Ho letto un articolo che mi è sembrato interessante sul pluralismo democratico ai tempi di internet, ve ne cito un breve stralcio:
Su Internet le informazioni viaggiano anche su luoghi virtuali privati come i forum e i blog.
Tuttavia, le caratteristiche della rete possono rendere tale trasmissione di informazioni non pienamente costruttiva, anche quando le informazioni date sono corrette.
Ciò accade perché i gruppi che comunicano in questi luoghi possono acquisire caratteristiche non funzionali alla produzione di cultura o alla formazione di un’opinione pubblica articolata e consapevole.
L'esistenza di una sempre più numerosa comunità globale "virtuale" potrebbe produrre pochi autonomi pensatori e molti gruppi omogenei che tenderanno all'autoreferenzialità, diventando fazioni.
La mancata complessità comunicativa reale favorisce rapporti basati sull'aggregazione ad un gruppo in cui si svilupperà un alto grado di coesione interna e di rigidezza mentale, che possono portare all'intolleranza verso chi dissente o all'esclusione dell'"intruso".
Molti soggetti delle comunità virtuali, non potendo disporre di interazioni empatiche, emotive o intuitive, sviluppano la comunicazione con l'altro come un proseguimento della realtà dell'ego, improntata ad aspettative di tipo egoico, ossia che l'altro sia quanto più possibile simile a loro stessi.
In tal modo, il senso di gruppo si trasforma in un reciproco riconoscimento dell'ego, che soffoca le differenze e produce radicalità di opinioni.
Non saranno dunque la tolleranza o la capacità di imparare dall'altro a guidare i rapporti, ma la ricerca di conferme della propria identità, e la rivendicazione della differenza rispetto ad altri gruppi considerati inadeguati.
Si acquisisce così uno schema cognitivo rigido, in cui risulta difficile il cambiamento, che nella realtà è prodotto dalle esperienze sociali o culturali.
I "gruppi virtuali", anche quando nascono per criticare la realtà con l'intento di migliorarla, di fatto possono spegnere l'attivismo e creare un mondo statico perché sostanzialmente privo dell'impulso vitale umano che produce crescita e cambiamenti.
Perdendo il contatto emotivo con l'altro si diventa più rigidi e intolleranti quando ci si trova di fronte ad opinioni discordanti rispetto alle proprie, fino a ritenere di non poter dialogare con persone che la pensano diversamente.
Il pericolo presente sulla rete Internet è dunque quello di formare gruppi che sfogano la rabbia e la frustrazione attraverso insulti e critiche superficiali, confermando vecchie etichette e stereotipi, come quello del "ribelle al sistema arrabbiato", o del "capo carismatico irriverente".
comeDonChisciotte - Politica e Informazione - INFORMAZIONE E INTERNET
Siccome siamo su un forum, cosa ne pensate?
Vedete certe dinamiche anche su "Discutere"?
Siete d'accordo nel vedere in internet solo un potenziale strumento di diffusione del pluralismo, mentre in realtà crea conformismo?
Su Internet le informazioni viaggiano anche su luoghi virtuali privati come i forum e i blog.
Tuttavia, le caratteristiche della rete possono rendere tale trasmissione di informazioni non pienamente costruttiva, anche quando le informazioni date sono corrette.
Ciò accade perché i gruppi che comunicano in questi luoghi possono acquisire caratteristiche non funzionali alla produzione di cultura o alla formazione di un’opinione pubblica articolata e consapevole.
L'esistenza di una sempre più numerosa comunità globale "virtuale" potrebbe produrre pochi autonomi pensatori e molti gruppi omogenei che tenderanno all'autoreferenzialità, diventando fazioni.
La mancata complessità comunicativa reale favorisce rapporti basati sull'aggregazione ad un gruppo in cui si svilupperà un alto grado di coesione interna e di rigidezza mentale, che possono portare all'intolleranza verso chi dissente o all'esclusione dell'"intruso".
Molti soggetti delle comunità virtuali, non potendo disporre di interazioni empatiche, emotive o intuitive, sviluppano la comunicazione con l'altro come un proseguimento della realtà dell'ego, improntata ad aspettative di tipo egoico, ossia che l'altro sia quanto più possibile simile a loro stessi.
In tal modo, il senso di gruppo si trasforma in un reciproco riconoscimento dell'ego, che soffoca le differenze e produce radicalità di opinioni.
Non saranno dunque la tolleranza o la capacità di imparare dall'altro a guidare i rapporti, ma la ricerca di conferme della propria identità, e la rivendicazione della differenza rispetto ad altri gruppi considerati inadeguati.
Si acquisisce così uno schema cognitivo rigido, in cui risulta difficile il cambiamento, che nella realtà è prodotto dalle esperienze sociali o culturali.
I "gruppi virtuali", anche quando nascono per criticare la realtà con l'intento di migliorarla, di fatto possono spegnere l'attivismo e creare un mondo statico perché sostanzialmente privo dell'impulso vitale umano che produce crescita e cambiamenti.
Perdendo il contatto emotivo con l'altro si diventa più rigidi e intolleranti quando ci si trova di fronte ad opinioni discordanti rispetto alle proprie, fino a ritenere di non poter dialogare con persone che la pensano diversamente.
Il pericolo presente sulla rete Internet è dunque quello di formare gruppi che sfogano la rabbia e la frustrazione attraverso insulti e critiche superficiali, confermando vecchie etichette e stereotipi, come quello del "ribelle al sistema arrabbiato", o del "capo carismatico irriverente".
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Siccome siamo su un forum, cosa ne pensate?
Vedete certe dinamiche anche su "Discutere"?
Siete d'accordo nel vedere in internet solo un potenziale strumento di diffusione del pluralismo, mentre in realtà crea conformismo?


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