La prova scientifica che il razzismo

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  • rubyn
    gianvito.it
    • 12/07/07
    • 3821

    #61
    [QUOTE=Iena;899504]Scusate eh, ma il discorso che fa Rubyn non mi sembra del tutto campato per aria, non bisogna essere razzisti, ma non bisogna nemmeno essere ipocriti. Avere dei pregiudizi
    Moderatore Debate Square

    [B][I]"Scherzi a parte, ma che problemi ha?
    qualcuno lo conoscer

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    • non qui e non ora
      Opinionista
      • 21/11/07
      • 330

      #62
      "Discendiamo tutti da un Adamo primordiale e da una Eva primordiale, e ci
      .

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      • Dutch
        Opinionista
        • 20/04/07
        • 2497

        #63
        Originariamente Scritto da rubyn Visualizza Messaggio
        grazie a Dio, qualcuno ha colto il senso del discorso.
        Infatti, razzismo e xenofobia sono due cose differenti.

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        • rubyn
          gianvito.it
          • 12/07/07
          • 3821

          #64
          Originariamente Scritto da DutchFlower Visualizza Messaggio
          Infatti, razzismo e xenofobia sono due cose differenti.
          argomenta
          Moderatore Debate Square

          [B][I]"Scherzi a parte, ma che problemi ha?
          qualcuno lo conoscer

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          • Dutch
            Opinionista
            • 20/04/07
            • 2497

            #65
            Originariamente Scritto da rubyn Visualizza Messaggio
            argomenta
            Rubyn quando con giri di parole te e Iena argomentate fondamentalmente sul pregiudizio e la diffidenza verso il diverso di fatto argomentate ragioni xenofobe. Ben inteso, xenofobia come la conservazione della propria identit

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            • rubyn
              gianvito.it
              • 12/07/07
              • 3821

              #66
              [QUOTE=DutchFlower;900192]Rubyn quando con giri di parole te e Iena argomentate fondamentalmente sul pregiudizio e la diffidenza verso il diverso di fatto argomentate ragioni xenofobe. Ben inteso, xenofobia come la conservazione della propria identit
              Moderatore Debate Square

              [B][I]"Scherzi a parte, ma che problemi ha?
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              • mat
                Il Magnifico
                • 20/05/05
                • 17786

                #67
                [QUOTE=labutino;899513]e come fai a provare che
                Moderatore Debate Square

                "Era un mondo adulto, si sbagliava da professionisti"
                - P. Conte -


                Angst essen Seele auf

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                • Churchil
                  Palloso Spagnolesco Permaloso
                  • 07/01/07
                  • 2428

                  #68
                  Metto un testo che ho trovato in altro forum in rapporto a questo tema.


                  Contro il bourrage de crâne razzista

                  "Le bourrage de crâne est une expression inventée par les soldats en 1914 pour critiquer la propagande mensongère venue de l'arrière. Elle a été popularisée par le journaliste Albert Londres qui dénonça la propagande pendant la Première Guerre mondiale dans ses reportages."


                  Quello che i francesi chiamarono bourrage de crâne è più o meno quello che noi chiamiamo comer el tarro (lavaggio del cervello) e consiste piuttosto in saturarlo di propaganda ripetendo in modo continuo e pesante le stesse menzogne. È una tecnica primitiva, ma serve a che finisca rendendo sode questo insieme di bugie. Riguardo a questo, è famosa la citazione del ministro di propaganda nazista, Josef Paul Goebbels, affermando che una bugia ripetuta 1.000 volte diventerebbe in verità. Un buon esempio sono tutti i miti che si diffondono contro gli immigrati e gli zingari. Non se ne frega se lo fanno per guadagnare o lasciare di guadagnare voti nelle sue elezioni, quello che interessa è che contribuiscono a dividere alla gente lavoratora, fronteggiandoci, facendoci diffidare fra noi, tutti sospettosi degli altri e forse nelle mani di politici ributtanti.

                  Quello che si è proposto in quel thread consisteva in mettere un titolo rappresentativo di una affermazione ampiamente estesa fra la gente e controbatterla con spiegazioni logiche che dimostrino la fragilità di queste presupposte verità.

                  Metto questa che mi sembra una delle più interessante, sul rapporto fra immigrazione e delinquenza.


                  È certo che un'alta percentuale dei delitti li commettono gli immigrati?

                  Uno dei miti più estesi e attecchiti nella nostra società, e con conseguenze più distruttive per le persone che immigrano, è considerare queste responsabili di una percentuale sproporzionata dei reati che si commettono. Gli stereotipi che cercano di criminalizzare le persone immigrati sono, e sono stati, una costante in tutte le società recettori, e suppongono un importante fattore di distorsione nelle percezioni e dibattiti sui problemi che sorgono come risultato dei diversi moti demografici migratori. Questi stereotipi non hanno mai avuto molto rapporto alla realtà, però si un'enorme importanza nel sviluppo di politiche, atteggiamenti e relazioni sociali in tutte le società che si sonoo fronteggiate a questa problemática.

                  Il fenomeno de la costruzione degli stereotipi criminalizzatore delle persone immigrati è un tema molto complesso per addentrarsi qui in profondità. Ma vogliamo esplorare uno dei suoi aspetti: l'utilizzazione di dati suppostamente rigorosi e scientifici per rassicurare questa ipotetica maggior tendenza criminale fra gli immigrati. Consiste in analizzare le affermazioni e i dati sopraccitati e, allo stesso tempo, dare alcune chiavi su come intendere il rapporto fra il reato e le persone immigrati. Come andremo vedendo, i dati sono, nel caso migliore, di dubbiosa affidabilità o sono fraintesi, quando non risultano tendenziosi o professatamente falsi.

                  La considerazione che dice che il numero di persone arrestate è un buon indicatore del livello di delitto che esiste nella società, così come affermare che le persone arrestate sono un riflesso fedele delle persone che commettono delitti. Per capire questo fenomeno analizzaremo passo per passo l'affermazione ampiamente reiterata che aggiudica il 50% dei reati agli immigrati.

                  Questa affermazione è dovuta a un dato del Ministero del interiore che indica che nel 2.001 si realizzarono 232.146 arresti per delitti e sgarri. Allo stesso tempo, il ministero lascia cadere la cifra di 116.139 stranieri arrestati, proprio la metà. Quello che non si chiarisce in nessun momento è che, soltanto 58.199 lo furono come sospetti di avere commesso un delitto e 7.192 per sgarri, mentre che il resto degli stranieri arrestati lo furono per soggiorno illegale, che non è proprio un delitto sennò un problema amministrativo. Di subito, la percentuale si riduce a quase la metà: poco più di 65.000 stranieri arrestati per delitti o sgarri, cioè, il 28% del totale.

                  Ma analizziamo questo 28% con più dettaglio. Il dato, in principio, si riferisce all'insieme degli stranieri, no soltanto agli immigrati, e questa differenza è importante. Una buona parte degli stranieri arrestati non sono immigrati, con o senza permesso di soggiorno, sennò persone in transito, bene come turisti o bene quelle il cui viaggio a Spagna costituisce la propria commissione del reato, come succede quase sempre coi corrieri della droga.

                  Tolti entrambi gruppi, si calcola che intorno al 60% degli stranieri arrestati si possono considerare immigrati, cioè, che vivono in Spagna con o senza permesso. Con quello non vogliamo minimizzare il problema di che la gente che viene di passo cometta delitti, sennò puntualizzare che non si possono addossare agli immigrati i delitti commessi per queste mila di persone che non risiedono in Spagna. Bene, scontati questi, la cifra degli immigrati arrestati per delitti e sgarri, sarebbe approssimativamente 40.000, che suppone el 17% del totale. Se si calcola che gli immigrati, tanto con permesso quanto senza quello, costituiscono il 4 o 5 per cento de la popolazione, questa cifra indicherebbe una sovrarappresentazione fra gli arrestari di tre a quattro volte. Eppure, ci sono altri immigrati nella comissione dei delitti.

                  Da una parte, alcuni delitti commessi da immigrati si originano precisamente per non essere legalizzato il suo soggiorno, come succede con una grande parte dei più di 5.000 stranieri arrestati per il reato di falsità documentale. Neanche in questo caso si tratta di giustificare il suo reato, sennò di vedere che il problema sorge dalla sua irregolare situazione amministrativa.

                  Però c'è un altro fattore importante a prendere in considerazione quando si esamina la percentuale degli immigrati fra le persone arrestate. In quasi tutte le società il gruppo di maggiore attività delittuosa è quello degli uomini giovani. Ed è notorio che le persone di questo gruppo sono sovrarrappresentate fra la popolazione immigrata in Spagna. Cioè, se esiste un livello delittuoso fra gli immigrati più alto che la media nazionale, in qualche misura sarà dovuto non al fatto di essere immigrati, sennò uomini giovani. Questo si vede chiaramente anche negli arrestati di nazionalità spagnola: se commisuriamo il numero totale degli arrestati con la popolazione totale e dopo soltanto con la popolazione attiva, nel secondo caso la percentuale si molteplica per due volte e mezza. Bene, lo stesso succede fra la popolazione immigrata, o ancora di più, poiché offre una percentuale molto più alto di popolazione attiva. Non esistono dati affidabili per misurare l'importanza di questa variabile, ma è innegabile la sua esistenza, che modifica sostanzialmente alla bassa il supposto maggior livello delittuoso fra gli immigrati.

                  In un principio se potrebbe argomentare, della stessa maniera, che la sovrarrappresentazione degli immigrati nella commissione dei reati non di deve al suo carattere di immigrati, sennò a che sono poveri. Infatti, è uno degli argomenti che si impiega per spiegare il supposto alto livello di delinquenza fra gli immigrati, addirittura fra genti benintenzionate. Nondimeno, questo è un terreno molto confuso, giacché non resta mica chiaro che abbia un rapporto necessario fra povertà e delitto. Ovviamente, in alcuni tipi di delitti certamente si esiste questa relazione, poiché, ad esempio, pochi ricchi sottraggono oggetti delle macchine, però, allo stesso tempo, i poveri non hanno molte opportunità per commettere delitti come quello di Gescartera (caso di truffa finanziaria). Ci sono dati de argomenti molto solidi che mettono in dubbio la credenza generalizzata di che la gente povera commette più reati che quelli che appartengono ad altre classi sociali. Il fatto di che i poveri siano sovrarrappresentati nelle carceri si deve a dinamiche discriminatorie, non a che commettano più delitti, un tema che trattaremo in seguito.

                  Arrivati qui, abbiamo già ridotto moltissimo la supposta sovrarrappresentazione delle persone immigrati fra quelli che commettono delitti. Ma manca analizzare un altro fattore di enorme importanza, ed è l'esistenza di un'ampia discrezionalità nell'attuazione delle diverse istanze relazionate con la repressione della delinquenza, che determina in grande misura chi finisce intrappolato dentro il sistema penale. Questa discrezionalità si professa in molti livelli, però uno dei più determinanti sono le strategie, pratiche e preconcetti della polizia, che possono fare che certi collettivi siano molto più esposti ad essere arrestati che altri. Questo è logico: se certi tipi di persone sono schedati come più inclini al reato, subiranno più sorveglianza, saranno più sospetti e avranno più possibilità di essere fermati e registrati dalla polizia, e di questo risulterà che avranno più possibilità di essere arrestati che altre persone. Ma anche succederà che gli arresti si baseranno in prove più dubbiose.

                  Questo fenomeno di discriminazione si professa ugualmente nei diversi stamenti dell'amministrazione di Giustizia. Così, nel momento in cui i fiscali decidano imputare qualcuno, od al determinare che accuse se gli addossano. Ma anche nella diversa misura di giudicare che impiegano i giudici in rapporto alla presunzione di innocenza, nella concessione della libertà, o nella concessione della liberta condizionale, all'emettere sentenze di colpevolezza, al fissare la condanna o nel momento di considerare alternative punitive alla carcere. Così stesso, si estende al personale delle istituzione penitenziarie inquanto alla concessione di permessi, del terzo grado o della libertà condizionale. E queste pratiche discriminatorie si vedono favorite dal fatto che, sovente, la capacità di difesa degli immigrati ed altri stranieri è calata, per maggiore sconoscenza dei suoi diritti, ovvero per un minore accesso a una difesa di qualità. L'esistenza di questi processi di discrezionalità fa che i dati su quelli che sono incarcerati, come su chi sono arrestati, siano molto poco affidabili nel momento di concludere che riflessano veramente chi commettono delitti nella nostra società.

                  Questa discriminazione può raggiungere ai settori più poveri della popolazione, e gruppi minoritari come quello degli immigrati, o gruppi etnici autoctoni, come gli zingari nel caso della Spagn. È normale. I medesimi preconcetti che esistono nell'insieme della società si danno fra la polizia, fiscali e giudici, persino sarebbe raro che non fosse così. Però si tratta di che tale preconcetti influiscono nelle decisioni di questi agenti, quello si vede, inoltre, favorito dalla grande discrezionalità di cui godeno le sue attuazioni.

                  In tutti i paesi dove si sono fatte investigazioni confrontative del trattamento -poliziale, giudiziario e penitenziario- che ricevono gli immigrati e le minorie etniche autoctone in rapporto a quel che si da ai membri della società maggioritaria, si è trovato qualche grado di trattamento sfavorevole per i primi, ed in alcuni casi molto accentuato. In Spagna a malapena si sono studiati questi fenomeni, ed in precedenza ce un profondo convincimento fra gli agenti del sistema penale di che sia impossibile che si producano trattamenti discriminatori. Eppure, anche se complesse, esistono metodologie che permettono detettare e quantificare dove e a quale livello funzionano questi mecanismi discriminatori, ma per portarle alla pratica è necessario dedicare le risorse adeguate e volontà.

                  Quello più problemático della propagazione dell'idea di che gli immigrati commettono più reati è che arriva a diventare una profezia che si autocompie. Al giustificare una maggiore sorveglianza per la maggiore diffidenza che ricade su loro, increscono i suoi livelli di arresto e imprigionamento, quello che, allo stesso tempo, si presente come una nuova prova del suo maggior livello di criminalità, che giustifica nuovamente, una maggior sorveglianza. Il cerchio perfetto.

                  Anche se non si dispone dei dati che permettano determinare l'importanza de la discriminazione e le differenze nella realtà demografica per spiegare la sovrarrappresentazione degli immigrati fra gli arrestati, si può supporre significativa. In questo senso, se si applicarano questi fattori correttori, sarebbe più che imprudente affermare che gli immigrati commettono proporzionalmente più delitti che i cittadini spagnoli.

                  Però ancora supponendo che si diano più delitti fra gli immigrati che fra gli spagnoli, è fondamentale riconoscere varie cose. In primo luogo, che tale variazione sarà leggera se si prendono in considerazione i fattore sopraccitati. Secondo, che una sopraffacente maggioranza degli immigrati tiene gli stessi atteggiamenti in rapporto al rispetto della legge, ai diritti degli altri ed alla convivenza con il resto della popolazione. In terzo luogo, non ha senso parlare, in questo contesto, degli immigrati come si furono un collettivo unico con un tratto comune che si professa in una maniera differente di relazionarsi con le norme, le leggi ed il delitto. “Gli immigrati” rappresentano un'immensa eterogeneità di culture, di procedenze, di motivazioni de opportunità da migrare, di tratti demografici, di tempo di soggiorno e di situazioni legali, e manca di tutto senso fare generalizzazioni sui suoi atteggiamenti come gruppo in rapporto alla legge.

                  Per ultimo, se esistesse più attività delittuose fra gli immigrati, dovremmo domandarci se questa è dovuta a tratti propri delle sue culture, meno rispettose coi diritti degli altri, od in realtà la causa più importante risiederebbe nel fatto di che loro stessi vedono travolti i suoi diritti e la sua dignità.

                  Bisogna domandarsi cosa accade con le persone che non possono regolarizzare la sua situazione, che vivono nella illegalità per non avere o non poter farcela ad ottenere i permessi necessari, che sono vittime de relazioni lavorative illegali e di un subisso di pratiche discriminatorie e preconcetti, come che avviano il diniego ad accedere a un'abitazione, l'entrata ad un locale o essere bersagliate sistematicamente dalla polizia. E, per se questo fosse poco, sono mostrati nei media, e visti per la mitologia sociale, come genti peligrose e conflittuali.

                  È logico pensare che fra le persone che si fronteggiano a queste realtà, la fiducia nella legitimità della giustizia, nel mutuo rispetto come base di convivenza ed il desiderio di compiere con le leggi sono messi a prove molto piu dure che que qualche altro cittadino debe affrontare.

                  Forse uno dei challenge più importanti che si deve impostare questo paese nel futuro inmediato è come rassicurare che l'incremento della popolazione immigrata non si divente una fonte di tensione o conflitto. Un oggettivo che dipenderà non tanto di come agiscano questi nuovi convicini, sennò degli atteggiamenti ed azioni della società spagnola e le sue istituzioni. I cambi demografici che coinvolge l'immigrazione possono essere una fonte di arricchimento per tutti o una fonte di problemi o conflitto, dipende da noi.

                  Perciò, la percezione che esiste e si comunica sugli immigrati è di una trascendenza immane, anche se, disgraziatamente, notizie come quella segnata al principio di questo testo sono i peggiori esempi di come trattare il complesso tema della partecipazione degli immigrati alla delinquenza. Questo modo tremendamente irresponsabile di abbordarlo, lungi da cercare una soluzione, soltanto può favorire futuri e moltri gravi fatti.
                  Ora bene, questo fenomeno non è nuovo, storicamente i moti migratori, uguale che le minorie etniche, sono stati vittime dello stesso medesimo stereotipo di criminale, che ha gareggiato con degli altri, come considerarli fonti di problemi di igiene, salute e attacco, quando non di inquinamento culturale.

                  La crescente tendenza di relazionare l'immigrazione con la criminalità è una delle più peligrose e distruttive che fronteggiamo. Perciò è di somma gravità ed irresponsabilità che i rappresentanti politici e i media contribuiscano a fomentare ancora di più questi stereotipi. Anche se la spiegazione sembra chiara: si tratta di che vengano immigrati che lavorino a buon mercato e duro, però si deve tenerli mesti e timorosi. E per che non si gli veda come vittime dello sfruttamento, i preconcetti e la discriminazione, e come buoni vicini e compagni, che cosa migliore che creare la percezione sociale di che sono conflittuali, irrispettosi e peligrosi, indegni della nostra solidarietà.



                  EDIT: Mi dimenticavo, qui l'originale: http://www.periodicocnt.org/281julag...s/bnorte01.htm

                  E anche chiedere scuse anticipatamente per le sgrammaticature che abbia potuto commettere. Spero che non siano molte, ma il testo da tradurre era un po' lungo è sicuramente ci siano alcune.
                  Last edited by Churchil; 23-07-2008, 01:29. Motivo: Sgrammaticature, lo avevo già detto
                  [SIZE="1"][COLOR="DarkSlateBlue"]Moderatore internazionale[/COLOR][/SIZE]

                  "[B][I]In una vera democrazia non c'

                  Comment

                  • rubyn
                    gianvito.it
                    • 12/07/07
                    • 3821

                    #69
                    I dati delle carceri parlano chiaro. E anche le mie esperienze personali. Ma siamo OT.
                    Moderatore Debate Square

                    [B][I]"Scherzi a parte, ma che problemi ha?
                    qualcuno lo conoscer

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                    • erin
                      like me, like me
                      • 22/05/06
                      • 13145

                      #70
                      Originariamente Scritto da rubyn Visualizza Messaggio
                      I dati delle carceri parlano chiaro.
                      B

                      Ni sumisa ni devota, libre linda y loca!

                      Nel tuo piccolo mondo, tra piccole iene, anche il sole sorge solo se conviene.

                      Comment

                      • rubyn
                        gianvito.it
                        • 12/07/07
                        • 3821

                        #71
                        [QUOTE=erin;901799]B
                        Moderatore Debate Square

                        [B][I]"Scherzi a parte, ma che problemi ha?
                        qualcuno lo conoscer

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                        • The Evil Twin
                          Pessimo Elemento
                          • 25/08/06
                          • 14889

                          #72
                          fai meno il fenomeno.
                          [B]Come dicevo sempre alla mia ex moglie, mi rifiuto di guidare pi

                          Comment

                          • rubyn
                            gianvito.it
                            • 12/07/07
                            • 3821

                            #73
                            ----------------------------
                            Last edited by The Evil Twin; 23-07-2008, 09:10.
                            Moderatore Debate Square

                            [B][I]"Scherzi a parte, ma che problemi ha?
                            qualcuno lo conoscer

                            Comment

                            • mat
                              Il Magnifico
                              • 20/05/05
                              • 17786

                              #74
                              che simpaticone...
                              Moderatore Debate Square

                              "Era un mondo adulto, si sbagliava da professionisti"
                              - P. Conte -


                              Angst essen Seele auf

                              Comment

                              • The Evil Twin
                                Pessimo Elemento
                                • 25/08/06
                                • 14889

                                #75
                                Rubyn, ci metto un secondo a bannarti. Poi ti riammette Cornolio se ha voglia.
                                Quando vieni ripreso non insistere.
                                [B]Come dicevo sempre alla mia ex moglie, mi rifiuto di guidare pi

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