[QUOTE=nomade;903115]vabb
Sport pericolosi
Collapse
X
-
-
[QUOTE=Pulsar;903205]Non comprendo tutta sta polemica nei confronti di chi pratica attivit[B]Come dicevo sempre alla mia ex moglie, mi rifiuto di guidare pi
Comment
-
[quote=Pulsar;903296]Anche lo stato emozionale e il rilascio di adrenalina sono attivit[COLOR=#800080][FONT=lucida console][SIZE=2][I]Se
Comment
-
Mat.. spero che dopo alcune testimonianze ti sia convinto che chi fa sport estremi non va alla ricerca di una bella morte, ma solo di una bella vita.
Se poi qualcosa non va per il verso giusto.. beh, può succedere, ed era una eventualità contemplata. Non cercata o desiderata, ma contemplata e evitata in tutti i modi.
La voglia di sfidare se stessi e l'incoscienza son cose ben diverse.Last edited by nomade; 25-07-2008, 08:34.
Comment
-
-
Mi permetto di dire che, a mia opinione, il cimentarsi in sport pericolosi, rappresenta l’esorcismo del concetto di morte. Tutti gli uomini soffrono la condizione mortale, il loro tempo “finito”, che ne abbiano coscienza o meno.
Ed il tentativo di dare un’impronta indelebile alla propria esistenza, si traduce in azioni che distinguono l’individuo dal gruppo, che lo eleggono nella sua unicità e quindi lo marchiano nella memoria e nell’immaginario collettivo.
In scala ridotta, o universalmente parlando, l’emozione, l’adrenalina, il “sentirsi vivi”, per usare la terminologia con evidente accezione antitetica, è comunque la contrapposizione della vita alla morte.
Tutti desiderano essere speciali. Perchè? Non di certo per loro stessi.
Si potrebbe ipoteticamente girare lo stesso concetto anche a coloro che rischiano la vita prodigandosi ad aiutare il prossimo, ma ci si ridurrebbe a speculare sulle motivazioni altruistiche ed egoistiche nel produrre un’attività edificante, nonché moralmente e concretamente più sensata, a mio avviso."Nulla si conosce interamente finché non vi si è girato tutt'attorno per arrivare al medesimo punto provenendo dalla parte opposta."
Arthur Schopenhauer
Comment
-
Bella riflessione che eleva il discorso, Novembre, ma non sono del tutto d'accordo.Originariamente Scritto da Novembre Visualizza MessaggioMi permetto di dire che, a mia opinione, il cimentarsi in sport pericolosi, rappresenta l’esorcismo del concetto di morte. Tutti gli uomini soffrono la condizione mortale, il loro tempo “finito”, che ne abbiano coscienza o meno.
Ed il tentativo di dare un’impronta indelebile alla propria esistenza, si traduce in azioni che distinguono l’individuo dal gruppo, che lo eleggono nella sua unicità e quindi lo marchiano nella memoria e nell’immaginario collettivo.
In scala ridotta, o universalmente parlando, l’emozione, l’adrenalina, il “sentirsi vivi”, per usare la terminologia con evidente accezione antitetica, è comunque la contrapposizione della vita alla morte.
Tutti desiderano essere speciali. Perchè? Non di certo per loro stessi.
Si potrebbe ipoteticamente girare lo stesso concetto anche a coloro che rischiano la vita prodigandosi ad aiutare il prossimo, ma ci si ridurrebbe a speculare sulle motivazioni altruistiche ed egoistiche nel produrre un’attività edificante, nonché moralmente e concretamente più sensata, a mio avviso.
Non lo sono quando dici che si vuole essere speciali, e non di certo per sé stessi.
La vita è fatta di attimi concatenati l'uno all'altro, e viverne alcuni carezzando il rischio di morire nel fare una cosa che ci piace, non vuol dire voler esser consacrati nella memoria: certe cose si posson fare anche senza alcuna "gloria", solo per il piacere di farle.
Sarebbe una vanagloria, come diceva il Belli.
Per "apparire" agli altri ci sono altri modi.
Ad esempio, se mi vesto in un certo modo lo faccio per me stesso, non per seguire una moda o per piacere a qualcuno, mentre c'è chi lo fa per gli altri.
Forse ti riferivi agli esaltati (cosa che detesto in ogni sfera di vita) mentre io no, ma a normali persone che svolvono una normale attività ma che, ogni tanto, hanno bisogno di sentire l'adrenalina scorrere dentro.
Comment
-
Il sottoscritto non desidera essere speciale ma essere se stesso e manifestare le proprie caratteristiche naturali, a prescindere dalle valutazioni altrui (spesso erronee, non obiettive e ridicole), anche in relazione alla modalità e periodicità di svolgimento di specifiche attività fisico-motorie.
Comunque adoro gli esaltati e le persone "anormali" mentalmente in campo sportivo (specialmente se di genere sessuale diverso dal mio), purchè non socialmente pericolosi, in quanto rappresentano per me uno stimolo ulteriore per migliorarsi, non arrendersi e reiterare la medesima abitudine fino allo sfinimento psichico, nonchè un ottimo avversario magari di gradevole compagnia.
Il carattere esaltato di uno sportivo (che pratica anche sport non estremi) non implica mancanza di esperienza o finalità esibizioniste/dirette ad emulare gli altri, anzi può convivere con caratteristiche antitetiche a quelle citate ed avere come unico fine il soddisfacimento e divertimento personale.Last edited by Sousuke; 25-07-2008, 10:01.
Comment

Comment