Un atto di indirizzo per le Regioni al fine di "garantire a qualunque persona diversamente abile il diritto alla nutrizione e idratazione" in tutte le strutture del Servizio sanitario nazionale. Il provvedimento è stato annunciato oggi nel corso di una conferenza stampa dal ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali, Maurizio Sacconi.
L'annuncio di Sacconi, nel giorno in cui da Udine arriva la notizia dell'esistenza di un protocollo di natura legale che stabilisce le modalita' per l'esecusione a Udine della sentenza della Cassazione sul caso di Eluana Englaro. Secondo quanto anticipato dal Messaggero Veneto, il documento legale è stato concordato al termine di una serie di incontri, che si si sono svolti a Milano e Udine e che si sono conclusi nella giornata di ieri. Ma dalla Casa di Cura Citta' di Udine e' arrivata l'ennesima smentita di un imminente trasferimento della donna in stato vegetativo da 17 anni e la direzione sanitaria ha convocato una conferenza stampa per domani mattina alle 8.
"Ho emanato un atto di indirizzo che ho ritenuto doveroso - ha spiegato Sacconi - affinché tutto il Ssn, e quindi le strutture in esso inserite, si uniformi al dovere di garantire a qualunque persona diversamente abile il diritto a nutrizione e idratazione". Il ministro ha quindi sottolineato che nessuna struttura sanitaria del Ssn è abilitata a procedere alla sospensione dei trattamenti di alimentazione e idratazione artificiali nel caso di pazienti in caso vegetativo, perché questo "sarebbe contro la legge".
La negazione della nutrizione e dell'alimentazione nei pazienti in stato vegetativo persistente "può configurarsi come una discriminazione fondata su valutazioni circa la qualità della vita di una persona con grave disabilità e in situazione di totale dipendenza". Lo ha affermato il ministro del Welfare Maurizio Sacconi, illustrando l'atto di indirizzo alle regioni al fine di garantire a questi pazienti i trattamenti in questione. L'atto di indirizzo, ha spiegato il ministro, si rifà in particolare a precedenti pronunciamenti in merito. Si tratta del parere approvato dal comitato nazionale di bioetica nel settembre 2005 e della Convenzione sui diritti delle persone con disabilità approvata dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite nel 2006. In particolare, nella convenzione Onu si afferma come gli stati debbano "prevenire il rifiuto discriminatorio di assistenza medica o di prestazione di cure e servizi sanitari o di cibo e liquidi in ragione della disabilità". Di conseguenza, ha precisato Sacconi, le disposizioni della convenzione sui diritti delle persone con disabilità si applicano anche agli stati vegetativi". Partendo da tali premesse, ha sottolineato il ministro, "si invitano le regioni ad adottare le misure necessarie affinché le strutture sanitarie pubbliche e private si uniformino ai principi esposti e a quanto previsto dall'articolo 25 della Convenzione sui diritti delle persone con disabilità". Un atto di indirizzo "doveroso e non derogabile" anche secondo i sottosegretari al Welfare Francesca Martini ed Eugenia Roccella.
A cui risponde Amedeo Santosuosso, magistrato e docente di Diritto e scienze della vita all'università di Pavia.
Dall'atto di indirizzo dato dal ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, alle regioni sul caso di Eluana Englaro "sono comunque escluse le strutture sanitarie esclusivamente private, cioé non in regime di convenzione con il Ssn". A dirlo è Amedeo Santosuosso, magistrato e docente di Diritto e scienze della vita all'università di Pavia. "Non è vero che tutte le strutture sanitarie, private e non, sono tenute allo stop del ministro - spiega Santosuosso - Quelle puramente private ne sono fuori, l'unico obbligo che hanno è di rispettare la legge. E la sentenza della Corte d'Appello di Milano e quella della Cassazione rispecchiano senza ombra di dubbio la legge". Il ministro, in quanto rappresentante dello Stato che finanzia il Servizio sanitario nazionale, "ha un potere di indirizzo - continua - ma non certo un potere di tipo gerarchico verso i servizi sanitari regionali, con cui dirgli cosa possono fare o meno". La Cassazione autorizzando il padre di Eluana, in quanto suo tutore, ad interrompere la nutrizione e idratazione artificiale "lo ha fatto sulla base dell'articolo 32 della Costituzione, che tutela il diritto alla salute - conclude il giurista - e il Ssn è per legge lo strumento attraverso cui si realizza tale diritto. Le strutture sanitarie pubbliche hanno quindi l'obbligo di attuare la sentenza, altrimenti possono commettere il reato di omissione di atti d'ufficio".
Oltre all'accostamento dello stato vegetativo allo stato di disabilità, che trovo tirato per i capelli, viene curioso leggere come un Ministro interpreti una direttiva comunitaria, affermando che un eventuale sospensione della nutrizione sarebbe contro la legge.
Legge che ha espressamente acconsentito, nella questione in merito (il caso Eluana Englaro), all'interruzione dell'alimentazione.
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Sul caso di Eluana Englaro è ormai muro contro muro. Da un lato, il governo va avanti: ribadisce il 'no' alla sospensione di nutrizione e idratazione artificiale alla donna, in stato vegetativo persistente da 17 anni, e valuta in queste ore la strada di un decreto legge per impedire l'attuazione della sentenza della Corte di appello di Milano che autorizza lo stop ai trattamenti. Ma anche i medici che hanno in cura Eluana vanno avanti: la sospensione della nutrizione inizierà domani, annunciano. Ma con un'incognita: davanti ad un decreto, precisano, "ci fermeremmo".
Ma se la 'soluzione decreto' appare ancora in bilico, a spuntare è anche un'altra ipotesi: la Procura della Repubblica di Udine potrebbe adottare un provvedimento cautelare che impedirebbe l'interruzione dell'alimentazione; un sequestro preventivo, che potrebbe riguardare la stanza dove si trova Eluana o la strumentazione utilizzata dall'equipe medica pronta ad intervenire.
Sempre la Procura di Udine, inoltre, intende verificare le testimonianze di amici e parenti sulla volontà di Eluana, una decisione presa sulla base dei contenuti di alcuni esposti inviati a Polizia, Carabinieri e Procura stessa. Resta invece fermo nelle posizioni da sempre affermate Beppino Englaro, il padre di Eluana, che, in un'intervista rilasciata prima che la figlia venisse trasferita nella clinica La Quiete di Udine - dove si dovrebbe dar corso al protocollo per accompagnarla alla morte - afferma: "Mia figlia è stata violentata, continuamente invasa nel suo corpo, oggetto di una violenza che lei avrebbe definito inaudita, inconcepibile e inaccettabile". Ognuno fermo sulle proprie posizioni, dunque. Mentre l'ipotesi di un decreto è ancora in forse.
Un decreto di un solo articolo, che dice in sostanza che alimentazione e idratazione non possono in alcun caso essere rifiutate dai soggetti interessati o sospese da chi assiste soggetti non in grado di provvedere a se stessi. La polemica politica è immediata (mentre i legali della famiglia Englaro parlano di un'"ipotesi costituzionalmente abnorme, mai verificatasi nell'Italia repubblicana"), ed a profilarsi subito è anche un'altra incognita: una simile via si scontrerebbe, a quanto si apprende in ambienti parlamentari, con i dubbi del Quirinale. E in molti si chiedono: Quale sarà l'atteggiamento del capo dello Stato in relazione alla firma del decreto, se il Governo glielo presenterà?.
Insomma, l'incertezza resta, anche se il ministro del Welfare Maurizio Sacconi ribadisce: il criterio di prudenza conduce "alla scelta della vita". E poi aggiunge: "Sarebbe paradossale che Eluana Englaro dovesse essere l'unica persona a morire sulla base di una volontà presunta". Ad accendere il dibattito, anche la presa di posizione del Consiglio superiore della magistratura (Csm), che difende i giudici che si sono pronunciati sul caso di Eluana e bacchetta i politici, tra cui esponenti del governo e del Pdl, che a quei magistrati hanno rivolto "gravi accuse". Un susseguirsi di eventi in poche ore che sollecita un nuovo, deciso intervento da parte della Chiesa: "No alla interruzione della vita mascherata da pietà", ammonisce il segretario di stato vaticano cardinale Tarcisio Bertone.
Intanto, nella Clinica La Quiete anche Eluana va avanti. Nel suo calvario. Il neurologo Carlo Alberto Defanti - che ha in cura la donna sin dall'incidente stradale del 1992 che l'ha ridotta allo stato vegetativo - ha oggi visitato Eluana, confermando che le sue condizioni sono stabili. Poi, con voce ferma, raggiunto telefonicamente, annuncia: La sospensione della nutrizione artificiale ad Eluana "inizierà da domani". E se, nel frattempo, sopraggiungesse il decreto del governo per impedirlo? In quel caso, risponde, "ci fermeremmo. Se il decreto impedisse chiaramente la sospensione della nutrizione artificiale, lo rispetteremmo".
Nelle stesse ore, su facebook corre la protesta della gente: circa 1000 'no' al decreto, con un invito a sottoscrivere un appello al presidente della Repubblica. Di segno opposto, il messaggio che le suore che si sono prese cura di Eluana per 14 anni nella Clinica Talamoni di Lecco, lanciano invece al padre Beppino: la stanza dove era ricoverata é sempre disponibile. Loro, le suore, la speranza di rivedere la 'loro' Eluana non l'hanno ancora persa.
Però vorrei capire una cosa, a livello legale.
Se non erro la sentenza è stata data dalla Cassazione. Può essere bloccata una sentenza simile da un decreto legge creato dopo la sentenza stessa?
mah ....sono francamente molto perplesso sul caso della povera Eluana.
da un lato non comprendo quali basi giuridiche avrebbe il decreto del Governo: ci sono state già diverse pronunce giurisdizionali e non vedo come possa intervenire l'esecutivo a bloccare le decisioni dei magistrati..mi sembra un'ingerenza che lede il principio di indipendenza della magistratura.
detto questo, pur comprendendo la sofferenza del padre ma non so se sarei in grado di prendere una tale decisione. mi spiego. l'anno scorso dopo alcuni mesi di indicibili sofferenze è morto mio nonno e, nelle ultime settimane, invocava a gran voce la morte e addirittura ci chiedeva di farlo morire.....vi assicuro che è stato terribile e ho tanto pensato a se sarei stato capace (se fosse stato consentito) firmare un documento per aiutarlo a morire...è dura. da un lato vedi la sofferenza del tuo caro che vorresti veder finire. tuttavia non so sinceramente se sarei stato capace di assecondarlo...
"come liberare un giardiniere dai ghiri che gli mangiano le pesche"
Beppino: "Contro Eluana violenza inaudita". "Quando Eluana non ci sarà più, rientrerò in una dimensione umana, finora ho vissuto in una dimensione disumana. Mia figlia è stata violentata, continuamente invasa nel suo corpo, oggetto di una violenza che lei avrebbe definito inaudita, inconcepibile e inaccettabile".
Sono credente e sono cattolico. Ma queste parole del padre di Eluana turbano la mia coscienza fino alle lacrime....
mah francamente il governo e il presidente assomigliano molto a un tal ponzio pilato...ho letto sull'ansa che il premier "avrebbe detto" che lui non vuole la responsabilità di farla morire....mah...secondo me ha fatto bene, sotto il profilo giuridico, il Presidente Napolitano a non firmare il decreto: sarebbe incostituzionale infatti poter rovesciare e disattendere le sentenze con un decreto. detto questo i dubbi sul fatto che sia giusto o meno procedere rimangono.
"come liberare un giardiniere dai ghiri che gli mangiano le pesche"
leggo e sorrido leggendo i vostri pensieri. Mi sembrate di una superbia inaudita, oltre che ignoranza. Berlusconi non misura il valore di una donna sul fatto di quanti figli possa fare sei tu che l'hai intesa, ovviamente, in maniera sbagliata.
Leggo anche, un pò più sopra, che sono dei bastardi quelli che non la lasciano morire in pace... ma piantatela su, lei ha voglia di vivere, respira autonomamente giudica e capisce benissimo quello che le sta accadendo.
Quelli che lavogliono uccidere invece, in quanto vigliacchi schifosi, fanno tutto di nascosto (infatti l'hanno trasportata di notte.. e non venitemi a dire per privacy che vi sputo in faccia) e non hanno neanche le palle per siringarla con del veleno, la lasciano morire di una morte, lenta e dolorosa, quale la morte per mancanza di cibo/acqua. A questo punto perchè non prendere un'ascia e tagliarle la testa? tanto cosa cambia? anzi sarebbe meglio o no?
parere mio: io considero (come anche da costituzione, e qui non c'è ateo/credente che tenga) che l'assistenza al suicidio e l'omicidio sono atti da criminali quindi io non li faccio e considero qualsiasi persona che commetta questi reati un omicida, punto e stop. Tu uccidi? bene sei un criminale, il perchè uccidi non mi interessa, o meglio, non c'entra.
pps. gli unici a sto mondo che ancora lottano per difendere quella povera ragazza sono quelli della chiesa che si sono offerti, anche a spese loro (vedi quel gruppo di suore iniziali) di tenerla e curarla a vita.
leggo e sorrido leggendo i vostri pensieri. Mi sembrate di una superbia inaudita, oltre che ignoranza. Berlusconi non misura il valore di una donna sul fatto di quanti figli possa fare sei tu che l'hai intesa, ovviamente, in maniera sbagliata.
Illuminami.
Ni sumisa ni devota, libre linda y loca!
Nel tuo piccolo mondo, tra piccole iene, anche il sole sorge solo se conviene.
e se succedesse a me una cosa del genere? io non vorrei sopravvivere neanche un giorno in quelle condizioni... sarebbe orribile per me solamente immaginare di passare 17 anni cosciente in un corpo che non risponde ai comandi...
vedere uno stato accanirsi su questo mi fa venire i brividi...
non voglio che il governo, o qualcun'altro decida se devo o meno restare in vita... per qualsiasi motivo.
voglio che un foglio scritto da me e firmato da me possa evitare che un branco di idioti o di cattolici (a volte coincide) decida se io debba restare da solo per 10 anni in una scatola vuota...
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