe esposta all'esterno dell'edicola il punteggio raggiunto dai vari quotidiani
in questo modo pur non modificando di molto il metodo di finanziamento o di distribuzione dei giornali, questi verrebbero sottoposti ad una valutazione qualitativa, che potrebbe favorire o compromettere credibilità e vendite dello stesso....Moderatrice Teatro
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scusa aggiungo....
in questo modo non sarebbero tanto i quotidiani alla pari,
ma comunque verrebbero valutati solo per i contenuti e quindi resi tutti uguali alla partenza e poi valutati o svalutati in fase di giudizio.
ovvio che questo sistema prevede un organismo di controllo etico, serio e disinteressatoModeratrice Teatro
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