Che per natura ci ancoriamo a certezze che ci servono da punto di riferimento, o a cose che per noi rappresentano un rifugio sicuro in giorni tempestosi, e che quando per ventura o volont
E' vero quello che scrivi.
E' molto umano, mi viene da dire però che colui che piega questo comportamento spontaneo ai propri fini, è diabolico...
Moderatore Debate Square
"Era un mondo adulto, si sbagliava da professionisti"
- P. Conte -
E' molto umano, mi viene da dire però che colui che piega questo comportamento spontaneo ai propri fini, è diabolico...
Oh, è solo una garanzia in più, un paracadute per il fatto che una cosa ripetuta 1000/5000/10000 volte, radicata quindi nella mente delle persone e riconosciuta come LA verità non venga facilmente smontata.
"Nulla si conosce interamente finché non vi si è girato tutt'attorno per arrivare al medesimo punto provenendo dalla parte opposta."
Arthur Schopenhauer
Ci sono vari aspetti della questione.
Tu inculchi in una persona una menzogna e già questo è riprovevole, poi, per completare l'opera sfruttando l'umana tendenza a difendersi anche aggrappandosi a piccole o grandi certezze aizzi contro chi svela la menzogna...è questo l'aspetto diabolico, secondo me.
E' più colpevole chi crede in una menzogna o chi sfrutta la naturale resistenza a difendere anche quello che si inizia a percepire come non più vero?
Moderatore Debate Square
"Era un mondo adulto, si sbagliava da professionisti"
- P. Conte -
Voglio dire, a sette anni la certezza che esista Babbo Natale forse inizia ad essere meno tetragona...perchè avercela con chi dà la spallata finale?
Moderatore Debate Square
"Era un mondo adulto, si sbagliava da professionisti"
- P. Conte -
Chi si ostina a credere in una menzogna.
Perchè non credo che ignoranza e/o limiti personali di comprensione ed intuizione siano una colpa.
La colpa sta nella scelta di coltivarli.
"Nulla si conosce interamente finché non vi si è girato tutt'attorno per arrivare al medesimo punto provenendo dalla parte opposta."
Arthur Schopenhauer
"Nulla si conosce interamente finché non vi si è girato tutt'attorno per arrivare al medesimo punto provenendo dalla parte opposta."
Arthur Schopenhauer
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