L'Italia Immobile

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  • Cornolio
    hep
    • 28/09/04
    • 20779

    #1

    L'Italia Immobile

    Galli della Loggia non è esattamente il mio giornalista preferito, ma oggi ha sfornato un articolo interessante, per quanto discutibile in certi punti.
    Una buona lettura

    30/10/2008 - consegnato all'immobilità: ecco come appare oggi l'Italia. Non già nella cronaca convulsa del giorno per giorno, nell'agitazione della lotta...


    Un Paese fermo, consegnato all'immobilità: ecco come appare oggi l'Italia. Non già nella cronaca convulsa del giorno per giorno, nell'agitazione della lotta politica, nei movimenti sempre imprevedibili di una società composita, frammentata e priva di inquadramenti istituzionali forti. Ma un Paese fermo perché anche nelle sue élites prigioniero dei luoghi comuni, incapace di pensare e di fare cose nuove in modo nuovo, di sciogliere i nodi che da tanto tempo ostacolano il suo cammino.
    Da trent'anni ci portiamo sulle spalle un debito pubblico smisurato che non riusciamo a diminuire neppure di tanto. Da decenni dobbiamo riformare la scuola, la Rai, la sanità, le pensioni, la magistratura, la legge sulla cittadinanza, e siamo sempre lì a discutere come farlo. Da decenni dobbiamo costruire la Pedemontana, le prigioni che mancano, il sistema degli acquedotti che fa acqua, il ponte sullo Stretto, le metropolitane nelle città, la Salerno- Reggio Calabria, la Tav del corridoio 5, e non so più cos'altro. Ma non lo facciamo o lo facciamo con una lentezza esasperante. Nel tempo che gli altri cambiano il volto di una città, costruiscono una biblioteca gigantesca, un museo straordinario, noi sì e no mettiamo a punto un progetto di massima sul quale avviare discussioni senza fine.
    Perché in Italia le cose vanno così? I motivi sono mille ma alla fine sono tutti riconducibili a una sensazione precisa: siamo una società prigioniera del passato. Con lo sguardo perennemente rivolto all'indietro, che ama crogiolarsi sempre negli stessi discorsi, nelle stesse contrapposizioni, nelle stesse dispute, assistere sempre allo spettacolo degli stessi gesti e degli stessi attori. Da noi il passato non diviene mai inutile o inutilizzabile. Non si butta via mai niente. Ogni cosa è potenzialmente per sempre: ogni ruolo, ogni carica è a vita, e pure se siamo reduci da qualcosa lo siamo comunque in servizio permanente effettivo. In un'atmosfera di soffocante ripetitività siamo sempre spinti a conservare o a replicare tutto: idee, appuntamenti stagionali, parole d'ordine, comizi, titoli di giornali.
    Ci domina una sorta di freudiana ritenzione anale infantile: paurosi di abbandonarci alla libertà creativa e innovativa dell'età adulta, a staccarci dalla comodità del già noto, solo noi, nella nostra vita pubblica, abbiamo inventato la figura oracolare e un po' ridicola del «padre della patria» con obbligo di universale reverenza. È, il nostro, l'immobilismo di un Paese abbarbicato a ciò che ha vissuto perché non riesce a credere più nel proprio futuro, di un Paese che sotto la vernice di un'eterna propensione alla rissa in realtà fugge come la peste ogni rottura e conflitto veri, e desidera solo continuità. Che come un vecchio Narciso incartapecorito anela solo a rispecchiarsi nel già visto.
    Un Paese, come c'informa La Stampa di qualche giorno fa, dove Guido Viale, antico giovane di un remoto «anno dei portenti », si compiace — invece di averne orrore — che oggi «le occupazioni delle scuole si fanno assieme ai genitori», e che «questi ragazzi lottano accanto ai professori e ai presidi». Già, «accanto ai professori e ai presidi»: che lotte devono essere! E comunque è con queste, buono a sapersi, che l'Italia si allena ai duri cimenti dell'avvenire.

  • ROSK
    Opinionista
    • 31/03/06
    • 1398

    #2
    Un bellissimo articolo condivibile in molte parti, una fotografia perfetta della realt
    LIPPI ODIO TE E TUTTI I GOBBI COME TE

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    • Lisa
      Chimica
      • 29/09/04
      • 6463

      #3
      [QUOTE=Cornolio;943927]Galli della Loggia non
      Moderatrice Teatro

      [COLOR=Blue][SIZE="1"]quando arrivi a capire di una persona il motore che spinge ogni sua azione, quella parte interiore che nessuno vede, quella sua unicit

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      • Xilinx23
        The Count
        • 01/06/05
        • 41139

        #4
        [QUOTE=ROSK;943951]Non si riesce a riformare quei carrozzoni, scuola, Rai, sanit
        Membro del Consiglio degli Admin


        [RIGHT][I]L'ironia

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        • Gloucester
          Opinionista
          • 29/03/06
          • 5314

          #5
          Il nostro paese è caratterizzato da persistenti incrostazioni culturali, religiose e sociali, riconducibili anche ad un passato ingombrante con cui è difficile fare i conti. Alcuni le chiamerebbero sacche di arretratezza resistenti al cambiamento, altri positivo radicamento delle tradizioni. Già da questa ambivalenza (ed ambiguit&#224 riscontrabile nella pubblica opinione deriva la significativa propensione a rivolgere indietro lo sguardo: ostinandosi a vivere in un presente contraddittorio ove il passato non è ridotto a semplice memoria storica, costituendo piuttosto soggetto agente che continuamente viene riproposto come se costituisse una dinamica ancora in divenire. La conseguenza di questa continua confusione fra passato e presente che annulla le distanze e rende impossibile la formulazione di giudizi coinvolgenti l'intera comunità si ripercuote su di un'evoluzione che procede peculiarmente per stratificazioni timorose d'ogni possibilità di frattura. Poiché nulla è concluso e definitivo, nulla è assodato ed acquisito. Ascoltavo l'altro giorno il discorso di Napolitano dal sacrario di El Alamein in cui la sconfitta delle forze dell'Asse veniva letto come giudizio irrefutabile sul progetto totalitario nazifascista; ma anche e soprattutto come fallimento dei programmi d'espansione nazisti. E qui si operava il primo colpevole omissis ed il primo scivolamento, negando implicitamente (ed erroneamente) che il fascismo nutrisse propri programmi d'espansione militare violenta; quando poi la notizia veniva ripresa dai titoli di testa dei telegiornali, o dai commenti introduttivi degli speaker, allora El Alamein, nel discorso presidenziale, diventava il simbolo della sconfitta dell'inumano totalitarismo nazista e dei suoi progetti di conquista. Sic et simpliciter.

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          • mat
            Il Magnifico
            • 20/05/05
            • 17786

            #6
            Ne ho sentito un pezzo anch'io di quel discorso.
            Mi è sembrato che il Presidente volesse tenere insieme al diavolo anche l'acqua santa.
            Commemorare i nostri caduti che a giudizio unanime combatterono valorosamente, per una guerra sbagliata ma valorosamente, senza esaltarli (altrimenti sarebbe stato un discorso nostalgico) ma senza condannarli (sarebbe stato irrispettoso nei loro confronti da parte del capo supremo delle forze armate).
            Per poter dire entrambe le cose ha dovuto inventarsi questo artificio di una sorta di nemesi rigeneratrice della sconfitta militare fascista e monarchica in Africa.
            Tutto nasce, secondo me, così torno sul tema dell'immobilismo e del guardare indietro, perchè sulla nostra storia c'è tutto men che chiarezza.
            Su troppi fatti e fenomeni importanti (guerre, fascismo, antifascismo solo per citarne alcuni) esistono quasi solo ricostruzioni ideologiche agiografiche o di condanna.
            Se non c'è chiarezza e un minimo di verità storica con cui fare i conti come può guardarsi al futuro?
            Moderatore Debate Square

            "Era un mondo adulto, si sbagliava da professionisti"
            - P. Conte -


            Angst essen Seele auf

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            • Gloucester
              Opinionista
              • 29/03/06
              • 5314

              #7
              A dire il vero di ricostruzioni miranti all'imparzialità, nel mare magnum della pubblicistica faziosa ed interessata, ne esisterebbero e nemmeno poche. Ma chissà perché, tranne rarissimi casi, non riescono mai ad uscire dal circuito accademico per imboccare la strada della vasta risonanza di pubblico che la critica storica e politica hanno invece, ad esempio, nel mondo anglosassone. Il problema del perché ciò accada non è chiaro a me per primo, fermo restando che, con tutta evidenza, non è da imputarsi esclusivamente ad un difetto di intellegibilità ed accessibilità della produzione specialistica; fatto sta che, mancando questa comunicazione fondamentale, la rielaborazione e l'assimilazione della memoria storica è stata demandata ad una serie di attori il cui intervento è tutto fuorché disinteressato. Politici, giornalisti e commentatori la cui sudditanza nei confronti di specifici referenti politico-istituzionali continua a rimanere quella sancita dalle norme e dalle prassi del ventennio; dilettanti allo sbaraglio animati da un misto di ingenua faciloneria e tornaconto privato. La continua revisione e reinterpretazione della storia fa parte dei compiti della storiografia; che tale revisione avvenga ad opera di apologeti di una specifica pars, dall'una e dall'altra sponda, ingenera invece soltanto ondate cicliche di revisionismo.

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              • conogelato
                Candle in the wind

                • 17/07/06
                • 66028

                #8
                Senza affibbiare colpe ad alcuno, e' allora possibile arrivare a dire che l'Italia soffre di queste contraddizioni perche' noi italiani, SIAMO questa contraddizione? Anelanti di cose nuove e al tempo stesso timorosi di cio' che potrebbero portare? Secoli di dominio straniero hanno instillato in noi il timore e la devozione verso il potente di turno? La chiusura a riccio nel nostro orticello egoistico e' solo una forma di difesa che ha radici ataviche? E se si, come venirne fuori?
                amate i vostri nemici

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                • mat
                  Il Magnifico
                  • 20/05/05
                  • 17786

                  #9
                  Fatta l'Italia si dovevano fare anche gli italiani...
                  Moderatore Debate Square

                  "Era un mondo adulto, si sbagliava da professionisti"
                  - P. Conte -


                  Angst essen Seele auf

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                  • conogelato
                    Candle in the wind

                    • 17/07/06
                    • 66028

                    #10
                    Lavori in corso.
                    amate i vostri nemici

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                    • mat
                      Il Magnifico
                      • 20/05/05
                      • 17786

                      #11
                      Mah, a me sembra che i lavori li hanno dati in appalto a qualche ditta che è fallita...
                      Moderatore Debate Square

                      "Era un mondo adulto, si sbagliava da professionisti"
                      - P. Conte -


                      Angst essen Seele auf

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                      • conogelato
                        Candle in the wind

                        • 17/07/06
                        • 66028

                        #12
                        Il lavoro và fatto comunque, magari non al ribasso....
                        amate i vostri nemici

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                        • Pulsar
                          Opinionista
                          • 08/04/08
                          • 4761

                          #13
                          [QUOTE=Cornolio;943927]Galli della Loggia..
                          30/10/2008 - consegnato all'immobilità: ecco come appare oggi l'Italia. Non già nella cronaca convulsa del giorno per giorno, nell'agitazione della lotta...


                          Un Paese fermo, consegnato all'immobilit
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