Originariamente Scritto da medeaborghese
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Comunque il tuo eventuale ed insperato abbandono forummistico non implicherebbe l'impossibilità, da parte tua, di proseguire (ed eventualmente approfondire) l'amabile ed amorevole conoscenza di tali eccezionali individui, a livello interiore.
...però...cercherò di non vessare coloro che si sentono lesi e offesi della mie parole fluttuanti...
pertanto...ho creato il mio BLOG.
LA VITA DI PALSTICA DI MEDEABORGHESE
spero che vogliate prestarvi la vostra profonda attenzione...
pertanto...ho creato il mio BLOG.
LA VITA DI PALSTICA DI MEDEABORGHESE
spero che vogliate prestarvi la vostra profonda attenzione...
Sottolineo unicamente la malaugurata impossibilità di postare commenti, sul tuo nuovo blog, alle tue intime e profonde riflessioni se non tramite un account su Google, Blogger od altri siti per comunicazioni virtuali e personalistiche.
Comunque le tue argomentazioni testuali, in sè, non sono potenzialmente lesive, offensive o vessatorie nei confronti dei forumer (salvo chi potrebbe ritenersi infastidito, un minimo, dalla tua estetica linguistica, vanità egocentrica, altezzosità, cinismo, materialismo, ostentazione di ricchezza o superficialità, sicuramente solo apparenti).
E' l'uso personalistico e privatistico di un forum pubblico (nel senso che è aperto potenzialmente a tutti ed a discussioni pubbliche, non in quello della titolarità della sua proprietà
e generalista che è sbagliato (in linea con la consapevole ed intenzionale confusione fra gestione della cosa pubblica a fini pubblici o privati da parte dell'apparato politico italico), salvo casi di particolare rilevanza in relazione all'eccezionalità/straordinarietà di quanto postato, sia come contenuto che come frequenza nella sua manifestazione (non credo che lo sia il racconto dettagliato delle vicissitudini personali e quotidiane, che esulano dalla finalità di stimolare in qualche modo una discussione generale su un tema di possibile interesse pubblico e che sono solo utili a soddisfare qualche nostra caratteristica mentale).Se le tue intenzioni fossero realmente quelle di stimolare una discussione generale su un tema adatto al sottoforum scelto, (sia pure citando in modo molto sintetico solo i fatti di vita personale strumentali in tal senso), non posteresti molti topic di stampo, prevalentemente, personalistico ed autobiografico.
Non cercare pretesti o giustificazioni maldestre, dato che è presumibile che tu ti "nutra" di qualunque reply tu ricevi rispetto ai tuoi post, a prescindere addirittura dal loro contenuto.
Originariamente Scritto da libero
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Ho letto molti tuoi post e in tutti descrivi come sei vestita,sempre pronta a stupire,forse questa tua voglia di stupire ti porta ad essere sempre diversa,perchè non provi una volta a non stupire,a vestirti in modo normale,forse questa tua voglia di essere diversa ti porta la solitudine,cioè,almeno questo è quello che ho capito leggendoti.
E' sufficiente, evidentemente, frequentare gli ambienti (che esistono) adatti alla propria reale natura, tralasciando che la diversità e le stranezze stesse mentali e comportamentali, purchè innate, possono stimolare la curiosità od interesse altrui (anche dei cosiddetti "normali", secondo canoni preterminati legati spesso a ragioni meramente statistiche), in certi casi e circostanze.
Se lei desidera sul serio il "vero amore" forse sarebbe il caso di smettere di frequentare (almeno abitualmente ed in modo assiduo) certi ambienti o tipi di persone.
Deve imparare a sopportare l'idea di rinunciare a qualcosa derivante da un principio di coerenza, in modo da avere la possibilità di raggiungere la meta che desidera e che la sua incoerenza le preclude o la rende difficile da raggiungere.
La questione è se Medea è realmente "diversa" o se si tratta di meri atteggiamenti per "farsi notare" (e trovare magari il "vero amore"), manifestare la sua indole competitiva e voglia di vincere rispetto agli altri o soddisfare solo il proprio egocentrismo/vanità esibizionista (tali atteggiamenti non escludono sempre eventuali stranezze innate o sorte/sviluppate, in seguito, a causa del proprio contesto ambientale durante la propria crescita mentale infantile ed adolescenziale).





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