Modello Giappone

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  • mat
    Il Magnifico
    • 20/05/05
    • 17786

    #1

    Modello Giappone

    Qualcuno lo ricorderà, qualcuno no, ma l'8 giugno di quest'anno nella zona di Akihabara a Tokyo, il 25enne Tomohiro Kato ha ucciso almeno sette persone, ferendone molte altre.
    Sembra che prima abbia lanciato contro i pedoni un camion a noleggio di due tonnellate, ad un incrocio presso la stazione di Akihabara, poi, una volta sceso, ha iniziato a colpire gli astanti con un coltello.
    Questo fatto di sangue è avvenuto nell'anniversario di un episodio analogo, lo stesso giorno di sette anni fa, Mamoru Takuma compì un gesto analogo nella scuola elemenare di Ikeda, uccidendo sette bambini.
    I forum di discussione giapponesi si sono ovviamente riempiti subito di commenti, da alcuni di essi tradotti in italiano su http://it.globalvoicesonline.org/
    ho appreso che uno dei temi comuni ripreso più spesso da parecchi blogger riguarda le condizioni dei cosiddetti lavoratori interinali.
    In Giappone tra il 2000 e il 2007, il numero dei lavoratori interinali, assunti con contratti a breve termine, salari più bassi degli impiegati a tempo pieno e scarsa probabilità di mantenere il posto, hanno raggiunto la cifra di 4,5 milioni. Kato, l'aggressore, lavorava in una fabbrica di automobili della Kanto Auto Works di proprietà della Toyota, sotto contratto con l'agenzia di lavoro interinale Nikken Sogyo Co.
    Le tipologie di lavori a tempo determinato che si riescono ad ottenere attraverso il lavoro interinale in Giappone come in Italia raramente si traducono in relazioni stabili.
    Si cambia occupazione ogni tre mesi o un anno, al massimo ogni due o tre anni, incrementando ulteriormente l'isolamento anche sociale di questo tipo di lavoratori.
    Riporto alcuni interventi di blogger:
    1)Ho dato un'occhiata a vari ambiti online in cui si parlava dell'incidente di ieri ad Akihabara, e quello che ho provato [rispetto a quello che ho letto] è che l'isolamento sta dando vita alla disperazione. Lavorare in una fabbrica di ricambi d'auto, in un posto sperduto come Shizuoka, vivere in un monolocale attrezzato dall'agenzia di lavoro interinale: esiste forse qualcosa che possa dare una maggior sensazione di solitudine e dolore nella vita?
    2) Alla fine dell'anno scorso, ho incontrato un tizio di Nagoya, proprio come l'aggressore [Tomohiro Kato], era stato spedito dalla Nikken Sogyo alla fabbrica della Toyota nella provincia di Aichi, e aveva ricevuto un avviso il 18 Settembre, che diceva: ‘In data 10 ottobre il suo contratto verrà chiuso'.
    Fortunamente era iscritto al sindacato, così è stato incluso in una contrattazione collettiva, riuscendo a ottenere ‘un mese di sicurezza in vita', la garanzia di ‘poter rimanere nell'alloggio dove aveva vissuto fino ad allora', e delle ‘referenze per un futuro impiego'. Verso fine mese, tuttavia, l'agenzia Nikken Sogyo non era riuscita a trovargli un solo lavoro, e alla scadenza annunciata, si vide interrompere lo stipendio e buttar fuori dalla stanza affittata dall'azienda.
    Come risultato, si è ritrovato mezzo a una strada e in breve tempo è dovuto ricorrere a un dormitorio di Nagogya per i senzatetto
    .
    Il lavoro interinale è molto diffuso anche in Italia, probabilmente (spero) con effetti sociali e criminogeni meno devastanti (per ora), però, prendendo spunto dalla starge di Tokyo, non pensate che se si volesse affrontare seriamente il problema della sicurezza, si dovrebbe iniziare dal creare situazioni di vita lavorative e, di conseguenza, sociali meno precarie?
    Non pensate che la precarietà della sopravvivenza in una società come la nostra possa destabilizzare anche psicologicamente gli individui e favorire gesti sconsiderati e pericolosi?
    Last edited by mat; 26-06-2008, 10:15.
    Moderatore Debate Square

    "Era un mondo adulto, si sbagliava da professionisti"
    - P. Conte -


    Angst essen Seele auf
  • Novembre
    Cynical person
    • 12/04/06
    • 7928

    #2
    [QUOTE=mat612000;885029]Il lavoro interinale
    "Nulla si conosce interamente finché non vi si è girato tutt'attorno per arrivare al medesimo punto provenendo dalla parte opposta."
    Arthur Schopenhauer

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    • sd&m
      tutto passa
      • 04/12/06
      • 3762

      #3
      anche il resto del mondo non è messo molto meglio... sul manifesto di ieri c'era un articolo a proposito della cocaina che va a ruba nelle fabbriche tra i più giovani... in pratica un operaio su 2 (alla Sevel in Val di Sangro) fa uso di droghe, principalmente cocaina... si sniffa per reggere "un lavoro e una vita di merda", perché così fan tutti, perché la fabbrica non è più una comunità
      www.psiconautica.tk

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      • Piotr Aleksejevic
        Zar autocrate di tutte le Russie
        • 24/11/05
        • 7926

        #4
        Ci ho pensato qualche volta ...
        se tutto andasse a puttane, se mi trovassi senza un soldo, in balia
        di queste agenzie di schiavisti, una vita nel cesso, una famiglia da
        mantenere ...

        credo che mi piacerebbe molto farmi dare un cospicuo gruzzolo da
        qualche gruppo terroristico, metterlo su un conto offshore a favore
        di mia figlia, poi aspettare uno come Silvio ( ad esempio ), dirgli
        "sorridi, sei su candid camera" e schiacciare il pulsante.

        Sarebbe una bella fine.
        CONIGLIO MANNARO

        "Ci sono amori che durano il tempo di uno sguardo e rivoluzioni che vivono lo spazio di un mattino, sono forse per questo meno importanti di certi compromessi scellerati che incatenano tutta una vita?"
        Gianni-Emilio Simonetti

        La calma

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