[QUOTE=Lisa;865540]poi c'
essere una donnina
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Il "problema" fondamentale è riuscire a mettere insieme - e far convivere - donnetta e donna cazzuta che è in noi... è difficilissimo (molto più difficile che per gli uomini).
Insomma si tratta nel mio caso di mettere insieme una fotografa incallita, un'amante appassionata, una cantante girovaga, una compagna un pò nervosetta, una giornalista in prima linea, una futura mamma in ansia, una filosofa iperattiva... il tutto in una sola giovane donna.
Come non far "pendere l'asino"?
Insomma, Lisa, riesci a essere donnetta a tutti gli effetti senza intaccare la tua "mascolinità"?
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La vera domanda sarebbe: riesci ad essere coerente con te stessa e gli altri a livello relazionale e comportamentale (cioè con caratteristiche mentali, predominanti, non contrastanti fra loro salvo un'eventuale schizofrenia), indipendentemente dai giudizi altrui e dalle eventuali implicazioni che tale circostanza comporta, cioè la consapevolezza che tu sia realmente la classica "donna" oppure presenti prevalentemente caratteristiche da "maschiaccio"?Last edited by Sousuke; 27-05-2008, 13:09.
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Come puOriginariamente Scritto da Idaea Visualizza MessaggioCome non far "pendere l'asino"?
[FONT="Georgia"][I]Ho un sogno e lo realizzer
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Comunica tale considerazione a quelli che, in ambito lavorativo e non, mi scambiano per un laureando od un ragazzo appena laureato da un'università inglese come Oxford, per il mio modo di parlare e ragionare, il vestiario od il mio modo di relazionarmi con gli altri (forse "relazionarsi" è un verbo eccessivo nel mio caso e sarebbe il caso di parlare di mere comunicazioni vocali o comportamentali, che si verificano mio malgrado).Last edited by Sousuke; 27-05-2008, 13:22.
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[QUOTE=Idaea;865761]
Insomma, Lisa, riesci a essere donnetta a tutti gli effetti senza intaccare la tua "mascolinitModeratrice Teatro
[COLOR=Blue][SIZE="1"]quando arrivi a capire di una persona il motore che spinge ogni sua azione, quella parte interiore che nessuno vede, quella sua unicit
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Muy muy bien!Originariamente Scritto da Lisa Visualizza Messaggiodiciamo che sto cercando di rendere forti anche i punti deboli, se li accetto difficilmente possono essere attaccabili
amate i vostri nemici
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[QUOTE=Sousuke;865780]Comunica tale considerazione a quelli che, in ambito lavorativo e non, mi scambiano per un laureando od un ragazzo appena laureato da un'universit"Nulla si conosce interamente finché non vi si è girato tutt'attorno per arrivare al medesimo punto provenendo dalla parte opposta."
Arthur Schopenhauer
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Posso dimostrare anche dal vivo quanto hai quotato (se mi si lascia parlare invece che interrompermi scherzosamente in via continuativa), violando la mia intensa riservatezza e condizione di essere vivente piuttosto schivo e taciturno (solo se estremamente necessario), e chi mi valuta è solito possedere capacità di osservazione ed analisi degli altri, oltre che una sana dose di ironia e sarcasmo che accetto volentieri "stando al gioco", purchè non decada in volgarità e mancanza di civiltà.Originariamente Scritto da Idaea Visualizza Messaggioqui se ipsum laudat, cito derisorem invenit.
La derisione altrui, nei propri confronti, può derivare anche da caratteristiche proprie effettive e dimostrate ma strane, strambe o "anormali", non solo dalla volontà propria di vantarsi di qualcosa che non si possiede intimamente (non è il mio caso).
Non credo che in un'"osteria di quart'ordine" siano soliti esprimersi come il sottoscritto nella mia precedente frase, riguardante l'asino "pendente", dato che spesso la volgarità linguistica dipende non solo dal contenuto del messaggio ma (anche e soprattutto) da come viene espresso.Originariamente Scritto da Novembre Visualizza MessaggioLa mia sottolineatura puntava a segnalarti come tu solitamente sia uso scegliere un linguaggio curato, benchè eccessivo e ridondante, mentre a tratti (ripeto) ti capiti di scadere in volgarità da osteria di quart'ordine.
L'esaustività non implica ridondanza ma, al limite, precisione per garantire un livello minimo di chiarezza, in coerenza con la complessità o numerosità dei concetti espressi.
L'eccesso di un linguaggio va valutato in relazione alle sue finalità comunicative ed all'eventuale intenzione di essere se stessi, naturali e spontanei da parte dell'autore.Last edited by Sousuke; 27-05-2008, 15:22.
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