[QUOTE=Iena;899492]Questa definizione di dovere mi sta ancora stretta. Da come la poni il dovere diventa un qualcosa che ti autoimponi, ma se
Eluana pu
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Originariamente Scritto da Xilinx23 Visualizza MessaggioIl diritto di rifiutare le cure mediche è un qualcosa di stabilito sia dalla Costituzione, che da regole internazionali, comunemente accettate anche dai medici.
In Italia servirebbe solo si desse seguito a questi protocolli, formulando le norme necessarie..
si, ma accanto al diritto al rifiuto delle cure mediche vi è quello, più stringente, alla vita. e non è che si possa limitare questo diritto a piacimento. il diritto alla vita va tutelato fin quando si possa parlare di vita in senso biologico, cioè fin quando le funzioni cerebrali rimangono attive, almeno in parte. e nel caso di eluana vi sono tutte le ragioni per ritenere che vi sia vita sulla base della definizione suddetta.
Originariamente Scritto da Xilinx23 Visualizza MessaggioE, comunque, non si tratta di dare la libera scelta di porre fine alla propria vita quando vogliamo, o quando siamo stanchi, o quando abbiamo voglia, si tratta di poter operare una scelta in condizioni particolari, condizioni che in nel momento in cui le viviamo non ci permettono di esprimere la nostra volontà. Per questo sarebbe opportuno poterla esprimere prima, e sapere che questa, in caso, verrà rispettata..
ma proprio perché non sappiamo cosa la vita ha in serbo per noi, non possiamo dare una scelta definitiva sulla morte. e se la medicina scoprisse un qualche rimedio, nel tempo in cui una persona è in coma irreversibile, che consentisse a questa persona di tornare a condurre una vita normale, allora che valore avrebbe la scelta fatta prima del coma? certe questioni sono questioni di principio e non possono essere ridotte ad un calcolo arbitrario ed utilitaristico. il diritto/dovere alla vita va a mio parere sempre tutelato.
non ci sono limiti all'arbitrio del singolo. e lo dimostra il fatto che chiunque è un potenziale assassino, che chiunque potrebbe uccidere il proprio vicino. se si legalizza la morte assistita non so dove andremo a finire.Originariamente Scritto da Xilinx23 Visualizza MessaggioIl dire "così vorremmo uccidere quando ci pare" è un allarmismo inutile.
Il testamento biologico, che più parti richiedono, non permette questo, come non permette il suicidio di stato.Last edited by labutino; 19-07-2008, 13:06.
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[QUOTE=diotima;899517]Si, Iena. Sono assolutamente favorevole, anche se non lo ritengo del tutto attendibile. Mi spiego: verrebbe redatto in uno stato di buona salute, quando le prospettive esistenziali sono tali da poterci far affermare, a mente fredda, che, qualora ci trovassimo in condizioni di immobilit
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Seeeeee...bona ugo e aspetta e spera!!!! Guarda, facciamoci ibernare tutti appena siamo in fin di vita o un secondo dopo morti, chissà che entro qualche anno la medicina non sia progredita e ci faccia campare una volta scongelati o resuscitare pure!!!.ma proprio perché non sappiamo cosa la vita ha in serbo per noi, non possiamo dare una scelta definitiva sulla morte. e se la medicina scoprisse un qualche rimedio, nel tempo in cui una persona è in coma irreversibile, che consentisse a questa persona di tornare a condurre una vita normale, allora che valore avrebbe la scelta fatta prima del coma? certe questioni sono questioni di principio e non possono essere ridotte ad un calcolo arbitrario ed utilitaristico. il diritto/dovere alla vita va a mio parere sempre tutelato.
Poi intanto, con la speranza che arrivi la scoperta delle scoperte, teniamo le persone nel disagio. Ora se Eluana non si rende conto di nulla, per certi versi forse è meglio per lei, ma un Welby cosciente? E un essere umano dovrebbe essere costretto a restare in certe condizioni, perchè qualcuno ha le sue paturnie su medicine future da scoprire o perchè è contento che uno viva lo stesso anche così?
Perchè alla fine mi sembra si tratti di questo, di essere contenti a livello personale, di vedere esauditi i propri ideali, anche se a discapito di chi soffre e gli tocca campare in certe situazioni perchè un estraneo sia contento, col contorno dei soliti discorsi sulla vita sacra ecc...
La malattia e la sofferenza sono personali e sono cose di cui, secondo me, non si deve rendere conto a nessuno, nè far contenti terzi.
Guarda il respiro fa parte di quelle funzioni automatiche, involontarie del cervello, controllo situato in un'area cerebrale più antica, nel midollo allungato se non sbaglio.il diritto alla vita va tutelato fin quando si possa parlare di vita in senso biologico, cioè fin quando le funzioni cerebrali rimangono attive, almeno in parte. e nel caso di eluana vi sono tutte le ragioni per ritenere che vi sia vita sulla base della definizione suddetta.
Se le parti che consentono invece le facoltà superiori sono danneggiate e senza speranza di recupero mi spieghi che senso ha campare così?Pienamente funzionante e programmata in tecniche multiple
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Puo' avere un senso, puo' interrogarci profondamente, anche se e' veramente difficile capire cosa sia giusto e cosa sbagliato quando, come dici tu, si tocca il tasto privato della sofferenza personale.....
ROSANNA BENZI, IL VIZIO DI VIVERE
Amava la vita. Era allegra e ironica. Fino all'ultimo; fino a quando un male incurabile ha troncato la sua voglia di vivere. Rosanna Benzi, 43 anni non ancora compiuti, ventinove trascorsi in un polmone d'acciaio nella sua camera dell'ospedale San Martino di Genova, siamate i vostri nemici
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Una storia bellissima, Cono....ma ha scelto lei. Non le è stato imposto nulla. Ed era lucida, in grado di pensare, non ridotta come un vegetale.[B]Come dicevo sempre alla mia ex moglie, mi rifiuto di guidare pi
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Bisogna che questa legge sul testamento biologico si faccia. Rispettosa di tutte le diverse sensibilitamate i vostri nemici
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