Work in progress @ Conferenza: Quotidiani alla pari

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  • Cornolio
    hep
    • 28/09/04
    • 20779

    #16
    perchè non si può vietare l'iniziativa privata? non c'è mica scritto nella costituzione

    giuria di esperti? chi? e come sarebbero non-influenzabili dai proprietari delle testate?

    su che canoni si può giudicare "fazioso" un articolo?

    Comment

    • Lisa
      Chimica
      • 29/09/04
      • 6463

      #17
      [QUOTE=Cornolio;842111]perch
      Moderatrice Teatro

      [COLOR=Blue][SIZE="1"]quando arrivi a capire di una persona il motore che spinge ogni sua azione, quella parte interiore che nessuno vede, quella sua unicit

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      • Cornolio
        hep
        • 28/09/04
        • 20779

        #18
        si ma manca la base, caspita, il blocco dell'iniziativa privata!

        cosa c'entra la mia iniziativa? è un sito, non è un quotidiano!

        l'inserimento di canoni quantitativi è un palliativo...

        giuria tecnica? Tipo gad lerner che dice che berlusconi è un editore puro? folle.

        Comment

        • Lisa
          Chimica
          • 29/09/04
          • 6463

          #19
          no fra...
          chi se ne fotte di gad lerner

          qui io sto parlando di persone che non hanno il timore di vedersi segare la carriera e che quindi potrebbero formare un comitato

          l'iniziativa privata dovrebbe essere limitata non eliminata o bloccata

          poi i miei sono solo esempi, è logico che la struttura di riferimento per un quotidiano doc. dovrebbe avere delle basi un attimino più complesse e articolate
          Last edited by Lisa; 03-04-2008, 22:14.
          Moderatrice Teatro

          [COLOR=Blue][SIZE="1"]quando arrivi a capire di una persona il motore che spinge ogni sua azione, quella parte interiore che nessuno vede, quella sua unicit

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          • Cornolio
            hep
            • 28/09/04
            • 20779

            #20
            ho ben spiegato perchè l'iniziativa privata è fuori luogo. inoltre per far partire un giornale ci vogliono moltissimi fondi, a perdere.

            "l'industria dei periodici" è in rosso costante, non può sostenersi da sola, ha bisogno di qualcuno che la finanzi.
            e chi finanzia, lo fa per un tornaconto di immagine.

            beeep. non funziona.

            se invece svincoli i direttori, giornalisti, dal controllo dei proprietari, gli permetti di fare semplicemente il loro lavoro, senza limitazioni o deviazioni.

            Comment

            • Lisa
              Chimica
              • 29/09/04
              • 6463

              #21
              sono d'accordo con te fra, pensavo solo ad un qualcosa che potesse essere una struttura parallela di supporto ad un'iniziativa come quella che tu proponi

              anche perchè vedo difficile che il privato scompaia, almeno ora, quindi, se si dovesse procedere per gradi, costituire un'organizazione esterna che possa fungere da garante per la qualità dei quotidiani potrebbe essere un passo.

              certo nella direzione di un costante miglioramento che possa includere anche la destituzione dell'organismo tramite nel momento in cui "l'autoregolamentazione" statale arrivi a funzionare
              Moderatrice Teatro

              [COLOR=Blue][SIZE="1"]quando arrivi a capire di una persona il motore che spinge ogni sua azione, quella parte interiore che nessuno vede, quella sua unicit

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              • Boyakki
                *
                • 01/05/06
                • 1740

                #22
                Faccio mie le obiezioni/riflessioni di Xil e passo direttamente ai soldoni senza stare a ripetere il tutto:
                1 - Secondo me l'informazione non può assolutamente essere considerata come una "merce" funzionante in regime di concorrenza perfetta.

                Originariamente Scritto da Cornolio Visualizza Messaggio
                “Quotidiani alla pari”.

                Cosa significa? Significa dare la stessa potenzialità di penetrazione nel tessuto sociale a tutti gli operatori editoriali. Per far ciò, bisogna metterli sullo stesso piano dal punto di vista economico, premiando la qualità.

                (omissis)

                Il successo di un quotidiano dipenderebbe solo ed esclusivamente dalla qualità del prodotto, dalla qualità degli articoli, dalla profondità degli articoli critici. Si ricordi ad esempio quando durante tangentopoli le tirature aumentarono, perchè “in quel periodo la stampa agiva contro il potere, dava l’impressione di fornire al lettore notizie vere, non mediate dagli apparati politici”.
                Non si pensi che ciò significherebbe la morte dei “giornali scandalistici”, perchè la gente vuole anche quelli. Ma, scremando i quotidiani “seri” da derive gossippare (grande fratello, vip, programmi televisivi trash) si dirigerebbe l’attenzione del lettore medio (il più farfallone) su temi più importanti.
                In questo modo si accelerebbe il processo “democratico” delle idee. Prendiamo il caso delle candidature dei condannati in primo grado. Ne sarebbe nata una discussione a quasi tutti i livelli se Grillo non avesse istigato le masse con il v-day? Direi di no. E’ una cosa ovvia non candidare i condannati, ma se il popolo non lo chiede, i politici non se ne interessano. E il popolo lo chiede se qualcuno lo induce ad una riflessione sul caso. E in un sistema per come lo sto ipotizzando io, ci sarebbero ben più riflessioni, molta più attenzione e preoccupazione per la “cosa pubblica”.
                Inoltre si incentiverebbero i giovani a muoversi per farsi sentire, a partecipare.
                La qualità dell'informazione non è un parametro oggettivo, né potrà mai esserlo, altrimenti nessuno comprerebbe Il Giornale o Libero. L'efficacia della comunicazione (si, so già che sai tutto ciò e molto meglio del sottoscritto) è estremamente e chiaramente dipendente dal soggetto ricevente, il quale soggetto ha ampiamente dimostrato l'incapacità di distinguere una verità dall'altra, non a caso, poiché ognuno filtra i fatti in base al proprio background, in base alla situazione del momento, e riconosce come valide solo le interpretazioni che sa essere filtrate nel modo che gli interessa. A questo proposito sottolineo la tua frase (dava l'impressione"). Anche escludendo l'estremo de Il Giornale, con falsi palesi e senza smentite, sarebbe estremamente difficile imporre un sistema di qualità standard riconosciuto da tutti. Anche se tu imponessi a tutti i media di riportare i fatti, ognuno poi potrebbe fornire una interpretazione propria della verità (giustificabile in mille modi), il che invalida tutto il sistema della qualità.

                Originariamente Scritto da Cornolio Visualizza Messaggio
                I QaP si baserebbero sul completo finanziamento statale. L’unico modo, infatti, di togliere alle elite economiche il controllo dei giornali è vietare tassativamente i finanziamenti privati. Uno dei problemi da risolvere è capire come assegnare i finanziamenti. Sulla rappresentatività politica, culturale, religiosa? Legato forse ad un “progetto” concreto, da far passare attraverso una commissione? Formata da chi, e come?
                Come accennato in partenza, riprendo le obiezioni di Xil (e bocciando con orrore il sistema della rappresentanza: stai forse parlando di quote minime garantite?). Per deformazione professionale sono abbastanza contrario al finanziamento statale per vari motivi:
                1 - Il sistema di assegnamento non sarà mai imparziale (solo in un mondo utopico/magico), come è stato mi sembra già rilevato. Anche trovando alcune figure che possono sembrare super-partes, queste non lo saranno mai effettivamente considerando tutti i parametri possibili di scelta e le variabili di influenza. In qualche modo prima o poi si andrà sempre a ledere la libertà di espressione.
                2 - Come hai fatto notare, l'org. editoriale è in rosso costante: lo start-up è una cosa abominevole e soprattutto non è facilmente prevedibile il successo dell'iniziativa, quindi il finanziamento è impossibilitato per
                a) Mancanza di risorse: ne dai un po' a tutti? scegli a chi darli in base ad un progetto inevitabilmente nebuloso e senza garanzie, magari penalizzando un progetto analogo che potrebbe in futuro essere più valido?
                Cosa sacrifichi di concreto per reperire tali risorse (il budget quello &#232?
                b) Vieti la pubblicità? Ogni organo può avere la sua politica per reperire risorse, e in un sistema così carente di fondi anche una società che può investire un minimo è in grado di influenzare in modo più o meno aperto la linea del giornale; anche vietando uno sponsor "di maggioranza", imponendo una quota massima di pubblicità nei media (così intralci automaticamente anche la società imprenditoriale che al prossimo giro ti fa cambiare la legge) non puoi evitare ogni influenza.
                'Nzomma, il finanziamento statale totale non convince. Tra l'altro si presta troppo bene a truffe di ogni genere, meglio a nessuno che a tutti, utilizzando le risorse magari per meccanismi di controllo seri.

                Sulla faccenda del web sono assolutamente daccordo.

                Originariamente Scritto da Cornolio
                Problema Televisione: come assegnare i canali televisivi?
                Nell’ottica dei QaP non si potrebbe lasciare il controllo dei media all’iniziativa privata, quindi neanche la televisione. Al di là delle sentenze ignorate della cassazione e dell’unione europea che imporrebbero a rete4 e rai3 di finire sul satellite, è chiaro che lobbies, cordate, holding o singoli attori si interessano ai media (quindi anche ai canali televisivi), a parte rare eccezioni (De Benedetti?), per il proprio tornaconto: di immagine (livello semplice), di favori (livello medio), di indottrinamento dei valori (livello complesso, vedi p2 e Berlusconi) per raggiungere i propri scopi, il che però non significa necessariamente “ingannare e sfruttare per farsi i soldoni”, anzi personalmente ritengo che una persona come Berlusconi in qualche modo ritenga di voler fare anche il bene del popolo italiano. O di una parte di esso. E’ il tiranno rivisitato e ripulito: secondo lui le cose vanno fatte in un certo modo, quindi si fa come dice lui, perchè in fondo poi è meglio per tutti, ma chi non è d’accordo con lui non deve poterlo esprimere, anzi può esprimerlo perchè sennò il nano viene tacciato di regime mediatico, ma non deve toccare troppi tasti e troppa massa, altrimenti gli fa danni.
                Quindici righe e non sono arrivato al punto... dicevamo. Come assegnare i canali televisivi? Io direi in base ai successi editoriali della carta stampata. La pluralità sarebbe garantita dal fatto che pur essendo slegati dai partiti, sarebbero rappresentativi di diverse parti sociali/politiche/religiose/culturali, quindi il panorama televisivo nazionale vedrebbe un mosaico diversificato e ben rappresentativo.
                In conseguenza di ciò che ho scritto su, non sono minimamente daccordo neanche sull'assegnamento delle frequenze.
                Sarei daccordo sulla limitazione delle frequenze da assegnare a ciascun operatore: ad esempio 2 reti di stato (vado a caso sul numero eh) e 1 per ogni operatore privato (considerando ad esempio come parametri per la limitazione il pacchetto azionario di controllo, sennò è troppo facile averne anche 10, e la lingua in cui vengono realizzate le trasmissioni, c'è da considerare anche il satellite).
                Cosa intendi per in base "ai successi editoriali"? Uno non può avere un canale se non ha un giornale di successo? Questo non rende l'assegnazione dei canali pilotata dalla stessa commissione del finanziamento al giornale, che comincia a muovere un giro di capitali veramente ingente? (da cui i dubbi sull'affidabilità/durabilità di tale commissione).

                Originariamente Scritto da Cornolio Visualizza Messaggio
                perchè non si può vietare l'iniziativa privata? non c'è mica scritto nella costituzione

                su che canoni si può giudicare "fazioso" un articolo?
                Se dici una cosa così in conferenza, la prima parola che ti sentirai rispondere sarà (le prime due..): "AAAAARGGHHH DITTATURA!!"
                e poi:
                "Ecco voi delle sinistre siete sempre a cercare di limitare la libertà di espressione! Dittatura mediatica di stampo stalinista! lo stato che decide cosa è giusto o sbagliato scrivere!"

                Al che mi viene in mente: in un sistema come da te descritto, anche con una commissione indipendente dalla politica (politica intesa nell'accezione classista e negativa del nostro tempo) come potresti garantire che "per il bene dello stato" i membri della suddetta commissione non prendano decisioni limitative nei confronti di alcuni operatori, magari in risposta ad una minaccia reale e presente? Non si tratta solo di garantire l'indipendenza da interessi privati, ma qualcuno potrebbe anche voler evitare che alcuni possano influenzare le masse con certi ideali o particolari concetti etici/morali, magari in caso di interventi armati, particolari scoperte scentifiche ecc ecc.

                EDIT: penso anche che un nuovo sistema abbastanza utopico non sia così presentabile nel contesto del dibattito politico che ti prefiggi di organizzare. Penso sia meglio se ti concentri su proposte di miglioramento sistematico/incrementale (risorse per sistemi di controllo, come accennavo prima, magari suffragate da qualche dato su sistemi simili). Ti da anche più occasioni di incastrare l'avversario criticando il sistema attuale che appoggia (anche senza ammetterlo, come la questione del duo/mono-polio televisivo), piuttosto che esporti direttamente a critiche argomentabili su teorie astratte.
                Last edited by Boyakki; 04-04-2008, 12:31.
                [I]Sono tanto semplici gli uomini, e tanto ubbidiscono alle necessit

                Comment

                • Cornolio
                  hep
                  • 28/09/04
                  • 20779

                  #23
                  [quote=Boyakki;842269]

                  La qualit

                  Comment

                  • Boyakki
                    *
                    • 01/05/06
                    • 1740

                    #24
                    Originariamente Scritto da Cornolio Visualizza Messaggio
                    Non si tratta di questo, nè di aspettarsi che i quotidiani "siffatti" diventerebbero lo specchio della realtà.
                    No, ma svincolati da interessi proprietari, farebbero informazione e solo informazione, pur con le distorture ideologiche o quello che vuoi. Ma ci sarebbe un confronto molto più sano.
                    Secondo me proprio qua sta il vizio: tu presumi che chi deciderà di avviare un'iniziativa editoriale nel tuo nuovo sistema lo faccia per amor di verità pura. Ma già il discorso sulla rappresentatività culturale/politica/religiosa collide con il concetto di confronto obiettivo (senza scadere nella bolgia infernale della nostra attualit&#224 sul fatto, da cui la fallace convinzione di escludere definitivamente gli interessi proprietari (che non sono solo economici), che non sono più "proprietari" solo perchè i soldi glieli da lo stato, ma gli interessi delle persone nel progetto non cambiano.
                    Da cui si arriva qui:

                    Originariamente Scritto da Cornolio Visualizza Messaggio
                    Siamo sicuri che sia meglio la situazione odierna, dove solo chi ha i soldi o li riceve dai partiti può fare informazione?
                    Si tratta di finanziameno statale anche qui, ma come tappabuchi dei finanziamenti privati, o per dare voce ai partiti.
                    La libertà di espressione adesso è in una situazione ridicola. Se anche ammettiamo che il sistema di assegnamento sia parziale, garantirebbe comunque una maggiore libertà di espressione rispetto a quella odierna.
                    Per le ragioni già esposte.
                    Chiaramente la situazione attuale non è sostenibile, ma solo perchè alcuni soggetti hanno fagocitato intenzionalmente tutti i "canali distributivi". Col finanziamento alla fine farà "informazione" solo una ristretta cerchia selezionata dallo stato e il burocrate, per quanto legato dalle regole, non è una macchina..
                    Cornolio: "ma la commissione e i parametri saranno imparziali"
                    Interlocutore: "ma la commissione e i parametri saranno scelti dallo stato"

                    Una voltà che avrai dato il finanziamento all'organizzazione, questa seguirà la sua linea e sarà comunque la voce di partiti o interessi economici, magari a questo punto non di un singolo (chi ha detto "Silvio"?) grazie ai parametri, ma di una lobby più o meno estesa, riconosciuta o influente.
                    La soluzione sarebbe eliminare i finanziamenti e imporre e mantenere un tetto serio e uguale per tutti agli spazi e alle proprietà.
                    Il finanziamento statale fornisce un tetto minimo (perché il massimo non è controllabile).
                    Fornendo a ciascuno lo stesso spazio (per legge inderogabile) il controllo potrebbe essere più facile. Ognuno sicuramente trova il finanziamento da terzi, che una volta uniformato nell'entità non necessariamente diviene un pericolo. Una volta che hai impedito ad un soggetto di accaparrarsi la maggioranza dello spazio o di impedire l'accesso ad altri, il tuo sistema della qualità potrebbe iniziare a funzionare, perchè i lettori/spettatori, non sopraffatti e bombardati, selezioneranno il soggetto con cui si trovano più allineati, che giudicano migliore in relazione alla propria cultura e mentalità (cosa che è inevitabile anche col finanziamento).

                    Originariamente Scritto da Cornolio
                    Si presta a truffe in Italia è implicito che si debba combattere quello, che si debba garantire l'onestà di chi i giornali li porta avanti.
                    Non serve vietare la pubblicità, ma le si impedisce di avere un ruolo predominante o prioritario all'interno delle finanze di un giornale, quindi di influire direttamente sui contenuti.
                    E' chiaro che io tendo a contestualizzare direttamente nell'ambiente in cui proponi di avviare il sistema (non esistono altri metodi validi di progettazione). L'onestà si può garantire a posteriori (ad esempio garantendo veramente una punizione a chi racconta il falso).

                    Originariamente Scritto da Cornolio Visualizza Messaggio
                    Che la commissione sia il problema chiave, è vero.
                    Ma non vedo altri modi per evitare di assegnare a privati, con interessi economici, canali.
                    Ripeto, chi è proprietario di un canale o di un quotidiano, lo fa per interessi economici, non editoriali.
                    Bisogna combattere questo, bisogna far capire questo problema, che la strumentalizzazione dell'informazione nasce da qui.
                    Ecco, il punto della televisione è secondo me un pelo diverso da quello della carta stampata. Un canale televisivo ha più il carattere di una vera iniziativa imprenditoriale, (la probabilità di un ritorno cospicuo sull'investimento è secondo me molto maggiore che per un quotidiano) per cui mi sembrerebbe poco corretto vietarne l'assegnazione ai privati. Per di più sarebbe giusto dotare la cosa di regole sulla "veridicità" come per il giornale, piuttosto che vietare a prescindere l'assegnazione. Gli interessi economici sono inscindibili, anche se tu offrissi finanziamenti e canali a paladini della verità, non so quanta domanda riscontreresti alla fine. Bah bah.. la cosa mi lascia perplesso e merita riflessione.

                    Originariamente Scritto da Cornolio Visualizza Messaggio
                    Mah, mah, sai, io punterei su dei parametri oggettivi, tecnici, per l'assegnazione dei fondi.
                    In questo senso la commissione avrebbe le mani legate, sarebbero dei burocrati che devono vedere se ci sono dei valori tecnici, non etici o culturali.
                    Rischio sprechi? Non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca. Ben vengano, all'inizio, se poi si ottiene un sistema di informazione che fa vera informazione. Gli sprechi che ci sono oggigiorno sono colossali, sarebbero comunque ridotti.
                    In questo senso si eviterebbe anche il rischio di accuse di statalismo.
                    Mmmmh... parametri oggettivi, come fedina penale e titoli di studio dei partecipanti al progetto, numero di sostenitori ufficiali (politici, religiosi), tiratura stimata?
                    E per i contenuti? Ogni contenuto ha un certo pubblico, e teoricamente non puoi non assegnarmi una frequenza perché trasmetto roba particolare.
                    Buh, l'informazione di qualità poi dipende non solo dalla veridicità ma anche dalla scelta di pubblicare o meno certe notizie: posso pubblicare/trasmettere tutta roba vera e comprovata ma omettere cose che tu riterresti fondamentali (ma dimostrami che sono veramente fondamentali per l'utenza/cittadinanza), e questo a prescindere dallo spazio e dal finanziamento che mi viene assegnato. E su che basi l'anno prossimo magari non mi rinnovi il finanziamento? perché ho pubblicato tre giorni dopo una notizia?

                    No, secondo me il finanziamento di base porta ad un equilibrio "drogato" non mantenibile nel lungo, e forse già el breve periodo.

                    Originariamente Scritto da Cornolio Visualizza Messaggio
                    Beh no, non è presentabile, certamente
                    Però vorrei capire se, qualora questi avessero "carta bianca", lo farebbero.
                    Il resto delle critiche su duopolio, etc, verrà ampliamente trattato nel resto delle relazione.
                    Lol.. ho idea che da degni figli della partitocrazia siano in grado di essere daccordo su tutto e poi sul contrario di tutto nell'arco di venti minuti. A parte che il contesto potrebbe addirittura incoraggiarli a mostrarsi più determinati e allineati alle dottrine di provenienza piuttosto che fare una riflessione obiettiva sulla questione.

                    In ogni caso spero di aver fornito qualche obiezione sensata.. cercate davvero di metterla sul mulo mi piacerebbe vedere come è andata!
                    Last edited by Boyakki; 04-04-2008, 15:31.
                    [I]Sono tanto semplici gli uomini, e tanto ubbidiscono alle necessit

                    Comment

                    • Cornolio
                      hep
                      • 28/09/04
                      • 20779

                      #25
                      Ottime obiezioni, dovrebbero produrne di più con il tuo stampino

                      Purtroppo non avrei comunque inserito questa parte nella conferenza causa mancanza di tempo.

                      Non sto a rispondere punto su punto, ma sono abbastanza d'accordo con quello che dici. Diciamo sufficientemente per rimettere in discussione il discorso originario, quindi lo riprenderò a tempo debito

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