la magistratura e le forze dell'ordine

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  • er diabolico coup
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    • 14/05/08
    • 931

    #1

    la magistratura e le forze dell'ordine

    apro questo 3d per sapere molto semplicemente quanta fiducia si ripone nelle forze dell'ordine e nella magistratura:
    ultimamente mi sono scontrato due volte (in totale con tre persone) con situazioni dove delle persone apparentemente (apparentemente) informate, ma non si sa fino a che punto, su dei fatti contrastano l'operato degli investigatori ed il lavoro dei giudici.

    io non ho una grande opinione dell'efficacia del nostro sistema giudiziario, perchè troppo lento, massiccio, pachidermico, pieno di burocrazia e quant'altro...
    vorrei che nel suo complesso fosse molto più semplice, anche se ciò porterebbe come conseguenza una minore tutela del singolo cittadino, in certi casi.
    lo preferirei più semplice perchè sono convinto (personalmente) che le poche vittime di un errata e più "sbrigativa" valuitazione sarebbero ricompensate da un maggior numero di "giustizie" che si potrebbero portare a termine.
    sicuramente è una visione semplicistica del problema, ma questo è il mi punto di vista: fare durare anni i processi per poi fare giustizia, se ci si arriva, quando ormai il sentimento di riparazione (RIPARAZIONE: NON VENDETTA O RIPAGAMENTO) non ha più senso mi da (personalmente) più fastidio che non il fatto di pensare che domani alcune sentenze siano date in maniera purtroppo errata (posizione personale). [penso a casi tipo ustica o simili: se adesso condannassero qualcuno ed io fossi un parente delle vittime, la notizia non mi sortirebbe nessun effetto]

    però non voglio incentrare questo 3d sul come dovrebbe essere la magistratura. il nocciolo lo vorrei porre sulla considerazione che si ha in generale della magistratura.
    quando si muove e inizia un iter procedurale, quanta fiducia date nell'operato degli inquirenti e nella magistratura nella loro iniziativa?

    credete che la magistratura se si muove lo fa per la tutela del cittadino oppure no? vi fidate del suo intento (sottolineo: a prescindere che poi gli inquirenti riescano a scovare dei criminali oppure no)

    io personamente penso che quando la magistratura si muove, almeno qualcosa di irregolare lo ha trovato. sempre.
    che poi riesca ad incstrare i colpevoli o che poi sbagli nell'addossare le colpe è un altro discorso, ma se la magistratura si muove con atti veri e prorpi... qualcosa sotto c'è sempre, ed hanno la mia massima fiducia.
    Last edited by er diabolico coup; 28-05-2008, 09:50.
  • DODO29186
    Opinionista
    • 19/11/07
    • 69

    #2
    Che la magistratura italiana non sia particolarmente efficiente credo sia davanti agli occhi di tutti: troppo macchinosa, iter burocratici lunghissimi ecc...
    Per

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    • Ettorre
      Opinionista
      • 04/04/07
      • 634

      #3
      Originariamente Scritto da DODO29186 Visualizza Messaggio
      Riguardo al sentimento di riparazione lo comprendo ma lo trovo tremendo, il carcere non serve a far stare meglio le persone che hanno subito dei torti, ma a rieducare chi sbaglia e questo va necessariamente compreso.
      Io non credo nello scopo rieducativo del carcere.
      Anzi trovo sia un mostruoso contro senso.
      Lo stato non dovrebbe essere un ente morale bens

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      • DODO29186
        Opinionista
        • 19/11/07
        • 69

        #4
        [QUOTE=Ettorre;868357]Io non credo nello scopo rieducativo del carcere.
        Anzi trovo sia un mostruoso contro senso.
        Lo stato non dovrebbe essere un ente morale bens

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        • Ettorre
          Opinionista
          • 04/04/07
          • 634

          #5
          Originariamente Scritto da DODO29186 Visualizza Messaggio
          ad oggi, almeno teoricamente, l'opinio iuris della dottrina in materia sostiene a maggioranza l'idea rieducativa.
          Vero.
          Putroppo (secondo me). La trovo una pericolosa degenerazione morale dello stato di diritto o, nel migliore dei casi, un'innoqua ipocrisia.

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          • mat
            Il Magnifico
            • 20/05/05
            • 17786

            #6
            Originariamente Scritto da Ettorre Visualizza Messaggio
            Vero.
            Putroppo (secondo me). La trovo una pericolosa degenerazione morale dello stato di diritto o, nel migliore dei casi, un'innoqua ipocrisia.
            Perch
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            • Ettorre
              Opinionista
              • 04/04/07
              • 634

              #7
              L'ho già detto. Perchè penso che lo stato dovrebbe essere un ente funzionale e non morale.
              C'è poi da intendersi su cosa si intenda per rieducazione. Perchè se questa consiste (come spesso avviene) nel mandare il maestro di pittura o di ceramica nelle carceri per far diventare buoni i carcerati, allora è un'innoqua ipocrisia, che costa un po' allo stato ma fa sentire tanto più buoni quelli che il carcere lo vedono solo al tg.
              Se invece dovesse consistere in una serie di colloqui volti alla "guarigione" del detenuto, dunque trattando il crimine come una sorta di disagio mentale entriamo in un pericolossissimo campo minato. Quello secondo il quale esista un modello di salute mentale e che questo modello corrisponda con il rispetto dello stato.
              L'assurdo di questa pretesa dovrebbe essere a tutti evidente.
              Se fosse vero che alla base di ogni crimine vi sia un disturbo comportamentale o una qualche forma di disagio emotivo vorrebbe dire che lo stato nella sua forma attuale sarebbe connaturato (dato che la sanità corrisponderebbe alla legalit&#224 nella fisiologia del nostro sistema nervoso.
              Il che porta ad altre assurde implicazioni, come l'esistenza di una morale biologica (e dunque assoluta).

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              • mat
                Il Magnifico
                • 20/05/05
                • 17786

                #8
                Originariamente Scritto da Ettorre Visualizza Messaggio
                L'ho già detto. Perchè penso che lo stato dovrebbe essere un ente funzionale e non morale.
                A parte il "dovrebbe" che ci sposta immediatamente nelle valutazioni di valore (morali) puramente soggettive, la definizione dello stato come ente puramente funzionale è una definizione puramente astratta: nessuna organizzazione o agglomerato statale è mai stato un ente puramente funzionale e non morale, la tua pretesa iniziale vizia tutto il ragionamento conseguente perchè è del tutto astorica e quasi metafisica mentre lo stato è, per eccellenza, l'ente più storico e fisico che si possa realizzare.
                Lo stato da sempre si occupa della vita morale e spirituale dei suoi sudditi e cittadini, potrei fare milioni di esempi ma siccome mi sembri una persona istruita credo non ce ne sia bisogno.


                C'è poi da intendersi su cosa si intenda per rieducazione. Perchè se questa consiste (come spesso avviene) nel mandare il maestro di pittura o di ceramica nelle carceri per far diventare buoni i carcerati, allora è un'innoqua ipocrisia, che costa un po' allo stato ma fa sentire tanto più buoni quelli che il carcere lo vedono solo al tg.
                Mi sembra una visione un po' grottesca della rieducazione.
                Lo svolgimento di attività educative e formative all'interno degli istituti di pena ha funzioni pratiche di tenere impegnate le persone per evitare tensioni e rendere più vivibili i luoghi, ma anche di dare la possibilità alle persone detenute di svolgere un'attività pacifica e non distruttiva in controtendenza con le loro normali abitudini di vita.
                In qualche modo si danno delle chances di "migliorarsi", ovvio, che sono perfettamente consapevole del fatto che ci sono anche persone che fingono di migliorare solo per avere dei vantaggi e dei privilegi, però questo non toglie nulla di buono all'idea dell'impiego proficuo e non ozioso del tempo.

                Se invece dovesse consistere in una serie di colloqui volti alla "guarigione" del detenuto, dunque trattando il crimine come una sorta di disagio mentale entriamo in un pericolosissimo campo minato. Quello secondo il quale esista un modello di salute mentale e che questo modello corrisponda con il rispetto dello stato.
                L'assurdo di questa pretesa dovrebbe essere a tutti evidente.
                La pretesa è assurda perchè è assurda la tua premessa.
                Il crimine non ha nulla a che vedere con la malattia mentale o col disagio psichico (salvo casi assolutamente eccezionali), nella normalità dei casi è un comportamento che si apprende allo stesso modo di come si apprendono i comportamenti legali o virtuosi.
                Come lo si è appreso si può anche tentare di farlo disimparare fornendo concrete possibilità di esprimere comportamenti leciti o positivi.
                Queste sono conclusioni abbastanza condivise ormai quasi da un secolo dalla sociologia ciminale e dalla psicologia comportamentale, non vedo perchè mettere in discussione certi assunti valutati empiricamente per regredire ad ipotesi organiche o biologiche della criminalità basate su pure ipotesi o modelli teorici.
                Last edited by mat; 02-06-2008, 12:40.
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                • Ettorre
                  Opinionista
                  • 04/04/07
                  • 634

                  #9
                  Originariamente Scritto da mat612000 Visualizza Messaggio
                  A parte il "dovrebbe"
                  Se ho usato il condizionale e non l'imperativo, un motivo ci sar

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                  • mat
                    Il Magnifico
                    • 20/05/05
                    • 17786

                    #10
                    [QUOTE=Ettorre;868664]
                    Ho espresso un parere che come saprai nella storia del pensiero
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                    • Ettorre
                      Opinionista
                      • 04/04/07
                      • 634

                      #11
                      [QUOTE=mat612000;868685]Ora come ora, secondo me, la maggioranza degli stati evoluti sono formalmente stati liberali (o di diritto secondo la tua distinzione), in realt

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                      • mat
                        Il Magnifico
                        • 20/05/05
                        • 17786

                        #12
                        [QUOTE=Ettorre;868793]
                        Dunque, tornando alla questione, per me un delinquente
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                        • Ettorre
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                          • 04/04/07
                          • 634

                          #13
                          [QUOTE=mat612000;869396]Hai appena descritto quello che sarebbe il movente dell'omicidio di Marta Russo all'Universit

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