No, tranquilli, non ho aperto una discussione su pratiche sadomaso estreme.
Il fatto è che i nostri amici poliziotti ultimamente ci vanno un po' giù pesanti con gli ammanettamenti.
Ne hanno già ammazzati due anche se, come la solito, non pagheranno per i loro delitti.
Sempre persone in condizioni particolari.
Sempre in quattro contro uno.
Sempre preferendo i metodi violenti a quelli un po' meno rischiosi.
Sempre uccidendo persone che erano tutt'altro che pericolose.
Le sue foto sono strazianti.
Una specie di bambino troppo cresciuto, con gli occhi grandi e chiari, ingenui, e un perenne mezzo sorriso sulle labbra, lo stesso che aveva da piccolo. Un “ragazzone” triestino di 34 anni (pesava 120 chili, era alto 1,85), per testimonianza di tutti mite e gentile, un po’ goffo, incapace di fare del male. Era afflitto da “sindrome schizofrenica paranoide”, che lo aveva colpito dopo il servizio militare nell’aeronautica, e gli scherzi feroci a cui era stato sottoposto dai commilitoni.
Da quel momento nutrì un timore folle verso chiunque indossasse una divisa. A posteriori, potremmo dire che aveva ragione.
Era seguito dai servizi psichiatrici, ma viveva solo, tanto si sapeva che non era pericoloso. Il 27 ottobre 2006 è stato massacrato e fatto morire da quattro agenti di polizia, tre uomini e una donna. Per “asfissia da posizione”, come nel caso di Federico Aldrovandi.
Il resto dell'articolo è qui.
Il fatto è che i nostri amici poliziotti ultimamente ci vanno un po' giù pesanti con gli ammanettamenti.
Ne hanno già ammazzati due anche se, come la solito, non pagheranno per i loro delitti.
Sempre persone in condizioni particolari.
Sempre in quattro contro uno.
Sempre preferendo i metodi violenti a quelli un po' meno rischiosi.
Sempre uccidendo persone che erano tutt'altro che pericolose.
Le sue foto sono strazianti.
Una specie di bambino troppo cresciuto, con gli occhi grandi e chiari, ingenui, e un perenne mezzo sorriso sulle labbra, lo stesso che aveva da piccolo. Un “ragazzone” triestino di 34 anni (pesava 120 chili, era alto 1,85), per testimonianza di tutti mite e gentile, un po’ goffo, incapace di fare del male. Era afflitto da “sindrome schizofrenica paranoide”, che lo aveva colpito dopo il servizio militare nell’aeronautica, e gli scherzi feroci a cui era stato sottoposto dai commilitoni.
Da quel momento nutrì un timore folle verso chiunque indossasse una divisa. A posteriori, potremmo dire che aveva ragione.
Era seguito dai servizi psichiatrici, ma viveva solo, tanto si sapeva che non era pericoloso. Il 27 ottobre 2006 è stato massacrato e fatto morire da quattro agenti di polizia, tre uomini e una donna. Per “asfissia da posizione”, come nel caso di Federico Aldrovandi.
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