Un libro per amico

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  • mat
    Il Magnifico
    • 20/05/05
    • 17786

    #1

    Un libro per amico

    Segnalo una iniziativa, a mio parere, interessante.

    Bologna: un libro nella propria lingua per detenuti stranieri
    Bologna: un libro nella propria lingua… per sentirsi più liberi
    “Chi ha sbagliato deve pagare, ma non per questo si può essere privati della dignità”.
    Salvatore Giampiccolo chiede, da mediatore, che ai suoi ex compagni di carcere venga concessa la libertà di sopravvivere dietro le sbarre con decoro.
    Parla di libertà di leggere e di scrivere Salvatore, che conosce bene la vita da carcerato.
    “Sono cose queste che ti rendono libero anche da rinchiuso”, dice.
    E fa un appello per combattere la discriminazione dei detenuti stranieri.
    Insieme a Roberto Morgantini del Centro Lavoratori Stranieri CGIL MattiaFontanella del Comitato delle Memorie , ha dato vita alla campagna “Un libro per il carcere”.
    “Le biblioteche ci sono ma i testi sono solo in italiano - spiega -, ho girato quaranta carceri diversi e la situazione era la stessa”.
    L’iniziativa nasce per rispondere alle richieste degli stranieri della Casa circondariale “Dozza” di Bologna, ma vuole fare da precursore a una pratica da realizzare in tutta Italia.
    Salvatore ha scontato una pena di 25 anni e oggi, che ne ha sessanta, ha deciso di aiutare i più deboli, collabora con gli avvocati di strada e spera di poter essere ricordato da qualcuno per avergli fatto del bene.
    Racconta la quotidianità dei detenuti stranieri, che gli stanno particolarmente a cuore: “In una cella di 3 metri per 2,40 ci stanno in tre, hanno la doccia, perciò non è necessario che escano neppure per lavarsi.
    Stanno li 21 ore su 24, tre ore sono concesse per una boccata d’aria.
    Ma il resto del tempo è vuoto, inutile, non passa mai.
    Non ci sono abbastanza lavori da assegnare a tutti e così si finisce per fare i conti con lo sconforto, la pesantezza, persino con la voglia di morire”.
    Molti sono vittime della legge Bossi-Fini - continua Salvatore - clandestini colpevoli di piccoli reati.
    Devono scontare due, cinque o dieci anni,
    ma per loro è più difficile rispetto che per molti italiani ottenere il rito alternativo e lo sconto di pena.
    Perché sono immigrati in un paese straniero.
    I più non ricevono visite.
    Sono condannati a un isolamento totale dalle circostanze, non da un tribunale”. Poter leggere un libro nella propria lingua sarebbe un passo verso l’esistenza civile da concedere anche se chi ha sbagliato è straniero.
    E se, come qualcuno dice, la lettura nobilita l’animo, è un peccato negarla a chi ne sente il bisogno.
    “La civiltà, quella autentica, si trova spesso nelle cose che non si vedono. Nei luoghi remoti, oscuri del vivere: quelli del dolore, della sofferenza.
    Delle marginalità.
    Delle privazioni: come il carcere.
    Dove ogni giorno la parola civiltà deve essere alimentata, sostenuta, tenuta in vita, con rigore e perseveranza (quasi come un fiore), da chi vi opera e da chi è in stato di detenzione.
    Una parola che va rinfocolata, rivitalizzata anche dall’esterno: dall’intervento degli uomini “liberi”.
    Che non devono rimanere indifferenti.
    Come se il carcere fosse altro da loro.
    Distinto.
    Distante.
    Il carcere è, nella sua drammaticità, l’altra faccia del salotto buono.
    Col carcere bisogna fare i conti. Fino in fondo.
    Perché la civiltà o comprende tutto e tutti o non è civiltà.
    E un libro può rendere meno incivile, meno, inutilmente crudele questo luogo. Un libro in cui la parola civiltà lasci intravedere, seppure in lontananza, la parola libertà”.
    Con queste parole Roberto Morgantini e Mattia Fontanella hanno voluto lanciare la propria richiesta di donare un libro per la biblioteca della Casa Circondariale “Dozza” ad ambasciate, consolati, aziende e privati.
    Chi volesse rispondere all’appello, può far pervenire i testi al Centro Lavoratori Stranieri CGIL in via Marconi 69/D;Bologna telefono 051.6087190. cell 3357456877. Naturalmente i libri devono essere in lingua straniera (araba, francese, inglese, spagnolo, russa, albanese, rumena,)
    Cosa ne pensate?
    Secondo voi il carcere, e più in generale, i luoghi in cui certe persone sono tenute separate dalle altre (CPT, ospedali, comunità, caserme), sono luoghi che devono rimanere separati dal resto della società?
    Sono davvero un mondo a parte che non ci riguarda?
    Moderatore Debate Square

    "Era un mondo adulto, si sbagliava da professionisti"
    - P. Conte -


    Angst essen Seele auf
  • The Evil Twin
    Pessimo Elemento
    • 25/08/06
    • 14889

    #2
    mi sembra una visione un p
    [B]Come dicevo sempre alla mia ex moglie, mi rifiuto di guidare pi

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    • mat
      Il Magnifico
      • 20/05/05
      • 17786

      #3
      Beh la visione è quella di uno che il carcere l'ha vissuto e quindi non può essere la nostra.
      Però a parte l'iniziativa a me piacerebbe sapere se considerate il carcere come un mondo separato dalla società (non solo fisicamente), come una di quelle esperienze che capitano sempre agli altri (un po' come le malattie), o se pensate che, comunque, sia un luogo che riguarda anche la società dei "liberi".
      Non si tratta di sperare che un libro possa cambiare la vita.
      Questo è stupido pensarlo anche per una persona libera.
      Moderatore Debate Square

      "Era un mondo adulto, si sbagliava da professionisti"
      - P. Conte -


      Angst essen Seele auf

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      • The Evil Twin
        Pessimo Elemento
        • 25/08/06
        • 14889

        #4
        Originariamente Scritto da mat612000 Visualizza Messaggio
        Beh la visione è quella di uno che il carcere l'ha vissuto e quindi non può essere la nostra.
        Però a parte l'iniziativa a me piacerebbe sapere se considerate il carcere come un mondo separato dalla società (non solo fisicamente), come una di quelle esperienze che capitano sempre agli altri (un po' come le malattie), o se pensate che, comunque, sia un luogo che riguarda anche la società dei "liberi".
        Capito.
        Dal mio punto di vista il carcere è e deve essere separato dalla società. Se ti ci hanno messo è per crimini contro la stessa, di conseguenza non avrebbe senso parlare di rapporti tra queste due "entità" fintanto che la pena non viene scontata.
        E' di fatto una di quelle cose che capitano agli altri fintanto che si è rispettosi delle leggi (le malattie scelgono per te, tu scegli se finire in galera) e riguarda i "liberi" solo nel momento in cui parte delle tasse che pago vengono investite nelle strutture carcerarie (e mi sta bene, le prigioni non devono essere lager in termini di pulizia, strutture mediche, ecc).
        [B]Come dicevo sempre alla mia ex moglie, mi rifiuto di guidare pi

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        • conogelato
          Candle in the wind

          • 17/07/06
          • 66028

          #5
          Il carcere f
          amate i vostri nemici

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          • Solomon Kane
            Vi dichiaro in arresto!
            • 20/07/05
            • 475

            #6
            Originariamente Scritto da mat612000 Visualizza Messaggio
            E fa un appello per combattere la discriminazione dei detenuti stranieri.
            Poveri.

            [QUOTE=mat612000;904883]

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            • Pulsar
              Opinionista
              • 08/04/08
              • 4761

              #7
              [QUOTE=mat612000;904883]
              Racconta la quotidianit
              [FONT="Georgia"][I]Ho un sogno e lo realizzer

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              • mat
                Il Magnifico
                • 20/05/05
                • 17786

                #8
                Mi sembra di capire che per alcuni mandare dei libri in lingue straniere, come propone l'iniziativa, ai detenuti stranieri attenuerebbe il rigore della pena.
                Sbaglio?
                Moderatore Debate Square

                "Era un mondo adulto, si sbagliava da professionisti"
                - P. Conte -


                Angst essen Seele auf

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                • cinziatitti
                  Gallina vecchia
                  • 16/11/07
                  • 1974

                  #9
                  Io sono del parere che se il carcere non riesce a diventare una struttura di accrescimento della persona può solo fare dell'altro danno a chi vi entra. Non erano definiti anche "Istituti di Correzione"? (o lo erano solo quelli per i minori?) Se non cerchiamo di migliorare le persone che vi entrano non possiamo poi lamentarci se appena escono riprendono a rubare-spacciare-scippare ecc. .
                  Qui si parla di negare un libro, io invece obbligherei tutti coloro che non hanno fatto le scuole dell'obbligo (e sono convita nelle carceri ce ne siano tanti) a studiare ed ad imparare un mestiere. Nelle carceri dove ci sono progetti in tal senso si sono ottenuti ottimi risultati: ma questo è un'altro discorso, rischiamo l'off-topic.
                  Poi sono certa che le galere con i detenuto con la divisa a righe e la palla al piede abbiano un costo più basso per lo stato ma rimettere nella società una persona che continua a delinquere non è forse un costo più alto, sia economico che morale?
                  [COLOR=#800080][FONT=lucida console][SIZE=2][I]Se

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                  • Amarilli

                    #10
                    Fornire ai carcerati uno dei pochi strumenti che possono ampliare la loro prospettiva ( Solomon sto parlando dei libri, non farti prendere dal terrore )
                    contribuire alla formazione personale , intellettuale e lavorativa
                    non

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                    • nomade
                      Banned
                      • 27/06/08
                      • 1411

                      #11
                      come non pensare al film "le ali della libert

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                      • Solomon Kane
                        Vi dichiaro in arresto!
                        • 20/07/05
                        • 475

                        #12
                        [QUOTE=Amarilli;905251]Fornire ai carcerati uno dei pochi strumenti che possono ampliare la loro prospettiva ( Solomon sto parlando dei libri, non farti prendere dal terrore )
                        contribuire alla formazione personale , intellettuale e lavorativa
                        non

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                        • lady cotard
                          vagamente snob
                          • 25/07/08
                          • 1636

                          #13
                          con tutta la mia buona volontà non riesco a capire come si faccia a non approvare un'iniziativa che chiede a chi vuole, senza costringere nessuno, di donare un libro.

                          fosse una nuova tassa, potrei anche capire, ma così: se vuoi porta un libro.
                          se hai modi migliori per impiegare 14 euro, allora bon, nessuno ti rompe le palle.

                          peraltro, per chi volesse, consiglio "educazione di una canaglia" di bunker.
                          è la biografia di bunker.
                          da lì, poi, leggerete la sua opera omnia, come ho fatto io, credo.

                          non mi ricordo più chi, potrei googlare perché mi sa che fosse nella prefazione di "little boy blue", ma mi pesa il culo, ha descritto, secondo me perfettamente, bunker come un ellroy che invece di leggere i romanzi d'appendice ha letto dovstojevskij.

                          segnatamente l'ha letto in carcere.
                          - diana. link. subito.-

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                          • Solomon Kane
                            Vi dichiaro in arresto!
                            • 20/07/05
                            • 475

                            #14
                            [QUOTE=lady cotard;905262]con tutta la mia buona volont

                            Comment

                            • lady cotard
                              vagamente snob
                              • 25/07/08
                              • 1636

                              #15
                              ah beh, pordios, pure io non la ascriverei tra le priorità italiane e se mi dicessero: toh nuova tassa per dare più libri in albanese agli sfruttatori della prosituzione detenuti nelle patrie galere alzerei il sopracciglio di disappunto (che è il massimo coinvolgimento politico a cui arrivo di questi tempi).
                              però ti dirò, ho qualche libro in arabo e la prima volta che capito in posta lo spedisco, tanto l'arabo dovrebbe essere una delle lingue più gettonate da quelle parti.
                              non fa male a nessuno.
                              sai mai che faccia bene e qualcuno.
                              - diana. link. subito.-

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