ROMA - Fra cinque anni tutto sarà finito: Francesca Mambro avrà pagato il suo conto con la giustizia.
La ex appartenente ai Nar, condannata anche per la strage alla stazione di Bologna, ha ottenuto la libertà condizionale: sarà in libertà vigilata fino al 16 settembre 2013, quando la pena sarà estinta.
La Mambro, 49 anni, aveva già ottenuto la semilibertà nel ‘ 98 e la detenzione domiciliare speciale nel 2002, quando era nata la figlia Arianna.
Tre settimane fa il tribunale di sorveglianza ha accolto l’ istanza dell’ avvocato Michele Leonardi soprattutto perché, spiega il legale, negli ultimi dieci anni l’ ex terrorista «si è ravveduta» e si è dedicata senza risparmiarsi «alla riconciliazione e pacificazione con i familiari delle vittime».
In particolare, a convincere i giudici, sarebbero state le due lettere scritte alla Mambro e a Valerio Fioravanti (che è semilibertà da aprile 2004) da Anna Di Vittorio e Gian Carlo Calidori: una coppia che si è incontrata e innamorata in seguito alla bomba che aveva ucciso il fratello di lei, Mauro, e uno degli amici più cari di lui, Sergio Secci. «Ecco come i percorsi di sofferenza - chiosa l’ avvocato Leonardi — possono trasformarsi in percorsi di riconciliazione». L’ ordinanza valuta anche in modo positivo la capacità di reinserimento della ex estremista, che collabora all’ associazione «Nessuno tocchi Caino», ed esclude che sia ancora pericolosa socialmente.
Cosa ne pensate?
La ex appartenente ai Nar, condannata anche per la strage alla stazione di Bologna, ha ottenuto la libertà condizionale: sarà in libertà vigilata fino al 16 settembre 2013, quando la pena sarà estinta.
La Mambro, 49 anni, aveva già ottenuto la semilibertà nel ‘ 98 e la detenzione domiciliare speciale nel 2002, quando era nata la figlia Arianna.
Tre settimane fa il tribunale di sorveglianza ha accolto l’ istanza dell’ avvocato Michele Leonardi soprattutto perché, spiega il legale, negli ultimi dieci anni l’ ex terrorista «si è ravveduta» e si è dedicata senza risparmiarsi «alla riconciliazione e pacificazione con i familiari delle vittime».
In particolare, a convincere i giudici, sarebbero state le due lettere scritte alla Mambro e a Valerio Fioravanti (che è semilibertà da aprile 2004) da Anna Di Vittorio e Gian Carlo Calidori: una coppia che si è incontrata e innamorata in seguito alla bomba che aveva ucciso il fratello di lei, Mauro, e uno degli amici più cari di lui, Sergio Secci. «Ecco come i percorsi di sofferenza - chiosa l’ avvocato Leonardi — possono trasformarsi in percorsi di riconciliazione». L’ ordinanza valuta anche in modo positivo la capacità di reinserimento della ex estremista, che collabora all’ associazione «Nessuno tocchi Caino», ed esclude che sia ancora pericolosa socialmente.
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