Sport pericolosi

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  • Novembre
    Cynical person
    • 12/04/06
    • 7928

    #46
    [QUOTE=nomade;903341]Bella riflessione che eleva il discorso, Novembre, ma non sono del tutto d'accordo.
    Non lo sono quando dici che si vuole essere speciali, e non di certo per s
    "Nulla si conosce interamente finché non vi si è girato tutt'attorno per arrivare al medesimo punto provenendo dalla parte opposta."
    Arthur Schopenhauer

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    • Phenix
      Opinionista
      • 10/11/04
      • 260

      #47
      credo che la risposta a questa domanda sia banalmente "per sentirsi vivi".
      Si ritorna al tema della piccolezza e finitezza dell'essere umano che per sentire che la propria esistenza ha senso deve sfidare l'esistenza stessa. Il limite

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      • The Evil Twin
        Pessimo Elemento
        • 25/08/06
        • 14889

        #48
        [QUOTE=Novembre;903364]

        Dunque, a questo punto io chiederei: perch
        [B]Come dicevo sempre alla mia ex moglie, mi rifiuto di guidare pi

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        • Sousuke
          Banned
          • 14/12/07
          • 16244

          #49
          L'adrenalina permette spesso di spingere e stimolare il fisico e la mente a livelli che, in assenza di adrenalina, non sarebbero possibili o disincentivati dal rischio/sconvenienza, nonostante si sia consapevoli di poterli raggiungere tecnicamente.

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          • nomade
            Banned
            • 27/06/08
            • 1411

            #50
            Originariamente Scritto da Novembre Visualizza Messaggio
            Grazie, troppo gentile.
            Vedi in linea di massima non mi riferivo né a situazioni particolari, né a gesta degne di nota, né a persone che hanno particolare bisogno di apparire.
            Tu parli del “piacere di farlo” e fine, ma vedi, secondo me il discorso si snoda comunque in altre motivazioni, che spesso le persone non si pongono o non cercano, senza volerle denigrare per questo, molto spesso “il piacere di farlo” è una motivazione più che lecita e sufficiente.
            Ecco forse dipende dall’orientamento che le persone hanno nell’interfacciarsi alle proprie azioni, ai propri pensieri.
            Perché ti provoca piacere farlo? E’ piacere? E’ soddisfazione? E’ rivalsa? E’ compensazione?
            E’ molto di più della semplice definizione che gli dai. E se segui quel filo arriverai senza dubbio ad altre o diverse conclusioni. Si tratta di chiedersi un po’ più spesso, in modo più consapevole, più intimo e - permettetemi - laico, “perché lo sto facendo?”.

            In merito all’ultima parte non sono d’accordo. E ripeto, lascio da parte i casi di esibizionismo puro di cui abbiamo quotidianamente riscontro. La nostra persona è, nella sua completezza, minuziosità e complessità, “studiata”, “costruita” e modulata in funzione dell’interazione con altri individui, siano questi esterni od interni. Dove per esterni intendo le persone reali che orbitano nella nostra esistenza e per interni mi riferisco all’interiorizzazione dei rapporti con gli altri, della loro figurazione, delle nostre speculazioni ed emozioni – consce od inconsce - in merito.

            Dunque, a questo punto io chiederei: perché le persone sentono il bisogno di sentire scorrere l’adrenalina dentro di loro?
            (su basi logiche e specifiche, niente baggianate da carie ai denti o che in sostanza non significano nulla.)
            Non so cosa passi per la testa delle altre persone che fanno certe cose, quindi io parlavo di me, e di come vivo il fare determinati sport.
            Anche io mi sono chiesto chi me lo fa fare, soprattutto prima di mettermi a fare una cosa che so esser pericolosa, e la risposta credo sia quella che hai dato tu: piacere, compensazione, soddisfazione. Ma rivalsa no.. non mi piacciono le sfide con gli altri, solo con me stesso.
            Mi credi se ti dico che l'unico sport in cui mi son divertito a misurarmi con altri esseri umani, per tentare di vincere, è stato nelle regate? Altrimenti ho fatto sempre cose in solitaria, o con uno o due amici fidati.
            La domanda "perchè lo sto facendo" me la pongo ogni volta. O, meglio, me la ponevo ogni volta, visto che ora non sto facendo nulla.
            La risposta? Non so dartela con esattezza.. ma una componente è anche il vivere la Natura, che amo e rispetto, ed in quel modo la sento scorrere dentro di me anche sotto forma di adrenalina.
            (spero non sia una risposta da carie.. )

            In effetti hai ragione tu: son stato superficialissimo.
            Anche chi non segue le mode, alla fine, fa parte di un inquadramento, di un sistema.
            Il vuoto in Natura non esiste.
            Hai ragione tu, Nov. (non sono ironico, ci tengo a specificarlo)

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            • mat
              Il Magnifico
              • 20/05/05
              • 17786

              #51
              [QUOTE=Novembre;903364]Grazie, troppo gentile.
              Vedi in linea di massima non mi riferivo n
              Moderatore Debate Square

              "Era un mondo adulto, si sbagliava da professionisti"
              - P. Conte -


              Angst essen Seele auf

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              • LUCIFER
                Opinionista
                • 02/01/08
                • 174

                #52
                Originariamente Scritto da nomade Visualizza Messaggio
                Mat.. spero che dopo alcune testimonianze ti sia convinto che chi fa sport estremi non va alla ricerca di una bella morte, ma solo di una bella vita.
                E proprio questo il punto.

                Il problema (come purtroppo talvolta accade in discussioni di un certo respiro, che coinvolgono la sfera dei valori di fondo personali), è che il dibattito qui presente è partito da presupposti compromessi dall'equivoco di chi NON comprende il modo di vivere dell'altro, ragionando esclusivamente a partire dai propri schemi.

                Voglio dire........l'INCIPIT stesso del thread è "deviato" da questo meccanismo : benchè chi ha aperto il thread lo ha fatto con un interrogativo anzichè con un'affermazione, esso è un interrogativo che reca con se (in maniera più o meno velata) la fondamentale convinzione che il praticante di sport estremi lo faccia apposta per morire in fretta....................questo erò è un presupposto (conscio o non conscio) da cui i NON praticanti di sport estremi partono : i quali non essendo abituati al rischio e non essendo avvezzi a pratiche particolari si fanno avvincere da una mscolanza di stupore/timore/curiosità quasi infantile ogni volta che sui giornali o nei documentari hanno la possibilità di osservare tali pratiche. Non essendo nei panni di quei praticanti non li possono capire.

                E da quel momento in poi cominciano a formulare dotte teorie sul perchè gli avventurieri appena visti fanno quelle cose, abbozzando superficiali analisi psicanalitiche.......... (il cui punto di partenza è l'incomprensione : "dato che "quelli" fanno cose che noi non faremmo mai, allora sono pazzi o peggio"

                A questo io rispondo : nessuno sano di mente cerca la propria morte (perchè sarebbe contro l'istinto di sopravvivenza ogni essere vivente). Pratiche simili si fanno non per abbreviare, quanto per arricchire la propria vita (quindi se proprio vogliamo, possiamo dire che alla base è presente una sana forma di edonismo. Non edonismo materialista del possesso, ma un più evoluto edonismo dell'"essere"). Superare i propri limiti per essere più forti, più "potenti". Questo è il vero significato alla radice di tutto. L'adrenalina che si ricerca è una conseguenza del voler essere più forti e più dinamici e , grazie a questo fuggire dalla stanca e debole mediocrità della vita odierna. La verità e che TUTTI vogliono fuggire dalla mediocrità, che oggi più che un tempo è ragione di disprezzo e repulsione (in questo senso però, mi azzarderei anche a dire che l'adrenalina dello sport estremo ha una DIGNITA' incomparabile rispetto ad un differente mezzo di fuga che invece molti perdenti eleggono a facile viatico per la loro personale appagamento. Ovvero la DROGA).

                C'è da dire che il vero alpinista "estremo" non desidererebbe essere aiutato/soccorso dagli altri ma tentare di resistere alle difficoltà e superare gli ostacoli con le proprie forze, ad ogni costo.
                Reinhold Messner (che incontrai anni fa ad una conferenza nella mia citt&#224 è quel tipo d'uomo.

                Lui è arrivato al livello di poter fare le scalata in maniera naturalistica (limitando al minimo indispensabile gli ausili artificiali offerti dalla tecnologia alpinistica odierna). E spesso le fa in solitaria.

                Ma chiaramente non stiamo parlando di una persona comune bensì del più grande alpinista degli ultimi 60 anni.

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                • The Evil Twin
                  Pessimo Elemento
                  • 25/08/06
                  • 14889

                  #53
                  Originariamente Scritto da mat612000 Visualizza Messaggio
                  Direi che hai espresso in modo chiaro anche il mio pensiero.
                  Anch'io trovo molta superficialità in tante risposte che ho letto.
                  "Mi fa stare bene quindi lo faccio", di per sè è una risposta che non spiega nulla.
                  E' vero che la sfera individuale è libera, però è anche vero che i nostri comportamenti individuali hanno conseguenze e significati anche sociali che non possono essere ignorati.
                  Se il problema fosse solo quello di sentire scorrere un po' di adrenalina per sentirsi vivi, basterebbe vendere in farmacia delle belle fiale del prodotto ponendo tutto a carico del SSN.
                  Adesso sei tu superficiale se pensi che una fiala di adrenalina risolva il problema.
                  L'adrenalina, senza una situazione adatta in cui "sfruttarla", non serve a niente. Magari ti fa passare il sonno per un paio di giorni, ma a parte quello.... Io ricerco tanto l'adrenalina quanto la situazione che la genera. La prima senza la seconda è "finta", una sorta di realtà virtuale.
                  Poi, se parli di imbecilli impreparati ed incoscienti è un conto, se ti riferisci a tutti, in generale, non vedo come la pratica di uno sport estremo possa avere conseguenze nella società.
                  [B]Come dicevo sempre alla mia ex moglie, mi rifiuto di guidare pi

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                  • Novembre
                    Cynical person
                    • 12/04/06
                    • 7928

                    #54
                    [QUOTE=Sousuke;903358]Il sottoscritto non desidera essere speciale ma essere se stesso e manifestare le proprie caratteristiche naturali, a prescindere dalle valutazioni altrui (spesso erronee, non obiettive e ridicole), anche in relazione alla modalit
                    "Nulla si conosce interamente finché non vi si è girato tutt'attorno per arrivare al medesimo punto provenendo dalla parte opposta."
                    Arthur Schopenhauer

                    Comment

                    • nomade
                      Banned
                      • 27/06/08
                      • 1411

                      #55
                      [quote=mat612000;903378]Direi che hai espresso in modo chiaro anche il mio pensiero.
                      Anch'io trovo molta superficialit

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                      • Pulsar
                        Opinionista
                        • 08/04/08
                        • 4761

                        #56
                        [QUOTE=mat612000;903378]
                        Anch'io trovo molta superficialit
                        [FONT="Georgia"][I]Ho un sogno e lo realizzer

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                        • Novembre
                          Cynical person
                          • 12/04/06
                          • 7928

                          #57
                          L'adrenalina è solo una conseguenza, le spinte che ci portano a scegliere hanno, come per ogni cosa, radici più profonde.
                          Il vivere la Natura, ad esempio, il sentirsi in sintonia con essa si traduce nella possibilità di sentirsi tutt'uno con un concetto potente, inestimabile, meraviglioso, la manzoniana descrizione dell'Innominato "colui che può fare tanto del bene e tanto del male", perenne, quasi eterno (basta immaginare le montagne per avere anche solo parte di questa sensazione).
                          Quindi attribuisco per estensione alla mia persona, tali caratteristiche, elevandola (in modo fittizio, o ideale) dalla sua limitata condizione.
                          (E' la trasposizione psicologica (meccanismo noto come identificazione) dell'usanza di divorare il cuore del proprio avversario sconfitto in battaglia.)

                          Secondo me.
                          Last edited by Novembre; 25-07-2008, 11:12.
                          "Nulla si conosce interamente finché non vi si è girato tutt'attorno per arrivare al medesimo punto provenendo dalla parte opposta."
                          Arthur Schopenhauer

                          Comment

                          • Novembre
                            Cynical person
                            • 12/04/06
                            • 7928

                            #58
                            Originariamente Scritto da Pulsar Visualizza Messaggio
                            Però mi sembra che i bei vostri discorsetti (più ancora in quelli di Novembre che i tuoi) siano pregni di "giudizio", e mi domando quanto sia utile ad una comunità il giudicare.
                            Naturalmente.
                            Se tu leggi "giudizio" (con la specifica accezione che hai dato al lemma) nelle mie parole, è un problema tuo, non credi?
                            E no, non è una provocazione fine a sè stessa, è un dato di fatto.

                            Il giudizio ha la velocità del pensiero. Anzi, a volte è ancora più rapido.
                            Tutti giudicano. Non tutti esprimono il loro pensiero.
                            Ma chi dice "io non giudico, bla bla" è quanto meno ipocrita, perchè gli schemi mentali, la struttura psicoemotiva, l'educazione, il fraintendimento del momento, tutto questo e molto altro ci portano a trarre un immediato giudizio sull'esperienza che stiamo vivendo, sulle parole che stiamo ascoltando, sulla persona che abbiamo di fronte.
                            Il giudizio è inevitabile.

                            Fossi in te, piuttosto, mi chiederei il motivo per cui sono andata proprio a parare sul concetto di giudizio, ecco.
                            "Nulla si conosce interamente finché non vi si è girato tutt'attorno per arrivare al medesimo punto provenendo dalla parte opposta."
                            Arthur Schopenhauer

                            Comment

                            • Bia
                              Pollastrella da una botte di rovere
                              • 07/06/05
                              • 13567

                              #59
                              [SIZE="1"]Premetto di non aver letto tutte le repliche, perch
                              Bia

                              Comment

                              • Novembre
                                Cynical person
                                • 12/04/06
                                • 7928

                                #60
                                Originariamente Scritto da The Evil Twin Visualizza Messaggio
                                Spero che non sia da carie ai denti, perchè è l'unica spiegazione che ho, visto che anche io pratico uno sport non propriamente tranquillo....diciamo di contatto, o meglio, di collisione: cerco l'adrenalina perchè mi fa sentire bene.
                                Sono reattivo, attento, concentrato, anche un pò incosciente, mi fido di me e dei miei mezzi e non ho paura. Nutre il mio istinto.
                                Ebbene, ripeto, l'adrenalina è solo una conseguenza.
                                Oppure un'aspettativa.
                                Perchè la puoi ottenere anche con altre azioni, anche correndo a piedi a zig zag in tangenziale, ad esempio.
                                Perchè hai scelto quel tipo di sport piuttosto che un altro?
                                Questo carica e scarica energia, aggressività, desiderio di prevaricazione, ma comprende anche concetti quali il contatto, il gruppo, la collisione, la "violenza addosso" e diosolosachealtro, che comunque tu senti in quei momenti.
                                Diversi altri sport possono essere molto aggressivi, ma con altre caratteristiche, tu invece hai scelto queste caratteristiche.

                                Ecco, le caratteristiche sono una buona chiave di lettura secondo me, io rifletterei su questa traccia e ne trarrei spunto per altre riflessioni, perchè spesso il risultato distoglie attenzione dagli addendi o dal motivo per cui abbiamo preso in mano la penna per fare la somma.
                                "Nulla si conosce interamente finché non vi si è girato tutt'attorno per arrivare al medesimo punto provenendo dalla parte opposta."
                                Arthur Schopenhauer

                                Comment

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